- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di APPIANO
- Visite: 6
Antonio, Ottaviano e Lepido danno vita al secondo triumvirato Versione greco Appiano
Καῖσαρ μὲν καὶ Ἀντώνιος ἐς φιλίαν ἀπ' ἔχθρας συνῄεσαν ἀμφὶ Μουτίνην πόλιν, ἐς νησῖδα τοῦ Λαβινίου ποταμοῦ βραχεῖάν τε καὶ ὑπτίαν, ἔχων ἑκάτερος ὁπλιτῶν τέλη πέντε· καὶ τάδε ἀλλήλοις ἀντικαθιστάντες ἐχώρουν σὺν τριακοσίοις ἑκάτερος ἐπὶ τὰς τοῦ ποταμοῦ γεφύρας. Λέπιδος δ' αὐτὸς προελθὼν διηρεύνα τὴν νῆσον καὶ τῇ χλαμύδι κατέσειεν ἥκειν ἑκάτερον. Οἱ δὲ ἐπὶ τῶν γεφυρῶν τοὺς τριακοσίους μετὰ τῶν φίλων ἀπολιπόντες ἐς τὸ μέσον ᾖεσαν ἐν περιόπτῳ, καὶ συνήδρευον οἱ τρεῖς, Καίσαρος ἐν μέσῳ διὰ τὴν ἀρχὴν προκαθίσαντος. Δύο δὲ ἡμέραις ἕωθεν ἐς ἑσπέραν συνιόντες τάδε ἔκριναν· ἀποθέσθαι μὲν τὴν ὕπατον ἀρχὴν Καίσαρα καὶ Οὐεντίδιον αὐτὴν ἐς τὸ λοιπὸν τοῦ ἔτους μεταλαβεῖν, καινὴν δὲ ἀρχὴν ἐς διόρθωσιν τῶν ἐμφυλίων νομοθετηθῆναι Λεπίδῳ τε καὶ Ἀντωνίῳ καὶ Καίσαρι, ἣν ἐπὶ πενταετὲς αὐτοὺς ἄρχειν, ἴσον ἰσχύουσαν ὑπάτοις· ὧδε γὰρ ἔδοξεν ἀντὶ δικτατόρων ὀνομάσαι, διὰ τὸ δόγμα ἴσως τὸ Ἀντωνίου κωλῦον ἔτι γίγνεσθαι δικτάτορα. Τοὺς δὲ ἀποφῆναι μὲν αὐτίκα τῆς πόλεως ἄρχοντας ἐς τὰ ἐτήσια ἐπὶ τὴν πενταετίαν, τὰς δὲ ἡγεμονίας τῶν ἐθνῶν νειμαμένους, ἔχειν Ἀντώνιον μὲν τὴν Κελτικὴν ἅπασαν ἄνευ τῆς συναφοῦς τοῖς Πυρηναίοις ὄρεσιν, ἣν παλαιὰν ἐκάλουν Κελτικήν· ταύτης δὲ Λέπιδον ἄρχειν καὶ Ἰβηρίας ἐπὶ ταύτῃ· Καίσαρι δὲ εἶναι Λιβύην καὶ Σαρδὼ καὶ Σικελίαν καὶ εἴ τις ἄλλη νῆσος ἐνταῦθα.
