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UN PESSIMO SOGGETTO
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
INIZIO: Μενων ο κετταλος εφιετο μεν πλουτου επεκυμει δε αρκειν, οπως πλειω λαμβανοι κρηματα, επεκυμει δε τιμασκαι, ινα πλειω κερδαινοι.
FINE: Και ωστερ τις αγαλλεται επι κεοσεβεια και αληκεια και δικαιοσυνη, ουτω Μενων ηγαλλετο τω εξαπαταν δυνασκαι και διαγελαν τους φιλους.
TRADUZIONE
Il tessalo Menone desiderava la ricchezza (let. le ricchezze), desiderava comandare per ottenere maggiori ricchezze, desiderava essere onorato per guadagnare di più. Voleva essere amico di coloro che potevano moltissimo (= dei potenti), cosicché pur commettendo ingiustzia non venisse punito. per fare queste cose riteneva che fosse la via più breve per spergiurare, ingannare ed eludere. Non complottava contro i possedimenti dei nemici, infatti riteneva che fosse difficile prendere le cose dei sorvegliati: invece prendeva le cose degli amici che erano incostudite. (E) temeva quanti (= tutto quello che) percepiva spergiuri e ingiusti e traeva invece vantaggio dai buoni. (E) come qualcuno si rallegra/gioisce per il rispetto per gli déi, per la verità e per la giustizia, questo Menone gioiva per il poter ingannare e sfruttare gli amici
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CHI è CAPACE DEVE OCCUPARSI DI POLITICA
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Katà logon
ΧΑΡΜΙΔΗΝ δε τον Γλαύκωνος ορών άξιόλογον ανδρα οντά και πολλω δυνατώτερον των τα πολιτικά Λ ι τρττοντων οκνονντα οε προσιεναι τω οημω και πόλεως πραγμάτων έϊτιμελεΐσδαι Είττε μοι ν ι λ ρ οΐί ει τις ικανός ων τους ϊεφανιτας αγώνας και δια τοΰτο αυτός τε τιμασδαι και την πατρίδα Ελλάδι εΰδοκιμωτεραν ποιειν μη δελοι ποιόν τίνα τοΰτον νομίζοις αν τον άνδρα είναι ότι ίφη μαλακόν τε και δειλόν Εί δε τις ίφη ων των της πόλεως πραγμάτων επιμελόμενος αυζειν και αυτός δια τβτο τιμάσ αι Ά οκνοίη ουκ αν εικοτως δειλός νομίζοιτο αταρ προς τι με ταΰτα ερωτάς Οτι ίφη δυνατόν οντά όκνεΐν ίπιμελϊίσδαι έ ταΰτα ων αετεχίΐν πολίτη γε οντι.
TRADUZIONE N. 1
Capendo che Carmide di Glaucone era un uomo notevole e molto capace rispetto a coloro che trattavano di politica, che esitava a farsi avanti in assemblea e a occuparsi dei problemi della città diceva: "dimmi, o Carmide, se uno essendo in grado di conquistare la vittoria nelle gare e in questo modo onorare se stesso e accrescere la fama della sua patria in Grecia non volesse gareggiare, come considereresti uno se fosse un uomo così?" Disse: "è evidente, debole e vigliacco. "Disse "se uno pur essendo in grado di accrescere la città occupandosi dei problemi della città e essere onorato lui stesso per questo, esitasse a farlo, non sarebbe considerato giustamente un codardo?. " Rispose: "si, ma perché me lo chiedi?"Disse: "perché penso che pur essendo capace esiti a impegnarti, in cose in cui è dovere partecipare essendo un cittadino. "
TRADUZIONE N. 2
Siccome aveva capito che carmide di Glaucone era una persona eccellente e molto più brava di coloro che a quel tempo trattano gli affari pubblici, ma che esitava a farsi avanti in assemblea e a occuparsi dei problemi della città. "Dimmi", gli chiese "O Carmide se uno pur essendo in grado di conquistare la vittoria nelle gare con corona e in questo modo di fare onore a se stesso e di accrescere la fama della sua patria nell'Ellade, non volese gareggiare, un uomo così come lo considereresti?" "E' evidente: debole e vigliacco" " e continuò "Se uno pur essendo in grado di occuparsi degli affari della città e renderla tanto più grande ed essere lui stesso onoroato per questo, esitasse però a farlo, non sarebbe considerato a ragione un vigliocco?" "Forse si, ma perché me lo domandi?" "perchè penso" rispose "che tu pur essendone capace, esiti ad impegnarti, e per di più in cose alle quali in quanto cittadino hai dovere di partecipare".
