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Deinde aut uni tribuendum est, aut delectis quibusdam, aut suscipiendum est multitudini atque omnibus. quare cum penes unum est omnium summa rerum, regem illum unum vocamus, et regnum eius rei publicae statum. cum autem est penes delectos, tum illa civitas optimatium arbitrio regi dicitur. illa autem est civitas popularis - sic enim appellant -, in qua in populo sunt omnia. atque horum trium generum quodvis, si teneat illud vinculum quod primum homines inter se rei publicae societate devinxit, non perfectum illud quidem neque mea sententia optimum, sed tolerabile tamen, et aliud alio possit esse praestantius. nam vel rex aequus ac sapiens, vel delecti ac principes cives, vel ipse populus, quamquam id est minime probandum, tamen nullis interiectis iniquitatibus aut cupiditatibus posse videtur aliquo esse non incerto statu. Sed et in regnis nimis expertes sunt ceteri communis iuris et consilii, et in optimatium dominatu vix particeps libertatis potest esse multitudo, cum omni consilio communi ac potestate careat, et cum omnia per populum geruntur quamvis iustum atque moderatum, tamen ipsa aequabilitas est iniqua, cum habet nullos gradus dignitatis. itaque si Cyrus ille Perses iustissimus fuit sapientissimusque rex, tamen mihi populi res - ea enim est ut dixi antea publica - non maxime expetenda fuisse illa videtur, cum regeretur unius nutu ac modo; si Massilienses nostri clientes per delectos et principes cives summa iustitia reguntur, inest tamen in ea condicione populi similitudo quaedam servitutis; si Athenienses quibusdam temporibus sublato Areopago nihil nisi populi scitis ac decretis agebant, quoniam distinctos dignitatis gradus non habebant, non tenebat ornatum suum civitas.
Dunque (il potere) deve essere attribuito o a uno solo, o ad alcuni scelti, o deve essere assunto dalla moltitudine e da tutti. Perciò, quando la somma di tutte le cose è nelle mani di (lett. penes) uno solo, noi chiamiamo re quell'uno, e regno la condizione di quello stato (lett. di quella repubblica). Quando invece è nelle mani di (uomini) scelti, allora si dice che quella città è retta (lett. essere retta) dall'arbitrio degli ottimati. Quella invece è una città popolare - così infatti (la) chiamano -, (quella) in cui tutte le cose sono in (potere al) popolo. E uno qualsiasi di questi tre generi, se mantiene (lett. teneat) quel vincolo che per primo legò gli uomini tra loro con il patto dello stato, (esso è) non perfetto certamente né, a mio parere, ottimo, ma tuttavia tollerabile, e (un genere) può essere (lett. possit esse) migliore (lett. più pregevole) di un altro. Infatti o un re giusto e saggio, o cittadini scelti e insigni, o il popolo stesso, sebbene ciò sia cosa minimamente da approvare, tuttavia, non essendosi frapposte (lett. essendo state frapposte) alcune ingiustizie o cupidigie, sembra poter essere in una qualche condizione non incerta. Ma sia nei regni gli altri sono troppo privi (lett. expertes) del diritto e della decisione comune, sia nel dominio degli ottimati la moltitudine a stento può essere partecipe della libertà, poiché manca di ogni decisione comune e potere, sia quando tutte le cose sono gestite attraverso il popolo, per quanto (esso sia) giusto e moderato, tuttavia l'uguaglianza stessa è ingiusta, poiché non ha nessun grado di dignità. E così, se quel famoso Ciro il Persiano fu un re giustissimo e sapientissimo, tuttavia la condizione (lett. la cosa) del popolo - quella infatti è, come dissi prima, (la cosa) pubblica - non mi sembra (lett. videtur) che sia stata (in quel caso) massimamente desiderabile, poiché era retta dal cenno e dall'arbitrio di uno solo; se i Massiliesi, nostri clienti, sono retti da cittadini scelti e insigni con somma giustizia, tuttavia in quella condizione del popolo è insita (lett. inest) una certa somiglianza di schiavitù; se gli Ateniesi in certi tempi, (dopo essere stato) abolito l'Areopago, non facevano nulla se non per mezzo di deliberazioni e decreti del popolo, poiché non avevano distinti gradi di dignità, la (loro) città non manteneva il suo decoro.
