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CRONACA DI UNA MORTE ANNUNCIATA II
VERSIONE DI GRECO di Lisia
TRADUZIONE dal libro Euloghia - pag. 381 n. 173
TRADUZIONE parte I
In un primo tempo voglio raccontare le cose sono accadute a conclusione del giorno. Sostrato era mio intimo amico. Di sera tornando dal campo lo incontrai. Io sapendo che tornando a quell'ora non avrebbe trovato niente a casa, lo invitai a mangiare insieme: e giunti a casa mia, saliti al piano superiore mangiammo insieme. Dopo che ero stato bene con lui, dal momento che quello tornò a casa, io andai a dormire. Eratostene, o uomini, entra, e la serva una volta sveglia subito mi riferisce ciò che accade in casa. Ed io avendo detto a quella di sorvegliare la porta, una volta sceso uscii in silenzio, e andai da questo e da quell'amico, e non li trovai in casa, non trovai nemmeno quelli che erano tornati a casa. Avendo conosciuto quante più cose possibili dai presenti procedevo.
TRADUZIONE PARTE II
Dopo aver preso delle fiaccole dal posto, il più vicino, essendo stata aperta la porta e preparata dalla serva, ci siamo avviati. Avendo spalancato la porta della camera da letto, alcuni, entrati per primi, lo videro che giaceva ancora con la donna, quelli che entrarono dopo invece lo trovarono che stava dritto, nudo nel letto. Io dunque, o giudici, dopo averlo colpito (preso a pugni) lo butto giù e con la mano, dopo averlo fatto voltare indietro e legato, gli domandai perché mi avesse fatto oltraggio entrando nella mia casa. Quello ammise di aver commesso un'ingiustizia, ma supplicava e pregava di non ucciderlo, in cambio di denaro (accettava di pagare del denaro). Ma io dissi: "Non ti ucciderò io, ma la legge della città che tu, trasgredendola, hai stimato poco meno dei piaceri e hai preferito più commettere tale offesa verso mia moglie e verso i miei figli, piuttosto che obbedire alle leggi ed essere onesto. " Così, o uomini, si imbattè (ottenne) in quelle cose che le leggi stabiliscono per coloro che fanno queste cose.
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UN MAESTRO DISONESTO: IL TRADIMENTO
VERSIONE DI GRECO di Dionigi di Alicarnasso
TRADUZIONE dal libro Euloghia - pag. 223 n. 60
Καμίλλου τὴν Φαλερίων πόλιν πολιορκοῦντος Φαλίσκων τις εἴτ' ἀπεγνωκὼς τὴν πόλιν εἴτε κέρδη θηρώμενος ἴδια παῖδας ἐκ τῶν ἐπιφανεστάτων οἴκων παρακρουσάμενος–ἦν δὲ διδάσκαλος γραμμάτων– ἐξήγαγεν ἐκ τῆς πόλεως, ὡς περιπατήσοντάς τε πρὸ τοῦ τείχους καὶ τὸ ῾Ρωμαικὸν στρατόπεδον θεασομένους. Ὑπαγόμενος δὲ κατὰ μικρὸν αὐτοὺς προσωτέρω τῆς πόλεως ἐπὶ φυλακτήριον ῾Ρωμαικὸν ἄγει καὶ τοῖς ἐκδραμοῦσι παραδίδωσιν, ὑφ' ὧν ἀχθεὶς ἐπὶ τὸν Κάμιλλον ἔφη• βεβουλεῦσθαι μὲν ἔτι πάλαι τὴν πόλιν ὑπὸ ῾Ρωμαίων ποιῆσαι, οὐδενὸς δὲ κύριος ὢν οὔτε ἄκρας οὔτε πυλῶν οὔθ' ὅπλων τοῦτον ἐξευρηκέναι τὸν τρόπον, ὑποχειρίους ποιῆσαι τοὺς υἱεῖς τῶν εὐγενεστάτων, ἄφυκτον ἀνάγκην ὑπολαβὼν τοὺς πατέρας αὐτῶν καταλήψεσθαι τῆς σωτηρίας τῶν τέκνων περιεχομένους τάχιον παραδοῦναι ῾Ρωμαίοις τὴν πόλιν. Ὁ μὲν δὴ ταῦτ' ἔλεγε πολλὰς ἐλπίδας ἔχων θαυμαστούς τινας ἐξοίσεσθαι μισθοὺς τῆς προδοσίας.
