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Λογος τις εστιν των γεραιτερων, οσα ανοητα η μωρα βουλευωμεθα απαντα επι το βελτιον ημιν συμφερειν. Ποσειδων γαρ και Αθηνα ηριζον περι της Αττικης και ενικησε η Αθηνα. Δια δε την λυπην της ηττης ο Ποσειδων κατηρτο τη πολει λεγων, οτι χρη τους Αθηναιους αει κακως βουλεσιαι. Ακουουσα δε η Αθηνα της καταρας προσετιθει τω κακως βουλευεσθαι και το επιτυγχανειν.
C'è una certa diceria fra i più anziani (τῶν γεραιτέρων superl di γεραιός gen partitivo) [ovvero] che le cose sciocche o folli che noi vorremmo (βουλευώμεθα— βουλεύω cong pres 1a pl), ci si adattano [poi] tutte quante al meglio. Infatti Poseidone e Atena discutevano sull'Attica e vinse Atena. Poseidone per il dolore della sconfitta lanciava una maledizione (κατηρᾶτο imp καταράομαι) alla città dicendo che gli Ateniesi dovevano decidere sempre male. Avendo udito la maledizione (ἀκούω regge il genitivo, ἀκούσασα— ἀκούσᾱσα, ἀκούω part. aor part fem nom), Atena aggiungeva (προσετίθει, προστίθημι imperfindatt3asg) che avesse anche successo quello che deliberava male. (by Vogue)
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Ξενοφών ανίσταται και λέγει τάδε: «Όστις υμών τους οικείους επιθυμεί βλέπειν, μεμνήσθω ανήρ αγαθός είναι. Ου γαρ έξεστιν άλλως τούτου τυγχάνειν όστις τε ζην επιθυμεί, πειράσθω νικάν' των μέν γάρ νικώντων το αποκτείνειν, των δε ήττωμένων το αποθνήσκειν εστίν και εἴ τις δὲ χρημάτων ἐπιθυμεῖ, κρατεῖν πειράσθω· τῶν γὰρ νικώντων ἐστὶ καὶ τὰ ἑαυτῶν σᾐζειν καὶ τὰ τῶν ἡττωμένων λαμβάνειν.
(Versione greco da Senofonte)
Senofonte si alza e dice questo: "Chiunque di voi desidera vedere i familiari si ricordi di essere un uomo abile. Infatti non è possibile ottenere questo in un altro modo; chiunque desidera vivere (ζῆν, infinito ζάω) cerchi di vincere; infatti è proprio dei vincitori uccidere e [è proprio] degli sconfitti morire e se qualcuno desidera ricchezze cerchi di avere la meglio; infatti è proprio dei vincitori salvare le loro [ricchezze] (= τὰ ἑαυτῶν ) e prendere quelle degli sconfitti.
(By Vogue)
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«Έν σοί νῦν, Καλλίμαχέ, έστι ἢ καταδουλοῦν Αθήνας ἢ έλευθέρας ποιοῦντα μνημόσυνον λείπειν ές τόν ἃπαντα άνθρώπων βίον. Νῦν γάρ Αθηναῖοι ές κίνδυνον ἢκουσι μέγιστον· ἢν δὲ περιγένηται αὕτη ἡ πόλις, οἵα τε ἐστὶ πρώτη τῶν Ἑλληνίδων πολίων γενέσθαι. Πώς ούν δή ταῦτα οἷά τε ἐστὶ γενέσθαι, νῦν ἔρχομαι φράσων. Ἡμέων τῶν στρατηγῶν ὂντων δέκα δίχα γίνονται αἱ γνῶμαι, τῶν μὲν κελευόντων τήν συμβολήν, τῶν δὲ οὒ. Ἢν μέν νυν μὴ συμβάλωμεν, νομίζω στάσιν μεγάλην διασείσειν μεγάλην έμπίπτουσαν τά Αθηναίων φρονήματα ὣστε μηδίζειν· ἢν δὲ συμβάλλωμεν ευθύς, θεῶν τὰ ἴσα νεμόντων οἷοί τε έσμεν περιγενέσθαι τῇ συμβολῇ. Ταῦτα ὦν πάντα ἐς σὲ νῦν τείνει καὶ ἐκ σέο ἤρτηται. ἢν γὰρ σὺ γνώμῃ τῇ ἐμῇ προσθῇ, ἔστι τοι πατρίς τε ἐλευθέρη καὶ πόλις πρώτη τῶν ἐν τῇ Ἑλλάδι· ἢν δὲ τὴν τῶν ἀποσπευδόντων τὴν συμβολὴν ἕλῃ, ὑπάρξει τοι τῶν ἐγὼ κατέλεξα ἀγαθῶν τὰ ἐναντία»
"Callimaco, ora dipende da te ridurre in schiavitù Atene, oppure fare in modo di lasciare un ricordo di libertà per tutta la vita degli uomini. Oggi infatti gli Ateniesi arrivano ad un grandissimo pericolo: se vince, questa città è tale da diventare la prima delle città Greche. Ora com'è possibile che ciò avvenga, adesso comincio a spiegare. Poiché noi siamo dieci strateghi ci sono opinioni diverse, quelli che incitano il combattimento e quelli no. Se ora non attacchiamo, io credo che una grande discordia turberà abbattendo le menti degli Ateniesi tale da parteggiare per i Medi; se invece attacchiamo subito, mantenendo gli dei le stesse cose, noi siamo in grado di essere vincitori nel combattimento. Tutto questo riguarda te e da te dipende; infatti se tu ti schieri sulle mie posizioni, per te la patria sarà salva e Atene la prima città della Grecia. Se invece ti schieri con chi è per il no, accadrà esattamente il contrario di quanto ti ho detto di buono.