(By Vogue)
ANALISI GRAMMATICALE
Deinde: Avverbio.
aut: Congiunzione (correlativa).
uni: Aggettivo numerale sostantivato, dativo maschile singolare. Dativo d'agente (con perifrastica passiva). (unus, una, unum)
tribuendum est: Perifrastica passiva. tribuendum (gerundivo di tribuō, nominativo neutro singolare) est (verbo sum, indicativo presente, III persona singolare). (Soggetto sottinteso: imperium)
aut: Congiunzione (correlativa).
delectis: Participio perfetto sostantivato, dativo maschile plurale. Dativo d'agente. (delectus, delecta, delectum)
quibusdam: Aggettivo indefinito, dativo maschile plurale. Attributo di delectis. (quidam, quaedam, quoddam)
aut: Congiunzione (correlativa).
suscipiendum est: Perifrastica passiva. suscipiendum (gerundivo di suscipiō, nominativo neutro singolare) est (verbo sum, indicativo presente, III persona singolare).
multitudini: Sostantivo femminile, dativo singolare, III declinazione. Dativo d'agente. (multitudo, multitudinis)
atque: Congiunzione coordinante copulativa.
omnibus: Aggettivo sostantivato, dativo maschile plurale, II classe. Dativo d'agente. (omnis, omnis, omne)
quare: Avverbio (Nesso relativo).
cum: Congiunzione temporale/causale.
penes: Preposizione (regge l'accusativo).
unum: Aggettivo numerale sostantivato, accusativo maschile singolare. (unus, una, unum)
est: Verbo sum, es, fui, esse. Indicativo presente, III persona singolare.
omnium: Aggettivo, genitivo femminile plurale, II classe. Attributo di rerum. (omnis, omnis, omne)
summa: Sostantivo femminile, nominativo singolare, I declinazione. Soggetto. (summa, summae)
rerum: Sostantivo femminile, genitivo plurale, V declinazione. (res, rei)
regem: Sostantivo maschile, accusativo singolare, III declinazione. Predicativo dell'oggetto. (rex, regis)
illum: Pronome dimostrativo, accusativo maschile singolare. Oggetto. (ille, illa, illud)
unum: Aggettivo numerale, accusativo maschile singolare. Attributo di illum. (unus, una, unum)
vocamus: Verbo vocō, vŏcas, vocavi, vocatum, vŏcāre (I coniugazione). Indicativo presente, I persona plurale, attivo.
et: Congiunzione coordinante copulativa.
regnum: Sostantivo neutro, accusativo singolare, II declinazione. Predicativo dell'oggetto. (regnum, regni)
eius: Pronome dimostrativo, genitivo singolare. (is, ea, id)
rei publicae: Locuzione sostantivale, genitivo femminile.
statum: Sostantivo maschile, accusativo singolare, IV declinazione. Oggetto. (status, status)
cum: Congiunzione temporale/causale.
autem: Congiunzione avversativa.
est: Verbo sum, es, fui, esse. Indicativo presente, III persona singolare.
penes: Preposizione (regge l'accusativo).
delectos: Aggettivo sostantivato (participio perfetto), accusativo maschile plurale. (delectus, delecta, delectum)
tum: Avverbio.
illa: Aggettivo dimostrativo, nominativo femminile singolare. Attributo di civitas. (ille, illa, illud)
civitas: Sostantivo femminile, nominativo singolare, III declinazione. Soggetto.
optimatium: Sostantivo maschile, genitivo plurale, III declinazione. (optimas, optimatis)
arbitrio: Sostantivo neutro, ablativo singolare, II declinazione. Ablativo di mezzo/modo. (arbitrium, arbitrii)
regi: Verbo regō, regis, rexi, rectum, regĕre (III coniugazione). Infinito presente, passivo (retto da dicitur).
dicitur: Verbo dīcō, dīcis, dixi, dictum, dīcĕre (III coniugazione). Indicativo presente, III persona singolare, passivo (costruzione personale).
illa: Pronome dimostrativo, nominativo femminile singolare. Soggetto.
autem: Congiunzione avversativa.
est: Verbo sum, es, fui, esse. Indicativo presente, III persona singolare.
civitas: Sostantivo femminile, nominativo singolare, III declinazione. Nome del predicato.
popularis: Aggettivo, nominativo femminile singolare, II classe. Attributo di civitas. (popularis, popularis, populare)
sic: Avverbio.
enim: Congiunzione esplicativa.
appellant: Verbo appellō, appellas, appellavi, appellatum, appellāre (I coniugazione). Indicativo presente, III persona plurale, attivo.
