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Ὁ δὲ Πειραιεὺς δῆμος μὲν ἦν ἐκ παλαιοῦ, πρότερον δὲ πρὶν ἢ Θεμιστοκλῆς Ἀθηναίοις ἦρξεν ἐπίνειον οὐκ ἦν· Φαληρὸν δέ ταύτῃ γὰρ ἐλάχιστον ἀπέχει τῆς πόλεως ἡ θάλασσα –, τοῦτό σφισιν ἐπίνειον ἦν, ... (Da Pausania)
Il Pireo fin dall'antichità era un demo, ma prima che Temistocle fosse arconte per gli Ateniesi; non era un approdo/porto; invece il Falero – infatti qui (ταύτῃ ) il mare dista meno dalla città – questo era per loro un approdo, e si dice che Menestieo sia salpato da lì con le navi verso Troia, e prima di lui Teseo, per dare (δίδωμι part futuro con valore finale) giustizia/contoa Minosse della morte di Androgeo. Ma come Temistocle divenne arconte – gli sembrava infatti che il Pireo fosse più adatto per quelli che navigavano e che avesse tre porti invece di uno solo, come era (invece) nel Falero – predispose che avessero questo come porto (lett dativo di possesso: questo fosse un porto per loro). E c'è anche un tempio, e [ci sono] anche dei palazzi e, presso il porto più grande, la tomba di Temistocle. Infatti, gli Ateniesi si pentirono (μετανοέω) delle persecuzioni contro Temistocle; per questo, i parenti riportavano le ossa dalla Magnesia, dove fino ad allora c'era la sua tomba.
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Ανδρες φιλοι και συμμαχοι, τοις μεν θεοις μεγιστη χαρις οτι διδοασιν ημιν τυγχανειν ων ενομιζομεν αξιοι ειναι. Νυν γαρ δη εχομεν και γην πολλην και αγαθην και οιτινες ταυτην εργαζομενοι θρεψουσιν ημας· εχομεν δε και οικιας και εν ταυταις κατασκευας... (di Senofonte)
Uomini amici e alleati, agli dèi grandissima gratitudine perché ci concedono di ottenere ciò che ritenevamo di meritare (letteralmente: essere degni). Ora infatti abbiamo molta terra e buona, e coloro che la lavoreranno ci nutriranno; abbiamo anche case e in queste suppellettili/arredi. E nessuno di voi, possedendo queste cose, pensi di avere le cose altrui; infatti la legge è eterna fra tutti gli uomini, qualora una città sia conquistata in guerra, che dei conquistatori siano anche i corpi di quelli nella città e gli averi. Pertanto, non avrete ingiustamente ciò che possedete, ma con benevolenza non vi sarà portato via, se permetterete loro di avere qualcosa. Tuttavia, così d'ora in poi io ritengo che, se ci volgeremo alla negligenza e alla ricerca del piacere (tipica) degli uomini malvagi, i quali considerano il faticare sventura e il vivere senza fatica felicità, dico che presto saremo privi di ogni bene (di tutti i beni).
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Ὄνος κηπωρῷ δουλεύων ἐπειδὴ ὀλίγα μὲν ἤσθιε, πολλὰ δὲ ἐκακοπάθει, ηὔξατο τῷ Δή ὅπως τοῦ κηπωροῦ αὐτὸν ἀπαλλάξῃ καὶ ἑτέρῳ δεσπότῃ ἐγχειρίσῃ. Ὁ δὲ Ἑρμῆν πέμπει καὶ κελεύει κεραμεῖ πωλῆσαι. ...(dalle Favole di Esopo)
Un asino, servendo un giardiniere, poiché mangiava poco e soffriva molto, pregò Zeus affinché lo allontanasse dal giardiniere e lo affidasse a un altro padrone. Zeus allora mandò (lett present) Ermes e gli ordinò (lett presente) di venderlo a un vasaio. Quando questo si lamentava di nuovo (gen ass), poiché era costretto a portare carichi molto più pesanti, e poiché invocava Zeus, alla fine Zeus dispose che il vasaio vendesse di nuovo l'asino a un conciatore di pelli. E l'asino, vedendo le cose fatte dal nuovo padrone, disse: "Ma era meglio per me [star] con i precedenti padroni. A costui, infatti, come vedo, dovrò dare anche la pelle". La storia dimostra che i servi desiderano soprattutto i primi padroni quando hanno provato gli altri/qualora ne provino altri.
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ANALISI GRAMMATICALE DEI VERBI
δουλευων (participio presente, maschile, nominativo singolare, voce attiva) – deriva da δουλευω.
ησθιε (imperfetto indicativo, terza persona singolare, voce attiva) – deriva da ἐσθιω.
εκακοπαθει (imperfetto indicativo, terza persona singolare, voce attiva) – deriva da κακοπαθεω.
ηυξατο (aoristo indicativo, terza persona singolare, voce media) – deriva da εὔχομαι.
απαλλαξη (congiuntivo aoristo, terza persona singolare, voce attiva) – deriva da ἀπαλλασσω.
