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L'AMBIZIONE DEI TIRANNI
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Katà logon
TRADUZIONE
E mi sembra, Ierone, che l'uomo in questo si distingua dagli altri esseri viventi, nell'ambire all'onore; dal momento che sembra che tutti gli esseri in maniera simile godano dei cibi, delle bevande, del sonno e dei piaceri sessuali; l'ambizione invece non risiede naturalmente né negli animali privi di ragione né in tutti gli uomini: quelli, in cui sia innato l'amore per l'onore e la lode, sono coloro che già in sommo grado si distinguono dagli animali, ritenuti uomini veri e non più solo individui. Sicchè mi pare che a ragione voi sottostiate a tutto ciò che sopportate nella tirannide (nel vostro essere tiranni), poiché siete onorati in maniera differente dagli altri uomini. E in effetti nessun piacere umano sembra essere più vicino alla divinità di quanto sia la gioia riguardante gli onori.
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LA VERA SCHIAVITù è quella delle passioni
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
traduzione dal libro KATA LOGON
Δοῦλοι γάρ εἰσι καὶ οὗτοι, ἔφη ὁ Σωκράτης, καὶ πάνυ γε χαλεπῶν δεσποτῶν, οἱ μὲν λιχνειῶν, οἱ δὲ λαγνειῶν, οἱ δὲ οἰνοφλυγιῶν, οἱ δὲ φιλοτιμιῶν τινων μώρων καὶ δαπανηρῶν, ἃ οὕτω χαλεπῶς ἄρχει τῶν ἀνθρώπων ὧν ἂν ἐπικρατήσωσιν, ὥσθ᾽ ἕως μὲν ἂν ὁρῶσιν ἡβῶντας αὐτοὺς καὶ δυναμένους ἐργάζεσθαι, ἀναγκάζουσι φέρειν ἃ ἂν αὐτοὶ ἐργάσωνται καὶ τελεῖν εἰς τὰς αὑτῶν ἐπιθυμίας, ἐπειδὰν δὲ αὐτοὺς ἀδυνάτους αἴσθωνται ὄντας ἐργάζεσθαι διὰ τὸ γῆρας, ἀπολείπουσι τούτους κακῶς γηράσκειν, ἄλλοις δ᾽ αὖ πειρῶνται δούλοις χρῆσθαι. Ἀλλὰ δεῖ, ὦ Κριτόβουλε, πρὸς ταῦτα οὐχ ἧττον διαμάχεσθαι περὶ τῆς ἐλευθερίας ἢ πρὸς τοὺς σὺν ὅπλοις πειρωμένους καταδουλοῦσθαι. Πολέμιοι μὲν οὖν ἤδη ὅταν καλοὶ κἀγαθοὶ ὄντες καταδουλώσωνταί τινας, πολλοὺς δὴ βελτίους ἠνάγκασαν εἶναι σωφρονίσαντες, καὶ ῥᾷον βιοτεύειν τὸν λιοπὸν χρόνον ἐποίησαν· αἱ δὲ τοιαῦται δέσποιναι αἰκιζόμεναι τὰ σώματα τῶν ἀνθρώπων καὶ τὰς ψυχὰς καὶ τοὺς οἴκους οὔποτε λήγουσιν, ἔστ᾽ ἂν ἄρχωσιν αὐτῶν. »
TRADUZIONE
«È perché anche costoro sono schiavi» fece Socrate «e per di più di padroni assai duri: alcuni della gola, altri della lussuria, altri delle ubriachezze, altri ancora di ambizioni sciocche e costose. Queste così duramente comandano sugli uomini sui quali esercitano il dominio che, finché li vedono nel pieno vigore giovanile e con la possibilità di lavorare, li costringono a sborsare ciò che producono lavorando e a pagare il tributo per i loro desideri. Quando però si accorgono che essi non hanno più la possibilità di lavorare per la vecchiaia, li lasciano invecchiare malamente, e allora provano a servirsi di altri come schiavi. Ma, o Critobulo, si deve lottare per la libertà con accanimento contro questi, non meno che contro coloro che con le armi provano a ridurci in schiavitù. I nemici almeno, se sono gentiluomini, quando fanno degli schiavi, ne costringono molti, rendendoli saggi, a essere migliori e fanno in modo che vivano più facilmente per il resto del tempo. Padrone siffatte invece non smettono proprio mai di maltrattare i corpi degli uomini, le loro anime e le loro case finché li comandano. »
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LA MORTE DI CIRO IL GIOVANE
Versione greco Senofonte traduzione libro Katà logon
INIZIO: Παιοντα δ'αυτον ακοντιζει τις παλτω υπο τον οφθαλμον βιαιως... FINE: ...ετετιμηετο γαρ υπο Κυρου δι ' ευνοιαν τε και πιστοτητα.
Ma proprio mentre lo colpiva, qualcuno gli vibra un colpo di giavellotto sotto l'occhio, con forza. Allora qui scoppiò un violento corpo a corpo tra il re e Ciro e i rispettivi uomini. Il numero di quanti caddero tra i sudditi del re, lo riferisce Ctesia, che era con lui. Ciro stesso morì e dopo di lui gli otto più valorosi del suo séguito. raccontano che Artapate, il più fidato tra i suoi sceptuchi, come vide Ciro a terra, balzò da cavallo e si gettò sul suo corpo. Non manca chi sostiene che il re abbia dato l'ordine di trucidarlo sul corpo di Ciro; altri affermano che si sia tagliato di suo pugno la gola, sguainata la scimitarra: ne aveva una d'oro e portava anche una collana, bracciali e altri monili, come usano i nobili persiani. Ciro lo stimava per il suo affetto e la sua lealtà. Così dunque morì Ciro: nessuno, tra i Persiani vissuti dopo Ciro il vecchio, fu più regale e degno del comando, come concordemente ammettono le persone che lo hanno conosciuto di persona.
