Il buon re secondo Socrate
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Greco Terza edizione
Inizio: Ο Σοκρατης ελεγε βασιλεας
fine: προθυμοτατους ασπαζομενος
TRADUZIONE n. 1
SOCRATE DICEVA CHE IL POTERE E IL COMANDANTE NON AVENDO IL POTERE NE TOCCANDO IN SORTE NE FACENDO VIOLENZA NE MENTENDO AGLI ALTRI MA COMANDANDO IN MODO ADEGUATO E MOLTO VALOROSE ED IN MODO MOLTO AMBIZIOSO E IN MODO MOLTO AMANTE DEL RISCHIO E MOLTA CURA PER GLI DEI AVENDO CURA DEL CORPO E DEL PIACERE QUINDI TUTTI COLORO CHE SONO COMANDANTI HANNO COME ESEMPIO IL RE.
INOLTRE DICEVA CHE è NECESSARIO CHE I RE MIGLIORI SIANO MOLTO INSAZIABILI DI INTELLETTO E CHE SCHIERINO L'ESERCITO CON MOLTA SAGGEZZA.
DICEVA ANCHE CHE IL RE MIGLIORE E' ANCHE MOLTO MITE MA ANCHE MOLTO COMPIACENTE PER GLI AMICI ASSAI TERRIBILE PER I NEMICI E DIFFICILE DA INGANNARE NON MOLTO FORTE CON GLI AMICI MA LI ABBRACCIA CON MOLTO AFFETTO.
traduzione n. 2

Socrate diceva che re e arconti non erano coloro che avevano scettri, ma coloro che lo avevano in sorte(che erano destinati), né chi inganna li altri, ma i capaci a governare e i coraggiosi e i più amanti della gloria e più amanti del pericolo e i più rispettosi degli dei e i più moderati dei piaceri del corpo così che tutti chiedessero al re e così che tutti lo seguano come esempio. Inoltre diceva che era necessario che gli aristocratici fossero capi più scrupolosi dell'approvazione del giudizio e i più abili nello schierare l'esercito. Disse anche che il re migliore è il più benigno o anche certamente il più facile ad essere ingannato dagli amici, il più terribile e difficile ad essere ingannato dai nemici, amando tra gli amici non i più forti ma i più volenterosi.