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La marcia di Annibale verso l'Italia
VERSIONE DI GRECO di Appiano
TRADUZIONE dal libroGRECO TERZA EDIZIONE
TRADUZIONE
Annibale, dopo aver arruolato il maggior numero possibile di uomini fra i Celtiberi, i Libî ed altri popoli ed aver lasciato il governo dell’Iberia al fratello Asdrubale, attraversò i monti Pirenei nella regione celtica, chiamata oggi Γαλατία. Conduceva con sé novantamila fanti, dodicimila cavalieri e trentasette elefanti. Dei Galati, alcuni li comprò, altri li persuase o usò loro violenza, e così poté attraversare la loro regione. Giunto alle Alpi, non riuscendo a trovare alcuna strada che le attraversasse o le scavalcasse, arrivò alle sue pendici ed avanzò con audacia e non risparmiando fatiche. Vi era una grande coltre di neve e di ghiaccio: fece abbattere e bruciare una foresta e, dopo aver spento questo focolaio immenso con acqua ed aceto e reso friabile la roccia, la frantumò con mazze di ferro e si aprì un varco Il passaggio aperto fra le montagne esiste ancora oggi ed è chiamato “il passo di Annibale”.
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I cartaginesi rifiutano l'invio di rinforzi
versione greco libro gymnasion 2
Γιγνονται τινες εν τωδε τω χειμωνι Αννιβα και Ρωμαιοις ακροβολισμοι συνεχεις ες αλληλους· και τα Ρωμαιων επικυδεστερα και ευθαρσεστερα ην. Ο δ' Αννιβας επεστελλε μεν αει τα γιγνομενα Καρχηδονιοις υπερεπαιρων, τοτε δε απολωλοτων αυτω πολλων ηπορει, και στρατιαν ητει και χρηματα. Οι δε εχθροι παντα επισκωπτοντες τα Αννιβου, και τοτε υπεκρινοντο απορειν, οτι, των νικωντων ουκ αιτουντων χρηματα αλλα πεμποντων ες τας πατριδας, ο Αννιβας αιτοιη, λεγων νικαν. Οις οι Καρχηδονιοι πεισθεντες, ουτε στρατιαν επεμπον ουτε χρηματα. Και ο Αννιβας ταυτ' οδυρομενος εγραφεν ες Ιβηριαν Ασδρουβα τω αδελφω, παρακαλων αυτον αρχομενου θερους μεθ' οσης δυναιτο στρατιας και χρηματων εσβαλειν ες την Ιταλιαν, και πορθειν αυτης τα επεκεινα, ινα δηωτο πασα και Ρωμαιοι καμνοιεν υπ' αυτων εκατερωθεν.
Durante quell'inverno i soldati continuavano a combattere gli uni con gli altri sia dalla parte di Annibale che dei Romani: le gesta dei Romani erano più gloriose e impavide. Ma Annibale riportava sempre le vicende ai Cartaginesi esagerandole, ma quando, perse molte forze, era nel bisogno, chiese rinforzi e mezzi. I nemici però, avevano osservato bene le cose di Annibale, e risposero di non avere mezzi, perchè, mentre i vincitori non chiedevano beni ma li inviavano in patria, Annibale ne chiedeva, pur dicendo di aver vinto. I Cartaginesi persuasi da costoro, non inviavano nè mezzi, nè risorse. Annibale deplorando questi comportamenti scriveva in Iberia al fratello Asdrubale chiedendogli di raggiungerlo in Italia all'inizio dell'estate con tutte le forze e mezzi che potesse e di saccheggiarne le retrovie affinché devastasse tutto e i Romani fosseo pressati da entrambe le parti.
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Origini mitiche di Cartagine
VERSIONE DI GRECO di Appiano
TRADUZIONE dal libro Sapheneia
Inizio: Καρχήδονα την εν Λιβυῃ Φοινικες ᾣκισαν ετεσι πεντηκοντα ...
fine: ενθα νυν εστιν ή Καῤχηδονιων ακρόπολις' και απο τουδε βυρσα ονομαζεται.
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La leggenda di Romolo e Remo
VERSIONE DI GRECO di Appiano TRADUZIONE dal libro Ellenion
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Catone contro gli Iberi
VERSIONE DI GRECO di Appiano
TRADUZIONE dal libro Greco 2 e Oi ellenes
Κρόνω δ'ύστερπον, ότε Ρωμαίοι Κελτοίς τε τοίς περί Πάδον επολέμουν καί Φιλιππω τώ Μακεδόνι, ενεωτέρισαν αύθις ες τήν ασχολίαν αυτών οι Ίβηρες. Καί αυτοίς επέμφθησαν εκ Ρώμης στρατηγοί τούδε τού πολέμου Σεμπρώνιός τε Τουδιτανός καί Μάρκος Έλουιος, μετά δ'εκείνους Μινούκιος. Καί επί τούτω, Μείζονος έτι τής κινήσεως γιγνομένης, μετά πλέονος δυνάμεως επέμθη Κάτων, νέος μέν ών έτι πάμπαν, αυστηρός δέ καί φιλόπονος, συνέσει τε γνώμης καί δεινότητι λόγων αριπρεπής, ώστε αυτόν επί τοίς λόγοις εκάλουν οι Ρωμαίοι Δημοσθένη, πυνθανόμενοι τόν άριστον εν τοίς Έλλησι ρήτορα γενέσθαι Δημοσθένη.
TRADUZIONE n. 1
Tempo dopo, quando i romani erano in guerra contro i celti e quelli intorno al po e filippo il macedone, gli iberi utilizzarono a propria volta misure pesanti nei riguardi del loro impedimento. e agli stessi da roma furono inviati come generali di questa guerra sempronio e tuditano e marco eluio, dopo quelli minucio e, oltre a quello poiché il combattimento diventava ancora più grande, fu inviato con un esercito più grande catone, che era ancora del tutto giovane, severo e diligente, molto distinto per l'accortezza di giudizio e la sagacia dei discorsi, che i romani lo chiamavano demostene per le orazioni, sapendo che il miglior oratore fra i greci fosse stato demostene.
traduzione n. 2
Dopo qualche tempo quando i romani combattevano contro i Celti lungo il fiume Po e contro Filippo il macedone, gli Iberi usarono misure pesanti contro la loro mancanza di tempo e per loro furono inviati da Roma generali di guerra (ovvero) Sempronio, Tuditano, Marco Aurelio, e con quelli Minucio e per questo, dato che la sommossa si faceva ancora più grande, fu inviato con un più grande esercito (anche) Catone, che era ancora molto giovano, severo, e diligente, molto celebrato per l'accortezza di giudizio e per l'abilità nei discorsi, tanto che i romani per le sue orazioni lo chiamavano Demostene, poiché sapevano che il miglior oratore tra i greci era Demostene