in: Preposizione (regge l'ablativo).
qua: Pronome relativo, ablativo femminile singolare. (qui, quae, quod)
in: Preposizione (regge l'ablativo).
populo: Sostantivo maschile, ablativo singolare, II declinazione. (populus, populi)
sunt: Verbo sum, es, fui, esse. Indicativo presente, III persona plurale.
omnia: Aggettivo sostantivato, nominativo neutro plurale, II classe. Soggetto. (omnis, omnis, omne)
atque: Congiunzione coordinante copulativa.
horum: Aggettivo dimostrativo, genitivo neutro plurale. Attributo di generum. (hic, haec, hoc)
trium: Aggettivo numerale, genitivo neutro plurale. Attributo di generum. (tres, tres, tria)
generum: Sostantivo neutro, genitivo plurale, III declinazione. Genitivo partitivo. (genus, generis)
quodvis: Pronome indefinito, nominativo neutro singolare. Soggetto (di potest esse). (quivis, quaevis, quodvis)
si: Congiunzione condizionale.
teneat: Verbo teneō, tĕnes, tenui, tentum, tĕnēre (II coniugazione). Congiuntivo presente, III persona singolare, attivo (Protasi periodo ipotetico I tipo).
illud: Aggettivo dimostrativo, accusativo neutro singolare. Attributo di vinculum. (ille, illa, illud)
vinculum: Sostantivo neutro, accusativo singolare, II declinazione. Oggetto. (vinculum, vinculi)
quod: Pronome relativo, nominativo neutro singolare. Soggetto.
primum: Avverbio.
homines: Sostantivo maschile, accusativo plurale, III declinazione. Oggetto. (homo, hominis)
inter se: Locuzione avverbiale (complemento di relazione).
rei publicae: Locuzione sostantivale, genitivo femminile.
societate: Sostantivo femminile, ablativo singolare, III declinazione. Ablativo di mezzo. (societas, societatis)
devinxit: Verbo dēvinciō, dēvincīs, devinxi, devinctum, dēvincīre (IV coniugazione). Indicativo perfetto, III persona singolare, attivo.
non: Avverbio di negazione.
perfectum: Aggettivo, nominativo neutro singolare, I classe. Nome del predicato (sottinteso est). (perfectus, perfecta, perfectum)
illud: Pronome dimostrativo, nominativo neutro singolare. Soggetto (sottinteso est).
quidem: Avverbio.
neque: Congiunzione coordinante negativa.
mea sententia: Locuzione avverbiale (ablativo di limitazione).
optimum: Aggettivo (superlativo), nominativo neutro singolare, I classe. Nome del predicato (sottinteso est). (bonus, melior, optimus)
sed: Congiunzione coordinante avversativa.
tolerabile: Aggettivo, nominativo neutro singolare, II classe. Nome del predicato (sottinteso est). (tolerabilis, tolerabilis, tolerabile)
tamen: Avverbio avversativo.
et: Congiunzione coordinante copulativa.
aliud: Pronome indefinito, nominativo neutro singolare. Soggetto.
alio: Pronome indefinito, ablativo neutro singolare. Secondo termine di paragone (abl.). (alius, alia, aliud)
possit: Verbo possum, potes, potui, posse (verbo anomalo). Congiuntivo presente, III persona singolare, attivo (Apodosi).
esse: Verbo sum, es, fui, esse. Infinito presente.
praestantius: Aggettivo (grado comparativo), nominativo neutro singolare. Nome del predicato. (praestans, praestans, praestans)
nam: Congiunzione esplicativa.
vel: Congiunzione (correlativa).
rex: Sostantivo maschile, nominativo singolare, III declinazione. Soggetto (dell'infinitiva esse).
aequus: Aggettivo, nominativo maschile singolare, I classe. Attributo di rex. (aequus, aequa, aequum)
ac: Congiunzione coordinante copulativa.
sapiens: Aggettivo, nominativo maschile singolare, II classe. Attributo di rex. (sapiens, sapiens, sapiens)
vel: Congiunzione (correlativa).
delecti: Aggettivo sostantivato, nominativo maschile plurale, I classe. Soggetto (dell'infinitiva esse).
ac: Congiunzione coordinante copulativa.
principes: Sostantivo maschile, nominativo plurale, III declinazione. Attributo di cives. (princeps, principis)
cives: Sostantivo maschile, nominativo plurale, III declinazione. Soggetto (dell'infinitiva esse).
