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I fondamenti della Paideia persiana
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro kata logon
INIZIO οι μεν δε παιδες εις τα διδασκαλεια φοιτωντες διαγουσι μανθανοντες δικαιοσυνην...
FINE και περι θεους αν μαλιστα αμελως εχειν και περι γονεας και πατριδα και φιλους
TRADUZIONE
I fanciulli frequentano la scuola e vi imparano a essere giusti. Si dice che questo sia lo scopo per cui vanno a scuola, come da noi vanno per imparare a leggere e scrivere; e gli ufficiali che li dirigono passano la maggior parte della giornata a emanare sentenze in mezzo a loro. Avviene, infatti, anche ai fanciulli ciò che avviene agli uomini: si accusano fra loro di furti, rapine, violenze, inganni, diffamazione e altre azioni naturalissime. Riconosciuto uno colpevole di qualche misfatto, si punisce, ma è pure castigato chi venga colto ad accusare falsamente il compagno. Tra l'altro si adisce il giudice anche per una sorta di offese che suscita più spesso l'odio tra gli uomini, eppure meno spesso è portata davanti al giudice: l'ingratitudine. Chi non si sia mostrato riconoscente, mentre risulta che era in grado di contraccambiare un beneficio, là viene punito severamente come se fosse reo di un vero delitto. Ciò perché si pensa che l'uomo ingrato trascura più degli altri anche i doveri che si hanno verso le divinità, i genitori, la patria, gli amici
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LO SCOPPIO DELLA PESTE
VERSIONE DI GRECO di Tucidide
TRADUZIONE dal libro Katà logon
INIZIO: Του δε θερους ευθυς
FINE: υπο του κακου νικωμενοι.
TRADUZIONE
All'apparire dell'estate, Peloponnesi e alleati con un corpo di spedizione pari a due terzi delle milizie, come l'anno precedente, irruppero nell'Attica (li dirigeva Archidamo, figlio di Zeussidamo, re di Sparta), vi si istallarono e si davano a devastarne il territorio. Si trovavano in Attica da non molti giorni, quando prese a serpeggiare in Atene l'epidemia: anche in precedenti circostanze s'era diffusa la voce, ora qui ora là, che l'epidemia fosse esplosa, a Lemno, per esempio, e in altre località. Ma nessuna tradizione serba memoria, in nessun luogo, di un così selvaggio male e di una messe tanto ampia di morti. I medici nulla potevano, per fronteggiare questo morbo ignoto, che tentavano di curare per la prima volta. Ne erano anzi le vittime più frequenti, poiché con maggiore facilità si trovavano esposti ai contatti con i malati. Ogni altra scienza o arte umana non poteva lottare contro il contagio. Le suppliche rivolte agli altari, il ricorso agli oracoli e ad altri simili rimedi riuscirono completamente inefficaci: desistettero infine da ogni tentativo e giacquero, soverchiati dal male.
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GLI ERISTICI FANNO PROMESSE IMPOSSIBILI
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro Katà Logon - pag. 419 n. 349
INIZIO: ουτοι τοινυν εις τουτο τολμηε εληλυθασιν...
FINE: ...υπισχνουνται τους συνοντας ποιησειν.
TRADUZIONE n. 1
Questi dunque sono giunti a una tale audacia che provano a persuadere i più giovani del fatto che, qualora si avvicinassero a loro, saprebbero che cosa bisogna fare e grazie a questa conoscenza diventerebbero felici. Pur presentandosi come maestri e padroni di cotanti beni, non si vergognano di chiedere per questi 3 o 4 mine; eppure se vendessero qualche altro bene a una piccolissima parte del suo valore, non potrebbero contestare il fatto di avere agito dissenatamente; invece pur stimando così poco tutta la virtù e la felicità, pretondono di essere maestri degli altri come se fossero assennati. E se da un lato dicono che non hanno alcun bisogno di ricchezze, chiamando la ricchezza “un pò d'oro e d'argento”, dall'altro, pur aspirando a un piccolo guadagno, promettono che renderanno i discepoli quasi immortali.
traduzione n. 2
Quelli dunque sono giunti a tal punto di audacia da provare a persuadere i più giovani che, qualora si fossero avvicinati a loro, avrebbero conosciuto cose che si devono fare e saranno felici attraverso questa conoscenza. E, presentandosi come maestri e padroni di beni tanto grandi, non si vergognano di chiedere tre o quattro mine per questi; ma se avessero venduto uno tra gli altri beni a una piccolissima parte del valore, non avrebbero sostenuto che non si fossero trovati a ragionare bene, stimando invece così poco tutta la virtù e la felicità, come se avendo ragione sono degni di diventare maestri degli altri. E dicono che non hanno bisogno di ricchezze, chiamando la ricchezza oro e argento, invece aspirando a un piccolo guadagno soltanto non promettono che renderanno immortali i discepoli.
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L'ANACICLOSI
VERSIONE DI GRECO di Polibio
TRADUZIONE dal libro Katà logon
TRADUZIONE
Perciò si deve dire che ci sono tre forme di costituzione; delle quali tutti ne conosciamo tre e tre connesse a queste: monarchia, oligarchia e oclocrazia. Certamente per prima si genera naturalmente la monarchia, a questa segue e da questa nasce con elaborazioni e correzioni mutando nella forma negtiva connesse alla caduta di questi, si genera l'aristocrazia; e quando questa degenera in oligarchia per natura e poiché il popolo punisce le ingiustizie dei capi nasce la democrazia. E dalla prevalicazione dell'illegalità di questa si genera con il tempo l'oclocrazia.
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NASCITA DELLA LEGA DELIO-ATTICA
VERSIONE DI GRECO di Tucidide
TRADUZIONE dal libro Katà Logon - pag. 283 n. 163
Qui trovi stesso titolo ma diversa clicca:
Inizio: "Παραλαβόντες δὲ οἱ Άθηναῖοι τὴν ἡγεμονίαν"
Fine: "καὶ πρὸς τοὺς σφετέρους ξυμμάχους νεωτερίζοντας. "
TRADUZIONE
Gli ateniesi, avendo conquistato l'egemonia, stabilirono che bisognava che quelle città offrissero le ricchezze della città contro lo straniero, quelle navi; infatti il pretesto era di vendicarsi di ciò che avevano subito coloro che avevano devastato il territorio del re. Allora dapprima il comando fu dato agli ateniesi, come tesorieri della Grecia, i quali ricevevano il tributo: così infatti era chiamato il pagamento di denari. C'era dapprima un tributo che era stato stabilito in 460 talenti, la tesoriera per quelli era a Delo e le riunioni erano presso un luogo sacro. I capi degli alleati indipendenti in un primo momento prendendo le decisioni in modo collegiale, vennero in aiuto per la guerra Persiana, questi avevano queste cose contro lo straniero e contro quelli alleati che usavano misure pensanti.