- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni di greco di ESOPO
- Visite: 6
La cicala e la formica
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE dal libro Versioni per il biennio
TRADUZIONE
Nella stagione invernale, quando vi erano un freddo pungente e tempeste, una cicala, poiché pativa la fame (lett. aveva fame), accostandosi a una formica (le) chiedeva del cibo; le formiche avevano infatti le tane piene di frutti. Ma la formica disse alla cicala: "Perché, o cicala, d' estate non hai raccolto cibo nei campi e nei prati, per non patire la fame adesso?" E la cicala rispose: "Non avevo tempo, poiché mi dilettavo con il canto": Allora la formica riprese rivolgendosi alla cicala: "Se dunque d' estate ti dilettavi con il canto, ora che é inverno danza!"
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni di greco di ESOPO
- Visite: 6
Non si possono imbrogliare gli dei
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
Ανθρωπος πενης, νοσων και μελλων αποθνησκειν, επειδη οι ιατροι ελεγον μη σωτηριαν ειναι αυτω, τους θεους επεκαλει και εκατον βοων θυσιαν υπισχνειτο αυτοις, ινα την υγιειαν αυτω παλιν παρεχοιεν. Την δε τοιαυτην υποσχεσιν ακουσασα, η γυνη ερωτησεν· «Που σοι ταυτα εσται, εαν υγιανης; ». Ο δε ελεγεν· «Σιωπα, γυναι, μη οι θεοι ακουωσιν ταυτα υπισχνουμαι οπως με ιωνται. Εαν υγιανω, τοις θεοις ομολογησω μη εχειν α επηγγελλον». «Αλλα δυνατον εστι παλιν σε νοσειν». «Τοτε αλλοις θεοις προσευξομαι, οι εμε ου γιγνωσκουσιν». Αλλα μετ' ολιγας ημερας ο ασεβεστατος ανθρωπος βιον μετηλλαξεν. Τον αυτον τροπον οι ανθρωποι πολλακις, την των θεων δυναμιν ουκ αγνοουντες, αυτους αυτοις ιλεως ποιειν δολοις εθελουσιν
TRADUZIONE
Un pover uomo, essendo malato ed essendo sul punto di morire, poiché i medici dissero che non c’era salvezza per lui, invocava gli dei e prometteva loro il sacrificio di cento buoi, affinchè(di nuovo) gli restituissero la salute. Avendo sentito tle promessa, la moglie chiese: “Come tu avrai queste cose, se tornerai in salute?” Egli invece disse: ” Zitta, o moglie, affinché gli dei non sentano, prometto queste cose affinché mi salvino. Se orno in salute, confesserò agli dei di non avere ciò che promettevo. ” “Ma è possibile che tu ti ammali di nuovo. ” “Allora pregherò altri dei che non mi ocnoscono. ”. Ma dopo pochi giorni, l’uomo molto impuro, morì. Allo stesso modo gli uomini spesso pur non ignorando la potenza degli dei, volgiono farli favorevoli a loro con gli inganni.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni di greco di ESOPO
- Visite: 6
Il cane il gallo e la volpe
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE dal libro Gymnasion 2
Κυων και αλεκτρυων, εταιρειαν ποιησαμενοι, ωδευον. Εσπερας δε καταλαβουσης, ο μεν αλεκτρυων επι δενδρου εκαθευδεν αναβας, ο δε κυων προς τη ριζη του δενδρου, κοιλωμα εχοντος. Του δε αλεκτρυονος κατα το ειωθος νυκτωρ φωνησαντος, αλωπηξ ακουσασα προς αυτον εδραμε και κατωθεν μενουσα προς εαυτην κατελθειν ηξιου επιθυμειν γαρ αγαθην ουτω ψωνην ζωον εχον ασπασασθαι. Του δε ειποντος τον θυρωρον προτερον διυπνισαι, υπο την ριζαν καθευδοντα, ως εκεινου ανοιξαντος κατελθειν, κακεινης ζητουσης αυτον φωνησαι, ο κυων αιφνης πηδησας αυτην διεσπαραξεν. Ο μυθος δηλοι οτι οι φρονιμοι των ανθρωπων τους εχθρους επελθοντας προς ισχυροτερους πεμπουσι παραλογιζομενοι.
TRADUZIONE n. 1
Un cane e una gallina, avendo fatto amicizia, passeggiavano. Quando giunse la sera, il gallo dormì su un albero, il cane invece sotto le radici dell'albero, il quale aveva una cavità.