vel: Congiunzione (correlativa).
ipse: Aggettivo pronominale, nominativo maschile singolare. Attributo di populus. (ipse, ipsa, ipsum)
populus: Sostantivo maschile, nominativo singolare, II declinazione. Soggetto (dell'infinitiva esse).
quamquam: Congiunzione concessiva.
id: Pronome dimostrativo, nominativo neutro singolare. Soggetto.
est: Verbo sum, es, fui, esse. Indicativo presente, III persona singolare.
minime: Avverbio (superlativo).
probandum: Gerundivo, nominativo neutro singolare. Parte nominale della perifrastica passiva. (probandus, probanda, probandum)
tamen: Avverbio avversativo.
nullis: Aggettivo, ablativo femminile plurale, I classe. Attributo di iniquitatibus. (nullus, nulla, nullum)
interiectis: Participio perfetto di intericiō, ablativo femminile plurale. Parte verbale dell'ablativo assoluto. (interiectus, interiecta, interiectum)
iniquitatibus: Sostantivo femminile, ablativo plurale, III declinazione. Soggetto dell'ablativo assoluto. (iniquitas, iniquitatis)
aut: Congiunzione disgiuntiva.
cupiditatibus: Sostantivo femminile, ablativo plurale, III declinazione. Soggetto dell'ablativo assoluto. (cupiditas, cupiditatis)
posse: Verbo possum. Infinito presente.
videtur: Verbo videor, vidēris, visus sum, vidēri (II coniugazione, semideponente). Indicativo presente, III persona singolare (costruzione personale).
aliquo: Aggettivo indefinito, ablativo maschile singolare. Attributo di statu. (aliqui, aliqua, aliquod)
esse: Verbo sum, es, fui, esse. Infinito presente.
non: Avverbio di negazione.
incerto: Aggettivo, ablativo maschile singolare, I classe. Attributo di statu. (incertus, incerta, incertum)
statu: Sostantivo maschile, ablativo singolare, IV declinazione. Ablativo di modo/qualità. (status, status)
Sed: Congiunzione coordinante avversativa.
et: Congiunzione.
in: Preposizione (regge l'ablativo).
regnis: Sostantivo neutro, ablativo plurale, II declinazione. Complemento di stato in luogo. (regnum, regni)
nimis: Avverbio.
expertes: Aggettivo, nominativo maschile plurale, II classe. Nome del predicato. (expers, expers, expers)
sunt: Verbo sum, es, fui, esse. Indicativo presente, III persona plurale.
ceteri: Aggettivo sostantivato, nominativo maschile plurale, I classe. Soggetto. (ceterus, cetera, ceterum)
communis: Aggettivo, genitivo neutro singolare, II classe. Attributo di iuris e consilii. (communis, communis, commune)
iuris: Sostantivo neutro, genitivo singolare, III declinazione. Genitivo retto da expertes. (ius, iuris)
et: Congiunzione coordinante copulativa.
consilii: Sostantivo neutro, genitivo singolare, II declinazione. Genitivo retto da expertes. (consilium, consilii)
et: Congiunzione coordinante copulativa.
in: Preposizione (regge l'ablativo).
optimatium: Sostantivo maschile, genitivo plurale, III declinazione. (optimas, optimatis)
dominatu: Sostantivo maschile, ablativo singolare, IV declinazione. Complemento di stato in luogo. (dominatus, dominatus)
vix: Avverbio.
particeps: Aggettivo, nominativo femminile singolare, II classe. Nome del predicato. (particeps, particeps, particeps)
libertatis: Sostantivo femminile, genitivo singolare, III declinazione. Genitivo retto da particeps. (libertas, libertatis)
potest esse: Verbo possum. Indicativo presente, III persona singolare.
multitudo: Sostantivo femminile, nominativo singolare, III declinazione. Soggetto. (multitudo, multitudinis)
cum: Congiunzione narrativa (causale).
omni: Aggettivo, ablativo neutro singolare, II classe. Attributo di consilio. (omnis, omnis, omne)
consilio: Sostantivo neutro, ablativo singolare, II declinazione. Ablativo di privazione. (consilium, consilii)
communi: Aggettivo, ablativo neutro singolare, II classe. Attributo di consilio. (communis, communis, commune)
ac: Congiunzione coordinante copulativa.