(By Stuurm)
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Ω ανδρες δικασται, ενθυμηθητε ως οι παλαιοι Αθηναιοι ωργιζοντο τοις προδοταις και κοινους εχθρους ενομιζον ειναι της πολεως... και τουτους ταις αυταις ζημιαις. (Versione di greco tratta da Licurgo)
O giudici, considerate (ἐνθῡμέω), come gli antichi Ateniesi si adiravano (ὀργίζω) contro i traditori e li ritenevano nemici pubblici della città. Dopo che il comandante Frinico fu sgozzato di notte da Apollodoro (ἀπεσφάγη aor pass di ἀποσφάζω) e da Trasibulo e gli stessi foruno presi (λαμβάνω) e portati in carcere dagli amici di Frinico, il popolo, venendo a sapere il fatto fece uscire quelli che erano stati rinchiusi (εἱρχθέντας. ἔργω part pl aor pass masc acc att. ) (ἐξήγαγε, ἐξάγω aor ind 3a sg ) e li sottopose a giudizio e (ζητέω part. pres. ) indagando i fatti scoprì che Frinico aveva tradito la città e che quelli che l'avevano ucciso erano stati rinchiusi ingiustamente; e il popolo votò (lett. presente "vota") di accusare di tradimento il morto e se fosse risultato che pur essendo un traditore era stato seppellito (ἐνθάπτω) nella nostra terra, (il popolo votò) (ἀνορύσσω) di scavare le sue ossa e di mandarle (ἐξορίζω) fuori dei confini dell'Attica affinché nella nostra terra non giacessero nemmeno le ossa del traditore. Votarono anche che qualora qualcuno avesse parlato in difesa (ἀπολογέομαι) del traditore fosse sottoposto anche lui alle stesse pene.
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Μετὰ ταῦτα Ξενοφῶν μὲν ἔπραττε περὶ πλοίων, ὅπως ὅτι τάχιστα διαβαῖεν. ἐν δὲ τούτῳ ἀφικόμενος Ἀρίσταρχος ὁ ἐκ Βυζαντίου ἁρμοστής, ἔχων δύο τριήρεις... οἱ θεοὶ πειρᾶσθαι πρὸς Σεύθην τὸ στράτευμα ἄγειν.
Nel frattempo arrivato da Bisanzio Aristarco l'armostata, che aveva due triremi, persuaso da Farnabazo, proibiva ai proprietari delle navi di passare; giunto presso l'esercito diceva ai soldati di non oltrepassare l'Asia. Ma Senofonte diceva: "Anassibio (lo) ha ordinato e mi ha mandato in questo luogo (aor πέμπω) per questo motivo. Aristarco disse di nuovo: "Annassibio dunque non è più un navarco: sono io [a questo] l'armostata. E se (fut λαμβάνω) prenderò uno di voi sul mare, lo affonderò. Dopo aver detto queste cose andava alle mura (οἴχομαι). Nel giorno seguente manda(va) a chiamare i comandanti e i locaghi dell'esercito. Quando erano [sono] ormai vicini alle mura qualcuno riferì a Senofonte che se (εἴσειμι) si presentava (συλληφθήσοιτο = συλλαμβάνω fut ott pass 3a sg) sarebbe stato imprigionato o sarebbe stato ucciso (ἀναιρέω) o anche (παραδίδωμι) sarebbe stato consegnato a Farnabazo. Dopo aver ascoltato queste cose, manda(va) avanti gli altri ed egli dice(va) che avrebbe fatto sacrifici per sapere (fut. πυνθάνομαι) se gli dei erano (παρεῖεν = πάρειμι 1 pres ott 3a pl) al suo fianco nel provare a condurre l'esercito da Seute. (by Vogue)