. Cesare ed Antonio (nemici) si unirono per trattare l'amicizia presso la città di Modena nell'isoletta piccola e piana del fiume Lavinio : Ciascuno avendo con se cinque legioni, le une dirimpetto alle altre, ma procedettero con soli trecento per parte al ponte dell'isola. Lepido passò per primo nell'isola , e la visitò, e poi dette con la clamide ad ambedue il segno di procedere. E questi, lasciati i trecento con gli amici sul ponte, vi andarono in un luogo a tutti visibile, dove sedettero tutti tre. Cesare nel mezzo, per la dignità consolare. Tenuta per due giorni deliberazione dall'alba alla sera, convennero in queste decisioni: che Cesare deponesse il consolato, e questo lo ricevesse Ventidio per il resto dell'anno; che si stabilisse legittimamente a Lepido , ad Antonio e Cesare per cinque anni, e che fosse nominato con potenza pari a quella dei consoli un nuovo magistrato per far cessare le discordie civili. Ora si preferì questo titolo all'altro di dittatore, (credo) per il decreto di Antonio il quale proibiva che mai più vi fosse un dittatore : si conveniva inoltre: che da essi per cinque anni si nominassero immediatamente i magistrati annuali di Roma : che riguardo il comando dei popoli Antonio reggesse tutte le Gallie , eccetto la parte che confina con i Pirenei , che è detta Gallia antica, la quale si affidava con le Spagne a Lepido: poi che Cesare tenesse l'Africa, la Sardegna, la Sicilia, e quante altre isole vi erano li.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di APPIANO
- Visite: 6
Ὁ δὲ Μάριος αὐτοὺς ἐς Μιντούρνας διέφυγεν, ἔρημος ὑπηρέτου τε καὶ θεράποντος. Καὶ αὐτὸν οἱ τῆς πόλεως ἄρχοντες ἀναπαυόμενον ἐν οἴκῳ ζοφώδει δεδιότες μὲν τὸ κήρυγμα τοῦ δήμου, φυλαττόμενοι δὲ ἀνδρὸς ἑξάκις ὑπατεύσαντος καὶ πολλὰ καὶ λαμπρὰ εἰργασμένου αὐθένται γενέσθαι, Γαλάτην ἄνδρα ἐπιδημοῦντα μετὰ ξίφους ἐσέπεμψαν ἀνελεῖν. Τὸν δὲ Γαλάτην φασὶν ἐν τῷ σκότῳ προσιόντα τῷ στιβαδίῳ δεῖσαι, δόξαντα τοὺς ὀφθαλμοὺς τοῦ Μαρίου πυρὸς αὐγὴν καὶ φλόγα ἀφιέναι· ὡς δὲ καὶ ὁ Μάριος αὐτὸς ὑπανιστάμενος ἐκ τῆς εὐνῆς ἐνεβόησε παμμέγεθες αὐτῷ: "Σὺ τολμᾷς κτεῖναι Γάιον Μάριον;". Προτροπάδην ὁ Γαλάτης ἔφευγεν ἔξω διὰ θυρῶν μεμηνότι ἐοικὼς καὶ βοῶν: "Οὐ δύναμαι κτεῖναι Γάιον Μάριον".
Clicca qui per la versione Uno sguardo terribile di Eliano (diversa)
Traduzione n. 1
Mario fuggì a Minturno, privo di un gregario e di un servitore. E mentre riposava in una casa oscura, i magistrati della città, temendo il bando del popolo, ma guardandosi dal diventare assassini di un uomo che era stato console sei volte e aveva compiuto molte e splendide imprese, mandarono un Gallo che si trovava in città ad ucciderlo con la spada. Dicono che il Gallo, avvicinandosi al piccolo giaciglio nell'oscurità, abbia avuto paura, sembrandogli che gli occhi di Mario emettessero un bagliore di fuoco e una fiamma; e quando anche Mario stesso, alzandosi dal giaciglio, gli gridò con voce fortissima: "Tu osi uccidere Gaio Mario?", il Gallo fuggì precipitosamente fuori dalla porta, simile a un folle, gridando: "Non posso uccidere Gaio Mario".
(By Star)
TRADUZIONE NUMERO 2 (LETTERALE)
Mario li sfuggiva verso Minturno, privo di un gregario e di un servitore. Dicono che egli si ferma in un antro oscuro gli arconti della città temendo il bando del popolo, sorvegliando gli uomini che erano consoli sei volte e che erano autori di aver compiuto molte e splendide imprese, mandarono un Gallo che tornava a casa ad uccidere con la spada. Dicono che il Gallo che si avvicinava al piccolo giaciglio nell'oscurità temeva, apparendo gli occhi di Mario emettevano un bagliore di fuoco e una fiamma; appena anche lo stesso Mario alzatosi in piedi dal giaciglio gli gridò fortemente: "Tu osi uccidere Gaio Mario?" Il Gallo precipitosamente fuggì fuori per l'ingresso simile ad un folle e gridando: "Non posso uccidere Gaio Mario".
