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Αλλα γαρ οιδ' ο τι δει τοιαυτα ολοφυρεσθαι· ου γαρ ελανθανομεν ημας αυτους οντες θνητοι...αλλ' εκλεξαμενοι τον καλλιστον.
Ma non so perché si debba soffrire di fronte a queste circostanze. Infatti non ci era sfuggito come fossimo mortali: allora per quale ragione addolorarci adesso a motivo di eventi che già da tempo attendevamo di subire o affliggerci così tanto per sciagure a noi connaturate, consapevoli che la morte accomuna i peggiori e i migliori? Essa infatti non disprezza i malvagi né resta ammirata di fronte ai buoni, ma si presenta a tutti allo stesso modo. E anche se coloro che fossero sfuggiti ai rischi della guerra potessero rimanere immortali per il resto del tempo, i vivi dovrebbero piangere i caduti per sempre. Ma in realtà la natura è preda delle malattie e della vecchiaia, mentre il demone che ha avuto in sorte il nostro destino è ineluttabile Così conviene che questi stimino felicissimi tutti quelli che, avendo corso pericolo per cose grandissime e bellissime, così finiscono la vita, non avendola abbandonata per propria sorte, né avendo aspettato la morte spontanea, ma perché scelsero la cosa migliore.
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Μετα ταυτα δε Ξερξης ο της Ασιας βασιλευς, καταφρονησας μεν της Ελλαδος εψευσμενος δε της ελπιδος ... αλλα των μεν ακοντων υπαρκουοντων, των δε εκοντων προδιδοντων.(da Lisia)
Dopo di ciò Serse, re dell'Asia, disprezzando i Greci, ingannatosi nella speranza, avvilito per l'accaduto, adirato per la sconfitta, infuriato contro i colpevoli, non avendo ancor provato i mali ed essendo inesperto di uomini valorosi, nel decimo anno, fatti grandi preparativi, giunse con milleduecento navi, e di esercito terrestre condusse una moltitudine così sterminata che sarebbe grande fatica anche soltanto enumerare ad uno ad uno i popoli che venivano con lui. E questa è la maggior prova della moltitudine: infatti, mentre gli era possibile con mille navi per il punto piú stretto dell'Ellesponto traghettare l'esercito terrestre dall'Asia in Europa, non volle far ciò, poiché riteneva che ciò gli sarebbe costato un lungo indugio; ma disprezzando sia la natura degli elementi sia le opere divine e gli intendimenti umani, si aprì una strada attraverso il mare e obbligò la navigazione a svolgersi attraverso la terra, costruendo un ponte di navi sull'Ellesponto e scavando il monte Athos, mentre nessuno gli si opponeva, ma alcuni si adattavano di mala voglia, altri si offrivano volentieri.
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δίκαιον δὲ νομίζοντες εἶναι, οὐ προτέρας ἔχθρας ὑπαρχούσης πρὸς Εὐρυσθέα, οὐδὲ κέρδους προκειμένου πλὴν δόξης ἀγαθῆς,
τοσοῦτον κίνδυνον ὑπὲρ αὐτῶν ἤραντο, τοὺς μὲν ἀδικουμένους ἐλεοῦντες, τοὺς δ’ ὑβρίζοντας μισοῦντες, καὶ τοὺς μὲν κωλύειν ἐπιχειροῦντες, τοῖς δ’ ἐπικουρεῖν ἀξιοῦντες, ἡγούμενοι ἐλευθερίας μὲν σημεῖον εἶναι μηδὲν ποιεῖν ἄκοντας, δικαιοσύνης δὲ τοῖς ἀδικουμένοις βοηθεῖν, εὐψυχίας δ’ ὑπὲρ τούτων ἀμφοτέρων, εἰ δέοι, μαχομένους ἀποθνῄσκειν. τοσοῦτον δ’ ἐφρόνουν ἀμφότεροι, ὥσθ’ οἱ μὲν μετ’ Εὐρυσθέως οὐδὲν παρ’ ἑκόντων ἐζήτουν εὑρίσκεσθαι, Ἀθηναῖοι δὲ οὐκ ἠξίουν Εὐρυσθέα αὐτὸν ἱκετεύοντα τοὺς ἱκέτας αὐτῶν ἐξελεῖν. παραταξάμενοι δ’ ἰδίᾳ δυνάμει τὴν ἐξ ἁπάσης Πελοποννήσου στρατιὰν ἐλθοῦσαν ἐνίκων μαχόμενοι, καὶ τῶν Ἡρακλέους παίδων τὰ μὲν σώματα εἰς ἄδειαν κατέστησαν, ἀπαλλάξαντες δὲ τοῦ δέους καὶ τὰς ψυχὰς ἠλευθέρωσαν, διὰ δὲ τὴν τοῦ πατρὸς ἀρετὴν ἐκείνους τοῖς αὑτῶν κινδύνοις ἐστεφάνωσαν.