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IL RITROVAMENTO DI DAFNI
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro kata logon
TRADUZIONE
Un capraio, di nome Lamone, pascolando in questo campo, trovò un bambino allattato da una delle capre. C’era un bosco dove si diffondevano sia l’edera che i cespugli di rovi che l’erba morbida, tra la quale giaceva il bambino. Lì la capra correva di continuo e diventava spesso invisibile e abbandonato ilo capretto stava vicino all’infante. Lamone osservava i misteriosi movimenti trascurando il capretto, andò per il sentiero in pieno mezzogiorno e vide la capra andare intorno con cautela, temendo di fargli del male tagliò gli zoccoli, come se dal seno materno ci fosse una ferita dal flusso di latte. Stupito, come se fosse opportuno, si avvicina e trova il ragazzo, grande e bello e con una pubblicazione della buona sorte tra le fasce più grandi; e infatti c’era una mantellina color porpora, una spilla d’oro e un pugnale dall’impugnatura d’avorio.
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UNA MADRE SPARTANA
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro Katà logon
Οι δ'Αθηνᾶιοι τοὐς νεκροὐς ὐποσπὸνδους ἀνελὸμενοι καί θάφαντες ἀπέπλευσαν εις τας Αθενας. Εις δε την Λακεδαιμονοια παραγενομενων τινων εκ της μαχης καί την Βρασιδου νικην αμα καί τελευτην απαγγειλαντων, η μητηρ του Βρασιδου τυνθανομενη περι των πραχθεντων κατα την μαχην επηρωτησε τοιος τις γεγονεν εν τη παραταξει βρασιδας· των δ'αποκριναμενων οτι παντων λακεδαιμονιων αριστος, ειπεν η μητηρ του τετελευτηκοτος οτι βρασιδας ο υιος αυτης ην αγαθος αυηρτ πολλων μεντοι γε ετερων καταδεεστερος. Των δε λεγων τουτων δαιδοθεντων κατα την πολιν οι εφοροι δημοσιαν την γυναικα ετιμησαν, οτι προεκρινε τον της πατριδος επαινον του τεκνου δοξης
TRADUZIONE
Gli Ateniesi avendo raccolto i cadaveri sotto accordo e avendoli seppelliti salparono verso Atene. Essendo alcuni giunti dalla battaglia a Sparta e avendo riferito contemporaneamente la vittoria e la morte di Brasida, la madre di Brasida essendo informata sugli avvenimenti della battaglia chiese quale mai fosse stato Brasida nell schieramento; ed avendo quelli risposto il migliore tra tutti gli Spartani, la madre del morto disse che suo figlio Brasida era sì un uomo valoroso, ma certamente più debole di molti altri. Essendosi queste parole diffuse per la città gli efori onorarono la donna in pubblico, poiché anteponeva la lode della patria all'elogio del figlio.
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LA BATTAGLIA DELLE TERMOPILI
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro Katà Logon
Inizio: Λεωνιδης ο βασιλευς των Λακεδαιμονιων φιλοτιμουμενος αυτο τε δοξαν ... Fine: ην υποδεξασθαι τον υπερ της Ελλαδος θανατον
TRADUZIONE
Leonida re degli Spartani, essendo ambizioso di procurare (la cui ambizione era di procurare) a se e agli Spartani grande onore, ordino’ a tutti gli altri Greci di andare via (ordino’ che tutti gli altri ecc. ) e di salvarsi (di salvare se’ stessi) per (potere) combattere accanto ai Greci nelle altre battaglie, solo gli Spartani disse che dovevano rimanere e non abbandonare la difesa del passo (dei passi); era opportuno (decoroso) che quelli che era no alla guida della Grecia combattendo per il primato morissero prontamente (fossero pronti a morire). Subito tutti gli altri si allontanarono e Leonida con i cittadini (sottinteso: che erano con lui) compi’ (porto’ a compimento) imprese eroiche e straordinarie. Essendo pochi gli Spartani, egli trattenne solo i Tespiesi, e pur avendo in tutto non piu’ di cinquecento uomini, era pronto ad affrontare la morte per la Grecia (in difesa della Grecia).
TRADUZIONE di altro utente
Il re degli Spartani Leonida cercando di procurare a sè e agli Spartani una grande gloria, comandò a tutti gli altri greci di partire e di salvare loro stessi, affinché attraverso battaglie altrui siano salvati dagli Elleni, mentre disse che era necessario che gli stessi Lacedemoni rimanessero e che non abbandonassero la guardia dei passaggi: infatti (disse che) era conveniente che quelli che combattevano per il primato della grecia morissero combattendo prontamente. Subito di fatto tutti gli altri si allontanarono, mentre Leonida agì attraverso azioni eroiche e sorprendenti dei cittadini.