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Καθορῶν δὲ τὴν φύσιν αὐτοῦ δυσνίκητον μὲν οὖσαν, ἐρίσαντος μὴ βιασθῆναι, ῥᾳδίως δ’ ἀγομένην ὑπὸ λόγου πρὸς τὸ δέον, αὐτός τε πείθειν ἐπειρᾶτο μᾶλλον ἢ προστάττειν, καὶ τοῖς περὶ μουσικὴν καὶ τὰ ἐγκύκλια παιδευταῖς οὐ πάνυ τι πιστεύων τὴν ἐπιστασίαν αὐτοῦ καὶ κατάρτισιν, ὡς μείζονος οὖσαν πραγματείας καὶ κατὰ τὸν Σοφοκλέα πολλῶν χαλινῶν ἔργον οἰάκων θ’ ἅμα, μετεπέμψατο τῶν φιλοσόφων τὸν ἐνδοξότατον καὶ λογιώτατον Ἀριστοτέλην, καλὰ καὶ πρέποντα διδασκάλια τελέσας αὐτῷ. τὴν γὰρ Σταγειριτῶν πόλιν, ἐξ ἧς ἦν Ἀριστοτέλης, ἀνάστατον ὑπ’ αὐτοῦ γεγενημένην συνῴκισε πάλιν, καὶ τοὺς διαφυγόντας ἢ δουλεύοντας τῶν πολιτῶν ἀποκατέστησε. σχολὴν μὲν οὖν αὐτοῖς καὶ διατριβὴν τὸ περὶ Μίεζαν Νυμφαῖον ἀπέδειξεν, ὅπου μέχρι νῦν Ἀριστοτέλους ἕδρας τε λιθίνας καὶ ὑποσκίους περιπάτους δεικνύουσιν.
Rendendosi conto che la sua natura era sì indomita, al punto che, se forzata, non si sarebbe piegata, ma facilmente condotta dalla ragione verso il giusto, egli stesso cercò di persuadere piuttosto che ordinare. E poiché non si fidava granché della supervisione e dell'educazione che i maestri delle arti liberali e delle altre discipline potevano offrirgli, ritenendo (tale compito) un'impresa di maggiore importanza – che, come dice Sofocle, richiede 'molti freni e molti timoni insieme' – mandò a chiamare Aristotele, il più illustre e dotto dei filosofi. A lui offrì generosi e adeguati compensi: infatti ripopolò la città di Stagira, da cui Aristotele proveniva e che egli stesso aveva distrutto, e ristabilì i cittadini che erano scampati o che erano stati ridotti in schiavitù. Designò poi per loro come scuola e luogo di soggiorno il Ninfeo presso Mieza, dove fino ad ora mostrano i sedili di pietra e i passeggi ombreggiati di Aristotele.
(By Vogue)
ANALISI GRAMMATICALE
Verbi:
Καθορῶν: Participio Presente Attivo, nominativo maschile singolare di καθοράω (vedendo, osservando bene).
Paradigma: καθοράω, καθόψομαι, κατεῖδον, καθεώρακα / καθώρᾱκα, καθεώραμαι / καθώρᾱμαι, κατεώρᾱν / κατώφθην.
οὖσαν: Participio Presente Attivo, accusativo femminile singolare di εἰμί (essendo). (Compare due volte)
Paradigma: εἰμί, ἔσομαι, -, -, -, -.
ἐρίσαντος: Participio Aoristo Attivo, genitivo maschile singolare di ἐρίζω (se avesse disputato).
Paradigma: ἐρίζω, ἐρίσω, ἤρισα, -, -, -.
βιασθῆναι: Infinito Aoristo Passivo di βιάζω (essere forzato).
Paradigma: βιάζω, βιάσω, ἐβίασα, -, βεβίασμαι, ἐβιάσθην.
ἀγομένην: Participio Presente Passivo, accusativo femminile singolare di ἄγω (essendo condotta).
Paradigma: ἄγω, ἄξω, ἤγαγον, ἦχα, ἦγμαι, ἤχθην.
πείθειν: Infinito Presente Attivo di πείθω (persuadere).
Paradigma: πείθω, πείσω, ἔπεισα, πέπεικα, πέπεισμαι, ἐπείσθην.
ἐπειρᾶτο: Indicativo Imperfetto Medio/Passivo, 3ª persona singolare di πειράομαι (cercava di).