εγχειρισῃ (congiuntivo aoristo, terza persona singolare, voce attiva) – deriva da ἐγχειριζω.
πεμπει (presente indicativo, terza persona singolare, voce attiva) – deriva da πέμπω.
κελευει (presente indicativo, terza persona singolare, voce attiva) – deriva da κελευω.
πωλησαι (infinito aoristo, voce attiva) – deriva da πωλεω.
δυσφοροῦντος (participio presente, maschile, genitivo singolare, voce attiva) – deriva da δυσφορεω.
αχθοφορειν (infinito presente, voce attiva) – deriva da ἀχθοφορεω.
ηναγκαζετο (imperfetto indicativo, terza persona singolare, voce passiva) – deriva da ἀναγκάζω.
επικαλουμενου (participio presente, maschile, genitivo singolare, voce media) – deriva da ἐπικαλέω.
παρεσκευασεν (aoristo indicativo, terza persona singolare, voce attiva) – deriva da παρασκευάζω.
πωλησαι (infinito aoristo, voce attiva) – deriva da πωλεω.
ὁρων (participio presente, maschile, nominativo singolare, voce attiva) – deriva da ὁράω.
πραττομενα (participio presente, neutro, accusativo plurale, voce media/passiva) – deriva da πράσσω.
εφη (imperfetto indicativo, terza persona singolare, voce attiva) – deriva da φημί.
μελλω (presente indicativo, prima persona singolare, voce attiva) – deriva da μέλλω.
δωσειν (infinito futuro, voce attiva) – deriva da δίδωμι.
δηλοι (presente indicativo, terza persona singolare, voce attiva) – deriva da δηλόω.
ποθουσιν (presente indicativo, terza persona plurale, voce attiva) – deriva da ποθέω.
πειρασωνται (congiuntivo aoristo, terza persona plurale, voce media) – deriva da πειράω.
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Ἄνδρες σύμμαχοι, ἀνθρώπινον τὸ ἡττᾶσθαι· τὸ γὰρ ἁμαρτάνειν ἀνθρώπους ὄντας οὐδὲν οἴομαι θαυμαστόν. Ἄξιοί γε μέντοι ἐσμὲν τοῦ πράγματος τούτου ἀπολαῦσαί (“ricavare”, inf. aoristo) τι ἀγαθόν, τὸ μαθεῖν (“l'imparare”, inf. aoristo sostantivato) μήποτε διασπᾶν
Uomini alleati, è umano l'essere sconfitti; infatti, commettere errori, essendo uomini, non credo sia nulla di straordinario. Siamo però degni di ricavare qualche vantaggio da questa situazione, [cioè siamo degni], di imparare a non dividere mai dal tutto una forza più debole di quella dei nemici. Ma invece di questo, disse, se Dio vuole respingeremo i nemici non tra molto. Ma non appena vi sarete rifocillati, vi condurrò dove l'evento è avvenuto; e insieme seppelliremo i morti, e insieme mostreremo ai nemici, dove credono di dominare, che lì ci sono altri più forti di loro, se Dio vuole e se non verranno a combattere, bruceremo i loro villaggi e devasteremo la terra, affinché non si rallegrino vedendo ciò che ci hanno fatto, ma si affliggano guardando i loro mali, e affinché non guardino con piacere il luogo dove hanno ucciso i nostri alleati.
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Μετὰ τὴν μάχην, ἢ πρὸς Ἰσσῷ Δαρείω τε καὶ Ἀλεξάνδρῳ συνέβη, ἔρχεται παρὰ Δαρεῖον εὐνοῦχός τις, ὁ φύλαξ τῆς τοῦ βασιλέως γυναικός. Ὡς δὲ τοῦτον ὁρᾷ Δαρεῖος, πρῶτα μὲν πυνθάνεται εἰ ζῶσιν αἱ παῖδες καὶ ἡ γυνή τε καὶ ἡ μήτηρ... (Arriano)
Dopo la battaglia, quella che era avvenuta a/ presso Isso tra Dario e Alessandro, arriva da Dario un eunuco, il guardiano della moglie del re. Quando Dario lo vede, prima di tutto gli chiede se i figli, la moglie e la madre siano ancora vivi. Quando viene a sapere che sono vive, che sono chiamate regine e che la cura intorno a loro è la stessa che avevano quando erano servite sotto Dario, chiede poi se sua moglie gli è ancora fedele (lett se si comporta con prudenza verso di lui). Quando viene a sapere che gli è fedele, chiede ancora se avesse subito violenza da parte di Alessandro; l'eunuco rispose: "O re, come tu (la) lasciasti, così è tua moglie, perché Alessandro è un uomo buono e moderato". Udendo queste parole, Dario alza le mani al cielo e prega così: "O Zeus re, a cui è concesso di governare le cose dei re tra gli uomini, tu ora soprattutto custodisci per me anche il regno dei Persiani e dei Medi; se non devo più essere re dell'Asia, affida il mio potere solo ad Alessandro".
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