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Πλάτων ἐν Ὀλυμπίᾳ ποτὲ συνεσκήνει μετ' ἀγνώτων ανθρώπων, ἀγνὼς καὶ αὐτὸς ὢν αὐτοῖς. Πολὺ ἐφιλεῖτο ὑπ' αὐτῶν διὰ τὴν εὐγένειαν καὶ τὴν φιλανθρωπίαν αὑτοῦ (“di sé", “propria”). Μέλλοντες δὲ πάλιν οἴκαδε ἰέναι, λέγουσιν αὐτῷ· «Σύ, ὦ Πλάτων, εὐεργέτης εἶ ἡμῶν τῇ σῇ συνουσίᾳ·... (dalla Storia varia di Claudio Eliano)
Platone una volta si trovava (συσκηνέω, imperfetto) compagno di tenda con uomini sconosciuti, essendo anche lui sconosciuto a loro. Veniva molto apprezzato da loro per la propria nobiltà d'animo e la propria umanità. Quando stavano per tornare in patria, gli dicono: "Tu, Platone, sei il nostro benefattore grazie alla tua compagnia; perciò ti ringraziamo. Qualora tu voglia andare nella nostra patria, ti mostreremo la nostra amicizia verso di te". Ma Platone (disse) loro: "Anch'io provo affetto per voi allo stesso modo. Perciò, qualora veniate ad Atene, voglio esservi di aiuto in ogni modo". Dopo non molto tempo, quelli stessi arrivano ad Atene e Platone le ospita gentilmente. Gli stranieri gli dicono: "Anche ora ti ringraziamo per la tua ospitalità; ma ora guidaci all'Accademia del tuo omonimo, per conoscere (affinché conosciamo) anche lui". Ma lui, sorridendo dice: "Ma sono io quello lì".
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Note del Traduttore: Questa versione contiene il participio congiunto ( ων - μειδιων) Guarda il nostro video sul participio congiunto in greco
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Δημοκριτον τον Αβδηριτην λεγουσι δια γηρας βουλευομενον αποθνησκειν υφαιρειν της τροφης καθ᾿ εκαστην ημεραν...Και των Πυθαγορικων φιλοσοφων τροφη ην αρτος μετα μελιτος. (dai Deipnosofisti di Ateneo, II-III sec. d. C. )
Si narra che Democrito l'Abderita, decidendo di morire per la vecchiaia, sottraeva ogni giorno del cibo. Ma poiché si avvicinavano i giorni delle Tesmoforie, e poiché le donne della famiglia (familiari, plurale) temevano la morte dell'uomo durante la festa, lo convinsero a rinviare la decisione, ed egli ordinò alle donne di porre vicino a lui un vaso di miele. L'uomo viveva (διαζάω) così per molti giorni, utilizzando solo il miele; ma dopo i giorni della festa, portato via il miele, moriva. Democrito gioiva (χαίρω, regge il dativo) sempre per il miele e, a chi gli chiedeva come gli uomini potessero vivere in buona salute, rispondeva: "sottinteso: "potrebbero vivere in buona salute) Se ciò che è dentro il corpo fosse bagnato con miele e ciò che è fuori con olio". Era anche cibo dei filosofi pitagorici pane con miele.
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Αἰνείαν τίκτει Κυθέρεια Αφροδίτη, Αγχίσῃ μιγεῖσα φιλίᾳ ἐν κορυφαῖς Ἴδης. Τρέφεται Αἰνείας ἐν τῇ Ἴδῃ ὑπὸ τῶν νυμφῶν καὶ γίγνεται πολεμιστής. Μάχεται γὰρ ἀνδρείως ὑπὲρ Τροίας καὶ ἀριστεύει εν μάχῃ. Γαμεῖ Κρέουσαν, κόρην τῆς Ἑκάβης καὶ ἀδελφὴν Κασάνδρας. Μετὰ δὲ τὴν τῆς Τροίας καταστροφὴν φεύγει καὶ μαστεύει τὴν σωτηρίαν ἐν τῇ θαλάττῃ...
