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τοιαῦτα τοῦ Νικίου λέγοντος ἔπαθε μέν τι καὶ πρὸς τὴν ὄψιν αὐτοῦ καὶ πρὸς τοὺς λόγους ὁ Γύλιππος· ᾔδει γὰρ τοὺς Λακεδαιμονίους εὖ πεπονθότας ὑπ' αὐτοῦ περὶ τὰς γενομένας διαλύσεις· μέγα δ' ἡγεῖτο πρὸς δόξαν εἰ ζῶντας ἀπαγάγοι τοὺς ἀντιστρατήγους. διὸ τόν τε Νικίαν ἀναλαβὼν ἐθάῤῥυνε καὶ τοὺς ἄλλους ζωγρεῖν παρήγγειλε. βραδέως δὲ τοῦ παραγγέλματος διϊκνουμένου πολλῷ τῶν φονευθέντων ἐλάττονες οἱ διασωθέντες ἐγένοντο· καίτοι πολλοὶ διεκλάπησαν ὑπὸ τῶν στρατιωτῶν. τοὺς δὲ φανερῶς ἑαλωκότας ἀθροίσαντες τὰ μὲν κάλλιστα καὶ μέγιστα δένδρα τῶν περὶ τὸν ποταμὸν ἀνέδησαν αἰχμαλώτοις πανοπλίαις, ἐστεφανωμένοι δὲ αὐτοὶ καὶ κοσμήσαντες τοὺς ἵππους διαπρεπῶς, κείραντες δὲ τοὺς τῶν πολεμίων εἰσήλαυνον εἰς τὴν πόλιν, ἀγῶνα λαμπρότατον ὧν Ἕλληνες πρὸς Ἕλληνας ἠγωνίσαντο καὶ νίκην τελεωτάτην κράτει πλείστῳ καὶ ῥώμῃ μεγίστῃ προθυμίας καὶ ἀρετῆς κατωρθωκότες.
Mentre Nicia parlava in questo modo, Gilippo fu colpito sia dal suo aspetto che dalle sue parole. Sapeva infatti che i Lacedemoni avevano ricevuto molti benefici da lui in occasione dei precedenti trattati di pace. Inoltre, considerava un grande successo per la sua fama riportare vivi i generali nemici. Perciò, incoraggiò Nicia e ordinò ai soldati di catturare vivi anche gli altri. Tuttavia, poiché l'ordine non fu trasmesso con rapidità, il numero dei sopravvissuti fu molto inferiore a quello dei caduti. Eppure, molti furono salvati di nascosto dai soldati. I prigionieri catturati apertamente furono radunati e le loro armature complete furono appese ai più bei e grandi alberi che crescevano lungo il fiume. I soldati stessi, con corone di fiori e cavalli riccamente bardati, dopo aver rasato il capo ai nemici, entrarono in città. Fu una vittoria splendida, la più gloriosa che i Greci avessero mai ottenuto contro altri Greci, una vittoria completa, ottenuta con la massima forza e con il più grande slancio di coraggio e di valore.
(Starinthesky)
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Polemiche dopo la vittoria
I siracusani e gli alleati riunitosi in assemblea el'oratore Euclite propose che davanti tutto il giorno in cui Nicia era stato fatto prigioniero fosse dichiarato sacro, vi si facessero sacrifici e si fosse esonerati dal lavoro; la festa prendesse nome di Asinaria dal fiume. Il giorno è il ventisei del mese Carneo, che gli ateniesi chiamano Metagitnione. Fu proposto anche che i servi degli ateniesi e tutti gli altri fossero venduti come schiavi, e invece gi ateniesi e i loro alleati di Sicilia fossero gettati nelle Latomie e qui custoditi, tranni i capi, che dovevano essere uccisi. I siracusani accettarono queste proposte e quando Ermocrate disse che più che vincere era importante usare bene la vittoria. lo fischiarono rumorosamente, a Gilippo poi che chiedeva di portare vivi i capi ateniesi a Sparta, così ormai insuperbiti dal successo, rivolsero male parole, tanto più che durante la guerra non avevano tollerato di buon grado la sua rudezza e il tono spartano del suo comando
