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Antropon odoi Pagina 160
Una rondine faceva il nido in un tribunale e volava via. Un serpente si avvicinava e divorava i suoi uccellini. Dopo esser tornata e aver trovato vuoto il nido piangeva con molto dolore. A un’altra rondine che tentava di incoraggiarla e che diceva che non solo lei aveva perso i figli, rispondendo diceva: «Io certo non piango tanto per i figli, quanto perché ho subito torto in questo posto nel quale gli offesi ottengono soccorso». Il racconto insegna che le disgrazie sono molto più dure per quelli che soffrono, quando sono subite da coloro che meno se lo aspettano. (by Geppetto)
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Antropon Odoi pagina 160
Ermes, volendo imparare in quale onore è tenuto tra gli uomini, con le sembianze di uomo andava nel laboratorio di uno scultore. E osservando una statua di Giove chiedeva a quanto la venderebbe. Dicendo lo scultore al prezzo di una dracma, rideva e chiedeva a quale prezzo venderebbe quella di Era. Dicendo di quella uno ancora più alto, Ermes vedeva anche una statua di sé stesso e credeva che gli uomini, poiché egli è anche il messaggero degli dei e protettore, di molto lo alzerebbe. Perciò il dio domandava a quale prezzo venderebbe la statua di Ermes, e lo scultore rispondeva: «Ma se compri Giove ed Era, puoi avere Ermes come aggiunta». Il racconto è adatto per l’uomo vanaglorioso, che non ha alcun onore per gli altri.(by Geppetto)
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Antropon Odoi pagina 160
I Tarantini infatti subito si consegnavano (ἐγχειρίζω) a loro, gli Argirippini invitavano Annibale, tutti gli altri già allora tenevano in considerazione i Cartaginesi, questi perché avevano grandi aspettative dall’attacco alla stessa Roma e sono decisi a farlo. I Romani a causa della disfatta privavano di potere gli Italici, si trovavano in grandi timori e pericoli per loro stessi e per le terre della patria. Il senato non lasciava alcunché di intentato, ma esortava i cittadini, fortificava la città, si augurava virilmente sugli avvenimenti. (by Geppetto)
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Antropon odoi Pagina 155
Questo Fidippide, che era inviato inviato dagli strateghi, dopo che si presentò a lui Pan, il giorno seguente era a Sparta, diceva di fronte agli arconti sopraggiunti: «O Spartani, gli Ateniesi vi chiedono di soccorrerli (σφεῖς) e non dimenticare la più antica città dei Greci possa cadere in schiavitù a causa di genti barbare: ed infatti già Eretria è caduta in schiavitù e la Grecia diventa del tutto indifesa come la famosa città». Egli riferiva loro i messaggi, dagli Spartani piaceva (ἁνδάνω) soccorrere gli Ateniesi, era per loro impossibile fare immediatamente queste cose, non volendo essi infrangere la tradizione: era infatti il nono giorno del mese in corso e dicevano che per loro non è possibile partire nel nono, se non c’è (part. εἰμί) la luna piena.(by Geppetto)
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Antropon odoi Pagina 156
La mosca è tanto fastidiosa, perché affligge, ogni volta che punge, non solo la pelle dell’uomo, ma anche del bue e del cavallo, tormenta l’elefante quando penetra nelle sue ferite pungendolo con la sua proboscide. Essa, che è inutile e sfrenata, sfrutta le fatiche di tutti e dovunque per lei c’è tavola imbandita: ed infatti le capre (αἴξ - αἰγός, ὁ, ἡ) sono da essa succhiate, al contrario l’ape, non assai inferiore (ἥσσων) alle mosche, lavora anche per gli uomini e i cuochi addolciscono le vivande con questo (il miele) ed è gustoso per gli stessi re e trovandolo sulle tavole si banchetta con quelli ed è un piacere per tutti. (by Geppetto)