ANALISI GRAMMATICALE
VERBI
διέφυγεν: Verbo: διαφεύγω, Tempo: Aoristo (secondo), Modo: Indicativo, Diatesi: Attiva, Persona/Numero: 3ª singolare (con ν efelcistico).
ἀναπαυόμενον: Verbo: ἀναπαύω, Modo: Participio, Tempo: Presente, Diatesi: Media, Caso/Genere/Numero: Accusativo maschile singolare.
δεδιότες: Verbo: δέδια (perfetto con valore di presente), Modo: Participio, Tempo: Perfetto (secondo), Diatesi: Attiva, Caso/Genere/Numero: Nominativo maschile plurale.
φυλαττόμενοι: Verbo: φυλάσσω (o φυλάττω), Modo: Participio, Tempo: Presente, Diatesi: Media, Caso/Genere/Numero: Nominativo maschile plurale.
ὑπατεύσαντος: Verbo: ὑπατεύω, Modo: Participio, Tempo: Aoristo, Diatesi: Attiva, Caso/Genere/Numero: Genitivo maschile singolare.
εἰργασμένου: Verbo: ἐργάζομαι, Modo: Participio, Tempo: Perfetto, Diatesi: Medio-passiva (deponente), Caso/Genere/Numero: Genitivo maschile singolare.
γενέσθαι: Verbo: γίγνομαι, Tempo: Aoristo (secondo), Modo: Infinito, Diatesi: Media.
ἐπιδημοῦντα: Verbo: ἐπιδημέω, Modo: Participio, Tempo: Presente, Diatesi: Attiva, Caso/Genere/Numero: Accusativo maschile singolare (contratto).
ἐσέπεμψαν: Verbo: εἰσπέμπω, Tempo: Aoristo, Modo: Indicativo, Diatesi: Attiva, Persona/Numero: 3ª plurale.
ἀνελεῖν: Verbo: ἀναιρέω, Tempo: Aoristo (secondo), Modo: Infinito, Diatesi: Attiva.
φασὶν: Verbo: φημί, Tempo: Presente, Modo: Indicativo, Diatesi: Attiva, Persona/Numero: 3ª plurale (con ν efelcistico).
προσιόντα: Verbo: πρόσειμι, Modo: Participio, Tempo: Presente, Diatesi: Attiva, Caso/Genere/Numero: Accusativo maschile singolare.
δεῖσαι: Verbo: δέδοικα (o δέδια), Tempo: Aoristo, Modo: Infinito, Diatesi: Attiva.
δόξαντα: Verbo: δοκέω, Modo: Participio, Tempo: Aoristo, Diatesi: Attiva, Caso/Genere/Numero: Accusativo maschile singolare.
ἀφιέναι: Verbo: ἀφίημι, Tempo: Presente, Modo: Infinito, Diatesi: Attiva.
ὑπανιστάμενος: Verbo: ὑπανίστημι, Modo: Participio, Tempo: Presente, Diatesi: Media, Caso/Genere/Numero: Nominativo maschile singolare.
ἐνεβόησε: Verbo: ἐμβοάω, Tempo: Aoristo, Modo: Indicativo, Diatesi: Attiva, Persona/Numero: 3ª singolare.
τολμᾷς: Verbo: τολμάω, Tempo: Presente, Modo: Indicativo, Diatesi: Attiva, Persona/Numero: 2ª singolare (contratto).
κτεῖναι: Verbo: κτείνω, Tempo: Aoristo, Modo: Infinito, Diatesi: Attiva.
ἔφευγεν: Verbo: φεύγω, Tempo: Imperfetto, Modo: Indicativo, Diatesi: Attiva, Persona/Numero: 3ª singolare (con ν efelcistico).
μεμηνότι: Verbo: μαίνομαι, Modo: Participio, Tempo: Perfetto (secondo), Diatesi: Attiva, Caso/Genere/Numero: Dativo maschile singolare.
