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Dum in eodem ramo considunt, passer hirundini sic dicebat: «Tu, rapida avis, longa itinera facis, quia hiemes et frigora, ut ego, non toleras. Quam infirmum corpus tuum est! Quam miseram vitam degis!» Respondit tum hirundo: «Cum nix copiosa prata agrosque operit, tu tremulus, sub tectorum tegimine pipias et tuis pullis cibum frustra exquiris: commoda igitur tua vita non est! Serva tibi querellas, stulte!» Stultus est homo qui aliis exprobrat quod sibi adscribere debet
Allora nello stesso ramo siedono insieme un passero alla rondine così diceva "Tu voli veloce, compi grandi viaggi, perché il caldo e il freddo, come me, non tolleri. Che corpo malato è il tuo! quale misera vita tu conduci!" Allora risponde la rondine "quando la neve ricopre abbondante i prati e i campi, tu tremolante sotto il riparo dei tetti pigoli e cerchi di ottenere cibo per i tuoi piccoli: dunque la tua vita non è comoda! Riserva per te le lamentele, stolta! E' stolto l'uomo che agli altri rimprovera ciò che deve ascrivere a se stesso.
ANALISI GRAMMATICALE
VERBI
considunt
indicativo presente terza persona plurale (consido)
Paradigma: consido, considis, consedi, consessum, considere – verbo intransitivo III coniugazione
dicebat
indicativo imperfetto terza persona singolare (dico)
Paradigma: dico, dicis, dixi, dictum, dicĕre – verbo transitivo III coniugazione
facis
indicativo presente seconda persona singolare (facio)
Paradigma: facio, facis, feci, factum, facĕre – verbo transitivo III coniugazione
toleras
indicativo presente seconda persona singolare (tolero)
Paradigma: tolero, toleras, toleravi, toleratum, tolerāre – verbo transitivo I coniugazione
est
indicativo presente terza persona singolare (sum)
Paradigma: sum, es, fui, –, esse – verbo irregolare
degis
indicativo presente seconda persona singolare (dego)
Paradigma: dego, degis, degi, –, degĕre – verbo transitivo III coniugazione
respondebat
indicativo imperfetto terza persona singolare (respondeo)
Paradigma: respondeo, respondes, respondi, responsum, respondēre – verbo transitivo II coniugazione
operit
indicativo presente terza persona singolare (opero)
Paradigma: opero, operis, operui, opertum, operīre – verbo transitivo IV coniugazione
pipias
congiuntivo presente seconda persona singolare (pipio)
Paradigma: pipio, pipias, pipiavi, pipiatum, pipiāre – verbo intransitivo I coniugazione
exquiris
indicativo presente seconda persona singolare (exquiro)
Paradigma: exquiro, exquiris, exquisivi, exquisitum, exquirĕre – verbo transitivo III coniugazione
est
indicativo presente terza persona singolare (sum)
Paradigma: sum, es, fui, –, esse – verbo irregolare
serva
imperativo presente seconda persona singolare (servo)
Paradigma: servo, servas, servavi, servatum, servāre – verbo transitivo I coniugazione
exprobrat
indicativo presente terza persona singolare (exprobro)
Paradigma: exprobro, exprobras, exprobravi, exprobratum, exprobrāre – verbo transitivo I coniugazione
adscribere
infinito presente attivo (adscribo)
Paradigma: adscribo, adscribis, adscripsi, adscriptum, adscribĕre – verbo transitivo III coniugazione
SOSTANTIVI
ramo
ablativo maschile singolare (ramus sostantivo maschile II declinazione – ramus, rami)
passer
nominativo maschile singolare (passer sostantivo maschile III declinazione – passer, passeris)
hirundini
dativo femminile singolare (hirundo sostantivo femminile III declinazione – hirundo, hirundinis)
hiemes
accusativo femminile plurale (hiems sostantivo femminile III declinazione – hiems, hiemis)
frigora
accusativo neutro plurale (frigus sostantivo neutro III declinazione – frigus, frigoris)
corpus
