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Antropon Odoi pagina 116 numero 98
Πλουτων, Περσεφονης ερωτι κατεχομενος, Διος συνεργουντος αρπαζει την παρθενον κρυφα. ... δί ολου του ενιαυτου παραμενειν θαλλοντα.(Pseudo Apollodoro e Diodoro Siculo)
Plutone, innamoratosi di Persefone, aiutandolo Zeus, rapisce la ragazza di nascosto. Il rapimento avviene nelle praterie presso Enna. E' un luogo nei pressi della città, distinta per viole e altri fiori di ogni genere e degno di una dea. Il prato è piano e completamente abbondante d'acqua; sembra che sia al centro dell'intera isola, e perciò è chiamata l'ombelico della Sicilia. Ha vicino sia boschetti sia paludi sia una grande caverna che ha una voragine sotterranea. Raccontano che Plutone giungeva con un carro attraverso la voragine effettava il rapimento della fanciulla. Dicono anche che là per tutto l'anno i fiori inaspettatamente non smettano mai di crescere.
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Αναγομενος δε απο Ιλιου ο Οδυσσευς προσισχει τη Κικονων χωρα και πολιν Ισμαρον αιρει πολεμων. .... μετα βιας επι τας ναυς αγει.
Facendo vela da Troia, Odissea approda nella regione dei Ciconi e prende combattendo la città di Ismaro. Quando gli abitanti di Cicone vengono a sapere che la regione di fronte, Ismaro, era stata presa hanno la meglio su di lui (=Odisseo) con le armi. Ma egli fugge facendo vela. Egli giunge nella regione dei lotofagi e manda alcuni dei compagni per conoscerne gli abitanti. Costoro poiché assaggiano del loto (vi) rimangono; viene prodotto infatti in quella regione un dolce frutto che è chiamato "loto" che da l'oblio a coloro che l'assaporano di tutte le cose. Ma Odisseo conoscendo l'accaduto, arresta con forza i compagni rimanenti e li conduce alle navi.
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Πελια, τω του Ιωλκου βασιλει, εθεσπιζεν ο θεος φυλασσεσθαι τον μονοσανδαλον.... τους πρωτευοντας εν τη Ελλαδι ενεβιβαζεν.
Il dio vaticinò a Pelia re di Iolco di stare attento a chi ha un solo sandalo. Poi Giasone, recatosi dai campi alla cerimonia sacra, avendo attraversato il fiume viene defraudato del sandalo. Pelia vedendo Giasone che ha un solo sandalo e discernendo l’oracolo, chiedeva al giovane: «Un oracolo diceva che un cittadino mi sta per procurare la morte; che cosa mi consigli di fare?». Giasone rispondeva: «Ordina che il cittadino prenda il vello d’oro». Così Pelia subito ordinava che Giasone andasse via in Colchide; qui prendeva il vello da una quercia nel bosco sacro di Ares. Argo costruiva una nave a cinquanta rematori, chiamata Argo, e Giasone faceva imbarcare i giovani che primeggiavano in Grecia.
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Antropon Odoi pagina 291 numero 365
Νυν δ' ην (εαν) τελευτησω καταλειπω μεν υμας, ω παιδες, ζωνας, ουσπερ εδοσαν μοι οι θεοι γενεσθαι· καταλειπω δε πατριδα και φιλους ευδαιμονουντας. Δει δε με και την βασιλειαν ... λεγοντος εμου, ουτως αποδεχεσθε. (da Senofonte)
Ora dunque se morirò, vi lascio, ancora vivi o figli, che gli dei mi hanno concesso di avere; lascio la patria e gli amici che prosperano. Occorre quindi che dichiari a chi lascio il regno, per evitare che rimanendo incerta la successione, vi turbiate. Io vi amo entrambi allo stesso modo, o figli; il compito di presiedere i consigli e di condurre l’esercito là dove gli eventi lo richiedono, lo assegno al primogenito, che naturalmente è il più esperto. Io stesso fui educato così da questa patria mia e vostra, a cedere il passo, il posto a sedere e la parola ai fratelli e persino agli estranei più anziani di me, allo stesso modo ho educato voi, o figli, sin dall’infanzia ad onorare di più chi è più vecchio; accettate dunque le disposizioni che vi do come rispondenti ad usi e leggi antiche. (by Stuurm)
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Επει δε ταυτ' επραχθη και ωμωμοκεσαν αι πολεις εμενειν εν τη ειρηνη ην κατεπεμψε βασιλευς, εκ τουτου διελυθη μεν τα πεζικα ... και κατασκευασαι ως μη δυναιντο απιστειν.
Dopo che furono compiute queste cose e le città giurarono di restare fedeli alla pace che il re aveva proposto, da quel momento furono congedati le fanterie e furono congedate le flotte. Tra Spartani, Ateniesi e alleati così' dopo l'ultima guerra per l'abbattimento delle mura di Atene, questa fu la prima pace. Nella guerra, gli Spartani mettendosi allo stesso livello degli avversari, diventarono molto più gloriosi dopo la pace chiamata di Antalcida. Infatti diventati fautori della pace proposta dal re e concedendo l'indipendenza alle città', presero Corinto come alleata, fecero indipendenti le città di Beozia dai Tebani, cosa che da tempo desideravano e fecero smettere anche gli Argivi di assediare Corinto, imponendo contro questi una guarnigione se non si fossero allontanati da Corinto.
TRADUZIONE N. 2
Dopo questi avvenimenti e dopo il giuramento da parte delle città di osservare la pace proposta dal Re, furono sciolti gli eserciti e congedati gli equipaggi. Così per gli Spartani, per gli Ateniesi e per i rispettivi alleati questa fu la prima pace dallo scoppio della guerra che si combattè dopo la distruzione delle mura di Atene. Durante il conflitto vi fu un costante equilibrio di forze tra i contendenti, ma grazie alla cosiddetta pace di Antalcida gli Spartani si procuraronò un notevole vantaggio sugli awersari. Divenendo infatti garanti della pace dettata dal Re e assicurando l'autonomia alle città, ottennero l'alleanza di Corinto, resero indipendenti dai Tebani le città della Beozia, come da tempo desideravano, e posero fine ai tentativi degli Argivi d'impadronirsi di Corinto, minacciando una mobilitazione contro di loro se non avessero abbandonato la città.