ἐοικὼς: Verbo: ἔοικα (perfetto con valore di presente), Modo: Participio, Tempo: Perfetto (secondo), Diatesi: Attiva, Caso/Genere/Numero: Nominativo maschile singolare.
βοῶν: Verbo: βοάω, Modo: Participio, Tempo: Presente, Diatesi: Attiva, Caso/Genere/Numero: Nominativo maschile singolare (contratto).
δύναμαι: Verbo: δύναμαι, Tempo: Presente, Modo: Indicativo, Diatesi: Media (deponente), Persona/Numero: 1ª singolare.
κτεῖναι: Verbo: κτείνω, Tempo: Aoristo, Modo: Infinito, Diatesi: Attiva.
Sostantivi
Μάριος: Sostantivo (nome proprio), Nominativo maschile singolare (Μάριος, Μαρίου).
Μιντούρνας: Sostantivo (nome proprio di luogo), Accusativo femminile plurale (Μιντοῦρναι, Μιντουρνῶν).
ὑπηρέτου: Sostantivo, Genitivo maschile singolare (ὑπηρέτης, ὑπηρέτου).
θεράποντος: Sostantivo, Genitivo maschile singolare (θεράπων, θεράποντος).
πόλεως: Sostantivo, Genitivo femminile singolare (πόλις, πόλεως).
ἄρχοντες: Sostantivo, Nominativo maschile plurale (ἄρχων, ἄρχοντος).
οἴκῳ: Sostantivo, Dativo maschile singolare (οἶκος, οἴκου).
κήρυγμα: Sostantivo, Accusativo neutro singolare (κήρυγμα, κηρύγματος).
δήμου: Sostantivo, Genitivo maschile singolare (δῆμος, δήμου).
ἀνδρὸς: Sostantivo, Genitivo maschile singolare (ἀνήρ, ἀνδρός).
αὐθένται: Sostantivo, Nominativo maschile plurale (αὐθέντης, αὐθέντου).
Γαλάτην: Sostantivo (etnonimo), Accusativo maschile singolare (Γαλάτης, Γαλάτου).
ἄνδρα: Sostantivo, Accusativo maschile singolare (ἀνήρ, ἀνδρός).
ξίφους: Sostantivo, Genitivo neutro singolare (ξίφος, ξίφους).
Γαλάτην: Sostantivo (etnonimo), Accusativo maschile singolare (Γαλάτης, Γαλάτου).
σκότῳ: Sostantivo, Dativo maschile singolare (σκότος, σκότου).
στιβαδίῳ: Sostantivo, Dativo neutro singolare (στιβάδιον, στιβαδίου).
ὀφθαλμοὺς: Sostantivo, Accusativo maschile plurale (ὀφθαλμός, ὀφθαλμοῦ).
Μαρίου: Sostantivo (nome proprio), Genitivo maschile singolare (Μάριος, Μαρίου).
πυρὸς: Sostantivo, Genitivo neutro singolare (πῦρ, πυρός).
αὐγὴν: Sostantivo, Accusativo femminile singolare (αὐγή, αὐγῆς).
φλόγα: Sostantivo, Accusativo femminile singolare (φλόξ, φλογός).
Μάριος: Sostantivo (nome proprio), Nominativo maschile singolare (Μάριος, Μαρίου).
εὐνῆς: Sostantivo, Genitivo femminile singolare (εὐνή, εὐνῆς).
Γάιον: Sostantivo (nome proprio), Accusativo maschile singolare (Γάιος, Γαΐου).
Μάριον: Sostantivo (nome proprio), Accusativo maschile singolare (Μάριος, Μαρίου).
Γαλάτης: Sostantivo (etnonimo), Nominativo maschile singolare (Γαλάτης, Γαλάτου).
θυρῶν: Sostantivo, Genitivo femminile plurale (θύρα, θύρας).
Γάιον: Sostantivo (nome proprio), Accusativo maschile singolare (Γάιος, Γαΐου).
Μάριον: Sostantivo (nome proprio), Accusativo maschile singolare (Μάριος, Μαρίου).
Aggettivi
ἔρημος: Aggettivo, Nominativo maschile singolare (ἔρημος, -ον oppure ἔρημος, -η, -ον).
