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Inizio: Εστασιασαν ποτε προς αλληλους οι Χιοι, ανδρειοτατα νoσησαντες νοσον ταυτην βαρυτατην. ... Fine: Και ειπον επεισε· και γαρ εδοξε καλως λεγειν, επει ουτως ελεγεν.
Una volta gli abitanti di Chio furono in dissenso tra loro, la più coraggiosamente essendo malati di questa malattia la più grave. Un uomo politico tra loro quindi verso quelli che si affrettavano di cacciare fuori gli avversari dei partigiani politici, «In nessun modo»...(continua)
La Traduzione completa la trovi qui
Εστασιασαν = στασιάζω verbo attiva aoristo indicativo plurale terza
ανδρειοτατα = ἀνδρεῖος aggettivo neutro superlativo plurale
νoσησαντες = νοσεω participio attiva aoristo maschile plurale nominativo
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Antropon Odoi Pagina 25 numero 14
Οι Περσαι εν ταις της Ασιας χωραις την ηγεμονιαν εχουσιν, αλλα ο των Περσων δυναστης και την Ευρωπην εις δουλειαν καταγειν εθελει. Οτε οι οικηται των αποιχιων εν ταις της Ιωνιας ακταις επι του Περσας στασιαζουσιν, αι Αθηναι και η Ερετρια βοηθειαν φερουσιν. Διο ο των Περσων δυναστης εις οργην πιπτει και επι την Αττικην και την Ευβοιαν στρατειαν στελλει. H μεν Περσων στρατια δια της θαλασσης πλει και τους της Ερετριας οικητας υβριζει και κολαζει, επειτα δε οι Περσοι εις την ακτην του Μαραθωνος αποβαινουσιν εγγυς των αθηνων. Μονον εν τη Βοιωτια Πλαταια ταις Αθἡναις βοηθειαν στελλει.
I Persiani avevano l’egemonia nei territori dell’Asia, ma il sovrano dei Persiani voleva sottomettere (rendere in servitù) anche l’Europa. Quando gli abitanti delle colonie nelle penisole della Ionia si oppongono ai Persiani, Atene ed Eretria corrono in aiuto. Perciò il sovrano dei Persiani piomba nell’ira ed invia l’esercito contro l’Attica e l’Eubea. L’esercito dei Persiani viaggia per mare ed è violento e maltratta gli abitanti di Eretria, poi i Persiani giungono presso il promontorio di Maratona, vicino ad Atene. Soltanto Platea in Beozia porta soccorso ad Atene. (by Geppetto)
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Le tempeste marine
versione greco Libro Antropon Odoi
I mutamenti del cielo arrivano inaspettati soprattutto nel mare. All'improvviso i tuoni risuonano e incutono paura ai marinai. Questi rafforzano le funi ed abbassano le vele. Le nuvole oscurano i raggi del sole, i tuoni rumoreggiano paurosamente e la pioggia cade con violenza. Quando i venti soffiano spaventosi il timoniere corregge/raddrizza il timone non oltre quanto è suffiente a volte gli scogli e le rocce rompono l'imbarcazione e uccidono i marinai. Spesso la tempesta sommerge la prua della nave e solleva la poppa. Infini i venti venti cessano i soffi e nel mare c'è di nuovo tranquillità. I marinai felici di nuovo spiegano le vele e portano agli dei sacrifici di ringraziamento della salvezza
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Ο Αννιβας απο της Λυβιας εις την Ιταλιαν την στρατιαν αγει· ... Fine:τελος την Ιταλιαν καταλειπει.
Annibale conduce l’esercito dalla Libia in Italia: voleva infatti debellare l’egemonia di Roma. Nelle prime battaglie Annibale ottiene la vittoria ed i cittadini di Roma temono la catastrofe. Ma quando Annibale è vicino a Roma per ignavia o per ozio o per destino deliberatamente (con deliberazione) rimanda l’attacco. Allora i generali di Roma ed i cittadini (στρατηλάτης -ου) riprendono forza e coraggio, forgiano lance e armature, impegnano alleanze e risorse. Perciò Annibale si trova in difficoltà e chiede truppa ausiliaria dalla Libia, ma non l’ottiene; infine lascia l’Italia. (By Geppetto)
Altra proposta di traduzione
Annibale dalla Libia conduce l’esercito in Italia; egli infatti vuole distruggere l’egemonia di Roma. Annibale nelle prime battaglie ha la vittoria e i cittadini di Roma temono la distruzione. Ma quando Annibale è vicino a Roma, per ignavia oppure per pigrizia o per volere del destino rimanda l’invasione. Quindi i generali e i cittadini di Roma riprendono forza e coraggio, si preparano ai combattimenti anche armati di tutto punto, raccolgono alleati e risorse. Allora Annibale si trova in mancanza di risorse e chiede aiuto dalla Libia, non ne ottiene; infine abbandona l’Italia.
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Antropon Odoi pagina 21 numero 11
Εν ταις Αθηναις οι πολιται την δικαιοσυνης στεργουσιν. Οι δικασται μεν εν ταις δικαις τας αιτιας ακριβεια σκοπουσι .... - δικαιουσυνη ουν ασφαλειαν τοις πολιταις παρεχει και τας κακιας και τας διαβολας αμυνει
Ad Atene i cittadini amano la giustizia. I giudici esaminano con scrupolosità nei tribunali le cause e ascoltano i testimoni. Poi impongono le pene e le espiazioni; a volte condannano all’esilio, soprattutto dei traditori. I giudici non prescelgono la difesa oppure l’accusa, ma difendono la parità dei diritti e cercano soprattutto la verità. Talvolta infatti il delatore nel tribunale cittadino agisce per ostilità, poiché vuole recare disonore e danno e rovinare, ma i giudici dimostrano le ingiustizie e condannano i mentitori. La giustizia quindi offre sicurezza ai cittadini e combatte le cattiverie e le calunnie.