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Παρθενων ναος ην εν τη ακροπολει παρθενου Αθηνας περιεχων το αγαλμα της θεου, οπερ εποιησεν ο Φειδιας ο ανδριαντοπλαστης εκ χρυσου και ελεφαντος... τουτο παρθενου Αθηνας.
Il Partenone era il tempio di Atena Parthènos [Atena vergine] sull'Acropoli e comprendeva la statua d'oro e d'avorio della divinità che appunto costruì lo scultore Fidia. Le statue di Atena erano infatti tre in luoghi differenti; in origine questa [statua era] di legno d'olivo e veniva chiamata "Atena Poliade" [Atena protettrice della città] perché era sua [di questa] la città, la seconda [veniva costruita] solo di bronzo e la fecero i vincitori a Maratona – veniva chiamata Atena Promacos (combattente") - la terza veniva costruita d'oro e d'avorio poiché gli Ateniesi erano molto ricchi per la vittoria di Salamina, la vittoria quanto più grande e questa veniva chiamata Atena Parthènos.
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Βρασίδας βουλόμενος ἐνεργότερον ἅψασθαι τοῦ πολέμου, μετεπέμπετο στρατιώτας ἐκ τῆς Λακεδαίμονος, σπεύδων ἀξιόλογον συστήσασθαι δύναμιν· οἱ δὲ Σπαρτιᾶται βουλόμενοι τῶν Εἱλώτων τοὺς κρατίστους ἀπολέσθαι, πέμπουσιν ἐξ αὐτῶν τοὺς μάλιστα πεφρονηματισμένους χιλίους, νομίζοντες ἐν ταῖς μάχαις τοὺς πλείστους αὐτῶν κατακοπήσεσθαι. Ἓπραξαν δέ τι καὶ ἄλλο βίαιον καὶ ὠμόν, δι´ οὗ ταπεινώσειν ὑπελάμβανον τοὺς Εἵλωτας· ἐκήρυξαν γὰρ ἀπογράφεσθαι τῶν Εἱλώτων τοὺς ἀγαθόν τι πεποιηκότας τῇ Σπάρτῃ, καὶ τούτους κρίναντες ἐλευθερώσειν ἐπηγγείλαντο· ἀπογραψαμένων δὲ δισχιλίων, τούτους μὲν προσέταξαν τοῖς κρατίστοις ἀποκτεῖναι κατ´ οἶκον ἑκάστου.
Poichè Brasida, voleva attaccare guerra più vigorosamente, mandava a chiamare soldati da Sparta, affrettandosi a radunare un esercito notevole. Gli Spartani volendo liberarsi dei più forti tra gli Ilioti manda(va)no via mille tra loro soprattutto i più orgogliosi pensando che la maggior parte di loro in battaglia sarebbero stati massacrati. Compì anche un altro atto di violenza e ferocia, col quale pensò che avrebbe umiliato gli Ilioti: fece annunciare infatti di trascrivere tra gli Ilioti quelli che compivano qualche beneficio a Sparta e faceva dichiarare che avrebbe liberato quelli scelti; essendosi trascritti duemila, ordinò ai più forti che costoro fossero uccisi a casa di ciascuno.
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εχων τις δυο θυγατερας, την μεν χπουρωεξεδωκε προς γαμον, την δε ετεραν...περι τα εκατερα πταιουσιν.
Uno che aveva due figlie, una la diede ( aor ἐκδίδωμι) in matrimonio ad un giardiniere, l'altra ad un vasaio. Passato del tempo, recandosi da quella del giardiniere domandò (ἐρωτάω) come andasse col giardiniere e come stessero tra loro le cose. Visto che ella diceva che andava bene tra loro, che solo una cosa era richiesta agli dei, che arrivasse temporale e pioggia affinché gli ortaggi fossero innaffiati. Dopo poco tempo si recava da quella del vasaio e le chiedeva come andasse. Dicendo lei che tutte le cose andavano bene tra loro, che una cosa solo chiedeva che persistessero (ἐπιμένω) cieli sereni ed un sole splendente affinché la ceramica si asciughi, [il padre] le diceva: "Qualora tu mi chieda il bel tempo, (tua) sorella che piova: per quale delle due pregherò?". Così coloro che nello stesso momento intraprendono cose dissimili, giustamente falliscono in entrambe.
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Ει δε την ειρηνην ποιησομεθα, και τοιουτους ημας αυτους παρασχησομεν οιους αι κοιναι συνθηκαι προσταττουσι, μετα πολλης μεν ασφαλειας...Το μεγιστον συμμαχους εξομεν απαντας ανθρωπους.
Se invece faremo la pace e metteremo a disposizione noi stessi come gli accordi comuni prescrivono, abiteremo la città con molta stabilità, liberandoci da guerre, da pericoli e dal tumulto che ora facciamo gli uni agli altri. E ogni giorno ci dedicheremo alla prosperità, riposandoci dai tributi, dalle trierarchie e dagli altri impegni riguardo alla guerra, coltivando la terra senza timore, navigando il mare e intraprendendo le altre attività che ora mancano a causa della guerra. Vedremo la città che prende doppi profitti ora e diventata piena di mercanti, stranieri e meteci, di cui ora è sprovvista. Ma soprattutto, avremo come alleati tutti gli uomini.
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Versione tratta da Isocrate dall'Orazione sulla pace
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Επει εγνωσαν οι Ηρακλεωται οτι εκπλειν δεδογμενον ειη και Ξενοφων αυτος επεψηφικως ειη, τα μεν πλοια πεμπουσι... επει πλοια εστι, και κατασχειν την Φασιανων χωραν.
Quando gli Eraclei seppero (ἔγνωσαν aor γιγνώσκω) che si era deciso (δεδογμένον, δέδογμαι part perf δοκέω) di salpare e che lo stesso Senofonte lo aveva messo ai voti, inviarono (lett. presente) le navi ma (τὰ χρήματα ἃ ὑπέσχοντο ... ἐψευσμένοι ἦσαν sul vocabolario: ) avevano mancato di parola riguardo al denaro che avevano promesso a Timasione e Torace. Allora quelli che avevano promesso la paga rimasero turbati e temettero l'esercito. Quindi prendendo con loro anche gli altri strateghi che erano stati messi a conoscenza di ciò che avevano fatto in precedenza andarono (lett presente "vanno") da Senofonte e gli dissero (lett. presente) che sembrava preferibile navigare verso il Fasi dato che c'erano (lett. presente) le navi ed occupare la regione dei Fasiani.
(By Vogue)