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Ἀδελφὼ ὁ θεὸς ἐποίησεν ἐπὶ μείζονι ὠφελείᾳ ἀλλήλοιν ἢ χεῖρέ τε καὶ πόδε καὶ ὀφθαλμὼ καὶ τἄλλα ὅσα ἀδελφὰ ἔφυσεν (“ha fornito in dotazione") ἀνθρώποις. Χεῖρες μὲν γάρ, εἰ δέοι αὐτὰς πλέον ὀργυιᾶς διέχοντα (“cose distanti”, compl. ogg. ) ἅμα ποιεῖν, ...
Dio ha creato due fratelli (duale) per un vantaggio reciproco più grande di (rispetto a) due mani, due piedi, due occhi e tutte quante le altre cose duplici (ἀδελφὰ) che ha dato in dotazione agli uomini. Infatti, le mani, se dovessero compiere azioni su cose distanti più di un braccio (ὀργυιᾶς) contemporaneamente, non potrebbero farlo; i piedi non potrebbero andare in direzioni opposte nello stesso momento; gli occhi, pur sembrando arrivare più lontano, nonpotrebbero vedere contemporaneamenteanche di ciò che è ancora più vicino le cose davanti e quelle dietro. I fratelli, pur essendo amici e anche se molto distanti, agiscono insieme a vantaggio l'uno dell'altro
Analisi grammaticale
Ἀδελφὼ → sostantivo, nominativo duale maschile (da ὁ ἀδελφός, -οῦ), soggetto.
ὁ → articolo determinativo, nominativo singolare maschile (da ὁ, ἡ, τό), concordato con θεός.
θεὸς → sostantivo, nominativo singolare maschile (da ὁ θεός, -οῦ), soggetto.
ἐποίησεν → verbo, terza persona singolare, indicativo aoristo attivo (da ποιέω), regge complemento oggetto.
ἐπὶ → preposizione con dativo, indica fine o vantaggio.
μείζονι → aggettivo, dativo singolare femminile o maschile/neutro (comparativo di μέγας, μεγάλη, μέγα), concordato con ὠφελείᾳ.
ὠφελείᾳ → sostantivo, dativo singolare femminile (da ἡ ὠφέλεια, -ας), complemento di fine o vantaggio.
ἀλλήλοιν → pronome reciproco, dativo duale maschile o femminile (da ἀλλήλων), complemento di vantaggio.
ἢ → congiunzione comparativa, introduce il secondo termine di paragone.
χεῖρέ → sostantivo, nominativo duale femminile (da ἡ χείρ, χειρός), soggetto.
τε → particella enclitica, con valore connettivo.
καὶ → congiunzione coordinante copulativa.
πόδε → sostantivo, nominativo duale maschile (da ὁ πούς, ποδός), soggetto.
ὀφθαλμὼ → sostantivo, nominativo duale maschile (da ὁ ὀφθαλμός, -οῦ), soggetto.
τἄλλα → sostantivo, accusativo plurale neutro (forma crasi di τὰ ἄλλα, da ἄλλος, -η, -ο), complemento oggetto.
ὅσα → pronome relativo, accusativo plurale neutro (da ὅσος, -η, -ον), concordato con τἄλλα.
ἀδελφὰ → aggettivo, accusativo plurale neutro (da ἀδελφός, -ή, -όν), concordato con ὅσα.
ἔφυσεν → verbo, terza persona singolare, indicativo aoristo attivo (da φύω), regge complemento oggetto.
ἀνθρώποις → sostantivo, dativo plurale maschile (da ὁ ἄνθρωπος, -ου), complemento di termine.
Χεῖρες → sostantivo, nominativo plurale femminile (da ἡ χείρ, χειρός), soggetto.
μὲν → particella che introduce la prima parte di una correlazione.
γάρ → congiunzione coordinante esplicativa.
εἰ → congiunzione subordinante ipotetica, introduce la protasi.
δέοι → verbo, terza persona singolare, ottativo presente attivo (da δέω), in una proposizione ipotetica.