potestate: Sostantivo femminile, ablativo singolare, III declinazione. Ablativo di privazione. (potestas, potestatis)
careat: Verbo careō, cares, carui, cariturus, carēre (II coniugazione). Congiuntivo presente, III persona singolare.
et: Congiunzione coordinante copulativa.
cum: Congiunzione narrativa (concessiva).
omnia: Aggettivo sostantivato, nominativo neutro plurale, II classe. Soggetto. (omnis, omnis, omne)
per: Preposizione (regge l'accusativo).
populum: Sostantivo maschile, accusativo singolare, II declinazione. Complemento d'agente/mezzo. (populus, populi)
geruntur: Verbo gerō, gĕris, gessi, gestum, gĕrĕre (III coniugazione). Indicativo presente, III persona plurale, passivo.
quamvis: Congiunzione concessiva.
iustum: Aggettivo, nominativo maschile singolare, I classe. Attributo di populum (sottinteso). (iustus, iusta, iustum)
atque: Congiunzione coordinante copulativa.
moderatum: Aggettivo, nominativo maschile singolare, I classe. Attributo di populum (sottinteso). (moderatus, moderata, moderatum)
tamen: Avverbio avversativo.
ipsa: Aggettivo pronominale, nominativo femminile singolare. Attributo di aequabilitas. (ipse, ipsa, ipsum)
aequabilitas: Sostantivo femminile, nominativo singolare, III declinazione. Soggetto. (aequabilitas, aequabilitatis)
est: Verbo sum, es, fui, esse. Indicativo presente, III persona singolare.
iniqua: Aggettivo, nominativo femminile singolare, I classe. Nome del predicato. (iniquus, iniqua, iniquum)
cum: Congiunzione narrativa (causale).
habet: Verbo habeō, hăbes, habui, habitum, hăbēre (II coniugazione). Indicativo presente, III persona singolare, attivo.
nullos: Aggettivo, accusativo maschile plurale, I classe. Attributo di gradus. (nullus, nulla, nullum)
gradus: Sostantivo maschile, accusativo plurale, IV declinazione. Oggetto. (gradus, gradus)
dignitatis: Sostantivo femminile, genitivo singolare, III declinazione. (dignitas, dignitatis)
itaque: Congiunzione conclusiva.
si: Congiunzione condizionale.
Cyrus: Sostantivo proprio maschile, nominativo singolare, II declinazione. Soggetto. (Cyrus, Cyri)
ille: Aggettivo dimostrativo, nominativo maschile singolare. Attributo di Cyrus. (ille, illa, illud)
Perses: Sostantivo maschile, nominativo singolare, I declinazione. Apposizione. (Perses, Persae)
iustissimus: Aggettivo (superlativo), nominativo maschile singolare, I classe. Nome del predicato. (iustus, iusta, iustum)
fuit: Verbo sum, es, fui, esse. Indicativo perfetto, III persona singolare.
sapientissimusque: sapientissimus (aggettivo superlativo; Nome del predicato) -que (congiunzione).
rex: Sostantivo maschile, nominativo singolare, III declinazione. Nome del predicato. (rex, regis)
tamen: Avverbio avversativo.
mihi: Pronome personale, dativo singolare. Dativo di punto di vista. (ego, mei)
populi: Sostantivo maschile, genitivo singolare, II declinazione. (populus, populi)
res: Sostantivo femminile, nominativo singolare, V declinazione. Soggetto (di videtur). (res, rei)
ea: Pronome dimostrativo, nominativo femminile singolare. Soggetto.
enim: Congiunzione esplicativa.
est: Verbo sum, es, fui, esse. Indicativo presente, III persona singolare.
ut: Avverbio comparativo.
dixi: Verbo dīcō, dīcis, dixi, dictum, dīcĕre (III coniugazione). Indicativo perfetto, I persona singolare, attivo.
antea: Avverbio.
publica: Sostantivo femminile, nominativo singolare, I declinazione. Nome del predicato. (publica (res), publicae)
non: Avverbio di negazione.
maxime: Avverbio (superlativo).
expetenda fuisse: Perifrastica passiva (infinito perfetto). Retta da videtur.
illa: Pronome dimostrativo, nominativo femminile singolare. Attributo di res. (ille, illa, illud)
videtur: Verbo videor, vidēris, visus sum, vidēri (II coniugazione, semideponente). Indicativo presente, III persona singolare (costruzione personale).
cum: Congiunzione narrativa (causale).
regeretur: Verbo regō, regis, rexi, rectum, regĕre (III coniugazione). Congiuntivo imperfetto, III persona singolare, passivo.
unius: Aggettivo numerale, genitivo maschile singolare. (unus, una, unum)
nutu: Sostantivo maschile, ablativo singolare, IV declinazione. Ablativo di mezzo/modo. (nutus, nutus)
ac: Congiunzione coordinante copulativa.
modo: Sostantivo maschile, ablativo singolare, II declinazione. Ablativo di mezzo/modo. (modus, modi)
si: Congiunzione condizionale.
