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LE GUERRE ESTERNE DEI ROMANI
versione di greco di APPIANO
Ῥωμαῖοι δ', ἕως μὲν αὐτοῖς ὁ Αἰμίλιος καὶ ὁ Σερουίλιος περιῆσαν, πολλὰ δρῶντές τε καὶ πάσχοντες ὄμως ὑπέμενον ἐν τάξει: ἐπεὶ δ' ἔπεσον αὐτῶν οἱ στρατηγοί, διὰ μέσων βιαζόμενοι τῶν ἐχθρῶν μάλα καρτερῶς κατὰ μέρη διέφευγον, οἱ μέν, ἔνθαπερ οἱ πρὸ αὐτῶν ἐπεφεύγεσαν, ἐς τὰ στρατόπεδα δύο ὄ; ντα: καὶ σύμπαντες οἵδε ἐγένοντο ἀμφὶ τοὺς μυρίους καὶ πεντακισχιλίους, οἷς ὁ Ἀννίβας φυλακὴν ἐπέστησεν: οἱ δ' ἐς Κάννας, περὶ δισχιλίους, καὶ παρέδωκαν ἑαυτοὺς οἵδε οἱ δισχίλιοι τῷ Ἀννίβᾳ. ὀλίγοι δ' ἐς Κανύσιον διέδρασαν, καὶ οἱ λοιποὶ κατὰ μέρος ἐσκεδάσθησαν ἀνὰ τὰς ὕλας. Τοῦτο τέλος ἦν τῆς ἐπὶ Κάνναις Ἀννίβου τε καὶ Ῥωμαίων μάχης, ἀρξαμένης μὲν ὑπὲρ ὥραν δευτέραν, ληξάσης δὲ πρὸ δύο τῆς νυκτὸς ὡρῶν, οὔσης δ' ἔτι νῦν ἀοιδίμου Ῥωμαίοις ἐπὶ συμφορᾷ:
Traduzione
I Romani finché a loro Emilio e Servilio rimasero in vita, facendo e subendo molte gesta, resistevano in ordine: ma dopo che i loro comandanti caddero, premuti in mezzo ai nemici molto violentemente, fuggirono in diverse direzioni, alcuni dove quelli prima di loro si erano rifugiati, negli accampamenti, che erano due; e tutti questi furono circa quindicimila, ai quali Annibale impose un presidio. Altri, circa duemila, a Canne, e questi duemila consegnarono se stessi ad Annibale. Pochi si precipitarono a Canosa, ed i restanti a gruppi si dispersero nelle selve. Questa fu la fine della battaglia di Canne tra Annibale ed i Romani, cominciata intorno all'ora seconda, finita due ore prima delle ore della notte, e che è ancora oggi presso i Romani famigerata per la disfatta.
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Un esempio di affetto filiale versione greco Appiano
Dal libro Greco, Esercizi II p.187 n° 12 Un esempio di affetto filiale o amore filiale di Manlio Torquato
Il console Manlio Torquato era tale per l'abilità. Per questo il padre era gretto e negligente verso quello. Ebbe nei campi anche quello, che lavorava ed era allevato con i compagni. Avendo accusato il tribuno Pomponio quello per molte ingiustizie, essendo in procinto di dichiarare qualcosa anche riguardo il maltrattamento verso il figlio, il fanciullo Manlio Torquato giunse, nascondendo una piccola spada, alla casa del tribuno, e osò incontrare solo quello, poiché riteneva che fosse utile per la giustizia. Essendo stato accolto, iniziando a parlare, chiuse le porte e avendo tratto la spada minacciò il tribuno di ucciderlo se non avesse giurato di adempiere alla giustizia per il padre. Dunque quello giurò e lo liberò, avendo spiegato la cosa concordata al popolo: Manlio era per quello veemente, elogiato di essere tale e quale al padre.
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Le forche caudine versione greco Appiano libro gymnasion
Le forche caudine Le forche caudine I
Ο δε Ποντιος, τους πρεσβεις καλεσας, τοις υπατοις και τοις αλλοις αρχουσι της στρατιας και παντι τω πληθει λεγειν εκελευεν· «Ημεις αει Τωμαιοις εσπενδομεθα φιλιαν, ην αυτοι διελυσατε, Σιδικηνοις τοις ημετεροις εχθροις συμμαχουντες. Ειτ' αυθις αυ φιλιας ημιν γενομενης, Νεαπολιταις επολεμειτε, τοις ημετεροις γειτοσιν. Και ουκ ηγνοουμεν οτι ταυτ' ην υμιν παρασκευη πλεονεξιας επι ολην την Ιταλιαν. Εν τε ταις προτεραις μαχαις πολλα παρα την απειριαν των ημετερων στρατηγων παραλαβοντες ουδεν επεδειξασθε μετριον ες ημας, και πρεσβευσαμενων ημων δις προς υμας, και πολλα συγχωρουντων, υπερηφανα ημιν αλλα επετασσετε, την αρχην ολην αποθεσθαι και υμων υπακουειν. Ενεκα μεν ουν της υμετερας πλεονεξιας εδει και τα παρ' ημων υμιν ασπονδα ειναι. Εγω νεμεσιν τε θεων αιδουμενος, ην υμεις υπερειδεσθε, και συγγενειας και φιλιας της ποτε μνημονευων, διδωμι εκαστον υμων συν ιματιω σωον υπο ζυγον απελθειν, ην ομοσητε την τε γην και τα χωρια πανθ' ημιν αποδωσειν, και τους κληρουχους απο των πολεων απαξειν, και μηδε ποτ' επι Σαυνιτας στρατευσειν».
Ponzio, convocati gli ambasciatori ordinò di dire ai consoli , agli altri comandanti dell'esercito e a tutta la moltitudine:"abbiamo sempre stretto con i romani amicizia la quale noi stessi abbiamo sciolto combattendo con i nostri nemici Sidicheni. Sia subito dopo esser nata l'amicizia con noi combattemmo con i napoletani nostri vicini.Sia non sapevamo che questa era la preparazione con voi della supremazia su tutta l'italia.Nelle precedenti battglie intraprendendo molte cose contro l'inesperienza dei nostri strateghi non ci avete dimostrato nulla di sufficiente , sia essendo venuti noi 2 volte in ambasceria presso di voi sia acconsentendo a molte cose ci avete imposto altre insolenze,rifiutando la somma carica e ubbidirvi. Dunque a causa della vostra arroganza era necessario che ci fossero armistizi senza vera tregua per voi contro di noi. io temendo l'ira degli dei che disprezzate ricordando di norma sia la parentela che l'amicizia concedo che ciascuno di voi con la veste passi incolume sotto il giogo qualora giuriate che restituerete a noi tutti la terra e le regioni che condurrete via i coloni dalle città, che non farete altre spedizioni militari contro i sanniti".
Le forche caudine II