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Οι δ'Αθηναιοι τηλικουτοις περιεχομενοι κακοις ομως αντειχον, και ραδιως την πολιν παρεφυλαττον επι τινα χρονον. Τοις δε Πελοποννησιοις εδοξεν, επειπερ δυσχερης ην η πολιορκια, τας μεν δυναμεις απαγαγειν εκ της Αττικης, ταις δε ναυσι μακραν εφεδρευειν .... Fine: των δε πολεων πασων εκχωρησαι και Λακεδαιμονιοις ηγεμοσι χρησθαι.
Essendo gli Ateniesi avvolti da così grandi sventure, tuttavia per un certo tempo resistevano e difendevano agevolmente. Ai Peloponnesiaci poiché l'assedio era difficile, parve opportuno condurre via le truppe dall'Attica e da lontano tendere agguati alle navi affinché non fosse consegnato loro il cibo. Poiché ciò fu realizzato, gli Ateniesi si ritrovano in una terribile scarsità di ogni bene, e soprattutto di alimenti dato che questi venivano loro consegnati via mare. Dal momento che la terribile situazione si accresceva ogni giorno, la città era colma di morti e i superstiti, dopo aver inviato ambasciatori agli spartani, stipularono la pace, in base alla quale avrebbero abbattuto le grandi mura e le mura del Pireo, non avrebbero avuto più di dieci grandi navi, si sarebbero ritirati da tutte le città e sarebbero stati soggetti ai comandanti Lacedemoni.
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Eulogos 2 pagina 119, numero 257
Παραγκωνισαμενος δ' ο νεωτερος τον πρεσβυτερον ηρχεν ο Αμολλιος, υιου δ' οντος και θυγατρος τω Νουμιτορι, τον μεν εν κυνηγια δολοφονει ... καλεσαι δε τον μεν Ρωμυλον τον δε Ρωμον.
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Eulogos 1 pagina 163 numero 29
Αι περαν του Ρηνου ποταμου χωραι προς την εω υπο των Γερμανων ενεμοντο. Οι ανθρωποι μακροι και αγριοι και ξανθοι ησαν ... αλλα τοις θεοις τας υλας ανετιθεσαν.
Le regioni sull'altra sponda del fiume Reno, a Oriente, erano abitate dai Germani. Erano uomini alti e selvaggi e biondi. Questi non gradivano la pace né la concordia, ma la guerra e la rivalità; poi non lavoravano la terra ma procuravano i mezzi di sostentamento con la rapina. I germani passavano il tempo nei villaggi all'interno dei boschi. Quando nella regione c'era discordia i giovani andavano volontariamente presso le tribù e si facevano carico della guerra. In guerra non combattevano schierati, come i romani, tuttavia erano coraggiosi e forti e terribili a vedersi, perciò invincibili. Essi non avevano il desiderio di ricchezza e di sfarzo: infatti non stimavano né l'oro né l'argento e ritenevano la ricchezza essere colpa della codardia. tra gli dei veneravano soprattutto la luna e alla dea sacrificavano numerosi sacrifici e spesso umani e non edificavano santuari, ma attribuivano le foreste agli dei. ( by Sunshine03)
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Eulogos 1 pagina 200 numero 48
Η της Αττικης γη παντοιων Ζωων επιμπλατο· ιπποι, αιγες, νησσαι, μελισσαι και αλλα ζωα ησαν. Ετι δε και τα θηρια ..."Γλαυκας εις Αθηνας φερειν".
La terra dell'attica era piena di animali di ogni genere. C'erano cavalli, capre, anatre, api e altri animali. Inoltre c'erano anche le belve, laggiù infatti nei boschi e sulle colline c'erano gufi, civette e volpi. I contadini dell'Attica avevano innumerevoli greggi di agnelli e di capre. Nella regione infatti c'era abbondanza di cibo con capre e pecore: da una parte le pecore fornivano agnelli e lane dall'altra le capre fornivano capretti e carne. I gufi spesso portavano via capretti e agnellini. Le volpi e le faine invece per la fame entravano furtivamente nei pollai e divoravano le anatre/le galline. A volte invece venivano catturate dalle reti o da lacci dai guardiani/bovari o dai cacciatori. La civetta era sacra ad Atena per la qual cosa non venivano cacciate dagli abitanti dell'Attica ma venivano venerate perché mostravano la volontà della dea. I boschi e le rupi dell'Attica erano dunque colme di civette, di qui (in seguito a ciò) nasceva il proverbio"Portare civette ad Atena.".
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Eulogos 1 pagina 186 numero 36
Στρατηγος τις, διοτι τον στρατον εν αποροις εβλεπε, τοις στρατιωταις ελεγε· "Καλους κατελπισμους εχομεν σωτεριας. ... και ζωσουσι τους αγαθους εκ δεινων κινδυνον."
Un tale stratega, poiché vedeva l’esercito in difficoltà, diceva ai soldati: "Abbiamo buone speranze di salvezza. Infatti noi siamo leali e onoriamo gli dei, i nemici non sono soltanto empi, ma anche vengono meno alla tregua (fatta) con giuramento. Gli dei sono ora avversi ai nemici, a noi amici: è degli dei infatti assegnare ai forti la sconfitta, salvare i bisognosi dalla violenza. Se allora combattiamo da valorosi contro i nemici, è sicura la vittoria. Gli dei infatti onorano sia la virtù degli uomini leali e valorosi, sia salvano i buoni da gravi pericoli". (by Geppetto)