Paradigma: πειράομαι, πειράσομαι, ἐπειρασάμην, -, πεπείραμαι, ἐπειράθην.
προστάττειν: Infinito Presente Attivo di προστάττω (ordinare).
Paradigma: προστάττω, προστάξω, προσέταξα, προστἐταχα, προστἐταγμαι, προσετάχθην.
πιστεύων: Participio Presente Attivo, nominativo maschile singolare di πιστεύω (fidandosi).
Paradigma: πιστεύω, πιστεύσω, ἐπίστευσα, πεπίστευκα, πεπίστευμαι, ἐπιστεύθην.
τελέσας: Participio Aoristo Attivo, nominativo maschile singolare di τελέω (avendo offerto, compiuto).
Paradigma: τελέω, τελέσω, ἐτέλεσα, τετέλεκα, τετέλεσμαι, ἐτελέσθην.
μετεπέμψατο: Indicativo Aoristo Medio/Passivo, 3ª persona singolare di μεταπέμπομαι (mandò a chiamare).
Paradigma: μεταπέμπομαι, μεταπέμψομαι, μετεπεμψάμην, -, μεταπέπεμμαι, -.
ἦν: Indicativo Imperfetto Attivo, 3ª persona singolare di εἰμί (era).
Paradigma: εἰμί, ἔσομαι, -, -, -, -.
γεγενημένην: Participio Perfetto Medio/Passivo, accusativo femminile singolare di γίγνομαι (essendo divenuta).
Paradigma: γίγνομαι, γενήσομαι, ἐγενόμην, γέγονα, γεγένημαι, -.
ἀνάστατον: Accusativo femminile singolare di ἀνάστατος, ἀνάστατος, ἀνάστατον (distrutta).
συνῴκισε: Indicativo Aoristo Attivo, 3ª persona singolare di συνοικίζω (rifondò, ripopolò).
Paradigma: συνοικίζω, συνοικίσω, συνῴκισα, -, συνῴκισμαι, συνῳκίσθην.
διαφυγόντας: Participio Aoristo Attivo, accusativo maschile plurale di διαφεύγω (che erano scampati).
Paradigma: διαφεύγω, διαφεύξομαι / διαφευξοῦμαι, διέφυγον, διαπέφευγα, -, -.
δουλεύοντας: Participio Presente Attivo, accusativo maschile plurale di δουλεύω (o che erano schiavi).
Paradigma: δουλεύω, δουλεύσω, ἐδούλευσα, δεδούλευκα, -, -.
ἀποκατέστησε: Indicativo Aoristo Attivo, 3ª persona singolare di ἀποκαθίστημι (ristabilì).
Paradigma: ἀποκαθίστημι, ἀποκαταστήσω, ἀποκατέστησα (trans. ) / ἀποκατέστην (intrans. ), ἀποκατέστηκα, ἀποκατέσταμαι, ἀποκατεστάθην.
ἀπέδειξεν: Indicativo Aoristo Attivo, 3ª persona singolare di ἀποδείκνυμι (designò).
Paradigma: ἀποδείκνυμι, ἀποδείξω, ἀπέδειξα, ἀποδέδειχα, ἀποδέδειγμαι, ἀπεδείχθην.
δεικνύουσιν: Indicativo Presente Attivo, 3ª persona plurale di δείκνυμι (mostrano).
Paradigma: δείκνυμι, δείξω, ἔδειξα, δέδειχα, δέδειγμαι, ἐδείχθην.
Nomi:
φύσιν: Accusativo femminile singolare. Nom: φύσις, Gen: φύσεως (la natura).
λόγου: Genitivo maschile singolare. Nom: λόγος, Gen: λόγου (dalla ragione).
δέον: Accusativo neutro singolare. Nom: δέον, Gen: δέοντος (ciò che è necessario/opportuno).
μουσικὴν: Accusativo femminile singolare. Nom: μουσική, Gen: μουσικῆς (la musica, la cultura).
ἐγκύκλια: Accusativo neutro plurale. Nom: ἐγκύκλιος, Gen: ἐγκυκλίου (le arti liberali).
παιδευταῖς: Dativo maschile plurale. Nom: παιδευτής, Gen: παιδευτοῦ (agli educatori).
ἐπιστασίαν: Accusativo femminile singolare. Nom: ἐπιστασία, Gen: ἐπιστασίας (la supervisione).