Poichè il gallo come sua abitudine di notte cantò, una volpe sentendolo corse e aspettò dal basso che questa scendesse da lei. Infatti desiderava abbracciare un animale che aveva una voce così soave. Avendo detto il gallo di svegliare prima il guardiano che dormiva sotto la radice, così che scendesse una volpe e che quello avesse aperto la porta, mentre quello cercava di rivolgergli la parola, il cane improvvisamente gli saltò sopra e lo sbranò. La favola narra che gli uomini ingannando i nemici che li assalgono, li mandano dai più forti.
traduzione n. 2
Un cane ed un gallo, avendo fatto amicizia, viaggiavano. Giunta la sera si fermarono e cercarono un luogo per riposare; allora il gallo salì e si appollaiava sul ramo di un albero, ed il cane si accucciò presso le radici dove c'era una cavità. All'alba il gallo, com'era sua abitudine, passata la notte, cantò. Una volpe, vendo sentito il canto del gallo, corse ed essendosi fermata sotto il ramo dell'albero lo pregò di scendere giù da lei poiché voleva abbracciare un'animale con una voce così soave. Ma quello, conoscendo l'astuzia della volpe, le rispose che il suo guardiano dormiva sopra le radici dell'albero e quindi che lei doveva sorvegliarlo perché le aprisse la porta, e mentre quella cercava di rivolgergli la parola, il cane improvvisamente balzò e la sbranò. La storia narra che i furbi tra gli uomini, avvalendosi di qualche pretesto, sviino gli assalti dei loro nemici, mandandoli contro qualcuno più forte di loro.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni di greco di ESOPO
- Visite: 6
Il Leone, Prometeo e l'Elefante
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Kata logon
Inizio: Λέων κατεμεμφετο Προμηθεα...
Fine: ως και ελεφαντα φοβειν.
TRADUZIONE
Il leone si lamentava spesso con Prometeo, che lo aveva fatto grande e bello, che lo aveva fornito di una mascella con i denti, che gli aveva indurito gli artigli, e che lo rese più forte degli altri animali; "Io pur essendo così forte" disse "temo il gallo". E Prometeo rispose "qual è l'invano motivo? Tu sorvegli tutto ed escogiti; la tua anima è debole verso questa cosa soltanto". Dunque il leone compiangeva sé stesso e si accusò della codardia e alla fine desiderava togliersi la vita. Essendo in questo stato d'animo, incontrò per caso un elefante, dopo averlo chiamato, si fermò a parlare, osservando che scuoteva le orecchie; "cosa ti succede?" disse "perché le tue orecchie non stanno ferme neanche un po'?" E l'elefante, mentre una zanzara gli volava intorno per destino, "vedi" disse "questo piccolo ronzante? se entrasse nel mio orecchio, sarei morto". E il leone "e perché muori così?" rispose "bisogna che io sia più potente e più fortunato dell'elefante, così come il gallo è più forte della zanzara?"
vedi quanta forza ha la zanzara da far paura all'elefante.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni di greco di ESOPO
- Visite: 6
L'ombra dell'asino
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE dal libro I greci e noi
Inizio: Δημόσθενης ο ρητορ, δημηγορειν ποτε...
fine: υπερ σπουδαιων πραγματων ου βουλεσθε-.
TRADUZIONE
L'oratore Demostene, venendogli una volta impedito di parlare in pubblico dagli ateniesi nell'assemblea, disse di voler parlare per un momento. Essendo rimasti in silenzio cominciò a parlare così: - Un giovane d'estate affittò un asino da un cittadino. Poiché a mezzogiorno il sole bruciava ardentemente ciascuno di loro volle andare sotto dell'ombra; si respingevano l'un l'altro, uno dicendo di aver venduto l'asino, non l'ombra, il compratore (dicendo) di avere l'intera proprietà-. E dopo ciò terminò. Pregandolo gli ateniesi di finire il racconto disse: - Allora volete sentire dell'ombra dell'asino, ma non volete che parli di discorsi più importanti?-.
Altro tentativo di traduzione da altro utente
L'oratore Demostene, quando gli fu impedito, una volta, di parlare in assemblea dagli Ateniesi, disse di voler parlare in breve. Poichè tacevano, iniziò dicendo così: " Nella stagione estiva, un iovane prese in affitto un asino dalla città di Megara. Poichè era mezzogiorno (lett. a metà del giorno) e il sole bruciava violentemente, entrambi decisero di mettersi all'ombra; allora si respingevano a vicenda, uno dicendo che aveva affittato l'asino, non l'ombra, l'altro, che (lo) aveva affittato, (diceva) di avrene tutti i diritti". POi terminò con queste parole. Poichè gli Ateniesi lo pregarono di terminare il discorso, disse: "Cosa? Volete ascoltare dell'ombra dell'asino, ma non volete ce parli di fatti importanti?"