- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: ANTROPON ODOI - versioni greco tradotte
- Visite: 6
Antropon Odoi pagina 54 numero 37
I Britanni abitano l’isola britannica da tempo remoto e conservano gli antichi modi di vita. Infatti combattono contro i nemici con i carri, proprio come gli antichi Achei nella guerra di Troia. Hanno case modeste, che edificano con canne o legnami. Dai campi traggono le risorse di vita e conservano il raccolto in granai sotterranei. Nel cibo sono semplici e dunque del tutto contrari alla pervicacia e alla cattiveria degli uomini. Hanno molti capi e fra di loro si comportano pacificamente. I Britanni sono liberi e battaglieri e difendono sempre l’isola dagli invadenti stranieri: i Romani per primi invadono l’isola e combattendo ferocemente sottomettono i Britanni.(By Geppetto)
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: ANTROPON ODOI - versioni greco tradotte
- Visite: 6
Ὁ μεν Προξενος ουν εγραφεν ...
Prosseno scriveva allora che desiderava che Senofonte diventasse amico di Ciro: quello si consultava (ἀνακοινόω) con Socrate sul modo di procedere. Socrate consigliava allora a Senofonte di andare a Delfo e chiedere un responso al dio. Allora Senofonte chiedeva (ἐρωτάω) ad Apollo a quale degli dei dovrebbe fare sacrifici di splendide e ottime cose così da essere protetto. E Apollo diceva gli dei ai quali bisognava sacrificare. Allora Senofonte rientrava in Atene, riportava a Socrate l’oracolo. Questi lo rimproverava (αἰτιάομαι) perché non chiedeva quale cosa delle due fosse preferibile per lui, andare o restare, ma egli stesso voleva andare e chiedeva soltanto come avrebbe fatto meglio. Socrate diceva: «Visto che vedevi così sicuramente, bisogna fare quelle cose che il dio chiedeva». (i sacrifici) Senofonte allora faceva i sacrifici agli dei e salpava. (by Geppetto)
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: ANTROPON ODOI - versioni greco tradotte
- Visite: 6
Antropon Odoi Pagina 142 numero 31
INIZIO: Oτε ο Ηρακλης τον Ολυμπικον αγωνα συνεστησατο, καλλιστον των τοπων FINE: οτι την αρχην απο αγαθου ανδρος ελαμβανεν
Quando Eracle istituì l’Olimpiade, scelse il più bello dei posti per una così importante adunanza solenne, la pianura presso il fiume Alfeo e consacrava (καθιερόω) i giochi a Giove padre. Decretò come premio della gara solo una corona, perché anche lui aveva agito così verso il genere umano, senza ricompensa. L’eroe vinceva senza dubbio tutti le prove, era il migliore di tutti gli atleti presenti: infatti è difficile che il pugile o il pancratista batta una podista, e questo, che primeggia nell’atletica leggera, superi quelli che si cimentano nella pesante. Perciò a ragione l’Olimpiade era la più stimata di tutte le competizioni, perché trae punto di partenza dall’uomo ammirevole. (by Geppetto)
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: ANTROPON ODOI - versioni greco tradotte
- Visite: 6
Anthropon odoi pagina 162
inizio: Ο δ' Αλκιβιαδες ορον τεν εν Ολυμπια... fine:δευτερος ειναι τοις ιδοις ζευγεσιν και τριτοις.
Alcibiade, vedendo che il convegno presso Olimpia (era) stimato da tutti gli uomini e che gli atleti lo cercavano con ardore e che le città dei vittoriosi erano famose, decise di gareggiare ad Olimpia. Pur essendo più dotato e vigoroso di molti compagni, trascurò le gare ginniche, dopo aver appreso che alcuni degli atleti che abitavano piccole città ed allenati in modo scadente, si accinse ad allevare cavalli, perché è lavoro dei più ricchi: e non solo gli avversari, ma superò anche i vincitori precedenti. Allestiva infatti tiri a due completi contro grandissime città e mostrava tale valore da essere con i propri carri primo e secondo e terzo (by Geppetto)
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: ANTROPON ODOI - versioni greco tradotte
- Visite: 6
Antropon odoi pagina 154 numero 37
E’ gran buona cosa per gli uomini se impera la pace, di questa invece poco importa ai tiranni. Se impera la guerra è cosa funesta, da questa i tiranni traggono grandissimo vantaggio. Infatti alle persone comuni, qualora la loro città non combattesse una battaglia comune, poi capita anche che se volessero andare senza temere, i tiranni trattano tutto come territorio di guerra. Questi pensano che la forza sia da gestire con le armi e sempre (pensano) di portarsi dietro altri armati. Perciò i semplici cittadini, se anche combattessero in qualche luogo contro un terra nemica, quando tornassero in patria, stimano (ἡγέομαι) che per loro ci sia sicurezza, mentre i tiranni ritengono i più temibili nemici quelli che ritornano nella loro (by Geppetto)