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ὑπακουσάντων δὲ τῷ θεῷ τῶν Ἀθηναίων, προσέταξεν αὐτοῖς ὁ Μίνως διδόναι κόρους ἑπτὰ καὶ τὰς ἴσας κόρας δι´ ἐτῶν ἐννέα βορὰν τῷ Μινωταύρῳ ὅσον ἂν χρόνον ζῇ τὸ τέρας. δόντων δ´ αὐτῶν, ἀπηλλάγησαν τῶν κακῶν οἱ κατὰ τὴν Ἀττικήν, καὶ ὁ Μίνως πολεμῶν ἐπαύσατο τὰς Ἀθήνας. διελθόντων δὲ ἐτῶν ἐννέα πάλιν ὁ Μίνως ἦλθεν εἰς τὴν Ἀττικὴν μετὰ μεγάλου στόλου, καὶ τοὺς δὶς ἑπτὰ κόρους ἀπαιτήσας ἔλαβε. μελλόντων δ´ ἐκπλεῖν τῶν περὶ τὸν Θησέα, ὁ Αἰγεὺς συνέθετο πρὸς τὸν κυβερνήτην {καὶ προσέταξεν αὐτῷ}, ἐὰν μὲν ὁ Θησεὺς νικήσῃ τὸν Μινώταυρον, καταπλεῖν αὐτοὺς λευκοῖς ἱστίοις, ἐὰν δὲ ἀπόληται, μέλασι, καθάπερ καὶ πρότερον ποιεῖν εἰώθεσαν. καταπλευσάντων δ´ αὐτῶν εἰς Κρήτην Ἀριάδνη μὲν ἡ θυγάτηρ τοῦ Μίνωος ἠράσθη τοῦ Θησέως εὐπρεπείᾳ διαφέροντος, Θησεὺς δ´ εἰς λόγους ἐλθὼν αὐτῇ καὶ ταύτην συνεργὸν λαβών, τόν τε Μινώταυρον ἀπέκτεινε καὶ τὴν ἔξοδον τὴν τοῦ λαβυρίνθου παρ´ αὐτῆς μαθὼν διεσώθη.
Poiché gli Ateniesi furono soggetti al dio, Minosse ordinò loro di dare sette giovani e pari ragazze ogni nove anni come pasto al Minotauro per quanto tempo vivesse il mostro. Poiché essi consegnarono, essi nell’Attica furono liberati dai mali e, Minosse liberò Atene dalle guerre. Giungendo i nove anni di nuovo Minosse venne in Attica con un grande esercito e, prese due volte sette i giovani chiesti. Sul punto di salpare gli amici di Teseo, Egeo concordò col timoniere, che se Teseo vincerà il Minotauro essi navigano con bandire bianche, se invece morisse, nere, come proprio prima era solito fare. Quando essi approdarono a Creta Arianna la figlia di Minosse si innamorò di Teseo che si distingueva per bell’apparenza, Teseo venuto a colloquio con lei anche prendendola come complice, uccise il Minotauro e appreso da lei l’uscita del labirinto si salvò. (by Stuurm)
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Πατρος μεν δη ο Κυρος λεγεται γενεσθαι Καμυσου Περσων βασιλεως· ... επαιδευθη γε μην εν Περσων νομοις.
Si dice che Ciro sia nato dal padre Cambise re dei Persiani; lo stesso Cambise era della famiglia dei Perseidi; i Perseidi sono detti da Perseo; della madre si concorda che sia Mandane; questa Mandane era figlia di Astiage divenuto re dei Medi. Si dice e cantano ancor oggi fra i barbari che Ciro era per natura bellissimo d’aspetto e, un animo, straordinariamente generoso, avido di conoscenze, bramoso di gloria, da sopportare ogni fatica e ad affrontare ogni rischio pur di meritarsi le lodi. Si ricorda che aveva tale dote fisicha e morale; fu educato con norme dei Persiani.
Altra proposta di traduzione
Si dice che Ciro sia nato dal padre Cambise, re dei Persiani; quel celebre Cambise era della discendenza dei Perseidi; i Perseidi vengono così chiamati da Perseo; si conviene (si riconosce) che sia nato dalla madre Mandane: Mandane stessa era figlia di Astiage, re dei Medi. Si dice che Ciro sia cresciuto e che il bellissimo aspetto sia cantato anche ora dai barbari, benevolissimo nell'animo, assai desidero di sapere e assai ambizioso, tanto da sopportare tutte le fatiche e da sostenere ogni pericolo, tanto che venne elogiato per questo. Si conserva memoria dunque che Ciro avesse una tale natura dell'aspetto e dall'anima; fu educato in vero secondo le leggi dei Persiani.
