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Graphis pagina 138 numero 38
Inizio: Πρωτον μεν ουν επεταξεν αυτω του Νεμεου λεοντος την δοραν κομιζειν. Τουτο δε ζωον ... Fine: εκομιζεν εις Μυκηνας.
Prima quindi gli comandò di portargli come dono la pelle del leone diNemea; quello era un animale invulnerabile nato da Tifone. Allora incamminandosi verso il leone giunse a Cleone e fu accolto da un pover'uomo Malorco. E a lui che voleva sacrificare una vittima disse di custodirla fino al trentesimo giorno e qualora fosse tornato incolume dalla caccia di sacrificare a Zeus salvatore, qualora fosse morto, allora di offrire un sacrificio a lui come ero. Così andando a Nemea e avendo raggiunto il leone per prima cosa cercò di colpirlo con l'arco, sicchè capì che non si era ferito, lo inseguì alzando una clava. Fuggendo insieme chiuse un entrata della tana a due aperture di quello e poi andò attraverso l'altra conto la belva e la trattenne strangolandola finchè non soffocò, portò così a Cleone il leone sulle spalle. Trovando Malorco nell'ultimo dei giorni quando era in procinto di sacrificare una vittima al morto, dopo aver sacrificato a Zeus salvatore portò il leone a Micene.
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Graphis pagina 125 numero 28
Inizio: Ο δε Μιλτιαδης των μεν αλλων νησων τινας αποβασεις ποιησαμενος επορθησε. ... Fine: ημας χρησθαι τη παροιμια τους ψευδομενους τας ομολογιας αναπαριαζειν φασκοντας .
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Παραστησαμενη δε τον υιον τον τοξοτην η Αφροδιτε ειπε· "Τεκνον, ζευγος τουτω αρας .... και ενταυθα τον ορκον ψευδονται.
Afrodite ponendosi davanti i al figlio saettatore disse: "Figliolo tu vedi questa coppia che ignora l'amore e nemica nostra e dei nostri segreti: la fanciulla ha fatto un giuramento sfrontato contro di me. Vedi che loro stanno correndo dietro una cerva comincia anche tu la caccia, prima della temeraria fanciulla: e (vedi che) completamente la tua saetta sia abilissima a colpire nel segno....(continua)
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Graphis pagina 107 numero 18
Πτολεμαιος ο βασιλευς ερωμενον ειχε Γαλετην ονομα, ιδει καλλιστον. Αμεινων δε ηv αρα τουτω τω μειρακιω η γνωμη της μορφης. ... τω φιλτρω του κατ'αυτον ερωτος.
Il re Tolomeo (dicono) che considerava bellissimo un amato che aveva nome Galete. Questo ragazzo dunque aveva l’animo più virtuoso dell’aspetto. Spesso quindi Tolomeo anche a lui attestava e diceva: “ O bella persona, tu non fosti mai ad alcuno motivo di male, a molti anche procurasti molti beni”. Egli il ragazzo cavalcava insieme al re; avendo visto da lontano alcuni condotti alla pena di morte, non guardò con indifferenza, ma disse a Tolomeo: “O re, poiché per un certo volere di dio propizio di quelli che sono condotti siamo passati per caso a cavallo, orsù, se ti pare opportuno, aumentiamo la cavalcata e inseguiamo con rapidità diventiamo come Dioscuri agli sventurati, compagni generosi e buoni” appunto come si canta di questi dei. Egli rallegratosi oltremodo per la sua bontà d’animo e avendo amato oltremodo la sua propensione alla bontà, li salvò e maggiormente consegnò all’incantesimo d’amore verso lui.(by Stuurm)
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Grafis pagina 95 numero 11
Φυγης δε γενομενης, οι μεν Βοιωτοι βραχυν επιδωξαντες χρονον ανεστρεψαν, ... επικηρυκευσαμενων περι της των νεκρων αναιρεσεως αμφοτεροι τους ιδιοις εθαψαν.
Avvenuta la fuga, i Beoti che inseguivano per poco tempo tornarono indietro, ritenendo la cosa più necessaria impadronirsi dei morti. Avendo i trombettieri richiamato i soldati, tutti quanti si ritirarono dalla battaglia, ed entrambi avendo innalzato il trofeo della vittoria litigavano. Mentre gli Ateniesi infatti che avevano vinto nei pressi della collina gli Eubei e i signori cominciarono i pagamenti dei cadaveri, i Beoti invece che avevano sconfitto di forza gli Spartani ed impadronendosi dei caduti attribuivano a sé stessi la vittoria. Quindi per un po’ di tempo nessuno dei due mandarono ambasciatori per il recupero dei morti, per non sembrare di cedere per primo; dopo ciò gli Spartani avendo mandato per primi ambasciatori riguardo il recupero dei morti, entrambi seppellirono i propri.