Afrodite Citerea genera Enea, unitasi con amore ad Anchise su vette dell'Ida. Enea è allevato sull'Ida dalle ninfe e diventa un guerriero. Combatte infatti valorosamente per Troia ed eccelle in battaglia. Sposa Creusa, figlia di Ecuba e sorella di Cassandra. Ma dopo la distruzione di Troia, fugge e cerca la salvezza sul mare. Subito durante la fuga perde Creusa. Infatti, l'ombra di Creusa appare a Enea e dice: "Non restare, infatti io non sono più in vita. Così vuole la dea Cibele. Ora sono al servizio della dea tra le sue ancelle". Enea fugge dunque senza Creusa, ma con Anchise, ormai vecchio e con i cittadini. Prima [sottinteso: ] si dirige in Libia, poi in Sicilia, dove muore Anchise, e infine in Italia. La dea Era manda tempeste contro Enea, ma invano. Infatti, così vuole Moira (il fato). Enea sbarca in Italia e, dopo molte battaglie, diventa signore della regione.
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Aἱ κόραι πολλάκις ἐνεδρεύονται ὑπὸ τῶν θεῶν. Δάφνη γάρ, νύμφη τῆς Θεσσαλίας, διώκεται ὑπὸ Ἀπόλλωνος. Μάτην· μορφὴν γὰρ ἡ νύμφη ἀλλάττει καὶ γίγνεται δένδρον. Εὐρώπην, κόρην τῆς Φοινίκης, ἁρπάζει Ζεὺς καὶ ἄγει εἰς Κρήτην ἐν μορφῇ ταύρου. Ἐκεῖ Εὐρώπη γίγνεται γαμετή του Διός καὶ τίκτει Μίνω ...
Le fanciulle spesso sono insidiate dagli dèi. Dafne infatti, una ninfa della Tessaglia, è inseguita da Apollo. Invano; infatti la ninfa cambia forma e diventa un albero. Zeus rapisce Europa, fanciulla della Fenicia, e la conduce a Creta in aspetto di toro. Lì Europa diventa sposa di Zeus e partorisce Minosse. Non tornò/non è tornata mai più in Asia. Spesso però le fanciulle sono rovinate bramosamente. Infatti, Teseo viene saltato da Arianna, figlia di Minosse e di Pasifae, sorella di Fedra; la fanciulla fugge con lui Creta. Ma dopo viene abbandonata da Teseo e diventa sposa di Dioniso. Fedra, sorella di Arianna, diventa sposa di Teseo e regina ad Atene. Riceve follia da Afrodite per Ippolito e così muore con disonore. Paride danneggia Elena, regina di Sparta. Elena infatti abbandona la casa e va di buon animo a Troia. Così Elena diventa la causa della distruzione di Troia.
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Μετὰ δὲ Μυσιᾶν Φρυγία ἐστί καὶ πόλις Κύϊκος ἐν τῷ ἰσθμῷ ἐμφράττουσα τὸν ἰσθμόν. Ἐκεῖ νῆσος ἐστὶ καὶ πόλις Προκόννησος καὶ ἑτέρα νῆσος εὐλίμενος Ἐλάφωνησος. γεωργίαν δ᾽ αὐτὴν Προκοννήσιοι. Ἐν δὲ τῇ ἠπείρῳ πόλεις εἰσὶν Λάμψακος ...
Dopo la Misia, c'è la Frigia e la città di Cizo, che blocca l'istmo con uno stretto di mare. Lì c'è l'isola e la città di Proconneso, e un'altra isola, Elafoniso, che ha bei porti: i Proconnesi la coltivano Sulla terraferma ci sono le città di Lampsaco e Abido, e la foce della Propontide davanti a Sesto. Da qui inizia la Troade, e in questa ci sono città greche: Dardano, Reteo, Ilio (che dista pochi stadi dal mare) e in questa il fiume Scamandro. E se da lì guardi verso il mare, potresti vedere Tenedo e un porto distesi che puoi osservare. Sulla terraferma ci sono Sigeo e il santuario di Apollo Achilleo, dove Crise era sacerdote. Là oltre il mare c'è l'isola Eolica di Lesbo, che ha le città di Metimna, Ereso, e Mitilene, con due porti.
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