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I mitici re di Atene
versione latino Giustino traduzione libro
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Arare quoque ac serere frumenta hominibus glande viventibus monstraverunt. Eorum ...
Gli Ateniesi per primi fecero conoscere l'uso del vino, dell'olio della lavorazione della lana; mostrarono agli uomini che vivevano di ghiande ad arare e anche a seminare cereali. Si dice che Cecrope, che istituì i matrimoni fosse il loro primo re. A questi succedette Cranao la cui figlia Artide, diede il nome alla regione. Dopo di lui regnò Anfizione, che per primo consacrò la città ad Atena e le diede il nome Atene. Durante il regno di questo, l'innondazione delle acque distrusse la maggior parte dei popoli della Grecia: Gli Ateniesi che temevano il diluvio, poiché non sapevano in che modo salvarsi da una morte certa e dove dirigersi, in parte si rifugiarono sui monti, in parte in Tessaglia presso il re Deucalione dal quale si dice fosse stata salvata la razza umana. Per ordine di successione quindi, il regno giunse ad Erettéo. Anche Egeo padre di Teseo regnò su Atene. Dopo Egeo divenne re Teseo e sua volta il figlio di Teseo Demofonte, che offrì l'aiuto dei Greci contro i Troiani.
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I Galli devastano la Macedonia
versione latino Giustino traduzione
libro Nova Officina
Cum Galli Epirum invasissent et legatos...termina: Qua re cives eum regem proclamaverunt.
I galli avendo invaso l'Epiro e avendo mandato gli ambasciaori della pace dal re Tolomeo, questo non volle accettare le condizioni, cosa di cui presto si dovette pentire. Infatti i galli essendo stati fatti consapevoli per gli ambasciatori della loro deliberazione, dopo alcuni giorni attaccarono battaglia e produssero una grandissima strage, catturarono lo stesso tolomeo e avvinto da tre catene, lo condussero nel suo accampaento. e neppure i suoi comandanti provarono compassione, in quali comandarono di farlo uccidere. Pochi dei macedoni chiesero la salvezza e pochi portarono la notizia della sconfitta in patria; tutti gli altri prigionieri furono persino uccisi. essendo stati fatti consapevoli di questa sconfitta i macedoni, chiusero le porte della città e tutti a difesa, le quali furono considerate ben preparate, si prepararono nelle fortificazioni. fra le mura si combateva e la morte dei loro si compiangeva; come se si invochino gli dei alessandro e filippo. In tanta disperazione dei cittadini, Sostene, il qual i macedoni lo avevano proclamato principe dell gioventù, senza porre nessun indugio, riuni la mano dei govani e i galli, i troppo esultanti a causa della vittoria, pribi alla sua città. Con questa impresa i cittadini lo proclamarono re.
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I Galli aggrediscono la Macedonia
versione latino Giustino
Cum Galli Epirum invasissent et legatos...Qua re cives eum regem proclamaverunt.
I galli avendo invaso l'Epiro e avendo mandato gli ambasciatori della pace dal re Tolomeo, questo non volle accettare le condizioni, cosa di cui presto si dovette pentire. Infatti i galli essendo stati fatti consapevoli per gli ambasciatori della loro deliberazione, dopo alcuni giorni attaccarono battaglia e produssero una grandissima strage, catturarono lo stesso Tolomeo e avvinto da tre catene, lo condussero nel suo accampamento. e neppure i suoi comandanti provarono compassione, in quali comandarono di farlo uccidere. Pochi dei macedoni chiesero la salvezza e pochi portarono la notizia della sconfitta in patria; tutti gli altri prigionieri furono persino uccisi. essendo stati fatti consapevoli di questa sconfitta i macedoni, chiusero le porte della città e tutti a difesa, le quali furono considerate ben preparate, si prepararono nelle fortificazioni. fra le mura si combatteva e la morte dei loro si compiangeva; come se si invochino gli dei alessandro e Filippo. In tanta disperazione dei cittadini, Sostene, il qual i macedoni lo avevano proclamato principe dell gioventù, senza porre nessun indugio, riunì la mano dei giovani e i galli, troppo esultanti a causa della vittoria, allontanò dalla sua città. Con questa impresa i cittadini lo proclamarono re.