nominativo neutro singolare (corpus sostantivo neutro III declinazione – corpus, corporis)
vitam
accusativo femminile singolare (vita sostantivo femminile I declinazione – vita, vitae)
nix
nominativo femminile singolare (nix sostantivo femminile III declinazione – nix, nivis)
prata
accusativo neutro plurale (pratum sostantivo neutro II declinazione – pratum, prati)
agros
accusativo maschile plurale (ager sostantivo maschile II declinazione – ager, agri)
tegimine
ablativo neutro singolare (tegimen sostantivo neutro III declinazione – tegimen, tegiminis)
pullis
ablativo maschile plurale (pullus sostantivo maschile II declinazione – pullus, pulli)
cibum
accusativo maschile singolare (cibus sostantivo maschile II declinazione – cibus, cibi)
vita
nominativo femminile singolare (vita sostantivo femminile I declinazione – vita, vitae)
querellas
accusativo femminile plurale (querella sostantivo femminile I declinazione – querella, querellae)
homo
nominativo maschile singolare (homo sostantivo maschile III declinazione – homo, hominis)
AGGETTIVI
eodem
idem, eadem, idem – aggettivo/pronome dimostrativo (ablativo maschile singolare)
rapida
rapidus, rapida, rapidum – aggettivo I classe
longa
longus, longa, longum – aggettivo I classe
infirmum
infirmus, infirma, infirmum – aggettivo I classe
miseram
miser, misera, miserum – aggettivo I classe
tua
tuus, tua, tuum – aggettivo possessivo I classe
stulte
stultus, stulta, stultum – aggettivo I classe (qui in forma vocativa maschile singolare)
stultus
stultus, stulta, stultum – aggettivo I classe
ALTRE PARTI DEL DISCORSO
Dum – congiunzione temporale: "mentre"
sic – avverbio: "così"
quia – congiunzione causale: "perché"
quam – avverbio esclamativo/interrogativo: "quanto, quale!"
cum – congiunzione temporale: "quando"
sub – preposizione ablativo: "sotto"
et – congiunzione coordinante: "e"
frustra – avverbio: "inutilmente"
igitur – congiunzione coordinante: "dunque"
non – avverbio di negazione: "non"
tibi – pronome personale dativo: "a te"
qui – pronome relativo nominativo maschile singolare (riferito a homo)
quod – pronome relativo/causale accusativo neutro singolare ("ciò che")
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Ranae mores paludis incolarum vi coercere cupiebant, ideoque magnos clamores usque ad sidera ...
Le rane desideravano contenere con la forza, i costumi degli abitanti della palude, e pertanto innalzarono grandi urla sino alle stelle e chiesero tramite i messaggeri, un re a Giove. Il re degli dei e degli uomini sorrise, e calò una nave nello stagno. La timorosa colonia assai atterrita dal fragore e dall'agitazione delle acque, cercò un riparo negli abissi della palude. Ma quando constatarono l'immobilità della nave nel fango, le rane tacitamente alzarono il capo dallo stagno: scrutarono cautamente il primo re (venuto)da lontano; in seguito misero da parte il timore, nuotarono verso (di lui)a gara, (gli)saltarono su con aggressività e (lo) disonorarono con oltraggi e bassezze. Alla fine, giudicarono il re, un inetto, poiché inviarono di nuovo dei messaggeri a Giove e chiesero un altro re. Allora Giove, assai irato, colò nello stagno un serpente. Le rane atterrite fuggirono inutilmente: infatti, afferrate una ad una, dal doloroso dente, persero la vita miseramente.
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Ranae errabant liberae in palustribus stagnis donec, quod laxatos mores vi compescere cupiebant, ingenti clamore regem a Iove petiere.
Leggi tutto: Le rane chiedono un re - LATINO A SCUOLA LATINO A CASA
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Aesopus talem fabellam narrat: ranae magno clamore regem a Iove petiverunt; nam nimis iurgiosae erant et iudicem requirebant. Pater deorum risit et ...
