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Il topo di campagna e il topo di città
versione di greco e traduzione di Esopo
Traduzione dal libro greco nuova edizione
Mυς ἀρουραῖος μὲν ἀστικὸν ἐφίλει. Ο δέ ἀστικός, καλούμενος ὑπὸ τοῠ φίλου, ἔρχεται εἰς ἀρούρας, ὅπως δειπνῇ μετ'αὐτοῦ. Ο δέ ἑσθίων κριθὰς καὶ σῖτον πρὸς τὸν φίλον ἔλεγε· <<Ὀρῶ, ὧ φίλε, σὲ μυρμήκων βίον διάγειν. Ἐπεὶ δ' ἐμοὶ ἀγαθῶν ἐστι πλῆθος, ἐμοὶ συνέρχου ἵνα ἀπολαύῃς πάντων>>. Καὶ παραχρῆμα ἀπέρχονται τὼ δύω. Ὁ μέν ἀστικὸς ὑποδείκνυσι ὄσπρια καὶ σῖτον, φοίνικας ἅμ, τυρόν, μέλι, ὀπώρας. Ὁ δ'ἀρουραῐος θαυμάζων αὐτὸν εὐλογεῖ σφόδρα τὴν ἑαυτοῦ ἀλγίστην τύχην μεμφόμενος. βουλομένων τῶν φίλων τά σιτία ἁρπάζειν, εὐθὺς ἄνθρωπος ἀνοίγει τὴν θύραν καὶ φοβούμενοι τόν κτύπον οἱ δειλαῖοι εἰσπηδῶσι εἰς τὰς ῥαγάδας. Ὁ δέ ἀρουραῖος ὀλιγωρῶν τῇ πείνῃ ἁναστενάζειν λέγων πρός τὸν φίλον· <<Χαῖρε σύ, φίλε, κατεσθίεις εἱς κόῤον, ἑπαπολαύων πλούσια σιτία μετ'εύφοσύνης ἀλλά καὶ τοῠ κιυδύυου καὶ πλείστου φόβου. Ἐγώ δέ ὁ τάλας ζῆν ἁφόβως βούλομαι κριθὴν καὶ σῖτον ἐσθίων>>. Ὁ μῦθος δηλοῖ ὅτι τὸ λιτῶς διάγειν καί ζῆν ἀταράχως λῴόν ἐστι τοῦ τρυφᾶυ ἐν φόβῳ μετ'ὀδύνης.
TRADUZIONE
Un topo di campagna era amico di un topo di città. Quello di città, essendo invitato dall'amico, arriva ai campi, per pranzare con lui. Questo, mentre mangiava orzo e grano, diceva all'amico: «Vedo, caro, che tu trascorri la vita delle formiche. Poichè io ho una grande quantità di beni, vieni con me, per approfittare di tutto». E subito i due partono. Quello di città mostra legumi e grano, e insieme datteri, formaggio, miele, frutti di stagione. Quello di campagna, ammirandolo, lo elogia grandemente, biasimando la propria penosissima sorte. Mentre agli amici volevano rubare i cibi, un uomo improvvisamente apre la porta e i miseri, avendo paura di quel rumore, si precipitano verso le fessure
Altre versioni con questo titolo
Il topo di campagna e il topo di città
versione LATINO e traduzione da diversi libri
libro littera litterae / libro Latino a scuola latino a casa /libro Ianua /libro Juventas / libro Lectio Facilior / libro cotidie discere / lbro navigare: la favola del topo di campagna e del topo di città / libro le ragioni del latino / libro lingua magistra / libro versioni latine per il triennio / libro Sistema latino
Il topo di campagna e il topo di città
versione GRECO e traduzione da diversi libri
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Il corvo e Ermes
versione di greco di Esopo e traduzione
Un corvo preso al laccio pregò Apollo facendo voto di offrirgli dell'incenso ma a pericolo scampato dimenticò la promessa. Un giorno però fu dinuovo preso al laccio e lasciato perdere Apollo promise di fare un sacrificio ad Ermes. Ma il dio disse: "Perfido come potrò crederti dopo che hai rinegato e offeso il tuo primo signore?"Quanti si mostrano ingrati con i benefattori nei momenti di difficoltà non troveranno nessuno che li aiuti
Traduzione da altro libro di testo
Il corvo cadendo in una trappola pregava Apollo e annunciava il sacrificio. "s ignore Apollo, abbi compassione per un corvo sfortunato, infatti sono disposto ad offrire doni e ricompense nel tuo tempio e preparare presso l'altare la purificazione. " Il dio non solo liberava il volatile, ma si era dimenticato della promessa. invece l'altro che è caduto in trappola, ha messo Apollo da parte e promette di offrire sacrificio ad Ermes. in aggiunta il corvo disse: "o cattiveria, com'è lecito rispettare, quando prima il padrone mi ha abbandomato e lasciato?". La storia del racconto narra chè come se non bastasse le ingratitudini dei benefattori, qualche volta incorrono nel destino, i soccorritori non aiutano.
