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Parole di Creso a Ciro
versione greco Erodoto
Ο μεν Κροισος ταυτα ελεγε, κυρος δε αυτον ελυε και καρτα εν προμηθια ειχε απεθαυμαζε τε ορων και αυτος και οι περι εκεινον οντες παντες. Ο δε Ησυχος ην και εσιγα. Μετα δε ταυτα, Κροισος επιστρεφομενος τε και ορων τους Περσας το των Λυδων αστυ κεραιζοντας ελεγε "Ω δεσποτα, χρη με λεγειν προς σε η σιγας εν τω παροντι; "Κυρος δε αυτονΘθαρσεοντα εκελευε λεγειν ο τι βουλοιτο. Ο δε αυτον ειρωτα λεγων "Ουτος ο ομιλος τι σπουδη εργαζεται; " Οδε ελεγε "Πολιν τε την σην διαρπαζει και χρηματα τα σα διαφορει. " Κροισος δε ημειβετο "Ουτε πολιν την εμην ουτε χρηματα τα εμα διαρπαζει ουδεν γαρ εμοι ετι τουτων εστιν αλλα φερουσι τε και αγουσι τα σα. "
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Esperia pagina 111 versione numero 2
Inizio: Οἱ μὲν ὁπλῖται τὴν ἀνδρείαν καὶ τὴν τόλμην σέβονται, ... Fine: Πολλαὶ αἱ πολιτεῖαι καὶ αἱ τιμαὶ ἐν τῇ Ἑλλάδι υπαρχονται.
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Hesperia pagina 327 numero 22
Inizio: Το δε αγαλμα της Αθηνας ορθον εστιν εν χιτωνι ποδηρει και αυτη κατα το στεργον η κεφαλη Μεδουσης Fine: η Πανδωρα ην αυτη γυνη πρωτη πριν δε ουκ ην πω γυναικων γενος
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Esperia pagina 249 numero 6
Inizio: Ην δε οικετης Αντιγενους Ενναιου, Συρος εκ της Απαμειας, Fine: Ευνους γαρ της αποστασεως ηρχε
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Esperia 2 pagina 29 numero 5
Inizio: Ετυγχανον εν Ροδω πειραται παρορμουντες αυτοις, Φοινικες το γενος, εν τριηρει μεγαλη ........ Fine: και απωλλυντο, οι δε αμυνεσθαι θελοντες απεσφαζοντο.
Per caso approdavano con loro a Rodi dei pirati, di origine fenicia, in una grande trireme; e approdavano vicino, in quanto avevano un carico di mercanzia, sia molti sia valorosi. Questi capivano che nella nave c’erano oro, argento, molti schiavi e cose di valore. Il capo dei pirati si chiamava Corimbo, un giovane enorme, dallo sguardo spaventoso; aveva una chioma incolta e fluente. Come i pirati decisero queste cose, dapprima costeggiavano in tranquillità i luoghi vicino ad Abrocome; alla fine (era intorno a mezzogiorno, tutti quelli della nave giacevano, per l’ubriachezza e pigrizia, alcuni dormendo, altri oziando) piombarono loro addosso i pirati di Corimbo con la nave (era una trireme) che veniva spinta con grande forza. Come furono vicino, saltarono sulla nave, con le spade sguainate: e, allora, alcuni si gettavano in mare dallo spavento, e morivano, altri, invece, volendo difendersi, venivano uccisi.
*** Traduzione by Geppetto ***
Gente fenicia, i pirati, a Rodi si imbatterono (τυγχάνω) in loro (i due protagonisti) che si muovevano con una grande trireme: erano in viaggio perché avevano carichi abbondanti e di buona qualità. Questi (i pirati) erano convinti (impf. καταμανθάνω) che nella nave (ci fossero) oro, argento, molti schiavi in e cose preziose. Il capo dei pirati si chiamava Corimbo, audace giovane, con uno sguardo che metteva paura: la sua capigliatura era incolta e fluente. I pirati decisero così, prima navigarono con lentezza verso Abrocome; poi (si era intorno a mezzogiorno, tutti quelli della nave riposavano (impf. κεῖμαι) per ubriachezza e pigrizia, alcuni dormienti altri annoiati) li sospingono verso Corimbo con la nave (era una trireme) che si muoveva con molta rapidità. Come furono vicino, abbordarono (ἐφίστημι) la nave, avendo le spade sguainate: e di lì, nel terrore, li gettarono in mare e li uccisero, quelli che vollero difendersi li sgozzarono.