αὐτὰς → pronome personale, accusativo plurale femminile (da αὐτός, -ή, -ό), complemento oggetto.
πλέον → aggettivo, accusativo singolare neutro (comparativo di πολύς, πολλή, πολύ), attributo di ὀργυιᾶς.
ὀργυιᾶς → sostantivo, genitivo singolare femminile (da ἡ ὀργυιά, -ᾶς), complemento di misura.
διέχοντα → participio presente attivo, accusativo singolare neutro (da διέχω), concordato con ὀργυιᾶς.
ἅμα → avverbio,
ποιεῖν → verbo, infinito presente attivo (da ποιέω), complemento oggetto.
οὐκ → avverbio di negazione.
ἂν → particella modale che indica potenzialità.
δύναιντο → verbo, terza persona plurale, ottativo presente medio (da δύναμαι),
πόδες → sostantivo, nominativo plurale maschile (da ὁ πούς, ποδός), soggetto.
δὲ → congiunzione coordinante avversativa.
οὐδ᾽ → avverbio negativo (crasi di οὐδὲ).
ἂν → particella modale.
ἐπὶ → preposizione con accusativo, indica moto a luogo.
τὰ → articolo determinativo, accusativo plurale neutro (da ὁ, ἡ, τό), concordato con ὀργυιὰν.
ὀργυιὰν → sostantivo, accusativo singolare femminile (da ἡ ὀργυιά, -ᾶς), complemento di moto a luogo.
ἔρχοιντο → verbo, terza persona plurale, ottativo presente medio (da ἔρχομαι),
ὅτι → congiunzione subordinante dichiarativa o causale.
ὀφθαλμοὶ → sostantivo, nominativo plurale maschile (da ὁ ὀφθαλμός, -οῦ), soggetto.
οἱ → articolo determinativo, nominativo plurale maschile (da ὁ, ἡ, τό), concordato con ὀφθαλμοὶ.
δοκοῦντες → participio presente attivo, nominativo plurale maschile (da δοκέω), attributo di ὀφθαλμοὶ.
ἐπὶ → preposizione con accusativo
πλεῖστον → aggettivo, accusativo singolare neutro (superlativo di πολύς, πολλή, πολύ), complemento di estensione.
ἐξικνεῖσθαι → verbo, infinito presente medio (da ἐξικνέομαι),
οὐδ᾽ → avverbio negativo.
τῶν → articolo determinativo, genitivo plurale neutro (da ὁ, ἡ, τό), concordato con ὄντων.
ἔτι → avverbio,
ἐγγυτέρω → avverbio comparativo di εγγύς, "più vicino".
ὄντων → participio presente attivo, genitivo plurale neutro (da εἰμί), concordato con τῶν.
τὰ → articolo determinativo, accusativo plurale neutro (da ὁ, ἡ, τό), concordato con ἔμπροσθεν.
ἔμπροσθεν → avverbio di luogo, significa "davanti".
ὅτι → congiunzione subordinante dichiarativa.
φίλω → aggettivo, nominativo duale maschile (da φίλος, -η, -ον), attributo di ἀδελφὼ.
ὄντε → participio presente attivo, nominativo duale maschile (da εἰμί), concordato con ἀδελφὼ.
πολὺ → avverbio,
διεστῶτε → verbo, nominativo duale perfetto attivo (da διίστημι), concordato con ἀδελφὼ.
πράττετον → verbo, terza persona duale, imperativo presente attivo (da πράττω).
ἅμα → avverbio, significa "insieme".
ἐπ' → preposizione con dativo,
ὠφελείᾳ → sostantivo, dativo singolare femminile (da ἡ ὠφέλεια, -ας).
ἀλλήλοιν → pronome reciproco, dativo duale maschile (da ἀλλήλων).
