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LA RANA IL MEDICO E LA VOLPE
versione greco Esopo
Βατραχος τις ποτε εν λιμνη ην και επαιζεν ιλαρως, ηλλετο γαρ εκ της οχθης εις το τελμα και εκ του τελματος παλιν εις την γηνoτα αλλα ζωα περιξ την αυτου ελαφροτητα εθαθμαζεν. Ο δε βατραχος ευφραινετο και τοις ζωοις εκραζεν, Ω ζωαελαφρος και ισχυρος ειμι και ιατρικης ιστωρ,ετοιμος ειμι υμας ιατρευειν. Αλωπηξ δε τουτων ακουει και μετα γελωτος λεγει, Ω ματαιε, συ μη εχεις θεραπυειν την σεαυτην χωλοτητα,πως ουν οιος τε ει σωζειν τα αλλα ζωα. Ο δε βατραχος ερυθρια την αισχυνην και εις την λιμνην καταδυεται. Ο μυθος δηλοι οτι ο παιδειας αμυητος πως εχει τους αλλους παιδευειν.
Una rana una volta era in uno stagno e giocava allegramente, saltava infatti dalla riva alla palude e dalla palude di nuovo sulla terra, gli altri animali tutt'intorno ammiravano la sua agilità. La rana allora si rallegrava e gridava agli animali: "Animali, sono agile e forte ed esperta di medicina, sono pronta a guarirvi". Una volpe sente queste cose e sorridendo (con sorriso) dice: "O sciocca, tu non riesci a curare la tua zoppìa, come sei in grado di salvare gli altri animali?". La rana allora diventa rossa per la vergogna e si immerge nella palude. La favola insegna: come può chi è profano di scienza insegnare agli altri?
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Il leone e il coniglio Esopo
traduzione manuale del greco antico
Λέων περιτυχών λαγωω κοιμωμένω τούτον εμελλεn χαταφαγεΐν Μεταξύ δε tεασάμενος ελαψον πα ριονσαν άφεϊς(lasciando) τον λαγωόν, έχείνην έδίωχεν. Ό μέν ούν από των ψόφων εξαναστάς έφυγε. Ό δe λέων επϊ πολύ διώξας την ελαφον επειδή χαταλαβεΐν ουκ έδυνή&η επανήλ&ε πάλιν επϊ τον λαγωόν Εύρων δ και αυτόν πεφευγότα(che era fuggita) εφη άλλ ε γωγε δίκαια πέπον&α οτι περ άφεϊς την εν χερσϊ βοράν άδήλοις ελπίσιν εδίωχον Οϋτως ενιοι των άν&ρώπων μιχροΐς χέρδεσι μη άρχονμενοι λαν&άνουσι και τά εν χεραϊ προϊέμενοι( participio predicativo del verbo lantano)
Un leone imbattutosi in una lepre che dormiva stava per divorarla. Ma nel frattempo avendo visto una cerva che passava, la inseguì lasciando andare la lepre. E quella dunque rimessasi in piedi in seguito ai rumori fuggì; e il leone avendo a lungo inseguito la cerva poiché non fu in grado di catturarla ritornò verso la lepre. Ma avendo trovato che anche quella era fuggita disse: "Ma io ho subìto giusti malanni, poiché lasciando andare il cibo (che avevo) tra le mani ho preferito una speranza più grande". Così alcuni tra gli uomini non accontentandosi di guadagni moderati non si accorgono di buttarvia anche quelli (che hanno) tra le mani.
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il debitore versione greco Esopo traduzione libro Esperia
Aθηνησιν ανήρ χρεωφειλετης, απαιτούμενος υπό του δάνειστου το χρέος, το μεν πρώτον παρακαλεί αναβολήν αυτώ παρεχεσθαι, απόρειν φασκων. Ως δ'ουκ επειθε, προσαγων υν, ην μονην ειχεν, παρόντος αυτού, επωλει. Ωνητου δε προσερχόμενου και διερωτώντος εί τοκας η υς ειη, εκείνος εφη μη μόνον αυτήν τικτειν αλλά και παραδόξως· τοις μεν γαρ Μυστηριοις θήλεα αποκυειν, τοις δε Παναθηναιοις αρσενα. Του δε εκπλησσομενου πρός τόν λόγον, ο δανεστής έλεγε·"αλλά μή θαύμαζε· αύτη γαρ σόι και Διονουσιοις εριφούς τέξεται". Ο λόγος λέγει ότι πολλοί διά τό ίδιον κέρδος ουκ οκνούσιν ουδέ τοίς αδυνατοις ψευδομαρτυρείν.