TRADUZIONE libera
(Gli ateniesi) si assunsero un compito così rischioso, mossi da pietà per le vittime e da odio per gli oppressori; agli uni cercavano di impedire una violenza, e agli altri ritenevano giusto portare aiuto; erano convinti che fosse segno di libertà il non dover fare nulla contro la propria volontà, di giustizia il portare aiuto alle vittime di una violenza, e di coraggio il morire in battaglia, se era necessario, per questi due ideali. Le due parti si erano così irrigidite sulle loro posizioni che gli uomini di Euristeo non tentavano nemmeno più di ottenere nulla con il consenso degli Ateniesi, e gli Ateniesi non avrebbero tollerato che neppure Euristeo in persona, presentandosi come supplice, portasse via i loro protetti. Schieratisi a battaglia, con la loro sola forza sconfissero l'esercito venuto da tutto il Peloponneso e salvarono la vita ai figli di Eracle, ma soprattutto, affrancandoli dalla paura, ne resero liberi anche gli animi; e, affrontando quei rischi, coronarono con la vittoria quei giovani in riconoscimento della virtù del loro genitore. /
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Χωρις γαρ τεχνων και φιλοσοφιων και των αλλων ωφελειων, ας εχοι τις αν εις εκεινην και τον πολεμον τον Τρωικον ανενεγκειν, δικαιως αν και του μη δουλευειν... μεγαλας και χωραν πολλην αφελεσθαι των βαρβαρων.
Oltre alle arti, alle scienze e alle altre utilità, che uno potrebbe far risalire a lei e alla guerra troiana, potremmo ritenere giustamente che Elena sia stata la causa del fatto anche che noi non siamo più asserviti ai barbari. Troveremo infatti che i Greci grazie a lei siano stati in concordia e abbiano compiuto una spedizione comune contro i barbari, e che allora per la prima volta l'Europa abbia innalzato sull'Asia un trofeo di vittoria. Da queste cose noi ottenemmo un tanto grande cambiamento, che fino a quel momento i più infelici tra i barbari erano ritenuti degni di comandare sulle città greche - Danao fuggito dall’Egitto occupò Argo, e Cadmo Sidonio regnò su Tebe, e i Cari abitarono le nostre isole, e Pelope figlio di Tantalo ottenne l’impero di tutto il Peloponneso, dopo quella guerra la nostra gente prese tanto vantaggio, che tolsero ai barbari sia grandi città sia molto territorio.
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Λειπεται δ' ημιν ειπειν υπερ της του Ξαρωνδου τελευτης, καθ' ην ιδιον τι και παραδοξον αυτω συνεβη. ... ταυτην περιτιθεασι Διοκλει τω Συρακοσιων νομοθετη. (Diodoro Siculo)
Ci rimane da dire sulla morte di Caronda, riguardo la quale a costui accadde un fatto particolare ed incredibile. Infatti uscendo verso il paese con un pugnale a causa dei briganti e durante il ritorno costituitasi (συνίστημι) un'assemblea ed un tumulto si avvicinò dandosi molto da fare (προσίστημι). Poichè egli aveva stabilito (νενομοθετηκως = νομοθετέω participio attiva perfetto maschile singolare nominativo) per legge che nessuno prendesse parte ad un'assemblea con un arma, e dimenticandosi che aveva con sé il pugnale, diede ad alcuni nemici un pretesto di un'accusa. Dicendo uno di questi “hai distrutto la personale legge (la legge che hai fatto tu)”, “Per Zeus”, disse, “ma io la renderò autorità”: ed estratto il pugnale si tagliò la gola. Alcuni tra gli storici attribuiscono quest’azione a Diocle legislatore dei Siracusani.