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Quattuor robustos filios, quinque filias, tantam domum, tantas clientelas Appius regebat et caecus et senex, intentum enim animum tamquam arcum habebat nec languescens succumbebat senectuti. Tenebat non modo auctoritatem, sed etiam imperium in suos: metuebant servi, verebantur liberi, carum omnes habebant; vigebat in illa domo mos patrius et disciplina. Ita enim senectus honesta est, si se ipsa defendit, si ius suum retinet, si nemini emancipata est, si usque ad ultimum spiritum dominatur in suos
Quattro figli robusti, cinque figlie, una grande casa, una numerosa clientela: ecco su chi dominava Appio Claudio, ed era cieco e vecchio. Teneva infatti l'animo teso come un arco e non soccombeva alla vecchiaia cedendo all'inerzia. Conservava non solo l'autorità, ma anche il comando sui suoi; i servi lo temevano, i figli lo rispettavano, tutti lo avevano caro; in quella casa vigeva la tradizione e la disciplina dei Padri. La vecchiaia è infatti rispettata soltanto se sa difendersi da sola, se mantiene inalterati i propri diritti, se non si rende schiava di nessuno, se sino all'ultimo respiro esercita il dominio sui suoi
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Quanta multitudo hominum convenerit ad hoc iudicium vides; quae sit omnium mortalium exspectatio, quae cupiditas ut acria ac severa iudicia fiant intellegis. Longo intervallo iudicium inter sicarios hoc primum committitur, cum interea caedes indignissimae maximaeque factae sunt. Petimus a vobis, iudices, ut quam acerrime maleficia vindicetis, ut quam fortissime hominibus audacissimis resistatis, ut hoc cogitetis, nisi in hac causa qui vester animus sit ostendetis, eo prorumpere hominum cupiditatem et scelus et audaciam ut non modo clam verum etiam hic in foro, ante pedes vestros, iudices, inter ipsa subsellia caedes futurae sint.
Quanta moltitudine di gente sia arrivata a questo processo, (lo) vedi; quale sia l'attesa di tutti gli uomini, quale il desiderio che vengano emessi giudizi fermi e severi, (lo) capisci. Dopo un lungo periodo di tempo questo (è) il primo processo per assassinio (che) viene celebrato, quando nel frattempo sono stati compiuti delitti vergognosissimi e violentissimi. Chiediamo a voi, giudici, di punire il più severamente possibile i misfatti, di resistere con la maggior fermezza possibile a degli uomini pronti a tutto (lett. : audacissimi), di pensare che, se in questo processo non mostrerete qual è la vostra forza d'animo, la cupidigia, la scelleratezza, l'ardire di (questi) uomini si scatenano a tal punto che ci saranno omicidi non solo di nascosto, ma anche qui, nel foro, o giudici, davanti ai vostri piedi, tra (questi) stessi scranni.
Analisi verbi
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Ulisse inganna Polifemo
Autore: Cicerone
versione n 173 pag 140 di "traducendo, versioni per il biennio"
ulixes ad cyclopem polyphemum neptuni filium pervenit. Huic responsum erat ab augure telemo ut cavaret ne ab ulixe excaecaretur. Hic media fronte unum oculum habebat et carnem humanam cupiebat cibum. Qui, postquam pecus in speluncam redegerat, molem saxeam ingentem ad ianuam opponebat. qui ulixem cum sociis inclusit sociosque eius consumpsit. ulixes cum videret eius imminitati atque feritati se non resistere, vino, quod a marone acceperat, eium inebriavit, seque utin vocari dixit. itaque cum oculum eius trunco ardenti exureret, ille clamore suo ceteros cyclopas convocavit, eisque spelunca praeclusa dixit: " utis me excaecat!". illi credentes eum deridendi gratia dicere neglexerunt. at ulixes socios suos ad pecora alligavit et ipse sed ad arietem, et ita axcesserunt.
traduzione:
Ulisse giunse presso il Ciclope Polifemo, figlio di Nettuno. Gli era stato vaticinato dall’indovino Telemo che stesse in guardia affinché non fosse accecato da Ulisse. Egli aveva un occhio in mezzo alla fronte e mangiava carne umana. Ed egli dopo che aveva radunato nella spelonca il greggie poneva alla porta un grande masso di pietra. Quindi egli chiuse dentro Ulisse vedendo che non poteva resistere alla sua crudeltà e ferocia, lo stordì con il vino che aveva ricevuto da Marone e gli disse che si chiamava Nessuno. E così bruciando il suo occhio (di Poliremo) con un tronco ardente, egli con un suo grido chiamò gli altri Ciclopi e disse a loro dalla grotta chiusa: <>. Quelli credendo che lo dicesse per deriderli amichevolmente non lo tennero in considerazione. Ma Ulisse attaccò i suoi compagni alle pecore e lui stesso (si attaccò) ad un ariete e così uscirono.
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Qui autem bonam famam bonorum, quae sola vere gloria nominari potest, expetunt, aliis otium quaerere debent et voluptates, non sibi. Sudandum est iis pro communibus commodis, adeundae inimicitiae, subeundae saepe pro re publica tempestates, cum multis audacibus, improbis, nonnumquam etiam potentibus dimicandum. Haec audivimus de elarissimorum virorum consiliis et factis, haec accepimus, haec legimus. Neque eos in laude positos videmus, qui incitarunt aliquando populi animos ad seditionem, aut qui largitione caecarunt mentis imperitorum, aut qui fortis et claros viros et bene de re publica meritos in invidiam aliquam vocaverunt. Levis hos semper nostri homines et audacis et malos et perniciosos civis putaverunt. At vero qui horum impetus et conatus represserunt, qui auctoritate, qui fide, qui constantia, qui magnitudine animi consiliis audacium restiterunt, hi graves, hi principes, hi duces, hi auctores huius dignitatis atque imperi semper habiti sunt.
Coloro che cercano la buona reputazione presso gli onesti, che sola può essere veramente definita gloria, devono cercare di ottenere per gli altri la sicurezza e i piaceri, non per sé. Devono sudare per il bene comune, devono superare delle ostilità, devono sobbarcarsi spesso dei contrasti per lo stato, devono combattere con molti uomini audaci, disonesti, a volte anche potenti. Abbiamo sentito questo a proposito delle decisioni e delle azioni degli uomini più famosi, questo abbiamo sentito, abbiamo appreso, abbiamo letto. E invece non vediamo coperti di lodi, coloro che incitarono talvolta l'animo del popolo alla rivolta, o che con le elargizioni accecarono le menti degli inesperti, o che hanno esposto a qualche invidia uomini forti e famosi e che avevano ben meritato (benemeriti) nei confronti dello stato. I nostri (antenati) hanno sempre ritenuto costoro malfidi e audaci e malvagi e cittadini pericolosi. Ma in verità coloro che hanno contrastato gli assalti e i tentativi d'assalto di costoro, coloro che con il loro prestigio, la loro lealtà, la loro costanza, la loro grandezza d'animo si opposero ai piani degli avventurieri (audaci), costoro sempre furono considerati autorevoli, capi, condottieri, sostenitori di questa dignità e impero.
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L'eclissi del sole versione latino e traduzione