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L'eroismo di ieri, il coraggio di oggi
VERSIONE DI GRECO di Demostene Sulla Corone
TRADUZIONE dal libro kata logon
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Tutti uniti contro Filippo
VERSIONE DI GRECO di Demostene
TRADUZIONE dal libro kata logon
Πρῶτον μέν, ὦ ἄνδρες Ἀθηναῖοι, τοῦτο παρ' ὑμῖν αὐτοῖς βεβαίως γνῶναι, ὅτι τῇ πόλει Φίλιππος πολεμεῖ καὶ τὴν εἰρήνην λέλυκεν, καὶ κακόνους μέν ἐστι καὶ ἐχθρὸς ὅλῃ τῇ πόλει καὶ τῷ τῆς πόλεως ἐδάφει, προσθήσω δὲ καὶ τοῖς ἐν τῇ πόλει θεοῖς, οἵπερ αὐτὸν ἐξολέσειαν, οὐδενὶ μέντοι μᾶλλον ἢ τῇ πολιτείᾳ πολεμεῖ οὐδ' ἐπιβουλεύει, καὶ σκοπεῖ μᾶλλον οὐδὲν τῶν πάντων ἢ πῶς ταύτην καταλύσει. Καὶ τοῦτ' ἐξ ἀνάγκης τρόπον τινὰ νῦν γε δὴ ποιεῖ. Λογίζεσθε γάρ. Ἄρχειν βούλεται, τούτου δ' ἀνταγωνιστὰς μόνους ὑπείληφεν ὑμᾶς. Ἀδικεῖ πολὺν χρόνον ἤδη, καὶ τοῦτ' αὐτὸς ἄριστα σύνοιδεν αὑτῷ: οἷς γὰρ οὖσιν ὑμετέροις ἔχει , τούτοις ἅπαντα τἄλλα βεβαίως κέκτηται: εἰ γὰρ Ἀμφίπολιν καὶ Ποτείδαιαν προεῖτο, οὐδ' ἂν ἐν Μακεδονίᾳ μένειν ἀσφαλῶς ἐδύνατο. Ἀμφότερ' οὖν οἶδε, καὶ αὑτὸν ὑμῖν ἐπιβουλεύοντα καὶ ὑμᾶς αἰσθανομένους: εὖ φρονεῖν δ' ὑμᾶς ὑπολαμβάνων μισεῖν αὑτὸν ἡγεῖται. Πρὸς δὲ τούτοις τοσούτοις οὖσιν οἶδεν ἀκριβῶς ὅτι, οὐδ' ἂν ἁπάντων τῶν ἄλλων γένηται κύριος, οὐδὲν ἔστ' αὐτῷ βεβαίως ἔχειν, ἕως ἂν ὑμεῖς δημοκρατῆσθε
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UNA LUNGHISSIMA DORMITA
VERSIONE DI GRECO di Diogene Laerzio
Επιμενιδες, καθα φησι Θεοπομπος και αλλοι συχωοι, πατρος μεν ην Φαιστιου, οι δε Δωσιαδα, οι δε Αγησαρχου. Κπης το γεωος απο Κωωσου, καθεσει της κομης το ειδος παραλλασσων. Ουτος ποτε πεμφθεις παρα του πατρος εις αγρον επι προβατον, της οδου κατα μεσημβριαν εκκλινας υπο αντρω τινι κατεκοιμηθη επτα και πεντηκοντα ετη. Διαναστας δε μετα ταυτα εξητει το προβατον, ωομιζων επι ολιγον κεκοιμησθαι. Ως δε ουξ ευρισκε, παρεγενετο εις τον αγρον, και μετεσκευασμενα παντα καταλαβων και παρα ετερω την κτησιν, παλιν ηκεν εις αστυ διαπορουμενος. Κακει δε εις την εαυτου εισιων οικιαω περιετυξε τοις πυνθαωομενοις τις ειη, εως τον νεωτερον αδελφον ευρωωτοτε ηδε γεροντα οντα, πασαω εμαθε παρα εκεινου την αληθειαω, Γνωσθεις δε παρα τοις Ελλησι θεοφιλεστατος ειναι υπεληφθη.
