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La sconfitta di Nicia
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Euloghia
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Periandro di Corinto VERSIONE DI GRECO di Erodoto
TRADUZIONE dal libro Euloghia
ὁ τοίνυν Περίανδρος κατ᾽ ἀρχὰς μὲν ἦν ἠπιώτερος τοῦ πατρός, ἐπείτε δὲ ὡμίλησε δι᾽ ἀγγέλων Θρασυβούλῳ τῷ Μιλήτου τυράννῳ, πολλῷ ἔτι ἐγένετο Κυψέλου μιαιφονώτερος πέμψας γὰρ παρὰ Θρασύβουλον κήρυκα ἐπυνθάνετο ὅντινα ἂν τρόπον ἀσφαλέστατον καταστησάμενος τῶν πρηγμάτων κάλλιστα τὴν πόλιν ἐπιτροπεύοι. Θρασύβουλος δὲ τὸν ἐλθόντα παρὰ τοῦ Περιάνδρου ἐξῆγε ἔξω τοῦ ἄστεος, ἐσβὰς δὲ ἐς ἄρουραν ἐσπαρμένην ἅμα τε διεξήιε τὸ λήιον ἐπειρωτῶν τε καὶ ἀναποδίζων τὸν κήρυκα κατὰ τὴν ἀπὸ Κορίνθου ἄπιξιν, καὶ ἐκόλουε αἰεὶ ὅκως τινὰ ἴδοι τῶν ἀσταχύων ὑπερέχοντα, κολούων δὲ ἔρριπτε, ἐς ὃ τοῦ ληίου τὸ κάλλιστόν τε καὶ βαθύτατον διέφθειρε τρόπῳ τοιούτω· διεξελθὼν δὲ τὸ χωρίον καὶ ὑποθέμενος ἔπος οὐδὲν ἀποπέμπει τὸν κήρυκα. νοστήσαντος δὲ τοῦ κήρυκος ἐς τὴν Κόρινθον ἦν πρόθυμος πυνθάνεσθαι τὴν ὑποθήκην ὁ Περίανδρος· ὁ δὲ οὐδέν οἱ ἔφη Θρασύβουλον ὑποθέσθαι, θωμάζειν τε αὐτοῦ παρ᾽ οἷόν μιν ἄνδρα ἀποπέμψειε, ὡς παραπλῆγά τε καὶ τῶν ἑωυτοῦ σινάμωρον, ἀπηγεόμενος τά περ πρὸς Θρασυβούλου ὀπώπεε. Περίανδρος δὲ συνιεὶς τὸ ποιηθὲν καὶ νόῳ ἴσχων ὥς οἱ ὑπετίθετο Θρασύβουλος τοὺς ὑπειρόχους τῶν ἀστῶν φονεύειν, ἐνθαῦτα δὴ πᾶσαν κακότητα ἐξέφαινε ἐς τοὺς πολιήτας.
Periandro all'inizio era più mite del padre, ma, dopo essere entrato in rapporto, per mezzo di ambascerie, con il tiranno di Mileto Trasibulo, divenne ancora più sanguinario di Cipselo. Infatti aveva inviato a Trasibulo un araldo per chiedergli quale era il metodo di governo più sicuro da adottare per reggere la città nel modo migliore. Trasibulo condusse l'incaricato di Periandro fuori della città ed entrò in un campo coltivato: camminando in mezzo alle messi, lo interrogava e reinterrogava sul motivo della sua venuta da Corinto e nel contempo recideva tutte le spighe che vedeva più alte delle altre, le recideva e le gettava per terra, finché così facendo non ebbe distrutto la parte più bella e rigogliosa delle messi. Traversato il campo, congedò l'araldo senza avergli dato alcun consiglio. Al ritorno a Corinto del suo incaricato, Periandro era impaziente di udire la risposta; l'araldo invece gli riferì che Trasibulo non gli aveva suggerito nulla; e aggiunse di stupirsi che lo avesse mandato da un uomo simile, un demente, uno che si autodanneggiava: e raccontava quanto aveva visto fare da Trasibulo. Ma Periandro comprese la faccenda; sicuro che Trasibulo gli consigliava di eliminare i cittadini più eminenti, a questo punto mostrò ai Corinzi l'intera sua malvagità.