κατάρτισιν: Accusativo femminile singolare. Nom: κατάρτισις, Gen: καταρτίσεως (e l'educazione).
πραγματείας: Genitivo femminile singolare. Nom: πραγματεία, Gen: πραγματείας (di impresa, di compito).
Σοφοκλέα: Accusativo maschile singolare. Nom: Σοφοκλῆς, Gen: Σοφοκλέους (Sofocle).
χαλινῶν: Genitivo maschile plurale. Nom: χαλινός, Gen: χαλινοῦ (di freni).
οἰάκων: Genitivo maschile plurale. Nom: οἴαξ, Gen: οἴακος (e di timoni).
φιλοσόφων: Genitivo maschile plurale. Nom: φιλόσοφος, Gen: φιλοσόφου (dei filosofi).
Ἀριστοτέλην: Accusativo maschile singolare. Nom: Ἀριστοτέλης, Gen: Ἀριστοτέλους (Aristotele). (Compare tre volte)
διδασκάλια: Accusativo neutro plurale. Nom: διδασκάλιον, Gen: διδασκαλίου (compensi, onorari).
Σταγειριτῶν: Genitivo maschile plurale. Nom: Σταγειρίτης, Gen: Σταγειρίτου (degli Stagirensi).
πόλιν: Accusativo femminile singolare. Nom: πόλις, Gen: πόλεως (la città).
πολιτῶν: Genitivo maschile plurale. Nom: πολίτης, Gen: πολίτου (dei cittadini).
σχολὴν: Accusativo femminile singolare. Nom: σχολή, Gen: σχολῆς (una scuola, un luogo di studio).
διατριβὴν: Accusativo femminile singolare. Nom: διατριβή, Gen: διατριβῆς (e un luogo di soggiorno).
Μίεζαν: Accusativo femminile singolare (Mieza).
Νυμφαῖον: Accusativo neutro singolare. Nom: Νυμφαῖον, Gen: Νυμφαίου (Ninfeo).
ἕδρας: Accusativo femminile plurale. Nom: ἕδρα, Gen: ἕδρας (sedili).
περιπάτους: Accusativo maschile plurale. Nom: περίπατος, Gen: περιπάτου (e passeggiate).
Aggettivi:
δυσνίκητον: Accusativo femminile singolare. Nom: δυσνίκητος, δυσνίκητος, δυσνίκητον (difficile da vincere).
ῥᾳδίως: Avverbio (facilmente).
μᾶλλον: Avverbio comparativo (piuttosto).
ἐγκύκλια: Accusativo neutro plurale (liberali).
πάνυ τι: Locuzione avverbiale (per nulla).
μείζονος: Genitivo femminile singolare. Nom: μέγας, μεγάλη, μέγα (maggiore).
πολλῶν: Genitivo maschile plurale. Nom: πολύς, πολλή, πολύ (di molti).
ἐνδοξότατον: Accusativo maschile singolare. Nom: ἔνδοξος, ἔνδοξος, ἔνδοξον (il più illustre).
λογιώτατον: Accusativo maschile singolare. Nom: λόγιος, λογία, λόγιον (il più colto/eloquente).
καλὰ: Accusativo neutro plurale. Nom: καλός, καλή, καλόν (belli, generosi).
πρέποντα: Participio Presente Attivo, accusativo neutro plurale di πρέπω (convenienti).
Paradigma: πρέπω, πρέψω, ἔπρεψα, -, -, -.
διδασκάλια: Accusativo neutro plurale.
ἀνάστατον: Accusativo femminile singolare (distrutta).
μέχρι νῦν: Locuzione avverbiale (fino ad ora).
λιθίνας: Accusativo femminile plurale. Nom: λίθινος, λιθίνη, λίθινον (di pietra).
ὑποσκίους: Accusativo maschile plurale. Nom: ὑπόσκιος, ὑπόσκιος, ὑπόσκιον (ombreggiati).
Pronomi, Articoli e Congiunzioni:
δὲ: Congiunzione δέ (e, ma). (Compare sei volte)
αὐτοῦ: Pronome personale, genitivo maschile singolare (di lui). (Compare quattro volte)
μὲν οὖσαν: Particella μέν participio οὖσαν (da una parte essendo).
μὴ: Avverbio di negazione (non).