Massilienses: Sostantivo maschile, nominativo plurale, III declinazione. Soggetto. (Massiliensis, Massiliensis)
nostri: Aggettivo possessivo, nominativo maschile plurale, I classe. Attributo di Massilienses. (noster, nostra, nostrum)
clientes: Sostantivo maschile, nominativo plurale, III declinazione. Apposizione. (cliens, clientis)
per: Preposizione (regge l'accusativo).
delectos: Aggettivo sostantivato (participio perfetto), accusativo maschile plurale. Complemento di mezzo/agente. (delectus, delecta, delectum)
et: Congiunzione coordinante copulativa.
principes: Sostantivo maschile, accusativo plurale, III declinazione. Attributo di cives. (princeps, principis)
cives: Sostantivo maschile, accusativo plurale, III declinazione. Complemento di mezzo/agente. (civis, civis)
summa: Aggettivo, ablativo femminile singolare, I classe. Attributo di iustitia. (summus, summa, summum)
iustitia: Sostantivo femminile, ablativo singolare, I declinazione. Ablativo di modo. (iustitia, iustitiae)
reguntur: Verbo regō, regis, rexi, rectum, regĕre (III coniugazione). Indicativo presente, III persona plurale, passivo.
inest: Verbo insum, ines, infui, inesse (verbo anomalo). Indicativo presente, III persona singolare.
tamen: Avverbio avversativo.
in: Preposizione (regge l'ablativo).
ea: Aggettivo dimostrativo, ablativo femminile singolare. Attributo di condicione. (is, ea, id)
condicione: Sostantivo femminile, ablativo singolare, III declinazione. Complemento di stato in luogo. (condicio, condicionis)
populi: Sostantivo maschile, genitivo singolare, II declinazione. (populus, populi)
similitudo: Sostantivo femminile, nominativo singolare, III declinazione. Soggetto. (similitudo, similitudinis)
quaedam: Aggettivo indefinito, nominativo femminile singolare. Attributo di similitudo. (quidam, quaedam, quoddam)
servitutis: Sostantivo femminile, genitivo singolare, III declinazione. (servitus, servitutis)
si: Congiunzione condizionale.
Athenienses: Sostantivo maschile, nominativo plurale, III declinazione. Soggetto. (Atheniensis, Atheniensis)
quibusdam: Aggettivo indefinito, ablativo neutro plurale. Attributo di temporibus. (quidam, quaedam, quoddam)
temporibus: Sostantivo neutro, ablativo plurale, III declinazione. Complemento di tempo determinato. (tempus, temporis)
sublato: Participio perfetto di tollō, ablativo neutro singolare. Parte verbale dell'ablativo assoluto. (sublatus, sublata, sublatum)
Areopago: Sostantivo proprio maschile, ablativo singolare, II declinazione. Soggetto dell'ablativo assoluto. (Areopagus, Areopagi)
nihil: Pronome indefinito, accusativo neutro singolare. Oggetto. (nihil, n. indecl.)
nisi: Congiunzione eccettuativa.
populi: Sostantivo maschile, genitivo singolare, II declinazione. (populus, populi)
scitis: Sostantivo neutro, ablativo plurale, II declinazione. Ablativo di mezzo. (scitum, sciti)
ac: Congiunzione coordinante copulativa.
decretis: Sostantivo neutro, ablativo plurale, II declinazione. Ablativo di mezzo. (decretum, decreti)
agebant: Verbo agō, ăgis, egi, actum, ăgĕre (III coniugazione). Indicativo imperfetto, III persona plurale, attivo.
quoniam: Congiunzione causale.
distinctos: Aggettivo, accusativo maschile plurale, I classe. Attributo di gradus. (distinctus, distincta, distinctum)
dignitatis: Sostantivo femminile, genitivo singolare, III declinazione. (dignitas, dignitatis)
gradus: Sostantivo maschile, accusativo plurale, IV declinazione. Oggetto. (gradus, gradus)
non: Avverbio di negazione.