Epimenide come afferma Teopompo e parecchi altri aveva come padre Fetio, altri (affermano che aveva come padre) Dosiate mentre altri Agesarco. Era della stirpe cretese da Cnosso, alterando l'aspetto con la disposizione della capigliatura. Costui una volta, mandato dal padre nel campo per il bestiame, dopo aver fatto una deviazione (ἐκκλίνω part aor) della strada verso mezzogiorno dormì (κατακοιμάω aor passivo) in una caverna per 57 anni. Essendosi svegliato (διανίστημι), dopo questi anni cercava il gregge, pensando di aver dormito (κεκοιμῆσθαι inf perf κοιμάω) per poco. Poiché non lo trovava, giunse (παρεγένετο aor παραγίγνομαι) presso il campo e avendo afferrato (καταλαμβάνω) che ogni cosa aveva cambiato aspetto (μετασκευάζω) anche la proprietà era (amministrata) da un altro, andava di nuovo camminando in città. Là, entrato nella sua casa, incontrò (περιέτυχε aor περιτυγχάνω, regge il dativo) alcuni che gli chiedevano chi fosse, finché dopo aver trovato (εὑρὼν part aor εὑρίσκω) il fratello più piccolo che era ormai vecchio, apprese (ἔμαθε aorμανθάνω) da lui la verità. Dopo esser stato riconosciuto (γνωσθείς γιγνώσκω aor part pass) fu considerato (ὑπελήφθη ὑπολαμβάνω aor ind pass 3a sg) dai greci molto caro dagli dei.
(By Vogue)
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ULISSE E IL CICLOPE POLIFEMO
VERSIONE DI GRECO di Luciano
TRADUZIONE dal libro Katà logon
TRADUZIONE n. 1
Ho trovato nell'antro ritornato dal pascolo molti uomini che insidiavano chiaramente i capi di bestiame; infatti appena posi sull'entrata un masso (ho un pietrone molto grande), e appiccando fuoco a un albero che portavo dalla montagna bruciò il fuoco, fu evidente che cercavano di nascondersi; io allora afferrati alcuni di loro, come era ragionevole, li divorai essendo certamente dei ladri. in quel momento quello più scaltro, sia che fosse Nessuno sia che fosse Odisseo, mi offre da bere, dopo averla versata, una pozione dolce e di buon odore ma molto insidiosa e sconvolgente: infatti subitò mi sembrò che tutte le cose girassero bevendo, girava in tondo anche la stessa spelonca e non ero più in me, alla fine mi abbandonai al sonno. egli allora dopo aver aguzzato un palo ed averlo arroventato inoltre accecò me che dormivo, e da quel momento sono cieco, Poseidone.
traduzione n. 2
Ritornato dal pascolo, sorpresi nell'antro molti uomini, che chiaramente insidiavano il (mio) gregge. Dopo che posi (ebbi posto) davanti alle porte come coperchio il masso – ho una pietra grandissima - e attizzai (ebbi attizzato) il fuoco, accendendo l'albero che avevo portato dalla montagna, fu evidente che cercavano di nascondersi (mi parve che cercassero di nascondersi). Io, afferrati (dopo avere afferrati) alcuni di loro, come era naturale, li mangiai, poiché erano dei ladri. Allora quel furfante capacissimo di tutto (quello più scaltro di tutti) fosse Nessuno o fosse Odisseo, mi dà da bere, avendola versata, (mi versa e mi dà da bere) una pozione dolce e profumata, ma insidiosissima e molto sconvolgente. Subito dopo averla bevuta, mi parve che tutto mi girasse attorno (a me che avevo bevuto parve che tutto mi girasse attorno) e che ruotasse la spelonca stessa e non ero più padrone di me stesso (non ero più in me stesso). Infine mi abbandonai al sonno (fui fatto cadere nel sonno). Quello, appuntito un palo e arroventatolo, inoltre mi accecò mentre dormivo e da quel momento sono cieco, o Poseidone.
