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traduzione LIBRO EULOGHIA
Inizio: άκουων δέ περι της 'Ρωμαίων πόλεως, οτι πάντας ασμένως Fine: άξιον της τιμής ταύτης ίαυτόν παράσχων.
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Alla ricerca del vero amico
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Euloghia
ἐδόκει δέ μοι καὶ εἰς τὸ δοκιμάζειν φίλους ὁποίους ἄξιον κτᾶσθαι φρενοῦν τοιάδε λέγων· εἰπέ μοι, ἔφη, ὦ Κριτόβουλε, εἰ δεοίμεθα φίλου ἀγαθοῦ, πῶς ἂν ἐπιχειροίημεν σκοπεῖν; ἆρα πρῶτον μὲν ζητητέον, ὅστις ἄρχει γαστρός τε καὶ φιλοποσίας καὶ λαγνείας καὶ ὕπνου καὶ ἀργίας; ὁ γὰρ ὑπὸ τούτων κρατούμενος οὔτ’ αὐτὸς ἑαυτῷ δύναιτ’ ἂν οὔτε φίλῳ τὰ δέοντα πράττειν. μὰ Δί’ οὐ δῆτα, ἔφη. οὐκοῦν τοῦ μὲν ὑπὸ τούτων ἀρχομένου ἀφεκτέον δοκεῖ σοι εἶναι; 2πάνυ μὲν οὖν, ἔφη. τί γάρ; ἔφη, ὅστις δαπανηρὸς ὢν μὴ αὐτάρκης ἐστίν, ἀλλ’ ἀεὶ τῶν πλησίον δεῖται, καὶ λαμβάνων μὲν μὴ δύναται ἀποδιδόναι, μὴ λαμβάνων δὲ τὸν μὴ διδόντα μισεῖ, οὐ δοκεῖ σοι καὶ οὗτος χαλεπὸς φίλος εἶναι; πάνυ γ’, ἔφη. οὐκοῦν ἀφεκτέον καὶ τούτου; ἀφεκτέον μέντοι, ἔφη. .τί γάρ; ὅστις χρηματίζεσθαι μὲν δύναται, πολλῶν δὲ χρημάτων ἐπιθυμεῖ, καὶ διὰ τοῦτο δυσσύμβολός ἐστι, καὶ λαμβάνων μὲν ἥδεται, ἀποδιδόναι δὲ μὴ βούλεται;
TRADUZIONE
Mi pareva che anche nell'esaminare quali amici vale la pena di acquistare, Socrate desse buoni consigli quando diceva così: "Dimmi, Critobulo, se avessimo bisogno di un buon amico, in che modo ci metteremmo a cercarlo? Non dovremmo forse cercare per prima cosa uno che sa controllare la fame e il desiderio di bere, la lascivia, il sonno e la pigrizia? Infatti chi è dominato da questi piaceri non può fare ciò che si deve né per sé né per l'amico". "No di certo, per Zeus" rispose. "Non ti pare allora che si debba evitare chi è soggiogato da queste passioni?""È così certamente" disse Critobulo. "E che?" ri prese Socrate "Se uno è prodigo senza essere autosufficiente, e sempre ha bisogno dell'aiuto del vicino, e se prende non è capace di restituire, e se non prende odia chi non gli da aiuto, non ti pare che anche questo come amico sia difficile da sopportare?" "Sicuro. " "Non bisogna allora evitare anche lui?" "Bisogna certo. ""E uno che sa fare quattrini, ma ne desidera molti, e per questo è difficile da trattare, ed è felice di prendere, ma non vuole contraccambiare?"