TRADUZIONE
Mentre Camillo assediava la città di Falerii, uno dei Falisci, sia perché aveva rifiutato la città sia perché andava a caccia di guadagni personali, ingannati i figli provenienti dalle famiglie più nobili -era infatti un maestro di grammatica- li condusse fuori dalla città, col pretesto che facessero una passeggiata discutendo davanti alle mura e che guardassero l'accampamento romano. Attirandoli dunque a poco a poco in un luogo più lontano dalla città, li conduce verso un presidio romano e li consegna a quelli che ne erano usciti di corsa; una volta condotto da questi da Camillo, disse che da tempo aveva deciso di sottomettere la città ai Romani, e che non avendo potere su nulla, né sulla rocca né sulle porte, aveva trovato questo modo, cioè di rendere assoggettati (sottomettere) i figli dei più nobili, avendo immaginato che come un'inevitabile necessità sarebbe accaduto che i loro padri, legati alla salvezza dei figli, consegnassero la città ai Romani. Ed egli diceva queste parole, nutrendo grandi speranze di guadagnarsi straordinari compensi per il tradimento.
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gli spartani rompono la tregua sacra
VERSIONE DI GRECO di TUCIDIDE
TRADUZIONE dal libro EULOGHIA
INIZIO: Ως δε ουδε ταυτα ηθελον, Λακεδαιμονιοι μεν ειργοντο του ιερου και οικοι εθυον
FINE: Οι μεντοι Λακεδαιμονιοι ησυχασαν τε και η εορτη αυτοις ουτω διηλθεν
ὡς δὲ οὐδὲ ἤθελον, Λακεδαιμόνιοι μὲν εἴργοντο τοῦ ἱεροῦ καὶ οἴκοι ἔθυον, οἱ δὲ ἄλλοι Ἕλληνες ἐθεώρουν πλὴν Λεπρεατῶν. ὅμως δὲ οἱ Ἠλεῖοι δεδιότες μὴ βίᾳ θύσωσι, ξὺν ὅπλοις τῶν νεωτέρων φυλακὴν εἶχον· ἦλθον δὲ αὐτοῖς καὶ Ἀργεῖοι καὶ Μαντινῆς, χίλιοι ἑκατέρων, καὶ Ἀθηναίων ἱππῆς, οἳ ἐν Ἁρπίνῃ ὑπέμενον τὴν ἑορτήν. δέος δ' ἐγένετο τῇ πανηγύρει μέγα μὴ ξὺν ὅπλοις ἔλθωσιν οἱ Λακεδαιμόνιοι, ἄλλως τε καὶ ἐπειδὴ καὶ Λίχας ὁ Ἀρκεσιλάου Λακεδαιμόνιος ἐν τῷ ἀγῶνι ὑπὸ τῶν ῥαβδούχων πληγὰς ἔλαβεν, ὅτι νικῶντος τοῦ ἑαυτοῦ ζεύγους καὶ ἀνακηρυχθέντος Βοιωτῶν δημοσίου κατὰ τὴν οὐκ ἐξουσίαν τῆς ἀγωνίσεως προελθὼν ἐς τὸν ἀγῶνα ἀνέδησε τὸν ἡνίοχον, βουλόμενος δηλῶσαι ὅτι ἑαυτοῦ ἦν τὸ ἅρμα· ὥστε πολλῷ δὴ μᾶλλον ἐπεφόβηντο πάντες καὶ ἐδόκει τι νέον ἔσεσθαι. οἱ μέντοι Λακεδαιμόνιοι ἡσύχασάν τε καὶ ἡ ἑορτὴ αὐτοῖς οὕτω διῆλθεν
TRADUZIONE
Ma neppure la nuova proposta piacque agli Spartani, che allontanati dall'area sacra, dalle cerimonie rituali e dai giochi, celebrarono la festività in patria. Gli altri Greci presero parte alle cerimonie, esclusi i Lepreati. Gli Elei tuttavia, temendo che gli Spartani intendessero partecipare al sacrificio impiegando la forza, predisposero una guardia di giovani in armi. Vi si aggregarono due reparti di Argivi e di Mantineesi, di mille uomini ciascuno, e cavalieri di Atene che attendevano ad Arpina di presentarsi per la festa. Ma la moltitudine raccolta in Olimpia stava inquieta attendendo di ora in ora una rappresaglia armata spartana, specialmente in seguito all'incidente di cui fu protagonista Lica, figlio di Arcesilao, da Sparta, che sul terreno di gara fu percosso dai rabduchi. Il suo cocchio era riuscito primo: ma su di lui, spartano, pesava la squalifica, sicché l'araldo proclamò vincitore lo stato dei Beoti. Allora quello, sceso in mezzo alla pista, coronò l'auriga, volendo con questo gesto segnalare che il carro apparteneva a lui. Così calò sulla folla un senso di disagio più teso, più opprimente, e si stava all'erta, pronti a qualche caso straordinario. Ma gli Spartani non persero la calma e così trascorsero, senza nuove scosse quei giorni festivi.
