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Antropon odoi Pagina 154
Un leone, un asino ed una volpe fanno una società fra loro e poi vanno a caccia. Avendo essi messo insieme molta preda, il leone ordina all’asino di fare le parti per loro. Dopo aver fatto tre parti ed esortato il leone a scegliere, il leone si adira e avventandosi (ἅλλομαι) contro lo divora: in seguito ordina alla volpe di fare le parti. Questa, dopo aver raccolto tutto in un'unica parte e lasciata per sé una piccola, lo esorta a prendere. Richiesta (εἴρω) dal leone chi le insegnava a spartire così, la volpe disse (aor. forte di λέγω): «La disavventura dell’asino». Il racconto insegna che per gli uomini un avvertimento evita ( è vicino a) una disgrazia (by Geppetto)
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Antropon odoi Pagina 155
E come prima cosa essendo ancora in città (ἄστυ - εως, τό), gli strateghi inviano a Sparta il messaggero Fidippide, uomo ateniese capace di correre tutto il giorno. Perciò, come diceva lo stesso Fidippide e annunciava pure agli Ateniesi che presso il monte Partenio sopra Tegea, lo incontra Pan. Gridando il nome di Fedippide, Pan esortava ad annunciare agli Ateniesi e chiedere perché non mettevano in atto nessuna cura per lui, malgrado egli fosse ben disposto verso gli Ateniesi e spesso a loro giovevole. ... (continua)
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Antropon odoi Pagina 144 numero 36
Eracle conquistava la città di Ecalia e prendeva prigioniera Iole. Deianira, temendo che l’uomo si innamorasse della bellissima ragazza, bagnava un mantello col sangue del centauro Nesso, pensando che il sangue fosse un filtro d’amore e mandava in dono ad Eracle il mantello. Eracle indossava il mantello, il veleno nel sangue penetrava la pelle e distruggeva (αἰκίζω) le carni (σάρξ - σαρκός, ἡ). Deianira, capito l’accaduto, si uccise. Eracle ordinava al figlio più anziano Illo di sposare Iole, poi si avviava verso il monte Eta: qui innalzava una pira e comandava di dar fuoco. Si dice che una nube di fiamme ardenti con un tuono fece salire al cielo Eracle e che colà l’eroe acquistasse l’immortalità. (by Geppetto)
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Zeus, durante la notte e resosi simile ad Anfitrione, si congiunge ad Alcmena: in seguito essa generava due figli, da Zeus Eracle, nella notte (νύξ - νυκτός, ἡ) successiva il fratello, da Anfitrione Ificle. Quando i fanciulli avevano otto mesi, Era mandava verso la culla due grandissimi serpenti desiderando che il neonato fosse ucciso. Ma il bimbo svegliatosi, soffocando con le mani i serpenti, li uccideva. Eracle imparava da Anfitrione a guidare un carro, da Castore a combattere, da Lino, fratello di Orfeo, a suonare la cetra. Eracle riceveva da Ermes la spada, da Apollo l’arco, da Efesto una corazza d’oro: egli stesso intagliava la clava dalla Nemea. (by Geppetto)
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παρα τῃ μεγαρᾳ αρχαιον εστιν ιερος και εκει αγαλμα κειται Αρτεμιδος Σωτερας επικαλουμενης. .. Οι μεγαρεις επι τῳ θαυματι Σωτειρας Αρτεμιδος αγαλμα εποιουντο. (da Pausania)
Presso Megara c’è un tempio antico e lì si trova la statua detta di Artemide Sotera. Narrano che gli uomini dell’esercito di Mardonio che attaccavano la Megaride, ritornarono verso Tebe, ma, sopraggiungendo la notte, sbagliarono strada e si diressero verso le zone (μέρος - εος, τό) montagnose della regione....(continua)