Ad Atene un uomo debitore poiché era sollecitato dal creditore riguardo al debito per prima cosa lo esortava a offrirgli una proroga, dicendogli che era povero e che aveva un solo maialino (femm. ); ma poiché non lo convinceva, condusse il maialino al mercato e lo vendeva, con il creditore accanto. Avvicinandosi il compratore l e chiedendo della fertilità della maialina, quello diceva che quella non solo procreava ma anche in modifica sorprendente: durante i misteri eleusini, partoriva femmine durante le Pantanee i maschi.
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LA CERVA E LA VITE DA ESOPO
traduzione libro Ellenisti
Ἔλαφος διωκομένη ὑπὸ κυνηγῶν ἐκρύπτετο ὑπό τινα ἄμπελον. διελθόντων δὲ τῶν κυνηγῶν λαθεῖν ἤδη δόξασα κατήσθιε τὰ φύλλα τῆς ἀμπέλου. εἷς δέ τις τῶν κυνηγῶν στραφεὶς καὶ θεασάμενος ᾧ εἶχεν ἀκοντίῳ βαλὼν ἔτρωσεν αὐτήν. ἡ δὲ μέλλουσα τελευτᾶν στενάξασα πρὸς ἑαυτὴν ἔφη· δίκαια πάσχω, ὅτι τὴν σώσασάν με ἄμπελον ἠδίκησα. οὗτος ὁ λόγος λεχθείη ἂν κατὰ ἀνδρῶν, οἵ τινες τοὺς εὐεργέτας ἀδικοῦντες ὑπὸ θεοῦ κολάζονται.
Traduzione n. 1
Una cerva inseguita da dei cacciatori si nascondeva sotto una vite. Ed essendo passati i cacciatori, avendo creduto ormai di essere nascosta, mangiò le foglie della vite. Ma uno dei cacciatori, voltatosi indietro e avendola vista, la ferì colpendola con il dardo che aveva. E quella, essendo sul punto di morire, disse a se stessa lamentandosi: Subisco cose giuste, poiché ho fatto torto alla vite che mi aveva salvato. Questo racconto potrebbe essere esposto nei confronti di uomini che trattando male i benefattori sono puniti da dio.
traduzione n. 2
Una cerva inseguita da dei cacciatori si nascondeva sotto una vite. Ed essendo passati i cacciatori, credendo ormai di non essere osservata, mangiava le foglie della vite. Ma uno dei cacciatori, voltosi indietro e avendola vista, la ferì colpendola con il dardo che aveva. E quella, essendo sul punto di morire, disse a se stessa lamentandosi: Subisco cose giuste, poiché ho fatto torto alla vite che mi aveva salvato. Questo racconto potrebbe essere esposto nei confronti di uomini che trattando male i benefattori sono puniti dalla divinità.
Verbi contenuti nella versione
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Lo schiavo negro versione greco Esopo
Άνθρωπος Αιθιοπα ωνειτο ο δε ωετο Αιθioπι το του δερματος χρομα ειναι αμελεια του προτερου δεsμοτου ...
Un uomo acquistò un etiope; costui però si aspettava che il colore della pelle dell'etiope fosse dovuto alla negligenza del precedente proprietario. Portatoselo a casa, sperimentò su di lui ogni genere di sapone e tentò di ripulirlo con tutte le abluzioni possibili. Non riuscì però a mutare il suo colore, anzi, in conseguenza di quegli sforzi, lo fece ammalare. La favola dimostra che le caratteristiche naturali si mantengono sempre come si presentano in origine.
Note
ωνειτο: viene da ωνεomai; ε+ε=ει, quindi questa forma è dovuta alla contrazione di ωνε+ετο
ωετο: da οιομαι, credere (è imperfetto indicativo, ma è tradotto come se fosse stato un aoristo; letteralmente sarebbe stato "Un uomo ACQUISTAVA un etiope")
αμελεια: è un complemento di causa (essendo in dativo, la iota è sottoscritta; si tratta del dativo della I declinazione dei nomi in α)
προτερου: avverbio, lett. "di prima"
Il costrutto ειναι + dativo indica appartenenza: la pelle "che era all'etiope", cioè la pelle dell'etiope (ειναι è l'infinito di ειμι, essere)