ζοφώδει: Aggettivo, Dativo maschile singolare (ζοφώδης, -ες).
πολλὰ: Aggettivo, Accusativo neutro plurale (πολύς, πολλή, πολύ).
λαμπρὰ: Aggettivo, Accusativo neutro plurale (λαμπρός, -ά, -όν).
Pronomi
αὐτοὺς: Pronome personale, Accusativo maschile plurale (αὐτός, -ή, -ό).
αὐτὸν: Pronome personale, Accusativo maschile singolare (αὐτός, -ή, -ό).
αὐτὸς: Pronome intensivo (ipse), Nominativo maschile singolare (αὐτός, -ή, -ό).
αὐτῷ: Pronome personale, Dativo maschile singolare (αὐτός, -ή, -ό).
Σὺ: Pronome personale, Nominativo singolare di 2ª persona (σύ, σοῦ).
Varie (Articoli, Preposizioni, Congiunzioni, Avverbi, Particelle)
Ὁ: Articolo determinativo, Nominativo maschile singolare.
δὲ: Particella/Congiunzione coordinante.
ἐς (εἰς): Preposizione (con accusativo).
τε: Particella enclitica coordinante.
καὶ: Congiunzione coordinante.
Καὶ: Congiunzione coordinante.
οἱ: Articolo determinativo, Nominativo maschile plurale.
τῆς: Articolo determinativo, Genitivo femminile singolare.
ἐν: Preposizione (con dativo).
μὲν: Particella correlativa.
τὸ: Articolo determinativo, Accusativo neutro singolare.
τοῦ: Articolo determinativo, Genitivo maschile singolare.
δὲ: Particella/Congiunzione coordinante.
ἑξάκις: Avverbio numerale.
καὶ: Congiunzione coordinante.
καὶ: Congiunzione coordinante.
μετὰ: Preposizione (qui con genitivo).
Τὸν: Articolo determinativo, Accusativo maschile singolare.
δὲ: Particella/Congiunzione coordinante.
ἐν: Preposizione (con dativo).
τῷ: Articolo determinativo, Dativo maschile singolare.
τῷ: Articolo determinativo, Dativo neutro singolare.
τοὺς: Articolo determinativo, Accusativo maschile plurale.
τοῦ: Articolo determinativo, Genitivo maschile singolare.
καὶ: Congiunzione coordinante.
ὡς: Congiunzione temporale (qui).
δὲ: Particella/Congiunzione coordinante.
καὶ: Avverbio/Congiunzione (anche/persino).
ὁ: Articolo determinativo, Nominativo maschile singolare.
ἐκ: Preposizione (con genitivo).
τῆς: Articolo determinativo, Genitivo femminile singolare.
παμμέγεθες: Aggettivo neutro usato come Avverbio (oppure aggettivo accusativo neutro singolare).
Προτροπάδην: Avverbio di modo.
ὁ: Articolo determinativo, Nominativo maschile singolare.
ἔξω: Avverbio di luogo.
διὰ: Preposizione (qui con genitivo).
καὶ: Congiunzione coordinante.
