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Qui se committit homini tutandum improbo, auxilia dum requirit, exitium invenit. Columbae saepe cum fugissent milvum, et celeritate pinnae vitassent necem, consilium raptor vertit ad fallaciam, et genus inerme tali decepit dolo: 'Quare sollicitum potius aevum ducitis quam regem me creatis icto foedere, qui vos ab omni tutas praestem iniuria?' Illae credentes tradunt sese milvo. Qui regnum adeptus coepit vesci singulas, et exercere imperium saevis unguibus. Tunc de reliquis una 'Merito plectimu
Chi affida se stesso da proteggere ad un uomo malvagio, mentre cerca aiuto, trova morte. Avendo spesso le colombe fuggito il nibbio, e con la velocità delle penne avendo evitata la morte, il rapinatore volse il consiglio ad inganno, e con tale frode ingannò lo stormo inerme. "Perché fate una vita inquieta invece di eleggermi re, stabilito un patto, io che vi terri sicure da ogni oltraggio?" Esse fidandosi si consegnano al nibbio. Ma egli ottenuto il regno cominciò a mangiarle una per una, ed esercitare il potere coi crudeli artigli. Allora una delle rimanenti: "Meritatamente siamo colpite"
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Cervus, venatores fugiens, caeco timore perterritus, ad proximam villam contendit, oppurtune in bubili se condidit et a bobus auxilium petivit. Huic boves dixerunt: "Quidnam quaeris, infelix? Cui te committis? Ultro ad necem curris, si in hominis tectum intras. Nescisse hominem omnium animalium dominum esse?". Vos, amici, me adiuvate - inquit cervus -; nemo me videbit; fugiam ubi primum potero". Paulo post (poco dopo) bubulcus quidam frondes in bubile infert sed nihil videt. Eunt redeuntque omnes servi nec quisquam animadvertit cervum; venit etiam vilicus nec qicquam sentit. Tum cervus contentus gratias agit bobus, quia quieti fuerant. Respondet unus: "Si salvs fueris, laeti erimus; sed quis hoc dicere potest, antequam venerit (cong. perfetto) ille, qui centum (cento) oculos habet?". Post cenam dominus ipse in bubile venit, accedit ad presepe et, ubique inquirens, alta cervi cornua videt eumque occidit. Quid haec fabella significat? Nemo plus quam dominus videt
Traduzione
Un cervo, fuggendo dai cacciatori, terrorizzato da un cieco timore, si affrettò verso una fattoria vicina, si nascose opportunamente in una stalla e chiese aiuto ai buoi. I buoi dissero a questo: “Che cosa mai chiedi, infelice? A chi ti affidi? Tu corri spontaneamente verso la morte, se entri nella casa dell’uomo. Ignori che l’uomo è il padrone di tutti gli animali?”. “Voi, amici, aiutatemi – disse il cervo – nessuno mi vedrà, fuggirò appena potrò”. Poco dopo un bovaro getta del fieno nella stalla ma non vede nulla. Vanno e vengono tutti i servi ma nessuno bada al cervo; arriva anche il fattore ma non sente nulla. Allora il cervo felice ringrazia i buoi, poiché erano stati tranquilli. Risponde uno: “Se sarai salvo, saremo felici, ma chi può dire ciò, prima che sia arrivato quello, che ha cento occhi?”. Dopo cena il padrone stesso arriva nella stalla, si avvicina alla mangiatoia e, osservando in ogni luogo, vede le alte corna del cervo e lo uccide. Cosa significa questa favola? Nessuno vede più che il padrone.
ALTRO TENTATIVO DI TRADUZIONE
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Duo cum incidissent in latronem milites, unus profugit, alter autem restitit et vindicavit sese forti dextera. Latrone excusso timidus accurrit comes stringitque gladium, dein reiecta paenula"Cedo" inquit "illum; iam curabo sentiat quos attemptarit. " Tunc qui depugnaverat: "Vellem istis verbis saltem adiuvisses modo; constantior fuissem vera existimans. Nunc conde ferrum et linguam pariter futilem. Ut possis alios ignorantes fallere, ego, qui sum expertus quantis fugias viribus, scio quam virtuti non sit credendum tuae. " Illi adsignari debet haec narratio, qui re secunda fortis est, dubia fugax.
Due soldati imbattutisi in un bandito, uno fuggì, l'altro però si fermò e si vendicò con la sua forte destra. Abbattuto il bandito, il compagno accorre timido stringe la spada, poi gettata dietro la mantellina: "Dallo qua, disse; ormai baderò che capisca chi abbia attentato. " Allora chi aveva lottato: "Avrei voluto che avessi aiutato almeno con codeste parole; sarei stato più sicuro pensandole vere. Ora nascondi il ferro e la lingua similmente futile. Che tu possa ingannare altri che non sanno, io, che ho sperimentato con qunte grando forze tu fugga,
so quanto non sia da credere al tuo valore. " Questo racconto deve essere asseganto a colui,
che è forte in una cosa favorevole, nella dubbia fuggitivo
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Sibi non cavere et aliis consilium dare stultum esse paucis ostendamus versibus. Oppressum ab aquila et fletus edentem graves leporem obiurgabat passer: “Ubi pernicitas nota” inquit “illa est? Quid ita cessarunt pedes?”. Dum loquitur, ipsum accipiter necopinum rapit questuque vano clamitantem interficit. Lepus semanimus: “Mortis en solacium! Qui modo securus nostra irridebas mala, simili querela fata deploras tua”.
Traduzione
Dimostriamo con pochi versi che è sciocco non provvedere a sé stessi e dare aiuto agli altri. Un passero rimproverava una lepre sorpresa da un’aquila e che emetteva gravi lamenti: “Dove è quella famosa agilità? Perché le tue zampe se ne stanno così inerti?”. Mentre parla uno sparviero lo rapisce mentre non se lo aspetta e lo uccide mentre urla con vano lamento. La lepre moribonda dice: “Ah sollievo della morte! Tu che poco fa prendevi in giro senza timore le mie sventure, ora deplori i tuoi destini con un lamento simile al mio. ”
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Duo cum incidissent in latronem milites, unus profugit, alter autem restitit et vindicavit sese forti dextera. Latrone excusso timidus accurrit comes stringitque gladium, dein reiecta paenula"Cedo" inquit "illum; iam curabo sentiat quos attemptarit. " Tunc qui depugnaverat: "Vellem istis verbis saltem adiuvisses modo; constantior fuissem vera existimans. Nunc conde ferrum et linguam pariter futilem. Ut possis alios ignorantes fallere, ego, qui sum expertus quantis fugias viribus, scio quam virtuti non sit credendum tuae. " Illi adsignari debet haec narratio, qui re secunda fortis est, dubia fugax.
Due soldati imbattutisi in un bandito, uno fuggì, l'altro però si fermò e si vendicò con la sua forte destra. Abbattuto il bandito, il compagno accorre timido stringe la spada, poi gettata dietro la mantellina: "Dallo qua, disse; ormai baderò che capisca chi abbia attentato. " Allora chi aveva lottato: "Avrei voluto che avessi aiutato almeno con codeste parole; sarei stato più sicuro pensandole vere. Ora nascondi il ferro e la lingua similmente futile. Che tu possa ingannare altri che non sanno, io, che ho sperimentato con qunte grando forze tu fugga,
so quanto non sia da credere al tuo valore. " Questo racconto deve essere asseganto a colui,
che è forte in una cosa favorevole, nella dubbia fuggitivo