ῥᾳδίως: Avverbio (facilmente).
ὑπὸ λόγου: Preposizione ὑπό genitivo (sotto la guida della ragione).
πρὸς τὸ: Preposizione πρός accusativo (verso).
αὐτός τε: Pronome enfatico congiunzione τε (egli stesso e).
μᾶλλον ἢ: Congiunzione correlativa (piuttosto che).
καὶ: Congiunzione copulativa (e, anche). (Compare otto volte)
τοῖς περὶ: Articolo dativo maschile plurale preposizione περί (a coloro che si occupano di).
τι: Pronome indefinito (qualcosa).
ὡς: Congiunzione (come, poiché).
κατὰ τὸν: Preposizione κατά accusativo (secondo).
ἔργον: Sostantivo.
θ’ ἅμα: Congiunzione τε avverbio ἅμα (e insieme).
τῶν: Articolo determinativo, genitivo maschile plurale. (Compare due volte)
τὸν: Articolo determinativo, accusativo maschile singolare. (Compare due volte)
αὐτῷ: Pronome personale, dativo maschile singolare (a lui).
τὴν γὰρ: Articolo congiunzione γάρ (infatti la).
ἐξ ἧς: Preposizione ἐκ pronome relativo, genitivo femminile singolare (dalla quale).
ὑπ’ αὐτοῦ: Preposizione ὑπό genitivo (da lui).
πάλιν: Avverbio (di nuovo).
τοὺς: Articolo determinativo, accusativo maschile plurale. (Compare due volte)
ἢ: Congiunzione disgiuntiva (o).
μὲν οὖν: Particelle (dunque).
αὐτοῖς: Pronome personale, dativo maschile plurale (a loro).
τὸ περὶ: Articolo neutro singolare preposizione περί (quello presso).
ὅπου: Congiunzione (dove).
τε... καὶ...: Congiunzione correlativa (sia... sia...).
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morte di Cicerone versione greco Plutarco
Ἐν τούτῳ δ’ οἱ σφαγεῖς ἐπῆλθον, ἑκατοντάρχης Ἑρέννιος καὶ Ποπίλλιος χιλίαρχος, ᾧ πατροκτονίας ποτὲ δίκην φεύγοντι συνεῖπεν ὁ Κικέρων, ἔχοντες ὑπηρέτας. ἐπεὶ δὲ τὰς θύρας κεκλεισμένας εὑρόντες ἐξέκοψαν, οὐ φαινομένου τοῦ Κικέρωνος οὐδὲ τῶν ἔνδον εἰδέναι φασκόντων, λέγεται νεανίσκον τινά, τεθραμμένον μὲν ὑπὸ τοῦ Κικέρωνος ἐν γράμμασιν ἐλευθερίοις καὶ μαθήμασιν, ἀπελεύθερον δὲ Κοΐντου τοῦ ἀδελφοῦ, Φιλόλογον τοὔνομα, φράσαι τῷ χιλιάρχῳ τὸ φορεῖον κομιζόμενον διὰ τῶν καταφύτων καὶ συσκίων περιπάτων ἐπὶ τὴν θάλασσαν. ὁ μὲν οὖν χιλίαρχος ὀλίγους ἀναλαβὼν μεθ’ ἑαυτοῦ περιέθει πρὸς τὴν ἔξοδον, τοῦ δ’ Ἑρεννίου δρόμῳ φερομένου διὰ τῶν περιπάτων ὁ Κικέρων ᾔσθετο, καὶ τοὺς οἰκέτας ἐκέλευσεν ἐνταῦθα καταθέσθαι τὸ φορεῖον. αὐτὸς δ’ ὥσπερ εἰώθει τῇ ἀριστερᾷ χειρὶ τῶν γενείων ἁπτόμενος, ἀτενὲς <ἐν>εώρα τοῖς σφαγεῦσιν, αὐχμοῦ καὶ κόμης ἀνάπλεως καὶ συντετηκὼς ὑπὸ φροντίδων τὸ πρόσωπον, ὥστε τοὺς πλείστους ἐγκαλύψασθαι τοῦ Ἑρεννίου σφάζοντος αὐτόν. ἐσφάγη δὲ τὸν τράχηλον ἐκ τοῦ φορείου προτείνας, ἔτος ἐκεῖνο γεγονὼς ἑξηκοστὸν καὶ τέταρτον τὴν δὲ κεφαλὴν ἀπέκοψαν αὐτοῦ καὶ τὰς χεῖρας, Ἀντωνίου κελεύσαντος, αἷς τοὺς Φιλιππικοὺς ἔγραψεν. αὐτός τε γὰρ ὁ Κικέρων τοὺς κατ’ Ἀντωνίου λόγους Φιλιππικοὺς ἐπέγραψε, καὶ μέχρι νῦν Φιλιππικοὶ καλοῦνται.