Οὐ: Avverbio di negazione.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di APPIANO
- Visite: 6
Onori tributati a Cesare da Roma versione greco Appiano Storia Romana libro 14
Ἀλλ’ ὅδε μὲν ἔτι λανθάνων καὶ διαδιδράσκων ἐλῄστευενὁ δὲ Καῖσαρ ἐς Ῥώμην ἠπείγετο, τὰ ἐμφύλια πάντα καθελών, ἐπὶ φόβου καὶ δόξης, οἵας οὔ τις πρὸ τοῦ. ὅθεν αὐτῷ τιμαὶ πᾶσαι, ὅσαι ὑπὲρ ἄνθρωπον, ἀμέτρως ἐς χάριν ἐπενοοῦντο, θυσιῶν τε πέρι καὶ ἀγώνων καὶ ἀναθημάτων ἐν πᾶσιν ἱεροῖς καὶ δημοσίοις χωρίοις, ἀνὰ φυλὴν ἑκάστην καὶ ἐν ἔθνεσιν ἅπασι, καὶ ἐν βασιλεῦσιν, ὅσοι Ῥωμαίοις φίλοι. σχήματά τε ἐπεγράφετο ταῖς εἰκόσι ποικίλα, καὶ στέφανος ἐκ δρυὸς ἦν ἐπ᾽ ἐνίαις ὡς σωτῆρι τῆς πατρίδος, ᾧ πάλαι τοὺς ὑπερασπίσαντας ἐγέραιρον οἱ περισωθέντες. ἀνερρήθη δὲ καὶ πατὴρ πατρίδος, καὶ δικτάτωρ ἐς τὸν ἑαυτοῦ βίον ᾑρέθη καὶ ὕπατος ἐς δέκα ἔτη, καὶ τὸ σῶμα ἱερὸς καὶ ἄσυλος εἶναι καὶ χρηματίζειν ἐπὶ θρόνων ἐλεφαντίνων τε καὶ χρυσέων, καὶ θύειν μὲν αὐτὸν αἰεὶ θριαμβικῶς ἠμφιεσμένον, τὴν δὲ πόλιν ἀνὰ ἔτος ἕκαστον, αἷς αὐτὸς ἡμέραις ἐν παρατάξεσιν ἐνίκα, ἱερέας δὲ καὶ ἱερείας ἀνὰ πενταετὲς εὐχὰς δημοσίας ὑπὲρ αὐτοῦ τίθεσθαι, καὶ τὰς ἀρχὰς εὐθὺς καθισταμένας ὀμνύναι μηδενὶ τῶν ὑπὸ Καίσαρος ὁριζομένων ἀντιπράξειν. ἔς τε τιμὴν τῆς γενέσεως αὐτοῦ τὸν Κυϊντίλιον μῆνα Ἰούλιον ἀντὶ Κυϊντιλίου μετωνόμασαν εἶναι. καὶ νεὼς ἐψηφίσαντο πολλοὺς αὐτῷ γενέσθαι καθάπερ θεῷ καὶ κοινὸν αὐτοῦ καὶ Ἐπιεικείας, ἀλλήλους δεξιουμένων. οὕτως ἐδεδοίκεσαν μὲν ὡς δεσπότην, εὔχοντο δὲ σφίσιν ἐπιεικῆ γενέσθαι.
Egli nascondendosi e in fuga si dava al brigantaggio, Cesare si affrettò verso Roma, oggetto di timore e glorioso quanto nessuno mai prima di allora. Quindi per fargli cosa grata vennero escogitati senza misura onori d'ogni sorta, sacrifici e ludi e statue in tutti i luoghi sacri e pubblici, per ogni tribù e fra tutti i popoli e in tutti i regni, quanti erano amici dei Romani. La sua effigie fu rappresentata variamente nelle statue e su alcune fu sovrapposta la corona di quercia, come a un salvatore della patria, onore col quale anticamente i cittadini salvati premiavano coloro che li avevano protetti. Venne proclamato anche padre della patria e fu eletto dittatore a vita e console per dieci anni; si dichiarò che la sua persona fosse sacra e inviolabile, che egli trattasse gli affari dello stato seduto su troni d'avorio e d'oro e sacrificasse sempre con la veste da trionfatore e che la città ogni anno nei giorni che egli aveva vinto in battaglia campale, e sacerdoti e sacerdotesse ogni cinque anni elevassero preghiere pubbliche per la sua salvezza e i magistrati appena entrati in carica giurassero di non opporsi a nessuno dei decreti di Cesare.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di APPIANO
- Visite: 6
La guerra con Annibale Versione greco Appiano
Le guerre esterne dei Romani libro VI
Ρωμαιοι δ', εως μεν αυτοις ο Αιμιλιος και ο Σερουιλιος περιησαν, πολλα δρωντες τε και πασχοντες ομως υπεμενον εν ταξει: επει δ' επεσον αυτων οι στρατηγοι, δια μεσων βιαζομενοι των εχθρων μαλα καρτερως κατα μερη διεφευγον, οι μεν, ενθαπερ οι προ αυτων επεφευγεσαν, ες τα στρατοπεδα δυο οντα: και συμπαντες οιδε εγενοντο αμφι τους μυριους και πεντακισχιλιους, οις ο Αννιβας φυλακην επεστησεν: οι δ' ες Καννας, περι δισχιλιους, και παρεδωκαν εαυτους οιδε οι δισχιλιοι τω Αννιβα. ολιγοι δ' ες Κανυσιον διεδρασαν, και οι λοιποι κατα μερος εσκεδασθησαν ανα τας υλας. υτο τελος ην της επι Κανναις Αννιβου τε και Ρωμαιων μαχης, αρξαμενης μεν υπερ ωραν δευτεραν, ληξασης δε προ δυο της νυκτος ωρων, ουσης δ' ετι νυν αοιδιμου Ρωμαιοις επι συμφορα.