Esopo narra tale favola: le rane con gran clamore chiesero un re a Giove; infatti erano troppo litigise e volevano un giudice. Il padre degli dei rise e volle soddisfare l'incredibile richiesta. Perciò buttò giù dal cielo un piccolo pezzo di legno che diede alle rane come re. All'inizio il fragore atterrì (quel) timoroso genere di animali e le rane temevano molto il nuovo re. Poi a poco a poco le rane misero da parte il timore e tutte a gara nuotarono fino al legno e si sederono sulla trave. Alla fine una turba di rane con grande petulanza offese il sovrano con ogni (tipo di) ingiuria e chiese un nuovo principe a Giove. Allora giove mandò alle rane un serpente che con i denti aguzzi afferrò e divorò un gran numero di |rane. Così il padre degli dei punì l'insolenza degli stolti animali.
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alauda quae in terra nidum componit, olim fortei in silva improbam (improbus malvagio) vulpeculam (piccola volpe) videt et ob timorem (per il timore) pennas ad ventum aperit (aperire, aprire), se in caelum levat et in alto saxo se ponit. Salve dicit ei vulpecula cur (perchè) me fugis? abunde in pratis vel in agris vel in silvis est mihi cibus grilli, scarabaei, locustarum (locusta, cava... copia timere ergo (dunque) non debes, ego te diligo (apprezzo) propter quietum ingenium tuum et vitam probam (probus, onesto). Ego tibi socia sum respondet tamen alauda: t u quidem(senza dubbio) bene praedicas : in terra non sum tibi par (pari, dello stesso valore) sed in coelis. cur ergo (dunque) tu mecum in altum non venis? tibi vitam meam in coelo commitam (committere, a ffidare): in terra pravis fiduciam non adhibebo (adhibere, prestare)
L'allodola, che realizza il nido per terra un giorno per caso nel bosco vede la piccola volpe malvagia e per la paura apre le piume al vento, si alza nell'aria e si colloca su un'alta rupe. "Salve" le dice la piccola volpe, "Perché mi rifuggi? Nei prati o nei campi o nei boschi per me c'è cibo in abbondanza, grilli, scarabei, abbondanza di cavallette; non devi dunque temere, io ti apprezzo per la tua indole pacifica e la vita onesta. Io ti sono amica". Risponde tuttavia l'allodola: "Tu senz'altro dici bene: sulla terra non sono pari a te, ma nell'aria. Perché dunque non vieni tu in alto con me? Nell'aria ti affiderò la mia vita: sulla terra non accordo fiducia ai malvagi".
1. L'allodola e la volpe si incontrano nel bosco, mentre l'allodola è a terra.
2. La volpe dice di avere cibo in abbondanza e di non aver bisogno di mangiare l'allodola per saziarsi.
3. L'adulazione è evidente dalle dichiarazioni di apprezzamento per la condotta di vita dell'allodola e dall'esternazione di amicizia.
4. La morale è che gli avversari vanno affrontati sul proprio terreno e non su quello che per essi sarebbe più vantaggioso.
1. L'allodola e la volpe si incontrano nel bosco, mentre l'allodola è a terra.
2. La volpe dice di avere cibo in abbondanza e di non aver bisogno di mangiare l'allodola per saziarsi.
3. L'adulazione è evidente dalle dichiarazioni di apprezzamento per la condotta di vita dell'allodola e dall'esternazione di amicizia.
4. La morale è che gli avversari vanno affrontati sul proprio terreno e non su quello che per essi sarebbe più vantaggioso.
da altro libro di testo
L'allodola, che fa il nido in terra, un giorno per caso vede nel bosco una piccola volpe malvagia e, per il timore, apre le ali al vento, si alza in cielo e si pone su un' alta roccia. "Salve", le dice la piccola volpe, "perchè mi sfuggi? Io ho, sia nei prati che nei campi che nei boschi, da cibarmi in abbondanza di grilli, di scarabei, di locuste; quindi non devi avere paura; io ti apprezzo per la tua indole tranquilla e per la tua vita onesta. Io ti sono alleata". Risponde tuttavia l' allodola: " Tu senza dubbio dici bene: in terra non ti sono pari, a differenza dei cieli. Dunque, perché non vieni tu in alto? In cielo ti affiderò la mia vita: in terrà non presterò fiducia ai malvagi"