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PROPOSTA INDECENTE DI UNA MADRE ALLA FIGLIA
VERSIONE DI GRECO di Luciano
TRADUZIONE dal libro Katà logon
Ω Κόριννα, ὡς μὲν οὐ πάνυ δεινὸν ἦν, ὃ
ἐνόμιζες, τὸ γυναῖκα γενέσθαι ἐκ παρθένου, μεμάθη κας ἤδη
ἄκουε δὲ καὶ τἆλλα παρ' ἐμοῦ ἅ σε χρὴ ποιεῖν
καὶ ὅπως προσφέρεσθαι τοῖς
ἀνδράσιν• ἄλλη μὲν γὰρ ἡμῖν ἀποστροφὴ τοῦ
βίου οὐκ ἔστιν, ὦ θύγατερ, ἀλλὰ δύο ἔτη ταῦτα ἐξ
οὗ τέθνηκεν ὁ μακαρίτης σου πατήρ, οὐκ οἶσθα
ὅπως ἀπεζήσαμεν; ὅτε δὲ ἐκεῖνος ἔζη, πάντα ἦν
ἡμῖν ἱκανά• ἐχάλκευε γὰρ καὶ μέγα ἦν ὄνομα
αὐτοῦ ἐν Πειραιεῖ, καὶ πάντων ἐστὶν ἀκοῦσαι
διομνυμένων ἦ μὴν μετὰ Φιλῖνον μηκέτι ἔσεσθαι
ἄλλον χαλκέα. μετὰ δὲ τὴν τελευτὴν τὸ μὲν πρῶτον
ἀποδομένη τὰς πυράγρας καὶ τὸν ἄκμονα καὶ σφῦραν
δύο μνῶν, μῆνας ἀπὸ τούτων ἑπτὰ διετράφημεν•
εἶτα νῦν μὲν ὑφαίνουσα, νῦν δὲ κρόκην κατάγουσα ἢ
στήμονα κλώθουσα ἐποριζόμην τὰ σιτία μόλις•
ἔβοσκον δὲ σέ, ὦ θύγατερ, τὴν ἐλπίδα περιμένουσα
καὶ ἐλογιζόμην ὡς τηλικαύτη γενομένη•
θρέψεις μὲν ἐμέ, σεαυτὴν δὲ κατακοσμήσεις ῥᾳδίως
καὶ πλουτήσεις καὶ ἐσθῆτας ἕξεις ἁλουργεῖς καὶ θεραπαίνας.
Traduzione
O corinna, hai già imparato che non era così terribile ciò che consideravi terribile, cioè diventare da vergine donna Ma ascolta anche altri consigli da parte mia che devi mettere in pratica e come devi comportarti con gli uomini. Non abbiamo altra risorsa di vita, figlia mia, anzi in due anni da che è morto la buonanima di tuo padre non sai come abbiamo campato ? Quando lui era in vita, avevamo tutto a sufficienza: faceva il fabbro e la sua fama era grande al Pireo, ed è possibile sentire tutti giurare che non ci sarà nessun altro fabbro dopo Filino. Ma dopo la sua morte, dopo aver dato via le tenaglie, l'incudine e il martello per due mine, ci mantenemmo con queste per sette mesi; poi, ora tessendo, ora tirando la trama e filando l'ordito, procuravo il cibo a stento; ma nutrivo te, figliola (mia), affidandomi alla speranza e calcolavo che, arrivata a questa età, avresti mantenuto me, e facilmente ti saresti ingioiellata e arricchita e avresti avuti vesti di porpora e serve