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Λυκοι επιβουλευον ποιμνη προβατων αλλα, επειδη συκ ηδυναντο αυτων περιγιγνεσθαι δια τα κυνιδια δ'εφυλασσον αυτα εγιγνωσκον δια δολον αυτο πρασσειν. Και οι λυκοι επεμπον αγγελους ινα τα προβατα παραδιδοιεν αυτοις τα κυνιδια· ελεγον γαρ ως αυτα της εχθρας αιτια εισι και ανευ αυτων ειρηνη γιγνεται. Τα δε προβατα ανοητως εξεδιδοσαν τα κυνιδια και οι λυκοι, επειδη περιεγιγνοντο αυτων ραδιως, την ποιμνην αφυλακτον διεφθειρον. Ο μυθος δεικνυσιν οτι οι πειθομενοι τους εχθροις ολλυνται.
Dei lupi insediavano un gregge di pecore ma poiché era impossibile avvicinarsi a loro (letteralmente prevalere su di loro) a causa dei cani che facevano loro la guardia si rendevano conto che (capivano) che dovevano farlo attraverso uno stratagemma. E i lupo mandavano degli ambasciatori così da (farsi) consegnare loro i cani. Dicevano infatti che loro erano (lett. sono) la causa della (loro) inimicizia che senza di loro nasceva pace. Le pecore scioccamente consegnavano i cani e i lupi avevano la meglio su quelli facilmente, uccidevano il gregge non protetto da guardie. La favola prova che coloro che vengono persuasi liberano i nemici.
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Ανηρ πενταθλος επ'ανανδρια εκαστοτε υπο των πολιτων ονειδιζομενος .... περι του πραγματος, ουτινος προχειρος η αποδειξις εστιν.
Un uomo pentatleta (un atleta del pentathlon) che, per scarso valore, veniva in ogni occasione biasimato dai cittadini, essendosi una volta allontanato dalla sua terra e ritornando vantava diverse prodezze compiute in molte regioni ma a Rodi in particolar modo aveva spiccato un salto di tale altezza che non c'era olimpionico in grado di aver spiccato un salto di tale altezza. Per (questa prodezza) diceva di avere testimoni laggiù. Allora uno dei presenti diceva: "Se ciò è vero non hai nessun bisogno di testimoni: Rodi è qui qui salta" (=fai finta che Rodi sia quì e salta)". La favola dimostra che qualsiasi ogni discorso è superfluo sui fatti, la dove è possibile la prova dei fatti se non c'è nessuna dimostrazione a portata di mano.
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Αιπολος, επειδη τας αιγας αυτου απηλαυνεν επι νομην,... Ο λογος δηλοι μη δειν ασμενιζεσθαι τας φιλιας των ανθρωπων διζημενων νεους φιλους και των παλαιων λανθανομενων.
Un capraio quando portava le capre al pascolo non appena vedeva che queste erano con le selvatiche, quando (era) giungeva la sera, le spingeva tutte nella sua grotta. Il giorno seguente, quando c'era una tempesta non potendole portare al pascolo le accudiva dentro, mettendo vicino alle proprie (capre) cibo sufficiente soltanto al fatto che non fossero affamate ed invece alle forestiere mettendo accanto più cibo così da potersene appropriare. Quando la tempesta passava dopo che conduceva tutte al pascolo le capre selvatiche fuggivanoCosì il pastore le accusava di ingratitudine ma quelle voltandosi dicevano: "Ma proprio per questo noi fuggiamo se infatti tu hai riverito noi che hai trovato ieri e ti dimenticavi di quelle vecchie con te è chiaro che sempre hai (oblio) dimenticanza dei tuoi amici". Il racconto dimostra che non bisogna accettare volentieri le amicizie di coloro che preferiscono i nuovi amici trascurando i vecchi
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Λυχνος εμεθυεν ελαιω και, οτε εν τω σκοτω εφεγγεν, ενομιζεν ως υπερ ηλιον λαμποι. Ο ανεμος ποτε εσυριζε και τον λυχνον εσβεννυ. Εν ω εκ δευτερου παιδιον ηπτε τον λυχνον, ελεγε αυτω· "Φαινε, λυχνη, και σιγη φεγγε· ο ηλιος ουποτε εκλειπει". Ο μυθος δεινυσι οτι δεει τους ανθρωπους εν ταις δοξαις και τοις λαμπροσις του βιου νομιζειν εαυτους κατα μετρον.
Una lampada era bagnata con olio quando risplendeva nell'oscurità, credeva di brillare più del sole. Una volta il vento fischiava e spegneva la lampada. In un secondo momento un fanciullo accendeva la lampada e gli diceva: "splendi o lampada e risplendi in silenzio; il sole non manca mai." La favola dimostra che bisogna che gli uomini nelle aspettative e nelle valutazioni della vita, valutino loro stessi nella giusta misura.
λαμποι = λάμπω verbo attiva presente ottativo singolare terza
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Λύκος, έν ᾧ κατά ἃρουραν ὣδευε, κριθάς ηὒρισκεν άλλά ούκ ήδύνατο αύτάς έσθίειν, κατέλειπε και άπῄει "Ιππῳ δέ συνετύγχανε καί αυτόν έπί τήν ἃρουραν έπῆγεν· «Έχω - έφη - κριθάς άλλά ού δύναμαι έσθίειν· σοι φυλάσσω έπει ήδέως άκούω τῶν όδόντων σοῦ». Ό δε ϊππος άπεκρίνετο· «Ούκ άν πείθοις με· βούλῃ με έρχεσθαι εις ἃρουραν ϊνα με έσθίῃ». Ό μῦθος δείκνυσιν ὂτι οί πονηροί, ὂταν τήν άλήθειαν λέγωσιν, ού πείθονται.
Un lupo, mentre viaggiava in un campo, trovava orzo ma non poteva mangiarlo, lo abbandonava e se ne andava. Incontrava un cavallo e lo conduceva al campo: «io ho, disse, orzo ma non posso mangiare; ti faccio la guardia poiché ascolto piacevolmente i tuoi denti». Il cavallo rispondeva: «mi persuaderesti; se non volessi che io venga al campo per mangiarmi». Il racconto dimostra che i malvagi, qualora dicano la verità, non sono creduti.