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L'uomo, re dell'universo Seneca versione latino libro lectio brevior Pag 265 n° 224
Inizio Si pauca quis tibi donasset iugera Fine ullum munus accepisse?
Se qualcuno ti avesse donato pochi iugeri, diresti di avere ricevuto un beneficio; neghi che siano un beneficio le immense distese di terra estese per largo spazio? Se qualcuno ti avrà donato del denaro e avrà riempito la tua aia, dal momento che ciò ti sembra una gran cosa, lo definirai un beneficio; un dio sotterrò tanti metalli, fece sfociare tanti fiumi dalla terra, sopra la quale discendono di corsa, trasportando oro; un'enorme quantità di argento, di rame e di ferro è stata sepolta in ogni luogo, della quale ti ha dato la facoltà di andarne in cerca, e depose indizi dei beni nascosti in cima alla terra: neghi di avere ricevuto un beneficio? Se ti venisse domata una casa, nella quale risplende qualcosa di marmo, e il tetto più lucido rivestito con oro o con colori, lo definirai un beneficio non scarso. Un dio edificò per te una grande abitazione senza alcun timore di incendio o di crollo, nella quale vedi non piccoli rivestimenti, ma masse intere di pietra assai preziosa: neghi di avere ricevuto alcun beneficio?
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La natura è un immenso beneficio Seneca versione latino
Inizio Si pauca quis tibi donasset iugera Fine ullum munus accepisse?
Se qualcuno ti avesse donato pochi iugeri, diresti di avere ricevuto un beneficio; neghi che siano un beneficio le immense distese di terra estese per largo spazio? Se qualcuno ti avrà donato del denaro e avrà riempito la tua aia, dal momento che ciò ti sembra una gran cosa, lo definirai un beneficio; un dio sotterrò tanti metalli, fece sfociare tanti fiumi dalla terra, sopra la quale discendono di corsa, trasportando oro; un'enorme quantità di argento, di rame e di ferro è stata sepolta in ogni luogo, della quale ti ha dato la facoltà di andarne in cerca, e depose indizi dei beni nascosti in cima alla terra: neghi di avere ricevuto un beneficio? Se ti venisse domata una casa, nella quale risplende qualcosa di marmo, e il tetto più lucido rivestito con oro o con colori, lo definirai un beneficio non scarso. Un dio edificò per te una grande abitazione senza alcun timore di incendio o di crollo, nella quale vedi non piccoli rivestimenti, ma masse intere di pietra assai preziosa: neghi di avere ricevuto alcun beneficio?
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La filosofia guida della nostra vita
versione latino Seneca libro lingua viva
Liquere hoc tibi Lucili scio neminem posse beate vivere ne tolerabiliter quidem sine sapientiae studio et beatam vitam perfcta sapientia ...
Lucilio, ti è chiaro, lo so, che nessuno può vivere felicemente, neppure in modo sopportabile, senza desiderio di saggezza, e che la vita è resa felice da una perfetta saggezza. Non hai bisogno, Lucilio, di molte parole con me: capisco che sei migliorato molto. So da dove provengono le cose che scrivi; non sono finte né imbellettate. Tuttavia dirò ciò che penso: ho aspettative su di te, non ancora fiducia. Voglio che anche tu faccia lo stesso: non credere in te subito e con facilità. Esamina, scruta, fruga in vario modo te stesso; prima di tutto considera questo, se hai fatto progressi nella filosofia o nella vita stessa. La filosofia non è un artificio per il popolo né fatto per l'ostentazione; non è nelle parole, ma nei fatti. Né viene usata per questo, per far trascorrere le giornate con diletto, per far allontanare il disgusto dall'ozio: educa e forma l'animo, regola la vita, governa le azioni, indica le cose da fare e da non fare, siede al timone e dirige la rotta attraverso i pericoli di un mare agitato.
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Tenes utique memoria quantum senseris gaudium cum praetexta posita sumpsisti virilem togam et in forum deductus es: maius expecta cum puerilem animum deposueris et te in viros philosophia transscripserit. Adhuc enim non pueritia sed, quod est gravius, puerilitas remanet; et hoc quidem peior est, quod auctoritatem habemus senum, vitia puerorum, nec puerorum tantum sed infantum: illi levia, hi falsa formidant, nos utraque. Profice modo: intelleges quaedam ideo minus timenda quia multum metus afferunt. Nullum malum magnum quod extremum est. Mors ad te venit: timenda erat si tecum esse posset: necesse est aut non perveniat aut transeat. 'Difficile est' inquis 'animum perducere ad contemptionem animae. ' Non vides quam ex frivolis causis contemnatur? Alius ante amicae fores laqueo pependit, alius se praecipitavit e tecto ne dominum stomachantem diutius audiret, alius ne reduceretur e fuga ferrum adegit in viscera: non putas virtutem hoc effecturam quod efficit nimia formido? Nulli potest secura vita contingere qui de producenda nimis cogitat, qui inter magna bona multos consules numerat.
Certo ricordi la gioia provata quando sostituisti la veste da fanciullo con la toga virile e fosti condotto nel foro: ebbene, aspettane una maggiore quando avrai deposto l'animo infantile e la filosofia ti avrà registrato fra gli uomini. Poiché la tua non è puerizia, bensì, cosa più grave, puerilità, e, quel che è peggio, noi abbiamo l'autorità degli anziani e i difetti dei bambini, anzi non dei bambini, ma dei neonati; i bambini hanno paura di sciocchezze, i neonati di false immagini, noi di tutte e due. Cerca di progredire: capirai che certe cose proprio per questo sono meno da temere, perché fanno molta paura. Nessun male è grande se è l'ultimo. La morte ti viene incontro: la dovresti temere se potesse rimanere con te: ma necessariamente o non è ancora arrivata o passa oltre. "È difficile", ribatti, "indurre lo spirito a disprezzare la vita. " Ma non ti accorgi per quali insulsi motivi essa viene disprezzata? Uno si impicca davanti alla porta dell'amica, un altro si butta giù dal tetto per non sentire più le sfuriate del padrone, l'evaso si ficca un pugnale in corpo per sfuggire alla cattura: non pensi che si possa compiere per coraggio un'azione che si compie per eccessiva paura? Non può vivere una vita serena chi si preoccupa troppo di prolungarla e annovera fra i grandi beni i molti anni vissuti