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Un messaggio segreto
VERSIONE DI GRECO di Erodoto
TRADUZIONE dal libro Euloghia
Ἀρρωδέων δὲ τούτων ἕκαστα ἐβουλεύετο ἀπόστασιν. Συνέπιπτε γὰρ καὶ τὸν ἐστιγμένον τὴν κεφαλὴν ἀπῖχθαι ἐκ Σούσων παρὰ Ἱστιαίου, σημαίνοντα ἀπίστασθαι Ἀρισταγόρην ἀπὸ βασιλέος. Ὁ γὰρ Ἱστιαῖος βουλόμενος τῷ Ἀρισταγόρῃ σημῆναι ἀποστῆναι ἄλλως μὲν οὐδαμῶς εἶχε ἀσφαλέως σημῆναι ὥστε φυλασσομένων τῶν ὁδῶν, ὁ δὲ τῶν δούλων τὸν πιστότατον ἀποξυρώσας τὴν κεφαλὴν ἔστιξε καὶ ἀνέμεινε ἀναφῦναι τὰς τρίχας· ὡς δὲ ἀνέφυσαν τάχιστα, ἀπέπεμπε ἐς Μίλητον ἐντειλάμενος αὐτῷ ἄλλο μὲν οὐδέν, ἐπεὰν δὲ ἀπίκηται ἐς Μίλητον, κελεύειν Ἀρισταγόρην ξυρώσαντά μιν τὰς τρίχας κατιδέσθαι ἐς τὴν κεφαλήν· τὰ δὲ στίγματα ἐσήμαινε, ὡς καὶ πρότερόν μοι εἴρηται, ἀπόστασιν. Ταῦτα δὲ ὁ Ἱστιαῖος ἐποίεε συμφορὴν ποιεύμενος μεγάλην τὴν ἑωυτοῦ κατοχὴν τὴν ἐν Σούσοισι· ἀποστάσιος ὦν γινομένης πολλὰς εἶχε ἐλπίδας μετήσεσθαι ἐπὶ θάλασσαν, μὴ δὲ νεώτερόν τι ποιεύσης τῆς Μιλήτου οὐδαμὰ ἐς αὐτὴν ἥξειν ἔτι ἐλογίζετο.
TRADUZIONE
In apprensione per ciascuna di queste ragioni, meditava una ribellione; e proprio in quel momento per combinazione arrivò da Susa, da parte di Istieo, il messaggero con segni tatuati sul capo che avvertivano Aristagora di ribellarsi al re. Infatti Istieo, volendo comunicare ad Aristagora l'ordine di insorgere, non aveva sistema sufficientemente sicuro per avvisarlo, dato che le strade erano tutte sotto controllo; allora, rasato il capo al più fidato dei suoi servi, vi tatuò dei segni, attese che ricrescessero i capelli e appena furono ricresciuti lo mandò a Mileto con il solo incarico, una volta giuntovi, di invitare Aristagora a radergli i capelli e a dargli una occhiata sulla testa. Il tatuaggio ordinava, come ho già detto, la ribellione. Istieo agiva così perché gravemente tormentato dalla propria segregazione a Susa; se fosse scoppiata una rivolta aveva certo buone speranze di essere rispedito verso il mare, pensava invece che se a Mileto non succedeva nulla non vi sarebbe tornato mai più.
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Anche la Pizia si lascia corrompere
VERSIONE DI GRECO di Erodoto
traduzione dal libro euloghia υλογια pag. 327 n. 111ευλογια pag. 327 n. 111.