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Περικλεους δε ακουων και αλλων αγαθων ρητορων ευ μεν ηγουμην λεγειν, τοιουτον δ' ουδεν επασχον, ουδ' ετεθορυβητο... αισχυνομαι τα ωμολογημενα.
Quando invece sentivo parlare Pericle o altri bravi oratori, mi rendevo conto che anch'essi parlavano bene, eppure non provavo niente di simile, non mi sentivo l'anima in tumulto, né turbata al pensiero di essere una ben povera cosa. Ma per costui, invece, per questo Marsia qui, quante volte mi son sentito come se non mi fosse più possibile vivere come vivevo. E non dirai mica, Socrate, che tutto questo non sia vero? Ed io sono convinto che anche adesso, se decidessi di ascoltarlo, non riuscirei a resistere e proverei le stesse emozioni. Egli, inevitabilmente, mi farebbe persuaso delle mie molte deficienze e che, perciò, invece, di badare un pò a me stesso, m'intrigo dei fatti degli Ateniesi. E così, mio malgrado, io mi tappo le orecchie, come se fossi in mezzo alle sirene e scappo via perché non voglio mica invecchiare vicino a lui. Soltanto davanti a quest'uomo io ho provato una cosa che nessuno mi sospetterebbe: quella di vergognarmi. Davanti a lui solo, io mi vergogno, perché riconosco che non ho la forza di contraddirlo, di oppormi a quello che mi dice di fare, ma poi, appena mi allontano da lui, ecco che mi lascio nuovamente prendere dal favore popolare; così lo evito e lo fuggo e quando lo vedo, solo a pensare a tutte le cose di cui mi ha convinto, arrossisco dalla vergogna.
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Οι δε ανθρωποι και εις τα αλλα μεν αναγκαιω χρωνται τω πυρι, μαλιστα ες τας θυσιας οπως εχοιεν κνισαν τας αγυιας... καγω αυθις απολογησομαι.. (da Luciano)
Gli uomini anche per il resto hanno bisogno del fuoco, e specialmente per i sacrifici, per profumare le vie di odore di carni e di incensi, e bruciare ossa delle cosce delle vittime su gli altari. Io vedo che voi gioite moltissimo per il fumo, e vi aspettate questo piacevolissimo banchetto, quando l’odor delle carni sale al cielo in spirali di fumo. Questo fortissimo biasimo dunque, se avete il vostro desiderio. Mi meraviglio come non avete proibito che il sole li illumini; quantunque questo fuoco sia molto più divino ed ardente. O accusate anche lui, che sperpera la roba nostra? Ho detto. Voi, o Ermes ed Efesto, se vi pare che ho detto qualcosa di male, correggetemi, e confutatemi, ed io parlerò di nuovo in mia difesa. (by Stuurm)
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Ουκουν ο τεχνην οιομενος εν γραμμασι καταλιπειν, και ου ο παραδεχομενος ως τι σαφες και βεβαιον εκ γραμματων...αυτος γαρ ουτ' αμυνασθαι ουτε βοηθησαι δυνατος αυτω.
TRADUZIONE LIBERA
Dunque chi crede di poter tramandare un’arte affidandola all’alfabeto e chi a sua volta l’accoglie supponendo che dallo scritto si possa trarre qualcosa di preciso e di permanente, deve esser pieno d’una grande ingenuità, e deve ignorare assolutamente la profezia di Ammone se s’immagina che le parole scritte siano qualcosa di piú del rinfrescare la memoria a chi sa le cose di cui tratta lo scritto. La scrittura è in una strana condizione, simile veramente a quella della pittura. I prodotti cioè della pittura ci stanno davanti come se vivessero; ma se li interroghi, tengono un maestoso silenzio. Nello stesso modo si comportano le parole (scritte): crederesti che potessero parlare quasi che avessero in mente qualcosa; ma se tu, volendo imparare, chiedi loro qualcosa di ciò che dicono esse ti manifestano una cosa sola e sempre la stessa. E una volta che sia messo in iscritto, ogni discorso arriva alle mani di tutti, tanto di chi l’intende tanto di chi non ci ha nulla [e] a che fare; né sa a chi gli convenga parlare e a chi no. Prevaricato ed offeso oltre ragione esso ha sempre bisogno che il padre gli venga in aiuto, perché esso da solo non può difendersi né aiutarsi.