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L'ortolano
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE dal libro Ellenisti
TRADUZIONE n. 1
Un uomo avvicinandosi ad un ortolano che stava irrigando le verdure voleva sapere da lui la causa per la quale mentre fra le verdure quelle selvatiche sono belle e turgide, invece quelle domestiche sono sottili e avvizzite. Quello rispondeva: "Mentre la terra è madre degli uni, è matrigna di altri. Cosi non sono allevati fra i figli quelli che sono allevati dalle matrigne uguali a coloro che hanno madri. ".
traduzione n. 2 da altro libro
Un tale si fermò davanti a un ortolano che innaffiava le sue verdure e gli domandò perché mai le piante selvatiche sono fonde e robuste, mentre quelle coltivate sono gracili e stente. E quello rispose: “Di quelle la terra è la madre, ma di queste è soltanto la matrigna. "
Anche tra i ragazzi, chi è allevato dalla matrigna non mangia come quelli che ha la propria madre.
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Il cammello e Zeus Versione greco Esopo
TRADUZIONE libro Antropoi
Il cammello aveva visto un toro tutto fiero delle sue corna e pieno di invidia, volle averne anch'egli un paio uguali. Si recò quindi da ZEUS e lo supplicò di concedergliele. Ma il dio si sdegnò con lui, perché non contento dell'impotenza e della sua forza nelle membra, moriva dalla voglia di ottenere ancora qualcosa di più. E così non solo non gli donò le corna, ma gli portò via addirittura una parte delle orecchie. Nello stesso modo molti, che per invidia guardano gli altri con invidia, non si rendono conto di perdere anche le prerogative che sono loro proprie
Altro tentativo di traduzione
Vedendo un toro tutto inorgoglito per le sue corna, ad un cammello invidioso venne voglia di possederle anche lui. Dunque presentatosi a Zeus, iniziò a scongiurarlo perché gli desse un paio di corna. Ma Zeus si adirò con lui perché, non contento della sua forza e della sua statura, voleva ancora qualche cosa d'altro. Così, non solo non gli attribuì le corna, ma gli taglò anche la punta delle orecchie. Questo capita a molti, che, avidi, guardano con invidia gli altri e intanto, senza accorgersene, perdono anche quello che hanno
Il cammello e zeus
libro i greci la lingua e la cultura 1 numero 7 pag. 380
Il cammello, poiché il toro era lodato per le sue corna, era invidioso di lui e desiderava raggiungere l'imparzialità. Perciò giungeva presso Zeus, e lo pregava affinché aggiungesse a lui delle corna. Zeus si adirò con lui, poiché il cammello non si accontentava della grandezza del corpo, ma desiderava delle misure notevoli, e non aggiungeva a lui un solo corno ma toglieva parte delle orecchie. Così molti a causa dell'avidità mettono gli occhi su altro e perdono il proprio. Ancora da altro utente un cammello dopo che vide un toro rallegrarsi per le sue corna, era invidioso (dello stesso), meditava e desiderava le stesse corna. perciò si rivolgeva a Zeus e gli chiedeva, pregava lui affinché gli assegnasse le corna. Zeus si irritava quando non era soddisfatto del suo corpo e della sua forza, ma desiderava ricevere il superfluo, e non soltanto a lui le corna non gli diede ma gli mozza le orecchie. questo capita a molti che avidi guardano con invidia gli altri e intanto sono privati di quello che hanno.
Testo greco favola originale
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Il leone l'asino e la volpe
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
TRADUZIONE
Un leone, un asino e una volpe stringevano un’alleanza e uscivano a caccia. Catturavano animali di ogni sorta, serpenti, elefanti e altri animali. Il leone ordinava dunque all’asino di dividere il bottino e l’asino divideva il bottino in tre parti uguali. La belva inferocita gli balzò a dosso sbranandolo con gli artigli e ordinò alla volpe di fare lei le parti. Essa radunò tutto in un mucchio per il leone e per sé teneva una piccola parte. Il leone allora chiese: "Chi, o volpe, ti ha insegnato a dividere così?" e la volpe rispondeva: "O leone è stata la sventura dell’asino a rendermi più saggia. " La favola mostra che le disgrazie del prossimo sono per gli uomini fonte di saggezza. Traduzione di altro libro
Un leone; un asino e una volpe andarono a caccia insieme e cacciarono altri animali, come serpenti e elefanti, e altri animali. Allora il leone permise all'asino di dividere il bottino, e l'asino lo (il bottino) divise in tre parti uguali. Il leone allora divorò l'asino con gli artigli e con i denti, dopo ciò esortò la volpe a dividere i bottino. La volpe reccoglie per il leone tutto il bottino e tiene per se una piccola èparte. Il leone disse: "chi, o volpe, ti insegna come dividere?". La volpe rispose : "la morte dell'asino, o leone".
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Il regno del Leone
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE
TRADUZIONE
Una volta fu eletto re un leone che non era né collerico, né crudele, né violento ma mite e giusto come un uomo retto. Sotto il suo regno fu convocata un’assemblea plenaria degli animali, perché ognuno desse e ricevesse scambievolmente ragione dei propri torti: il lupo con la pecora, la pantera con il capriolo, la tigre con il cervo, il cane con la lepre. Fu allora che il povero leprotto disse: "Quanto ho sospirato di vederlo spuntare questo giorno, in cui i deboli avrebbero fatto paura ai forti!"
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I due galli e l'Aquila
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE
Due galli combattevano per le galline, finché uno cacciò via l'altro. Quello che era stato vinto andò a nascondersi in un luogo ombreggiato. Il vincitore, invece, si levò in volo e, ritto su un alto muro, prese a cantare a voce spiegata. Ma subito l'aquila piombò su di lui e lo ghermì. Da quel momento il gallo che si era nascosto nell'ombra poté accoppiarsi con le galline in tutta tranquillità.La favola dimostra che il Signore è ostile ai superbi, ma concede la sua grazia agli umili.