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La gallina e la rondine
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE
Avendo una gallina trovato delle uova serpente, le covò con cura e dopo averle covate le fece schiudere. Allora una rondine dopo averla vista disse: "Sciocca, perché allevi questi esseri che, se cresceranno, inizieranno a nuocere a te per prima ?"Così la malvagità è incorreggibile, anche se è oggetto di grandissimi benefici.
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La disgrazia dell'asino
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE
Il leone, l’asino, e la volpe fecero società fra loro e se ne andarono a caccia. Quand’ebbero fatto un buon bottino, il leone invitò l’asino a dividerlo tra di loro. L’asino fece tre parti uguali e invitò il leone a scegliere. La belva inferocita gli balzò addosso, lo divorò e poi ordinò alla volpe di far lei le parti. Essa radunò tutto in un mucchio, lasciando fuori per sé solo qualche piccolezza, e poi lo invitò a scegliere. Il leone allora le chiese chi le aveva insegnato a fare le parti così. “E’ stata la disgrazia dell’asino”, rispose la volpe.
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Il viandante e la verità
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE dal libro Greco Nuova edizione
Οδοιπορων τις εν ερημω ευρε γυναικα μονην κατηφη εστωσαν, και φησιν αυτη· «Τις ει; ». Η δε εφη «Αληθεια». Ο δε οδοιπορος· « Και δια ποιαν αιτιαν την πολιν αφεισα την ερημιαν οικεις; ». Η δε ειπεν « Οτι τοις παλαι καιροις παρ' ολιγοις ην το ψευδος· νυν δε εις παντας ανθρωπους εστιν, εαν τι ακουειν και λεγειν θελης ». Ο μυθος δηλοι οτι κακιστος βιος και πονηρος τοις ανθρωποις εστιν, οτε το ψευδος προκρινεται της αληθειας.
TRADUZIONE n. 1
Un viandante vide nel deserto una donna solitaria che era triste e le disse: "Chi sei?" ella rispose " Sono la verità" " E per quale motivo abbandonando la città vivi nel deserto?" Quella disse" Perchè nei tempi antichi la menzogna si trovava presso pochi uomini, ora invece è in tutto ciò che gli uomini dicono e ascoltano. Che cosa dovrei fare? Forse non dovrei fuggire?" La favola dimostra che gli uomini trascorrono una vita infelice e misera quando la menzogna è preferita alla verità
TRADUZIONE N. 2
un viandante incontrava in un deserto una donna che stava da sola e che abbassava gli occhi a terra e le diceva: "chi sei?". quella rispondeva"la verità". "e per quale ragione hai lasciato la città e abiti nel deserto?". quella disse" perché nei tempi antichi la menzogna era pressopochi uomini, invece ora è in tutte le cose che gli uomini dicono e ascoltano. che cosa è necessaro che io faccia? allora non devo fuggire?". il racconto dimistra che gli uomini hanno una vita cattiva e malvagia quando la menzogna è preferita alla verità.
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IL GALLO E LE GALLINE
VERSIONE DI GRECO di ESOPO
TRADUZIONE dal libro FAVOLE FAVOLA N. 7
Αἴλουρος ἀκούσας ὅτι ἔν τινι ἐπαύλει ὄρνεις νοσοῦσι, σχηματίσας ἑαυτὸν εἰς ἰατρὸν καὶ τὰ τῆς ἐπιστήμης πρόσφορα ἀναλαβὼν ἐργαλεῖα παρεγένετο καὶ στὰς πρὸ τῆς ἐπαύλεως ἐπυνθάνετο αὐτῶν, πῶς ἔχοιεν. αἱ δὲ, ὑποτυχοῦσαι · καλῶς, ἔφασαν, ἐὰν σὺ ἐντεῦθεν ἀπαλλαγῇς. οὕτω καὶ τῶν ἀνθρώπων οἱ πονηροὶ τοὺς φρονίμους οὐ λανθάνουσι, κἂν τὰ μάλιστα χρηστότητα ὑποκρίνωνται.
TRADUZIONE
Avendo un gatto sentito che in una fattoria alcune galline erano malate, essendo si travestito da medico ed avendo preso con sè gli strumenti utili alla scienza andò e, fermatosi davanti alla fattoria, chiese loro come stavano. E quelle rispondendo : " Bene ", dissero, " se tu te ne vai di qui ". Così anche tra gli uomini i malvagi non ingannano gli intelligenti, anche se quanto più possibile fingono bontà
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Inizio: κωνωψ προς λεοντα ελεγε. . Fine: . .και κρατιστοις πολεμων υπο ευτελεστατου ζωου, της αραχνης, απωλλυτο.
Una zanzara diceva al leone: "Né mi spaventi, né sei più abile di me. infatti giudichi a noi di essere il più grande per forza che gratti con gli artigli e mordi con i denti; ma anche una donna combattendo così con l'uomo riesce. Infatti se vuoi, andiamo verso la guerra". E suonando la zanzara si slanciava, mordendo la faccia priva di chioma e il naso di lui. Il leone abbatteva se stesso con i propri artigli e rifiutava la fine. Così la zanzara vincendo il leone, suonando e cantando per la vittoria, vola via: ma un ragno si slancia ed essendo mangiata, (la zanzara) si lamentava poiché il più grande e il più forte dell'animale rendendo ostile dal più semplice, come il ragno, periva.