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Post haec bellum Spartanis infert, qui soli Philippi Alexandrique bellis et imperium Macedonum et omnibus metuenda arma contempserant. Inter duas nobilissimas gentes bellum summis utrimque uiribus fuit, cum hi pro uetere Macedonum gloria, illi non solum pro inlibata libertate, sed etiam pro salute certarent. Victi Lacedaemonii non ipsi tantum, uerum etiam coniuges liberique magno animo fortunam tulere. Nemo quippe in acie saluti pepercit, nulla amissum coniugem fleuit, filiorum mortes senes laudabant, patribus in acie caesis filii gratulabantur, suam uicem omnes dolebant quod non et ipsi pro patriae libertate cecidissent. Patentibus omnes domibus saucios excipiebant, uulnera curabant, lassos reficiebant; inter haec nullus in urbe strepitus, nulla trepidatio, magisque omnes publicam quam priuatam fortunam lugebant
Dopo questo, dichiara guerra agli Spartani, i soli che, durante le guerre di Filippo ed Alessandro, avessero sfidato il potere dei Macedoni e le armi temute da tutti. Tra due popoli così illustri, la guerra mobilitò le più grandi forze da una parte e dall'altra, mentre gli uni combattevano in nome dell'antica gloria dei Macedoni, gli altri, non solo in nome della completa libertà, ma anche in nome della loro salvezza. Vinti, i Lacedemoni affrontarono l'avversità con grande coraggio, non solo essi stessi, ma anche le loro spose e i loro bambini. In verità, nelle fila, nessuno pensava alla propria tutela, nessuna moglie piangeva la perdita del proprio marito; gli anziani glorificavano la morte dei propri figli, i figli rendevano omaggio ai loro padri, morti al fronte, tutti si dolevano della propria sorte poiché non erano morti anch’essi per la libertà della loro patria. Nelle grandi case aperte, tutti davano rifugio ai feriti, curavano le ferite, rinvigorivano coloro che erano esausti; tuttavia non c'era né tumulto, né agitazione nella città e tutti compiangevano di più la sventura della situazione generale ceh vivevano piuttosto che le sventure personali.
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Dum haec in Sicilia geruntur, interim in Graecia dissidentibus inter se bello Ptolemaeo Cerauno et Antiocho et Antigono regibus omnes ferme Graeciae civitates ducibus Spartanis, missis invicem legatis, per quos in societatis foedera alligarentur, in bellum prorumpunt, et, ne cum Antigono, sub cuius regno erant, bellum coepisse viderentur, socios eius Aetolos adgrediuntur, causas belli praetendentes, quod consensu Graeciae sacratum Apollini Cirraeum campum per vim occupavissent. Huic bello ducem deligunt Area, qui adunato exercitu urbes sataque in his campis posita depopulatur, quae auferri non poterant incendit. Quod cum e montibus conspicati pastores Aetolorum essent, congregati admodum quingenti sparsos hostes ignorantesque, quanta manus esset, quoniam conspectum illis metus et incendiorum fumus abstulerat, consectantur trucidatisque admodum novem milibus praedones in fugam verterunt. Reparantibus deinde Spartanis bellum auxilium multae civitates negaverunt, existimantes eos dominationem, non libertatem Graeciae quaerere. Interea inter reges bellum finitur; nam Ptolemaeus pulso Antigono cum regnum totius Macedoniae occupavisset, pacem cum Antiocho facit adfinitatemque cum Pyrrho rege data ei in matrimonium filia sua iungit
Mentre questi fatti avvengono in Sicilia, intanto in Grecia, scontrandosi fra loro in guerra i re Tolomeo Cerauno e Antioco e Antigono, quasi tutte le città della Grecia, sotto la guida degli Spartani, inviati reciprocamente ambasciatori, per opera dei quali si legassero a patti di alleanza, si gettano in guerra e, affinché non sembrassero aver intrapreso una guerra contro Antigono sotto il cui regno si trovavano, attaccano i suoi alleati Etoli, allegando come pretesti della guerra il fatto che si erano impadroniti con la forza della pianura di Cirra consacrata ad Apollo per consenso unanime della Grecia. Per questa guerra scelgono come capo Area, che radunato l’esercito saccheggia le città e brucia le coltivazioni poste in queste pianure, che non potevano essere portate via. Dopo che i pastori etoli scorsero dai monti questo, circa cinquecento radunatisi inseguono i nemici sparsi qua e là e inconsapevoli di quanta fosse la loro consistenza dal momento che il timore e il fumo dell’incendio avevano annebbiato loro la vista, e, trucidati circa novemila, spinsero i predoni alla fuga. Poi preparando gli Spartani di nuovo la guerra molte città negarono aiuto, credendo che essi aspirassero al dominio, non alla libertà della Grecia. Intanto fra i re viene conclusa la guerra; infatti Tolomeo, battuto Antigono, dopo che prese il dominio della intera Macedonia, stipula la pace con Antioco e stringe un legame di parentela con il re Pirro data in matrimonio a lui sua figlia.