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λάρος ἰχθὺν καταπιὼν διαρραγέντος αὐτοῦ τοῦ φάρυγγος ἐπὶ τῆς ἠιόνος νεκρὸς ἔκειτο. ἰκτῖνος δὲ αὐτὸν θεασάμενος ἔφη· ἄξια σύ γε πέπονθας, ὅτι πτηνὸς γεννηθεὶς ἐπὶ θαλάσσης τὴν δίαιταν ἐποιοῦ. οὕτως οἱ τὰ οἰκεῖα ἐπιτηδεύματα καταλιπόντες καὶ τοῖς μηδὲν προσήκουσιν ἐπιβαλλόμενοι εἰκότως δυστυχοῦσιν.
Un gabbiano che aveva ingoiato un pesce, avendo riportato una lesione allo stomaco giaceva morto sulla spiaggia ma un nibbio vedendolo visto disse "Hai avuto quello che ti meriti, poiché tu, che eri nato uccello, hai voluto prendere il tuo cibo nel mare." Così quelli che abbandonano il loro mestiere per dedicarsi ad un altro non adatto per loro finiscono giustamente nei guai.
ΛΑΡΟΣ ΚΑΙ ΙΚΤΙΝΟΣ
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ΟΝΟΣ, ΚΟΡΑΞ ΚΑΙ ΛΥΚΟΣ
ὄνος ἡλκωμένος τὸν νῶτον ἔν τινι λειμῶνι ἐνέμετο. κόρακος δὲ ἐπικαθίσαντος αὐτῷ καὶ τὸ ἕλκος κρούοντος ὁ ὄνος ὠγκᾶτό τε καὶ ἐσκίρτα. τοῦ δὲ ὀνηλάτου πόρρωθεν ἑστῶτος καὶ γελῶντος λύκος παριὼν ἐθεάσατο καὶ πρὸς ἑαυτὸν ἔφη· ἄθλιοι ἡμεῖς, οἵ, κἂν αὐτὸ μόνον ὀφθῶμεν, διωκόμεθα, τούτῳ δὲ καὶπροσιόντι προσγελῶσι. ὁ λόγος δηλοῖ, ὅτι οἱ κακοῦργοι τῶν ἀνθρώπων καὶ ἐξ ἀπόπτου δῆλοί εἰσιν.
Un asino che aveva una piaga nella schiena pascolava in un prato. Un corvo andò a posarglisi addosso e gli dava beccate nella piaga, mentre l'asino, per il dolore, ragliava e saltava. L'asinaio se ne stava là fermo a qualche distanza e rideva. Un lupo che passava lo vide, e disse tra sé: Noi poveracci, basta che ci vedano e ci danno la caccia; ma questi, anche se li assalgono, li accolgono con un sorriso. La favola mostra come i cattivi fra gli uomini cattivi si riconoscano persino dalla faccia, e a prima vista.
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κόραξ τροφῆς ἀπορῶν ὡς ἐθεάσατο ὄφιν ἔν τινι εὐηλίῳ τόπῳ κοιμώμενον τοῦτον καταπτὰς ἥρπασε. τοῦ δὲ ἐπιστραφέντος καὶ δακόντος αὐτὸν ἀποθνῄσκειν μέλλων ἔφη· ἀλλ' ἔγωγε δείλαιος, ὅστις τοιοῦτον ἕρμαιον εὗρον, ἐξ οὗ καὶ ἀπόλλυμαι. οὗτος ὁ λόγος λεχθείη ἂν ἐπ' ἄνδρα, ὃς διὰ θησαυροῦ εὕρεσιν καὶ περὶ σωτηρίας ἐκινδύνευσε.
Un Corvo affamato vide un Serpente, che dormiva al Sole, e volato là lo prese per mangiarlo, ed il Serpente rivoltatosi lo morse, ed il Corvo morendo disse: Ahimè misero, che per questo poco cibo perdo la vita. La favola dimostra quell’uomo, il quale per cupidigia di guadagno, va in pericolo della vita.
Seconda stesura
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Il testo greco che incontriamo a scuola a volte differisce dal testo della favola originale di Esopo
Di seguito ecco tutte quelle che abbiamo raccolto con l'aiuto dei nostri utenti che ogni giorno ci propongo i brani nel nostro forum per la traduzione. Se vuoi puoi segnalarci un'ulteriore stesura di questa stessa favola.