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Ἱέρων ποταμὸν κωλυόμενος διαβῆναι ὑπὸ τῶν πολεμίων ἐπιστήσας τοὺς ὁπλίτας ἐπὶ τῆς διαβάσεως ἐκέλευσε τοὺς ἱππεῖς προάγειν ἄνω τοῦ ποταμοῦ ὡς διαβησομένους ἐκεῖθεν, τοὺς δὲ ψιλοὺς ἀνωτέρω τῶν ἱππέων. Οἱ μὲν πολέμιοι ἀντιπαρῆγον... (dagli Stratagemmi di Polieno)
Ierone, essendo impedito ad attraversare il fiume dai nemici, schierati (dopo aver schierato) gli opliti vicino al passaggio, ordinò ai cavalieri di avanzare in alto del fiume come per attraversare (se fossero sul punto di attraversare) da lì, e i frombolieri (i soldati leggeri) più in alto dei cavalieri. I nemici si spostavano di fronte come per impedire il passaggio ai cavalieri e ai soldati leggeri; ma Ierone, avendo usato la forza, lasciò passare gli opliti, essendo pochi quelli che erano stati lasciati dei nemici, e subito diede il segnale ai frombolieri e ai cavalieri. Questi, dopo essere ritornati indietro, attraversarono, mentre gli opliti che avevano attraversato per primi attaccavano i nemici che tornavano indietro.
(By Vogue)
Particolarità
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Η Αθηνα της σοφιας και της επιστημης θεα εστιν· εκ της του Διος κεφαλης εις την ζωην ηκει και ηδη την πανοπλιαν εχει. Η δε γαρ προστατευει των μαχων και των τεχνων· τη της θεας ωφελεια τε και αγωγη οι τεχνιται τας εργασιας πρασσουσιν και οι ευρεται ευεργεσιας τοις πολιταις φροσφερουσιν· ουτως δε την χωραν απο των μεριμνων και της αποριας απαλασσουσιν. Η δ' Αθηνα διδασκει και μηχανας και πανουργιας, ει αναγκη εστιν. Εν ταις Αθηναις οι πολιται μεν την θεαν στεργουσι και εν τιμη εχουσιν· η δε φυλασσει τας Αθηνας και την Αττικην. Εις την Αττικην η θεα την ελαιαν δωρεαν κομιζει και ευποριαν φερει.
Atena è la dea della sapienza e della conoscenza; è giunta alla vita dalla testa di Zeus e già ha l’armatura completa. Ella infatti protegge le battaglie e le arti; gli artigiani compiono le attività con l’aiuto e la guida della dea e gli inventori rendono buoni servizi ai cittadini; così liberano la regione dagli affanni e dalla indigenza. Atena insegna, se necessita, sia artifici sia abilità. Ad Atene i cittadini amano la dea e hanno in venerazione; ella protegge Atene e l’Attica. La dea porta nell’Attica in dono l’ulivo e produce ricchezza.
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Ὄνῳ τις ἐπιτίθησι αἶγα καὶ πρόβατον καὶ δέλφακα καὶ ἐλαύνει εἰς ἄστυ. Τοῦ δὲ δέλφακος παρ' ὅλην τὴν ὁδὸν κράζοντος ἀλώπηξ ἀκούσασα ἐπυνθάνετο αὐτοῦ τὴν αἰτίαν, ...(dalle Favole di Esopo)
Un tale carica su di un asino una capra e una pecora e un maiale (δέλφαξ-ακος) e va verso la città. Poiché una volpe sentiva strillare (κράζω) il maiale lungo tutto il percorso, gli chiedeva la ragione per cui mentre tutti gli altri restavano in silenzio, solo lui gridasse. Il maiale rispose: «Ma io non mi lamento senza motivo. So bene infatti che il padrone, dopo aver attinto le lane e il latte della pecora, desisterà dall’ucciderla (ἀπέχω), come pure il formaggio e i capretti della pecora. Poiché io non ho niente di ciò da dargli, mi ucciderà». Così anche tra gli uomini non sono degni di biasimo coloro che si lamentano di future disgrazie. (By Geppetto).