I Romani finché a loro Emilio e Servilio rimasero in vita, facendo e subendo molte gesta, resistevano in ordine: ma dopo che i loro comandanti caddero, premuti in mezzo ai nemici molto violentemente, fuggirono in diverse direzioni, alcuni dove quelli prima di loro si erano rifugiati, negli accampamenti, che erano due;e tutti questi furono circa quindicimila, ai quali Annibale impose un presidio. Altri, circa duemila, a Canne, e questi duemila consegnarono se stessi ad Annibale. Pochi si precipitarono a Canosa, ed i restanti a gruppi si dispersero nelle selve.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di APPIANO
- Visite: 6
La battaglia di Canne si avvia alla conclusione Appiano versione greco e traduzione - Versione greco Appiano
Le guerre esterne dei Romani libro VI
Ῥωμαῖοι δ', ἕως μὲν αὐτοῖς ὁ Αἰμίλιος καὶ ὁ Σερουίλιος περιῆσαν, πολλὰ δρῶντές τε καὶ πάσχοντες ὄμως ὑπέμενον ἐν τάξει: ἐπεὶ δ' ἔπεσον αὐτῶν οἱ στρατηγοί, διὰ μέσων βιαζόμενοι τῶν ἐχθρῶν μάλα καρτερῶς κατὰ μέρη διέφευγον, οἱ μέν, ἔνθαπερ οἱ πρὸ αὐτῶν ἐπεφεύγεσαν, ἐς τὰ στρατόπεδα δύο ὄ; ντα: καὶ σύμπαντες οἵδε ἐγένοντο ἀμφὶ τοὺς μυρίους καὶ πεντακισχιλίους, οἷς ὁ Ἀννίβας φυλακὴν ἐπέστησεν: οἱ δ' ἐς Κάννας, περὶ δισχιλίους, καὶ παρέδωκαν ἑαυτοὺς οἵδε οἱ δισχίλιοι τῷ Ἀννίβᾳ. ὀλίγοι δ' ἐς Κανύσιον διέδρασαν, καὶ οἱ λοιποὶ κατὰ μέρος ἐσκεδάσθησαν ἀνὰ τὰς ὕλας. Τοῦτο τέλος ἦν τῆς ἐπὶ Κάνναις Ἀννίβου τε καὶ Ῥωμαίων μάχης, ἀρξαμένης μὲν ὑπὲρ ὥραν δευτέραν, ληξάσης δὲ πρὸ δύο τῆς νυκτὸς ὡρῶν, οὔσης δ' ἔτι νῦν ἀοιδίμου Ῥωμαίοις ἐπὶ συμφορᾷ
I Romani finché a loro Emilio e Servilio rimasero in vita, facendo e subendo molte gesta, resistevano in ordine: ma dopo che i loro comandanti caddero, premuti in mezzo ai nemici molto violentemente, fuggirono in diverse direzioni, alcuni dove quelli prima di loro si erano rifugiati, negli accampamenti, che erano due; e tutti questi furono circa quindicimila, ai quali Annibale impose un presidio. Altri, circa duemila, a Canne, e questi duemila consegnarono se stessi ad Annibale. Pochi si precipitarono a Canosa, ed i restanti a gruppi si dispersero nelle selve.