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Le disavventure giudiziarie spingono Pericle verso la guerra
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
Ἅγνων δὲ: τοῦτο μὲν ἀφεῖλε τοῦ ψηφίσματος, κρίνεσθαι δὲ τὴν δίκην ἔγραψεν ἐν δικασταῖς χιλίοις καὶ πεντακοσίοις, εἴτε κλοπῆς καὶ δώρων εἴτ' ἀδικίου βούλοιτό τις ὀνομάζειν τὴν δίωξιν. ἀσπασίαν μὲν οὖν ἐξῃτήσατο, πολλὰ πάνυ παρὰ τὴν δίκην, ὡς Αἰσχίνης φησίν, ἀφεὶς ὑπὲρ αὐτῆς δάκρυα καὶ δεηθεὶς τῶν δικαστῶν: Ἀναξαγόραν δὲ φοβηθεὶς ἐξέπεμψεν ἐκ τῆς πόλεως. ὡς δὲ διὰ Φειδίου προσέπταισε τῷ δήμῳ, φοβηθεὶς τὸ δικαστήριον μέλλοντα τὸν πόλεμον καὶ ὑποτυφόμενον ἐξέκαυσεν, ἐλπίζων διασκεδάσειν τὰ ἐγκλήματα καὶ ταπεινώσειν τὸν φθόνον ἐν πράγμασι μεγάλοις καὶ κινδύνοις τῆς πόλεως ἐκείνῳ μόνῳ διὰ τὸ ἀξίωμα καὶ τὴν δύναμιν ἀναθείσης ἑαυτήν. αἱ μὲν οὖν αἰτίαι δι' ἃς οὐκ εἴασεν ἐνδοῦναι Λακεδαιμονίοις τὸν δῆμον, αὗται λέγονται, τὸ δ' ἀληθὲς ἄδηλον
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Integrità morale di Aristide
VERSIONE DI GRECO di Plutarco TRADUZIONE dal libro Greco nuova edizione
Μετα τον προς τους Περσας πολεμον. Θεμιστκλεους προς τον δημο νον λεγοντος ως εχει τι βουλευμα και γνωμην απορρητον ωφελιμον δε τη πολει και σωτηριον οιδ ΑΘεναιοι εκελευσαν Αριστιδην μονον ακουσαι και συνδοκιμασαι Πρασαντος δε τω Αριστειδη του Θεμιστοκλεους ως διανοειται τον ναυσταΘμον ανακαΘσαι των Αριστειδης παρερχομενον εις τον δημον ηγορευσε λυσιτελεστατην τε και αδικωτατην ειναι την πραξιν. ην Θεμιστοκκης διανοειται τραττειν. Ταυτα ακουσαντες οι ΑΘηναιοι παυσασΘαι προσιταξαν τον Θεμιστοκλεα. Ουτω γαρ ο δημος ην φιλοδικαως, ουτω δε τω δημω πιστος ο ανηερ και βεβαιος
Dopo la guerra contro i persiani dicendo temistocle al popolo che aveva alcune decisioni e intenzione segrete, utili per la citta e alla salvezza gli ateniesi esortarono aristide ad ascoltare ed esaminare cio. poiche temistocle aveva parlato ad aristide del fatto che voleva bruciare il porto dei greci e che cosi infatti gli ateniesi sarebbero stati i piu grandi sovrani su tutti, quest'ultimo ando davanti al popolo e disse che la cosa che temistocle voleva fare era molto vantaggiosa ma ingiusta. avendo ascoltato cio gli ateniesi ordinarono di fermare temistocle. cosi infatti il popolo era amante della giustizia come quell'uomo era sicuro e fedele al suo popolo.
