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La tartaruga e la lepre
versione greco Esopo
traduzione libro ellenisti 2 pagina 42 numero 7
Ποδων χελωνης κατεγελα λαγωος και αργἱας. H δε εφη "Εγω σε τον ταχυν εν τοις ποσι νικησω" Ο δε "Λογω μονω χελωνη λεγεις τουτο "αλλ' εριζε και γνωση. Τις δε τον τοπον οριει και βραβευσει την νικην" Αλωπεξ δε, διαια και σοφωτατη εταζεν των δρομων την ευσεβειαν οδον. - μεν ουν χελωνη αρχεται της οδου οφρορωσα προς το αυτης δυσκινητον ο δε λαγωος θαρρων τοις ποσιν κοιμαται και ερχεται επι τον ωρισμενον τοπον μετα την βραδειαν χελωνην. Ο λογος δηλοι οτι πολλοι τη μεν φυσει αργοι τη δε προθυμια συντονοι τους φυσει μεν ταχεις, ραθυμους δε νικωσιν.
Una lepre derideva una tartaruga per le sue zampe e la sua pigrizia. E quella disse: "ti sconfiggerò per la velocità nella alle zampe". Allora, quella (rispose): "tartaruga (vocativo), affermi questo solo a parole: ma gareggia e lo saprai. Chi determinerà il luogo e deciderà la vittoria?". Allora, una volpe, giusta e molto saggia, stabilì la giusta strada delle corse. Dunque, la tartaruga comincia il percorso guardando alla sua lentezza; invece la lepre, avendo fiducia nelle sue zampe si addormenta e arriva nel luogo stabilito dopo la lenta tartaruga. La favola dimostra che molti, pigri per natura, ma forti per buona volontà, vincono quelli che sono veloci per natura ma trascurati.
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Le promesse di un uomo disonesto
versione greco Esopo
traduzione libro alfa beta grammata pagina 349 numero 28
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La volpe dalla coda mozza
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE dal libro Euloghia

TRADUZIONE
Una volpe con un laccio si tagliò la coda; poiché per la vergogna considereva intollerabile avere una vita, radunò intorno a se le altre volpi e volle convincerle di essere straordinaria. Una delle volpi rispose: " è chiaro che tutto questo lo dici per un tuo vantaggio, se no, alle altre, non consigliavi". La fevola insegna che spesso gli uomini ai vicini consigliano non per benevolenza, ma per un loro vantaggio.
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La gatta e Afrodite
versione greco Esopo
Γάλη τις φιλέραστος καλοῦ καγαθοῦ νέου ἠὔχετο τῇ εὐνώ Ἀφροδίτῃ τὴν μορφὴν μεταβάλλειν καὶ παρθένον ἀποδεικνύναι. Ἡ δὲ θεὸς ὅτι τῆς Γάλης οἰκτόν εἶχεν τὸ δυστήνον ζῷον εἰς καλὴν κόρην μετέβαλλεν. Ὡς σὲ ὁ καλὸς νέος τὴν κόρην ἔβλεπε, αὐτῆς ἡραέτο καὶ εἰς οἰκίαν ἀμήγεν. Ἐν ᾧ μὲν ἡ κόρη ἐν τῷ θαλάμῳ παρὰ τῷ vεῳ πατεκλίνετο, ἡ δὲ Ἀφροδίτη γιγνώσκειν βούλεται εἰ μετὰ τῆς μορφῆς ἡ Γάλη καὶ τοῦ τρόπου ἀπηλλάζετο, διὸ σμίνθον εἰς τὸ μέσον πέμπει. Ἡ δὲ Γάλη αὐτίκα τοῦ νέου ἐπελάνθανετο καὶ τὸν σμίνθον σιώκειν αvεβάλλετο. Ἡ δὲ Ἀφροδίτη κατ' αὐτῆς ὠργίζετο καὶ πάλιν εἰς τὴν ἀρχαίαν μορφὴν μετεβάλλε. Ὁ μῦθος καὶ τοῖς ἀνθρώποις πρέπει; Οὗτοι γὰρ μορφὴν μὲν ἀλλάσσειν δυνατοὶ εἰσίν, τοὺς δὲ τρόπους οὐ.
Una gatta (donnola) molto innamorata di un giovane buono e bello pregava la benevola Afrodite di cambiare il (suo) aspetto e di farla diventare una ragazza. La dea, poiché aveva compassione della gatta, trasformava il miserabile animale in una bella fanciulla. Quando il bel giovane vedeva la fanciulla, si innamorava di lei e la portava a casa (sua). In questa, la fanciulla si adagiava sul letto accanto al giovane, Afrodite vuole sapere se la gatta con l'aspetto si è anche sbarazzata dell'indole, perciò manda in mezzo (al letto) un topo Ma la gatta si dimenticava subito del giovane e si lanciava a ... ( σιώκειν ???) il topo. Ma Afrodite si infuriava con lei e di nuovo la mutava nell'antico aspetto. La favola è adatta anche agli uomini. Questi infatti possono cambiare l'aspetto, ma non le indoli.
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Il gallo e le ancelle Esopo
versione greco traduzione libro kairos
Δέσποινα φίλεργος τάς θεραπαίνας νύκτωρ έπ ι τά εργα άλεκτροφων'να ήγειρεν· αν δε συνεχώς ειργαζοντο και κατάπονοι ησαν. Αν θεράπαιναι έβουλεύοντο οΐ, ν τον άλεκτορισκον αποπνίγειν φόντο γαρ τό ζώον αίτιον των κακών είναι, ότν νύκτωρ την δέσποιναν ήγειρεν. Άλλ' έπει τον άλεκτορισκον έφόνευον, νέονς κακονς περιέπιπτον ή δέσποινα γαρ ούκέτι την ίόραν διεγίγνωσκε καν τάς θεραπαννας έπι τό έργον πριν ήγειρεν. Οΰτω πολλάκις τοις άνθρώποις αί ΐδιαι βουλαι κακών αϊτιαι γινγνονταιν.
Una vedova laboriosa, svegliava di notte le le serve i lavori al canto del gallo. Queste, essendo continuamente oppresse, decidevano che bisognava tirare il collo al gallo: infatti pensavano che quello fosse la causa delle cattiverie, poiché svegliava la padrona di notte. Così gli tiravano il colla, ma si imbattevano in peggiori cattiverie: infatti la padrona, non sapendo l'ora, a notte più fonda le svegliava per i lavori. Infatti la padrona che non sapeva l'ora dei galli svegliava quelle a notte ancora più fonda così spesso agli uomini succede che le proprie volontà diventano causa dei loro mali.