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L'origine di Atene è nel diritto
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Euloghia
TRADUZIONE
E ra necessario per i nostri antenati poiché utilizzavano una sola opinione riguardo la giustizia confutare molte cose. infatti il principio della vita è la giustizia, non infatti, come i più essendosi radunati da ogni luogo e avendo cacciato gli altri abitarono nella terra altrui. per primi e da soli in quel tempo dopo aver scacciato le tirannidi presso di loro fondarono la democrazia, ritenendo che la libertà di tutti fosse la più grande concordia, generando dai pericolo spreanze comuni per gli uni e per gli altri si amministravano con animo libero, onorando i migliori e punendo i peggiori attraverso la legge, ritenendo che fosse proprio degli animali essere sopraffatti dalla violenza, ritenendo che fosse conveniente per gli uomini delimitare il giusto con la legge, persuadere con i discorsi, servire questi attraverso le opere, essendo governati dalla legge, essendo istruiti dal discorso.
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Un maestro disonesto la punizione II
VERSIONE DI GRECO di Dionigi di Alicarnasso
TRADUZIONE dal libro Euloghia
"Ό δὲ Κάμιλλος εἰς φυλακὴν παραδιδους τον γραμματιστὴν και τους παιδας, επιστελλει τε βουλε δια γραμματων τα γενομενα και τι κρὴ ποιειν ἤρετο. " ...
"κομισαμενοι δε τους παιδας οι φαλισκοι και τον γραμματιστεν αξιως της κακης διανοιας τιμωρησαμενοι παρεδοσαν τῷ Καμιλλῳ τὴν πολιν
TRADUZIONE libera
Mentre camillo assediava la città dei Falisci uno di questi sia che disperasse della patria sia che protegesse il suo utile, tradendo i fanciulli delle famiglie più illustri ai quali esso era maestro di lettere li portò fuori le porte (della città) come per passeggiare dinanzi le mura, e far loro vedere il campo romano. Poi allontanandoli a poco a poco dalla città, li condusse presso le guardie romane: queste accorsero ed egli consegnò se stesse e gli altri. Portato da Camillo disse che da gran tempo egli volevarendere la città dei romani ma non avendo in sua balia ne la forza ne le porte ne le armi si premunì di mettere nelle mani di lui i figli dei cittadini primari, considerando che i padri solleciti avessero la necessità di salvarli e di consegnare quanto prima la città ai romaniE così diceva immaginandosi meravigliosi premi per il tradimento. Camillo dati da custodire il maestro e i fanciulli scrisse al senato il successo chiedendo cià che fosse da fare. Lasciatogli dal senato di farne il meglio che a lui sembrasse, egli fece uscire dagli alloggiamenti il maestro e i fanciulli e fece alzare il suo tribunale non lontano dalle porte, presentantisi immensa la folla sulle mura e dalle porte. Quindi prima cosa illustrò ai falisci quanto il maestro fosse stato ardito nell'offenderli, poi ordinò che i servi gli togliessero la veste e lo frustassero molto bene con le sferzate e quando tal pena sembrò gli bastasse, allora diede delle frustate ai fanciulli e fece che si presentasse davanti alla città legati con le mani dietro battendolo e picchiandolo in ogni modoI falisci recuperati i fanciulli e punito il maestro in proporzione del suo misfatto sottomisero la patria a camillo
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La frugalità di Agesilao
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Euloghia (greco per il triennio)
Inizio: Ην δέ τις Άπολλοφανες...
Fine: ...άντιπρούτεινε και ό Άυησίλαος.
TRADUZIONE
Vi era un tale Apollofane di Cizico, era per caso ospite da tempo antico a Farnazabo che in quel periodo aveva stretto legami d'amicizia anche con Agesilao. Gli disse quindi che riteneva possibile procurargli un
colloquio con Farnabazo al fine di concludere un trattato di alleanza. Ascoltó la proposta, avendo allestito i sacrifici, porgendogli la mano destra e conducendo Farnabazo nel luogo convenuto dove Agesilao e i trenta che erano con lui lo attendevano distesi sul prato. Farnabazo giungeva con una veste molto sfarzosa. Ma quando i servi gli stesero ai piedi i cuscini ricamati su cui i Persiani sono soliti mettersi comodamente a sedere, si vergognó di tanto lusso, vedendo la frugalità di Agesilao; si sedette anche lui sull'erba così come riteneva giusto. Si scambiarono innanzitutto i saluti, poi Farnabazo porse la mano destra e anche Agesilao.