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LA COLPA è DI CHI ATTACCA PER PRIMO
VERSIONE DI GRECO di Demostene
TRADUZIONE dal libro Euloghia
εΐ μέν ηυυχίαν Φίλιππος αγει χαϊ μήτε των ημετέρων εχει παρά τήν είρήνην μηδέν μήτε οναχευάζεται πάντας αν&ρώπους έφ υμας ουδεν δεϊ λεγειν άλλ απλως είρήνην άχτέον χαϊ τά γι αφ υμων ετοιμα υπάρχοντα δρω εί δ μεν ημεις ωμδοαμεν χαϊ έφ ο ις τήν είρήνην έποιηαάμεΟα εατιν ίδείν χαί ξεγραμμένα χείται φαίνεται δ άπ άρχης δ Φίλιππος πρίν Λιοπεί&ην έχπλευοαι χαί τους χληρούχους ους νυν αίτιωνται πεποιηχέναι τόν πόλεμον πολλά μεν των ημετέρων άδίχως ειλη φώς υρίρ ων ψηφίαμα& υμέτερα εγχαλοϋντα χύρια ταντί πάντα δε τόν αλλον χρόνον συνεχως τά των αλλων ελλήτων χαϊ βαρβάρων λαμβάνων χα έφ ημας αυαχεναζδμενος τίτοϋτο λέγουαιν ως πολεμεϊν άπλως η αγειν είρήνην δεϊ ού γαρ αϊ ρεαίς εστιν ημϊν του πράγματος άλλ υπολείπεται τό διχαιότατον χαϊ άναγχαιότατον των εργων ο ίηερβαίνουοιν ίχόντις ουτοι τί ουν έατϊ τοϋτο άμύνεα&αι τόν πράτερον πολεμουν& ημϊν πλην ει μη τοϋτο λέγουαι νή Αία εώς αν απέχηται της άτ χιχης χαι του Πειραιως ό Φίλιππος ουτ άδιχη την πόλιν ουτε ποιει τον πόλεμον
TRADUZIONE
Dare un suggerimento del genere è possibile se Filippo se ne sta tranquillo, se non detiene nessuno dei nostri possedimenti in contravvenzione al trttato di pace e se non solleva tutti i popoli contro di noi: se le cose stanno così nons i deve più parlare ma semplicemente rispettare la pace e vedo che voi siete disposti a questo. Se invece i nostri giuramenti e le condizioni della pace si trovano scritti davanti agli occhi di tutti, ma p chiaro che Filippo sin dall'inizio, rima della partenza per mare di Diopite e dei cherduchi che ora sono accusati di essere i responsabili della gerra, ha prese ingiustamente molti dei nostri possedimini ( a loro difesa i vostri decreti ancora vigenti lo accusano) che per tutto il tempo senza interruzione si appropria dei territori degli altri Greci e dei barbari e li solleva contro di noi, perché dicono che bisogna combattere o stare in pace? Difatti non abbiamo scelte da fare, non ci resta che optare per l'azione più giusta e necessaria che costoro volontariamente passano sotto silenzio. Di che si tratta? Di difendersi contro l'aggressore a meno che essi non affermino, per Zeus, che nel caso in cui Filippo si tenga lontano dall'attica e dal Pireo nn è colpevole nei confronti della nostra città e non entra in guerra con essa.
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LA TIRANNIDE DEI TRENTA
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro Euloghia - pag. 422 n. 231
TRADUZIONE
Dopo che abbiamo preso le navi presso l'Ellesponto e la città è piombata in quelle disgrazie, chi non sa che tra i più anziani quelli chiamati democratici erano pronti a sopportare qualunque cosa per non compiere l'ordine e consideravano terribile se qualcuno avesse visto la città che era stata a capo dei Greci sottomessa agli altri, coloro che invece aspiravano prontamente all'oligarchia abbattevano le mura e sostenevano la schiavitù? E allora dunque quando la moltitudine era padrona delle azioni noi che custodivamo le fortezze degli altri, dopo che i trenta assunsero il governo avevamo i nemici nella nostra? E in verità anche tra i nostri coetanei vi era chi non ricordava queste cose che la democrazia adornò così la città sia con cose sacre che con cose profane cosicché anche ora coloro che arrivano credano che quella sia degna di comandare non solo i Greci ma anche tutti gli altri e che i Trenta trascuravano alcuni e saccheggiavano altri che vendettero per tre talenti i cantieri navali per la distruzione, per i quali la città aveva speso non meno di mille talenti.
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UN NOBILE GESTO DI ALESSANDRO
VERSIONE DI GRECO di Arriano
TRADUZIONE dal libro Euloghia
INIZIO: έργον καλόν εϊπερ τι άλλο των Αλεξάνδρου
TRADUZIONE
Non mi sembra giusto celare un'azione particolarmente bella di quelle di Alessandro, compiuta o in questa regione o ancora prima tra i Parapamisadi, come alcuni narrarono. Si dice che l'esercito avanzava attraverso sabbia e il caldo che era già ardente, poiché era necessario giungere all'acqua; il percorso era lungo; e lo stesso Alessandro pur essendo assetato, a stento e con fatica tuttavia guidava la fanteria; così anche gli altri soldati, come suole accadere in siffatte circostanze, sopportavano alquanto pazientemente le fatiche, nell'uguaglianza della sofferenza. Nel frattempo alcuni dei soldati con armatura leggera, che si erano allontanati dall'esercito alla ricerca di acqua, trovarono dell'acqua raccolta in un torrente non profondo, una sorgente piccola e trascurabile.