Traduzione di altro utente
Dopo la guerra contro i persiani, poiché temistocle diceva al popolo che aveva in piano un progetto segreto, ma utile e salvico per la città, gli Ateniesi ordinarono che il solo Aristide lo ascoltasse e lo valutasse. Avendo riferito Temistocle ad Aristide che aveva intenzione di incendiare le navi dei Greci, e che così infatti gli Ateniesi sarebbero divenuti grandissimi padroni di tutti, Aristide giungendo davanti al popolo riferì che era assai utile e ingiusta l'azione, che temistocle pensava di compiere. Avendo ascoltato queste cose gli ateniesi ordinarono che temistocle si fermasse. Così infatti il popolo era amante del giusto, così quell'uomo era degno di fiducia per il popolo
Di altro utente ancora
Dopo la guerra contro i Persiani, poiché Temistocle aveva detto al popolo di avere una decisione e un'idea brutta ma conveniente e salutare per la città, gli Ateniesi ordinarono che Aristide solo ascoltasse e decidesse. Poichè Temistocle riferì ad Aristide di voler bruciare il porto dei Greci, perché così sarebbero infatti divenuti grandissimi e padroni di tutto, Aristide, giunto dal popolo, disse che l'impresa che Temistocle pensava di fare era assai inutile e ingiusta. Dopo aver ascoltato queste cose, gli Ateniesi ordinarono di fermare Temistocle. Infatti il popolo era così amante del giusto, mentre così l'uomo era degno di fiducia per il popolo e stabile.
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Il consiglio degli anziani a Sparta VERSIONE DI GRECO di Plutarco
Dal libro Mythos
Πλειονων δε καινοτομουμενων υπο του Λυκουργου Πρωτον ην και μεγιστον η καταστασις των γεροντων, ην φησιν ο Πλατων τη των βασιλεων αρχη φλεγμαινουση μιχθεισαν και γενομενην ισοψηφον εις τα μεγιστα σωτηριαν αμα και σωφροσυνην παρασχειν. Αιωρουμενη γαρ η πολιτεια και αποκλινουσα νυν μεν ως τους βασιλεις επι τυραννιδα, νυν δε ως το πληθος επι δημοκρατιαν, οιον ερμα την των γεροντων αρχην εν μεσω θεμενη και ισορροπησασα την ασφαλεστατην ταξιν εσχε και καταστασιν, αει των οκτω και εικοσι γεροντων τοις μεν βασιλευσι προστιθεμενων οσον αντιβηναι προς δημοκρατιαν, αυθις δε υπερ του μη γενεσθαι τυραννιδα τον δημον αναρρωννυντων.
Traduzione Mythos
Essendo state inventate parecchie leggi da Licurgo, la prima e più grande fu il consiglio degli anziani, quello che Platone dice che associato al potere infiammato dei re e che divenuto uguale di diritto di voto nelle questioni più importanti fornisce salvezza ed insieme prudenza. Oscillando infatti la forma di governo e ora essendo diretta verso i re per la tirannide, ora verso la parte popolare per la democrazia, quale sostegno fu posto il potere degli anziani nel mezzo ed essendo in equilibrio possiede la più affidabile disposizione e costituzione, sempre associati 28 anziani ai re quanto ad opporsi contro la democrazia, d’altra parte ridando forza al popolo per non sorgere la tirannide.
Dall libro Askesis
Inizio: Πλειονων δε καινοτομουμενων υπο του Λυκουργου, ...e la fine: ο δε Σφαιρος εξ αρχης φησι τοσουτους γενεσθαι τους της γνωμηϛ μετασχοντας
Traduzione askesis
La prima e la più rilevante delle riforme introdotte da Licurgo fu l'istituzione della gherousia: che, secondo quanto afferma Platone, unita al potere turbolento dei re e godendo dello stesso valore nelle votazioni sulle questioni più importanti, assicurò stabilità e moderazione. Secondo Aristotele i componenti la gherousia furono ventotto perché dei trenta iniziali sostenitori di Licurgo due si ritirarono per vigliaccheria. Sfero invece sostiene che fin dall'inizio i sostenitori furono ventotto.
