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αλλ'εν τοσουτοις λεγοις των αλλων ελεγχομενων μονος ουτος ηρεμει ο λογος, ως ευλαβητεον εστιν το αδικειν μαλλον η το... διακαιοσυνην και την αλλην αρετην ασκουντας και ζην και τεθναναι.
Tuttavia tra tanti ragionamenti di tutti gli altri confutati questo è l’unico che resta stabile che bisogna fare attenzione il fare ingiustizia piùttosto che il subire, e più di tutto all’uomo è necessario praticare non il sembrare di essere buono ma l’esserlo sia in privato sia in pubblico; se una faccia qualcosa di male, deve essere punito, e questo è il secondo bene dopo l’essere giusto, il diventarlo e scontare la pena essendo punito; ed ogni adulazione sia su sé stesso sia su gli altri, e sia su pochi e sia su molti, bisogna evitare; e così bisogna servirsi della retorica sempre per la giustizia, e di ogni altra pratica. Per così dire dunque useremo il ragionamento guida mostrato, il quale ci indica che questo è il migliore modo di vivere sia vivere sia morire praticando sia la giustizia sia ogni altra virtù. (by Stuurm)
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Inizio: ο μυρθιλος τη κορη χαριξεσθαι βουλομενος τους τροχους της του Oινομαου αμαξης εβλαπτεν...Μυρτωον Πελεγος ωνομαζετο.
Mirtilo volendo ingraziarsi la ragazza danneggiava le ruote del carro di Enomao. Così Enomao veniva sconfitto e moriva; egli infatti cadeva durante la corsa per la distruzione del carro e veniva schiacciato dai cavalli. Ma Enomao capiva l’iniziativa di Mirtilo e imprecava contro l’auriga. Pelope dunque sposava Ippodamia. Una volta mentre camminava con Ippodamia e Mirtilo, Pelope ritornava indietro per un po’ poiché voleva cercare una sorgente. Mirtilo allora tentava di violentare Ippodamia. Pelope ritornando e comprendendo l’iniziativa e la violenza di Mirtilo, adirandosi gettava in mare l’auriga nei pressi della sporgenza di Geresto. Il mare veniva chiamato da Mirtilo Mare Mirtoo. (by Stuurm)
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Αισκυλος ο ποιητης εν τη τραγωδια "περσαν"... θρηνει την δεινην ατυκιαν.
Il poeta Eschilo nella tragedia “I Persiani” canta la sconfitta dei Persiani nella battaglia vicino Salamina. Il motico della sconfitta è il volere degli dei: essi vogliono punire Serse. Il sovrano dei Persiani infatti conduce l’esercito con arroganza contro i Greci e costruisce un ponte di barche sull’Ellesponto. ...(continua)
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Πάντες ἄνθρωποι τοῦ εἰδέναι ὀρέγονται φύσει. Σημεῖον δ' ἡ τῶν αἰσθήσεων ἀγάπησις· καὶ γὰρ χωρὶς τῆς χρείας αί αισθήσεις ἀγαπῶνται δι' αὑτάς, καὶ μάλιστα τῶν ἄλλων ἡ διὰ τῶν ὀμμάτων. οὐ γὰρ μόνον ἵνα πράττωμεν ἀλλὰ καὶ μηθὲν μέλλοντες πράττειν τὸ ὁρᾶν αἱρούμεθα ἀντὶ πάντων ὡς εἰπεῖν τῶν ἄλλων. Αἴτιον δ' ὅτι μάλιστα αὕτη τῶν αἰσθήσεων ποιεῖ ἡμᾶς γνωρίζειν ἡμᾶς καὶ πολλὰς διαφοράς δηλοῖ. Φύσει μὲν οὖν τὰ ζῷα γίγνεται αἴσθησιν ἔχοντα, ἐκ δὲ ταύτης αισθήσεως τοῖς μὲν αὐτῶν οὐκ ἐγγίγνεται μνήμη, τοῖς δ' ἐγγίγνεται. Τὰ μὲν οὖν ἄλλα (ζῷα) ταῖς φαντασίαις ζῇ καὶ ταῖς μνήμαις, ἐμπειρίας δὲ μετέχει μικρόν· τὸ δὲ τῶν ἀνθρώπων γένος καὶ τέχνῃ καὶ λογισμοῖς ζῇ. Γίγνεται δ' ἐκ τῆς μνήμης ἐμπειρία τοῖς ἀνθρώποις.
Tutti gli uomini mirano per natura al sapere. Prova ne è l’affezione per le sensazioni. E infatti indipendentemente dall’utilità amano le sensazioni per se stesse, e più di tutte le altre quella tramite gli occhi (la vista). Infatti non solo perché agiamo ma anche quando non intendiamo agire preferiamo il vedere, come dire, a tutte le altre. Il motivo è che questa più di tutte le sensazioni ci fa conoscere e ci manifesta molte differenze. Per natura dunque gli animali sono forniti di sensibilità, da questa sensibilità in alcuni di loro non insorge memoria, in altri invece appare. Or dunque mentre gli altri animali vivono con la facoltà immaginativa e i ricordi, e poco si rende parte l’esperienza; il genere umano, invece, vive con arte e ragionamenti. Per gli uomini l’esperienza nasce dalla memoria. (by Stuurm)
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Οι Σπαρτιαται προς τους Μεσσηνιους πολεμον αγουσιν. εις Δελφους ουν πρεσβευτας αποστελλουσι και ο θεος λεγει χρηστηριω τοις σπαρτιαταις παρα των Αθηνων συμβουλον αιτειν. ...Ουτως οι Σπαρτιαται την νικην εχουσιν.
Gli Spartani conducono una guerra contro i Messeni. Mandano dunque ambasciatori a Delfi e il dio, tramite un oracolo riferisce agli Spartani di chiedere un consigliere agli Ateniesi. Gli Ateniesi sono nemici degli Spartani, ma non vogliono disubbidire al responso del dio. Infine escogitano un espediente ed inviano il poeta Tirteo. Così gli ateniesi vogliono deridere gli spartiati. Infatti Tirteo non è uno stratega ma un maestro. Egli è mirabilmente dotato nella musica e nella poesia ma debole nelle gambe e storpio. Dapprima i Messeni vincono; gli spartiati sono scoraggiati e vogliono concludere la guerra. Allora Tirteo incoraggia alla virtù gli spartiati con le odi. Egli arruola gli altri soldati tra i servi. Così gli spartiati ottengono la vittoria.