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Την δε νησον Ροδον προτοι κατωκουν οι προσαγορευομενοι Τελχινες· οι δε υιοι θαλαττης ησαν, ες ο μυθος λεγει, και εξετρεφον τον Ποσειδονα, Ρεας της μητρος αυτοις επιτρεπουσης το βρεφος. ... και φθονεροι εν τη των τεχνων διδασκαλια ησαν.
Per primi abitavano l'Isola di Rodi quelli chiamati Telchini; erano i figli di Talassa, come dice il mito, e allevavano Poseidone, poiché la madre Rea affidava a loro il bambino (genitivo assoluto). Raccontano i miti che loro erano inventori/scopritori delle arti e di altre cose utili per la vita degli uomini. Per primi costruivano le statue degli dei e dicono che alcune fra le antiche effigi sacre fossero da quelli soprannominate. PressoiLindi Apollo si chiama Telchinio; pressoiGialisi Era si chiama Telchinia. Dicono anche che erano stregoni e che modificavano come volevano (come volessero) nubi, pioggie, e grandine. Cambiavano anche i propri aspetti ed erano gelosi nell'insegnamento delle arti.
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Φαινεται μοι η της γεωργιας επιμελεια ειναι αμα τε ηδυπαθεια τις και οικου αυξησις και σωματων ασκησις εις το δυνασθαι ... και θαλη θερους εθιζει καρτερειν.
Mi sembra che l'occupazione dell'agricoltura sia insieme ad una vita di piaceri anche la crescita di una casa e un esercizio dei corpi verso il poter compiere quanto spetta a un uomo libero. Prima di tutto, infatti, ciò da cui gli uomini traggono sostentamento, la terra lo produce per coloro che lavorano, e per ciò che quindi essi traggono piacere, essa produce. Poi a coloro che adornano altari e statue e a coloro che si adornano, essa offre anche queste cose con i profumi più dolci e spettacoli. Poi fa nascere molti cibi e li nutre. Infatti anche l'arte da pascolo è collegata all'agricoltura. E l'agricoltura, fornendo abbondanti beni, non permette che questi vengano acquisiti con molta facilità, ma abitua l'anima a resistere sia al freddo dell'inverno sia al calore dell'estate con forza. Poi fa nascere molti cibi e li nutre. E l'agricoltura, fornendo generosissimi beni, non permette (ἐάω) di prenderli con una vita comoda ma abitua l'anima a resistere sia al freddo dell'inverno sia al calore dell'estate con forza. (by Vogue)
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Το συμπαν φυλον το νυν Γαλλικον η Γαλατικον καλουμενον αρειμανες εστι και θυμικον τε και ταχυ προς μαχην, .... οτι συναγανακτουσι τοις αδικεισθαι δοκουσιν των πλησιων.( da Strabone )
Tutto il popolo allora detto Gallico o Galiziano è furibondo e focoso e anche pronto (ταχύς -εῖα -ύ, neutro in accordo con φῦλον ) alla battaglia, il tutto in modo semplice e senza malvagità. Se poi i Galli vengono provocati, tutti insieme si lanciano per la pugna contro le masse in modo aperto e senza un piano (περίσκεψις –εως) per cui diventano facili da vincere da parte di coloro che sanno vincere con la tattica. Sono facilmente attratti da ciò che è utile e si dedicano all’educazione dei figli e agli oracoli. La forza dei Galli in parte proviene dai loro corpi che sono maestosi, in parte dalla moltitudine di uomini: si raccolgono infatti in massa facilmente con il più semplice sentimento perché si adirano contro coloro che sembrano essere ingiusti con il loro prossimo. (by Geppetto)
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Αι Εστιαδες τα κοριωτατα και μεγιστα των ιερων εχουσαι παρα τον ποταμον απεφευγον ... εν τοις επισφαλεστατοις καιροις εκφραινομενην.
Le Vestali, proteggendo i più importanti e i maggiori arredi sacri, fuggivano presso il fiume. Li Lucio Albino, uomo del popolo, che portava su un carro i figli e la moglie insieme ai beni necessari, si imbatteva in quelle che scappavano. Quando costui vide che le fanciulle che portavano in grembo le cose sacre degli dei, che camminavano solitarie e che erano in grande afflizione subito faceva scendere dal carro la moglie ed i figli e faceva salire le cose sacre e le trasportava verso una città greca sicura. E' giusto/dovuto dunque ricordare la devozione di Albino verso gli dei manifestata in momenti pericolosissimi. (by Vogue)
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Τους κυκνους λεγουσιν παρα τον θανατον αδειν. Ανθρωπος περι τυγχανει κικνω πολουμενω και αρπαζει...τα αιτουμενα επιτελουσιν (=αιτεομενα επιτελεουσιν).
Dicono che i cigni cantino all’approssimarsi della morte. Un uomo mentre si aggira (πολέω) al mercato trova un cigno e lo compra, sapendo che è un melodioso animale. E una volta, avendo dei convitati a cena, chiama il cigno per cantare. Ma l’animale che sa che quando canta poi deve morire, canta lamentandosi. Il padrone, sentendolo, dice: «Ahimé che stolto: allora ero obbligato (ὀφείλω) ad ucciderti quando ti chiedevo di cantare». Così alcuni uomini che non sono graditi agli altri, costretti pagano con la vita le cose che chiedono. (by Geppetto)