ULTERIORE PROPOSTA DI TRADUZIONE
A un asino uno carica una capra, una pecora e un porcello e li conduce in città. Mentre il porcello per tutta la strada grida, avendo una volpe udito, gli chiese la ragione per la quale, mentre gli altri procedevano in silenzio, solo lui gridava. Il porcello diceva: "Ma io non mi lamento senza motivo. So bene infatti che il padrone, prendendo lana e latte dalla pecora, si asterrà (da ucciderla), similmente anche dalla capra per i formaggi e i capretti. Non avendo altro modo di usare me, diversamente mi sacrificherà". Così anche tra gli uomini non sono degni di biasimo coloro che, prevedendo future sventure, si lamentano. (By Vogue)
ANALISI GRAMMATICALE DEI VERBI
ἐπιτίθησι →τίθημι ("porre") – 3ª sing. presente indicativo attivo
ἐλαύνει →ἐλαύνω ("condurre") – 3ª sing. presente indicativo attivo
κράζοντος →κράζω ("gridare") – part. presente attivo (gen. sing.)
ἀκούσασα →ἀκούω ("udire") – part. aoristo attivo (nom. sing. femm.)
ἐπυνθάνετο →πυνθάνομαι ("chiedere") – 3ª sing. imperfetto medio
φερομένων →φέρω ("portare") – part. presente medio/passivo (gen. pl.)
βοᾷ →βοάω ("gridare") – 3ª sing. presente indicativo attivo
ἔφη →φημί ("dire") – 3ª sing. imperfetto attivo
ὀδύρομαι →ὀδύρομαι ("lamentarsi") – 1ª sing. presente indicativo medio
οἶδα →οἶδα ("sapere") – 1ª sing. perfetto indicativo attivo (valore di presente)
λαμβάνων →λαμβάνω ("prendere") – part. presente attivo (nom. sing. masch.)
ἀφέξεται →ἀπέχω ("astenersi") – 3ª sing. futuro medio
ἔχων →ἔχω ("avere") – part. presente attivo (nom. sing. masch.)
χρήσασθαι →χράομαι ("usare") – infinitivo aoristo medio
θύσει →θύω ("sacrificare") – 3ª sing. futuro attivo
προορώμενοι →προορῶμαι ("prevedere") – part. presente medio (nom. pl. masch.)
ἀποκλαίνονται →ἀποκλαίομαι ("lamentarsi") – 3ª pl. presente indicativo medio
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Questa traduzione è di Ellenisti 2 pagina 75 numero 16
QUI TROVI la versione Ellenisti 2 pagina 107 numero 45 (nuova edizione)
Προμηθει ο δ' οργισαμενος προσεφη Ζευς· Προμηθευ, χαιρεις πυρ κλεψας· σοι ... Ελπις ενδον εμεινε υπο χειλεσιν πιθου· προτερον γαρ πωμα επεμβαλε πιθου. (Da Esiodo le Opere e i Giorni)
Zeus parlò adirato a Prometeo: "Prometeo, gioisci poiché hai rubato il fuoco; per te stesso questo sarà un grande sciagura e anche per gli uomini. A loro invece del fuoco io darò un male, con il quale tutti si diletteranno. Così diceva, (e) rise il padre degli uomini e degli dei; Ordinò a Efesto di mescolare al più presto la terra con l'acqua, di inserirvi forza, e di ritrarre una bella figura che suscita il desiderio conforme alle dee immortali; ordinò ad Atena di insegnare i lavori, a tessere una tela lavorata con arte; e (ordinò) ad Afrodite di versare grazia sul capo e desiderio amoroso penoso; ordinò a Ermes di inserire un carattere astuto. Così diceva; ed essi obbedivano a Zeus. E Zeus chiamò questa donna Pandora, perché tutti gli dei regalarono un dono, una disgrazia per gli uomini. Ma poi portò a compimento un inganno ineluttabile: Zeus inviò Ermes da Epimeteo, recando doni, la donna e un vaso colmo di tutti i mali. Ed Epimeteo l'accolse. Prima, gli uomini vivevano senza mali e senza malattie, ma questa donna, sollevando con le mani il grande coperchio del vaso, sparse i mali e procurò agli uomini gravi afflizioni. Sola, invece, la Speranza rimase dentro, sotto il bordo del vaso, poiché prima vi aveva gettato il coperchio."
(By Vogue)