Traduzione da mythos
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Pirro e Fabrizio
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
Avendo Fabrizio preso il potere un uomo andò al suo accampamento portandogli una lettera nella quale il medico del re scrisse promettendo che avrebbe ucciso Pirro con dei veleni se fosse stato ricompensato con dei soldi per aver fatto finire la guerra senza pericolo. Fabrizio, arrabbiandosi per l´ingiustizia dell´uomo, inviò una lettera a Pirro, esortandolo a stare attento al complotto. Nella lettera c´era scritto così: "Gaio Fabrizio e Quinto Emilio, eccellenti fra i romani, mandano saluti al re Pirro. Non sembri essere un bravo giudice ne nello scegliere gli amici ne i nemici. Dalla lettera che ci sarà mandata si saprà che combatti contro gli uomini giusti e coraggiosi e hai fiducia in quelli ingiusti e cattivi. Ma noi non denunciamo queste cose per nostro piacere, ma affinché la tua vicenda non ci arrechi discredito e affinché non dia l´impressione che noi facciamo la guerra con l´inganno"
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LA FILOSOFIA è LA MEDICINA DELL'ANIMA
Versione greco Plutarco
Traduzione libro GRECO NUOVA EDIZIONE
περὶ μὲν γὰρ τὴν τοῦ σώματος ἐπιμέλειαν διττὰς εὗρον ἐπιστήμας οἱ ἄνθρωποι, τὴν ἰατρικὴν καὶ τὴν γυμναστικήν, ὧν ἡ μὲν τὴν ὑγίειαν, ἡ δὲ τὴν εὐεξίαν ἐντίθησι. τῶν δὲ τῆς ψυχῆς ἀρρωστημάτων καὶ παθῶν ἡ φιλοσοφία μόνη φάρμακόν ἐστι. διὰ γὰρ ταύτην ἔστι καὶ μετὰ ταύτης γνῶναι τί τὸ καλὸν τί τὸ αἰσχρόν, τί τὸ δίκαιον τί τὸ ἄδικον, τί τὸ συλλήβδην αἱρετόν, τί τὸ φευκτόν· πῶς θεοῖς πῶς γονεῦσι πῶς πρεσβυτέροις πῶς νόμοις πῶς ἀλλοτρίοις πῶς ἄρχουσι πῶς φίλοις πῶς γυναιξὶ πῶς τέκνοις πῶς οἰκέταις χρηστέον ἐστί· ὅτι δεῖ θεοὺς μὲν σέβεσθαι, γονέας δὲ τιμᾶν, πρεσβυτέρους αἰδεῖσθαι, νόμοις πειθαρχεῖν, ἄρχουσιν ὑπείκειν, φίλους ἀγαπᾶν, πρὸς γυναῖκας σωφρονεῖν, τέκνων στερκτικοὺς εἶναι, δούλους μὴ περιυβρίζειν· τὸ δὲ μέγιστον, μήτ’ ἐν ταῖς εὐπραγίαις περιχαρεῖς μήτ’ ἐν ταῖς συμφοραῖς περιλύπους ὑπάρχειν, μήτ’ ἐν ταῖς ἡδοναῖς ἐκλύτους εἶναι μήτ’ ἐν ταῖς ὀργαῖς ἐκπαθεῖς καὶ θηρι(F. )ώ δεις. ἅπερ ἐγὼ πάντων τῶν ἐκ φιλοσοφίας περιγιγνομένων ἀγαθῶν πρεσβύτατα κρίνω.
Per la cura del corpo gli uomini hanno escogitato due scienze, la medicina e la ginnastica, che assicurano rispettivamente la salute e la vigoria. Il solo rimedio alle malattie e alle passioni dell'anima è dato, invece, dalla filosofia. Per essa e con essa è possibile capire in che cosa consistano il bene e il male, il giusto e l'ingiusto, quello che, in breve, si deve ricercare o evitare: come ci si debba comportare con gli Dei, con i genitori, con gli anziani, con le leggi, con le autorità, con i figli, con i servi, e cioè che bisogna venerare gli Dei, onorare i genitori, rispettare gli anziani, obbedire alle leggi, sottostare alle autorità, amare gli amici, essere temperanti con le mogli, affettuosi con i figli, non troppo rigidi con i servi e, quel che più conta, non abbandonarsi ad eccessi di gioia nei momenti felici e non abbattersi troppo in quelli tristi, non essere sfrenati nei piaceri e passionali e bestiali negli stati d'ira. Tra tutti i beni elargiti dalla filosofia questi sono, a mio avviso, i più importanti, perché è da uomo comportarsi nobilmente nella buona fortuna, da persona controllata non suscitare invidie, da saggio vincere con i ragionamenti le lusinghe del piacere, da uomo non comune dominare l'ira.