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LA GENEROSITà DI CIRO
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Katà Logon
πολύ γαρ διενεγκών ανθρώπων τᾠ πλεìστας προσοδουσ
απεθανεν ἢ Κυποσ
TRADUZIONE
ora esporrò come primeggiasse anche negli altri modi volti a curare le relazioni umane già superiore a chiunque per il volume delle sue rendite ancor più si segnalò su tutti per la moltitudine dei doni elargiti. Egli diede inizio a questa prassi ma si è perpetuata fino ad oggi la munificenza dei re persiani. Chi rusulta avere amici più ricchi del re di Persia? Chi ci sembra che adorni di vesti più slplendide i suoi dignitari? A chi si attribuiscono regali simili a quelle fatti dal re di Persia - braccialetti, collne cavalli dal morso d'oro (oggetti che la nessuno può possedere se non li ha ricevuti dal sovrano)? E di chi altro si dice che per l'imponenza dei suoi doni si fa preferire a un fratello a un padre ai figli? chi mai se non il re persia è stato in grado di punire nemici che risiedevano a molti mesi di distanza da lui? chi altri se non Ciro fu in grado di Morire dopo aver demolito un impero ricevendo dai sudditi l'appellativo di padre?
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LA MATERNITà
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Katà logon
καὶ ὁ μέν γε ἀνὴρ τήν τε συντεκνοποιήσουσαν ἑαυτῷ τρέφει καὶ τοῖς μέλλουσιν ἔσεσθαι παισὶ προπαρασκευάζει πάντα, ὅσα ἂν οἴηται συνοίσειν αὐτοῖς πρὸς τὸν βίον, καὶ ταῦτα ὡς ἂν δύνηται πλεῖστα· ἡ δὲ γυνὴ ὑποδεξαμένη τε φέρει τὸ φορτίον τοῦτο, βαρυνομένη τε καὶ κινδυνεύουσα περὶ τοῦ βίου καὶ μεταδιδοῦσα τῆς τροφῆς, ᾗ καὶ αὐτὴ τρέφεται, καὶ σὺν πολλῷ πόνῳ διενεγκοῦσα καὶ τεκοῦσα τρέφει τε καὶ ἐπιμελεῖται, οὔτε προπεπονθυῖα οὐδὲν ἀγαθὸν οὔτε γιγνῶσκον τὸ βρέφος ὑφ’ ὅτου εὖ πάσχει, οὐδὲ σημαίνειν δυνάμενον ὅτου δεῖται, ἀλλ’ αὐτὴ στοχαζομένη τά τε συμφέροντα καὶ τὰ κεχαρισμένα πειρᾶται ἐκπληροῦν, καὶ τρέφει πολὺν χρόνον καὶ ἡμέρας καὶ νυκτὸς ὑπομένουσα πονεῖν, οὐκ εἰδυῖα εἴ τινα τούτων χάριν ἀπολήψεται. καὶ οὐκ ἀρκεῖ θρέψαι μόνον, ἀλλὰ καί, ἐπειδὰν δόξωσιν ἱκανοὶ εἶναι οἱ παῖδες μανθάνειν τι, ἃ μὲν ἂν αὐτοὶ ἔχωσιν οἱ γονεῖς ἀγαθὰ πρὸς τὸν βίον, διδάσκουσιν, ἃ δ’ ἂν οἴωνται ἄλλον ἱκανώτερον εἶναι διδάξαι, πέμπουσι πρὸς τοῦτον δαπανῶντες, καὶ ἐπιμελοῦνται πάντα ποιοῦντες ὅπως οἱ παῖδες αὐτοῖς γένωνται ὡς δυνατὸν βέλτιστοι.
TRADUZIONE
E certo non ti immagini che gli uomini facciano i bambini per piacere dell'amore le strade ele case sono piene di gente che li soddisferà di questo piacere. E' evidente anche noi noi guardiamo bene da quali donne avremmo i figli migliori e unendoci a quelle mettiamo al mondo dei bambini. E l'uomo nutre colei che si è unita a lui per procreare e prepara per i piccoli che nasceranno tutto quello che pensa potrà giovare a loro per la vita e nella quantà più grande possibile. E la donna raccolto questo fardello lo porta con se e caricata del peso col rischio della propria vita dividendo con lui il cibo di cui anch'essa si nutre sopportando fino alla fine con molto sacrificio, generatolo lo nutre e lo cura senza averne ricevuto prima nessun vantaggio senza che il piccolo riconosca la nutrice da cui riceve del bene, ne sappia indicare quello di cui ha bisogno: ma, prevedendo quello che gli può essere utile e quello che gli può far piacere ella cerca di accontentarlo e lo alleva per molto tempo sottoponendosi a fatiche di giorno e di notte senza sapere quale gratitudine riceverà da tutto questo. E non basta che li nutrano soltanto ma quando i bambini sembrano in grado di apprendere qualcosa i genitori insegnano loro anche ciò che ritengono valido per la vita e per le cose per cui pensano che un altro sia più capace di insegnarle li inviano da costui con grandi spese e curano di fare tutto in modo che i figli diventino per loro i migliori possibili
- Il tiranno non è più felice del cittadino privato - versione greco Senofonte da Katà logon
- Il lavoro dei contadini e quello degli artigiani - versione greco Senofonte da Katà logon
- Gli dei e gli uomini disprezzano chi trascura i propri genitori - versione greco Senofonte da Katà l
- Il discorso di Nicia - versione greco Tucidide