L'asino e il cavallo libro GYMNASION
L'asino e il cavallo libro ESPERIA
l'asino e il cavallo libro ANTRHOPON ODOI
l'asino e il cavallo libro DIALOGOI
Il cavallo e l'asino libro MONDO GRECO
Il cavallo e l'asino ELLENISTI
L'asino e il cavallo GYMNASMATA
L'asino e il cavallo (ulteriore stesura diversa)
Segnalaci scrivendo nel nostro forum se ci sono altre versioni con questo stesso titolo, fai una foto del testo greco e ti invieremo la tua traduzione
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Il cavallo, il bue, il cane e l'uomo
o la creazione dell'uomo
ΙΠΠΟΣ, ΒΟΥΣ, ΚΥΩΝ ΚΑΙ ΑΝΘΡΩΠΟΣ
Ζεὺς ἄνθρωπον ποιήσας ὀλιγοχρόνιον αὐτὸν ἐποίησεν. ὁ δὲ τῇ ἑαυτοῦ συνέσει χρώμενος ὅτε ἐνίστατο ὁ χειμών, οἶκον ἑαυτῷ κατεσκεύασε καὶ ἐνταῦθα διέτριβε. καὶ δή ποτε σφοδροῦ κρύους γενομένου καὶ τοῦ Διὸς ὕοντος ἵππος ἀντέχειν μὴ δυνάμενος ἧκε δρομαῖος πρὸς τὸν ἄνθρωπον καὶ τούτου ἐδεήθη, ὅπως σκέπῃ αὐτόν. ὁ δ' οὐκ ἄλλως ἔφη τοῦτο ποιήσειν, ἐὰν μὴ τῶν ἰδίων ἐτῶν μέρος αὐτῷ δῷ. τοῦ δὲ ἀσμένως παραχωρήσαντος παρεγένετο μετ' οὐ πολὺ καὶ βοῦς οὐδ' αὐτὸς δυνάμενος ὑπομένειν τὸν χειμῶνα. ὁμοίως δὲ τοῦ ἀνθρώπου μὴ πρότερον ὑποδέξασθαι φάσκοντος, ἐὰν μὴ τῶν ἰδίων ἐτῶν ἀριθμόν τινα αὐτῷ παράσχῃ, καὶ αὐτὸς μέρος δοὺς ὑπεδέχθη. τὸ δὲ τελευταῖον κύων ψύχει διαφθειρόμενος ἧκε καὶ τοῦ ἰδίου χρόνου μέρος ἀπονείμας σκέπης ἔτυχε. οὕτω τε συνέβη τοὺς ἀνθρώπους, ὅταν μὲν ἐν τῷ Διὸς χρόνῳ γένωνται, ἀκεραίους τε καὶ ἀγαθοὺς εἶναι, ὅταν δὲ εἰς τὰ τοῦ ἵππου ἔτη γένωνται, ἀλαζόνας τε καὶ ὑψαύχενας εἶναι, ἀφικνουμένους δὲ εἰς τὰ τοῦ βοὸς ἔτη ἀρχικοὺς ὑπάρχειν, τοὺς δὲ τὸν τοῦ κυνὸς χρόνον ἀνύοντας ὀργίλους καὶ ὑλακτικοὺς τυγχάνειν.
Quando Zeus creò l'uomo, gli assegnò un'esistenza di breve durata. Grazie al suo ingegno, quando giunse l'inverno, egli si costruì una casa dove abitare. Un giorno, a causa del freddo pungente e della pioggia, un cavallo, che non riusciva più a resistere, giunse di corsa dall'uomo e lo supplicò di dargli riparo. Allora egli gli disse che l'avrebbe fatto solo in cambio del dono di una parte dei suoi anni. Il cavallo glielo concesse di buon grado. Dopo non molto tempo, giunse anche il bue: nemmeno lui riusciva a tollerare il maltempo. Ugualmente l'uomo gli disse che non l'avrebbe accolto se non gli avesse offerto un certo numero dei suoi anni; il bue gliene donò una parte e fu accolto in casa. Infine, giunse il cane, tormentato dal freddo: cedendo una parte dei suoi anni, ottenne riparo. Di conseguenza, gli uomini, quando vivono nel tempo assegnato loro da Zeus, sono integri e buoni; quando sono negli anni del cavallo, risultano vanitosi e superbi; giunti agli anni del bue, sono adatti a comandare; quando, alla fine, arrivano agli anni del cane, sono irritabili e abbaiano. Si potrebbe riferire questa favola a un anziano irascibile e burbero.