ἐκκλησίας δὲ πανδήμου Συρακουσίων καὶ τῶν συμμάχων γενομένης, Εὐρυκλῆς ὁ δημαγωγὸς ἔγραψε πρῶτον μὲν τὴν ἡμέραν ἐν ᾗ τὸν Νικίαν ἔλαβον, ἱερὰν ἔχειν, θύοντας καὶ σχολάζοντας ἔργων, Ἀσιναρίαν τὴν ἑορτὴν ἀπὸ τοῦ ποταμοῦ καλοῦντας· ἡμέρα δ' ἦν τετρὰς φθίνοντος τοῦ Καρνείου μηνός, ὃν Ἀθηναῖοι Μεταγειτνιῶνα προσαγορεύουσι· τῶν δ' Ἀθηναίων τοὺς μὲν οἰκέτας ἀποδόσθαι καὶ τοὺς ἄλλους συμμάχους, αὐτοὺς δὲ καὶ τοὺς ἀπὸ Σικελίας φρουρεῖν ἐμβαλόντας εἰς τὰς λατομίας, πλὴν τῶν στρατηγῶν, ἐκείνους δὲ ἀποκτεῖναι. ταῦτα προσδεχομένων τῶν Συρακουσίων, Ἑρμοκράτης μὲν εἰπὼν ὅτι τοῦ νικᾶν κρεῖττόν ἐστι τὸ καλῶς χρῆσθαι τῇ νίκῃ, οὐ μετρίως ἐθορυβήθη, Γύλιππον δὲ τοὺς στρατηγοὺς τῶν Ἀθηναίων ἐξαιτούμενον ζῶντας ἀγαγεῖν Λακεδαιμονίοις ὑβρίζοντες· ἤδη τοῖς εὐτυχήμασιν οἱ Συρακούσιοι κακῶς ἔλεγον, ἄλλως τε καὶ παρὰ τὸν πόλεμον αὐτοῦ τὴν τραχύτητα καὶ τὸ Λακωνικὸν τῆς ἐπιστασίας οὐ ῥᾳδίως ἐνηνοχότες
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Timeo afferma che Demostene e Nicia non morirono per ordine dei Siracusani, come scrissero Filisto e Tucidide, ma che, quando l'assemblea era ancora in corso, Ermocrate inviò un messaggio e, grazie al permesso di una delle guardie, essi si diedero la morte; i loro corpi, tuttavia, furono gettati davanti alle porte e giacquero lì, visibili a chi desiderava quello spettacolo. Vengo a sapere che ancora oggi a Siracusa si mostra presso un tempio uno scudo che si dice sia di Nicia, assemblato per mezzo di tessitura con oro e porpora ben mescolati tra loro.
(by Vogue)
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Ως ουν η πολις ομαλη και εγενετο κομιδη, ο Περικλης περιηνεγκεν εις εαυτον τας Αθηνας και τα των Αθηναιων πραγματα ..... μειζονα την ουσιαν ουκ εποιησεν ης ο πατηρ αυτω κατελιπεν.
Quando dunque la città divenne concorde del tutto, Pericle concentrò nel proprio potere Atene e la condizione politica degli Ateniesi, cioè le entrate, gli eserciti, la flotta di triremi, le isole, il mare, la potenza e l’egemonia rinforzata da amicizie di re e alleanze di gente potente ...... (segue clicca sotto)
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Ἀναβαινόντων δὲ τῶν ἔργων ὑπερηφάνων μὲν μεγέθει, μορφῇ δ' ἀμιμήτων καὶ χάριτι, τῶν δημιουργῶν ἁμιλλωμένων ὑπερβάλλεσθαι τὴν δημιουργίαν τῇ καλλιτεχνίᾳ, μάλιστα θαυμάσιον ἦν τὸ τάχος. Ὅθεν καὶ μᾶλλον θαυμάζεται τὰ Περικλέους ἔργα πρὸς πολὺν χρόνον ἐν ὀλίγῳ γενόμενα. ἕκαστον γαρ των εργων μέχρι νῦν πρόσφατόν ἐστι καὶ νεουργόν, ωσπερ των εργων εκοντων αειθαλες πενυμα και ψυχην αγηρω. πάντων ἐπίσκοπος ἦν Φειδίας, καίτοι μεγάλους ἀρχιτέκτονας καὶ τεχνίτας ἐχόντων τῶν ἔργων. Τον μεν γαρ Παρθενῶνα Καλλικράτης εἰργάζετο καὶ Ἰκτῖνος, τὸ δ' ἐν Ἐλευσῖνι τελεστήριον ἤρξατο μὲν Κόροιβος οἰκοδομεῖν, καὶ ἀποθανόντος δὲ τούτου Μεταγένης ὁ Ξυπέτιος τὸ διάζωμα επωκοδομησεν.
Cresciute le opere mirabili per grandezza, inimitabili per grazia e bellezza anche gli artisti rivaleggiavano nell'esaltare con la perfezione tecnica, il loro lavoro: ma più che tutto era stupefacente la velocità. Perciò maggiormente meraviglia l'opera di Pericle fatte in breve tempo per durare a lungo. Ciascuna infatti delle opere è fino ad oggi fresca e nuova come se queste opere avessero un un soffio sempre giovane e un'anima che non invecchia. Di tutte il capo era Fidia, anche se i lavori erano diretti da grandi architetti e artisti. Il Partenone fu opera di Callicrate e di Ictino, il Telesterio di Eleusi fu iniziato da Corebo che collocò le colonne sullo stilobate e le unì con l'architrave e quando egli morì Metagene di Xipeto costruì il fregio
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