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Il re scimmione versione di greco di Esopo e traduzione
Lo scimmione che si era fatto apprezzare come ballerino, fu eletto re dagli animali riuniti a parlamento. Ma la volpe si ingelosì e, una volta che le capitò sott'occhio un pezzo di carne fissato a una tagliola, portò lo scimmiotto in quel luogo, dicendogli che aveva trovato un tesoro, che, invece di tenerlo per se glielo aveva serbato come omaggio dovuto al sovrano e che lo pregava di accettarlo. L'altro, senza pensarci due volte, si avvicinò, e fu afferrato dalla tagliola. Iniziò allora ad accusare la volpe di avergli teso un tranello, ma quella gli disse: "E tu, povero scimmiotto, con quel cervellino, saresti il re degli animali?"
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Il lupo e l'agnello
versione greco Esopo e traduzione
Un lupo vide un agnello presso un torrente che beveva e gli venne voglia di mangiarselo con qualche bel pretesto. Standosene là a monte, cominciò quindi ad accusarlo di insudiciargli l'acqua, così che egli non poteva bere. L'agnello gli fece notare che, per bere, esso sfiorava appena l'acqua col muso e che, d'altra parte, stando a valle, non gli era possibile intorbidare l'acqua a monte. Venutogli meno quel pretesto, il lupo allora gli disse: " Ma se tu sei quello che l'anno scorso ha insultato mio padre ". E l'agnello gli spiegò che in quella data non era ancora nato. " Bene ", concluse il lupo, " se tu sei così bravo a trovare delle scuse, io non posso mica rinunciare a mangiarti ". La favola dimostra che contro chi ha deciso di fare un torto non c'è giusta difesa che valga.
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Il padre e le figlie Versione di greco di Esopo
Dal libro La Lingua greca
Ἔχων τις δύο θυγατέρας τὴν μὲν κηπουρῷ ἐξέδωκε πρὸς γάμον, τὴν δὲ ἑτέραν κεραμεῖ. Χρόνου δὲ προελθόντος ἧκεν ὡς τὴν τοῦ κηπουροῦ καὶ ταύτην ἠρώτα πῶς ἔχοι καὶ ἐν τίνι αὐτοῖς εἴη τὰ πράγματα. Τῆς δὲ εἰπούσης πάντα μὲν αὐτοῖς παρεῖναι, ἕν δὲ τοῦτο εὔχεσθαι τοῖς θεοῖς, ὅπως χειμὼν γένηται καὶ ὄμβρος, ἵνα τὰ λάχανα ἀρδευθῇ, μετ᾿οὐ πολὺ παρεγένετο καὶ πρὸς τὴν τοῦ κεραμέως καὶ ὡσαύτως ἐπυνθάνετο πῶς ἔχοι. Τῆς δὲ τὰ μὲν ἄλλα μὴ ἐνδεῖσθαι εἰπούσης, τοῦτο δὲ μόνον εὔχεσθαι, ὅπως αἰθρία τε ἐπιμείνῃ καὶ λαμπρὸς ὁ ἥλιος, ἵνα ξηρανθῇ ὁ κέραμος, εἶπε πρὸς αὐτήν· 'Ἐὰν σὺ μὲν εὐδίαν ἐπιζητῇς, ἡ δὲ ἀδελφή σου χειμῶνα, ποτέρα ὑμῶν συνεύξωμαι; '. Οὔτω οἱ ἐν ταὐτῷ τοῖς ἀνομοίοις πράγμασιν ἐπιχειροῦντες εἰκότως περὶ τὰ ἑκάτερα πταίουσιν.
Traduzione
Un tale che aveva due figlie, ne diede in moglie una un ortolano e l’altra a un vasaio. Dopo un po’ di tempo, andò dalla prima e le chiese come stava e come andavano i loro affari. Ella rispose che tutto andava bene, e che aveva solo una cosa da chiedere agli dèi: temporali e piogge per innaffiare gli ortaggi. Poi il padre andò da quella che era moglie del vasaio e anche a lei chiese come andassero le cose. Questa rispose che non aveva bisogno di nulla, e che pregava soltanto che durasse il tempo sereno e un bel sole per seccare il vasellame. « E io”, esclamò allora il padre, “ per chi dovrò mai pregare, se tu chiedi il sereno e tua sorella la pioggia?”. Così, se si mette mano contemporaneamente a due imprese contrastanti, è naturale che vadano male l’una e altra.