Nello stesso tempo arrivarono i sicari, il centurione Erennio e il tribuno militare Popillo, che eludendo un tempo la pena di parricidio, Cicerone difese, con loro un manipolo di soldati. Dopo che, trovate le porte chiuse, le abbatterono, non mostrandosi Cicerone e dicendo a quelli che erano in casa di non sapere (dove Cicerone fosse) si dice che un giovane discepolo di Cicerone, liberto del fratello Quinto, di nome Filologo, indicò al tribuno la lettiga che veniva portata attraverso i viali alberati e ombrosi verso il mare. E quello, presi con se pochi uomini corse verso l'uscita. Mentre Erennio correva per i viali, Cicerone se ne accorse e ordinò ai servi di mettere a terra la lettiga. Quello come era solito, toccando con la mano sinistra il mento guardava fisso ai sicari pieno di sporcizia e di cappelli e tendendo il volto per i pensieri a tal punto che i più si nascondevano (il volto) mentre Erennio lo uccideva. Avendo sporto il colo dalla portantina fu ucciso. Tagliò la testa di lui e le mani, per ordine di Antonio, con le quali scrisse l Filippiche. Così dunque Cicerone intitolò Filippiche i discorsi contro Antonio e fino ad oggi i libri si chiamano Filippiche.
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L'incontro tra Cleopatra ed Antonio
versione di greco di Plutarco
Ἧκε δὲ καὶ αὐτὸς ἡμέρας ὀλίγας διαλιπὼν ἐντευξόμενος αὐτῇ καὶ παρηγορήσων. ἡ δ' ἔτυχε μὲν ἐν στιβάδι κατακειμένη ταπεινῶς, εἰσιόντι δ' αὐτῷ μονοχίτων ἀναπηδήσασα προσπίπτει, δεινῶς μὲν ἐξηγριωμένη κεφαλὴν καὶ πρόσωπον, ὑπότρομος δὲ τῇ φωνῇ καὶ συντετηκυῖα ταῖς ὄψεσιν. ἦν δὲ πολλὰ καὶ τῆς περὶ τὸ στέρνον αἰκίας καταφανῆ, καὶ ὅλως οὐθὲν ἐδόκει τὸ σῶμα τῆς ψυχῆς ἔχειν βέλτιον. ἡ μέντοι χάρις ἐκείνη καὶ τὸ τῆς ὥρας ἰταμὸν οὐ κατέσβεστο παντάπασιν, ἀλλὰ καίπερ οὕτως διακειμένης ἔνδοθέν ποθεν ἐξέλαμπε καὶ συνεπεφαίνετο τοῖς κινήμασι τοῦ προσώπου
κελεύσαντος δὲ τοῦ Καίσαρος αὐτὴν κατακλιθῆναι καὶ πλησίον αὐτῆς καθίσαντος, ἥψατο μέν τινος δικαιολογίας, εἰς ἀνάγκην καὶ φόβον Ἀντωνίου τὰ πεπραγμένα τρεπούσης· ἐνισταμένου δὲ πρὸς ἕκαστον αὐτῇ τοῦ Καίσαρος, ἐξελεγχομένη ταχὺ πρὸς οἶκτον μεθηρμόσατο καὶ δέησιν, ὡς δή τις ἂν μάλιστα
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Il suicidio di Demostene nel santuario di Poseidone a Calauria
versione di greco di Plutarco
la versione inizia cosi : τον δε Δημοσθενην πυθομενος ικετην
e finisce così : ειτα συγκαλυψαμενος απεκλινε την κεφαλήν
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Saggezza e gloria di Alessandro
versione di greco di Plutarco
inizia: Ἔτι δ' οντοϛ Ἀλεξάνδρου παιδὸϛ ἡ τε σωφροσύνη διεφαίυετο τῷ ...
e finisce: , ἦv γὰρ ποδώϰηϛ ·.