habebant: Verbo habeō, hăbes, habui, habitum, hăbēre (II coniugazione). Indicativo imperfetto, III persona plurale, attivo.
non: Avverbio di negazione.
tenebat: Verbo teneō, tĕnes, tenui, tentum, tĕnēre (II coniugazione). Indicativo imperfetto, III persona singolare, attivo.
ornatum: Sostantivo maschile, accusativo singolare, IV declinazione. Oggetto. (ornatus, ornatus)
suum: Aggettivo possessivo, accusativo maschile singolare, I classe. Attributo di ornatum. (suus, sua, suum)
civitas: Sostantivo femminile, nominativo singolare, III declinazione. Soggetto.
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Un tiranno non ha veri amici
Autore: Cicerone
Versione da LEXIS 2
lexis 2 lezioni di lingua latina pag 179
Haec enim est tyrannorum vita nimirum, in qua nulla fides, nulla caritas, nulla stabilis benevolentiae potest esse fiducia, omnia semper suspecta atque sollicita, nullus locus amicitiae. Quis enim aut eum diligat quem metuat, aut eum a quo se metui putet? Coluntur tamen simulatione dumtaxat ad tempus. Quod si forte, ut fit plerumque, ceciderunt, tum intellegitur quam fuerint inopes amicorum. Quod Tarquinium dixisse ferunt, tum exsulantem se intellexisse quos fidos amicos habuisset, quos infidos, cum iam neutris gratiam referre posset. Quamquam miror, illa superbia et importunitate si quemquam amicum habere potuit. Atque ut huius, quem dixi, mores veros amicos parare non potuerunt, sic multorum opes praepotentium excludunt amicitias fideles.
Questa è la vita dei tiranni, vita che ignora completamente lealtà, affetto e fiducia in un legame durevole. Tutto desta sospetti e angosce, non vi è spazio per l'amicizia. Chi, allora, potrebbe amare una persona di cui ha paura o a cui pensa di ispirarne? Eppure i tiranni sono riveriti, ma da chi finge, e solo per un tempo limitato. Se mai cadono, come succede generalmente, allora viene a galla quanto fossero poveri di amici. È quello che, secondo la tradizione, ammise Tarquinio il giorno dell'esilio: riconobbe gli amici fedeli e quelli infedeli solo nel momento in cui non poteva più ripagare né gli uni né gli altri. È strano, comunque, che abbia potuto avere un solo amico, con la sua superbia e crudeltà! Ma se il suo carattere non poté procurargli veri amici, allo stesso modo le ricchezze impediscono a molti potenti di avere amicizie fedeli
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Alexander Magnus, tam poetarum studiosus fuit ut, cum Thebas cepisset, domum Pindari poetae eiusque posteros incolumes servare statuerit. Inter spolia Darei, Persarum regis, cum scrinium invenisset, quod erat auro gemmisque ac margaritis pretiosum, ministris suis commisit et imperavit ut librorum Homeri custodiae daretur. Tali enim admiratione tenebatur ut pretiosissimum ingenii opus opere quam maxime diviti servare desideraret tantoque amore illum poetam prosecutus est ut Homeri Amator cognominaretur. Cum olim interrogatus esset a patre Philippo cur tantopere hoc uno poeta delectaretur, ceteros vero neglegeret: "Quia - inquit - unius Homeri poesis adeo ingenua est ut magnifica et vere regia ab omnibus iudicari debeat. Itaque Homeri libros secum inter bella portare et, cum quiesceret, eos sub pulvino reponere solebat ita ut semper in promptu essent, si ex somno excitaretur.
Alessandro Magno fu uno studioso di letteratura tanto grande che, dopo aver preso Tebe, aveva preso la decisione di mantenere salva la casa del poeta Pindaro e i suoi eredi. Dopo aver trovato uno scrigno ra le spoglie di Dario, il re dei persiani, che era tempestato d'oro, gemme e perle, lo diede in ustodia ai suoi ministri e ordinò che fosse custodito (dato in custodia) fra libri di Omero. (Questo crigno) infatti era tenuto (da Alessandro) in tale ammirazione da desiderare di conservarlo come n'opera assai preziosa sia di ingegno che di ricchezza e (quindi Alessandro) seguì con tanto amore uel poeta che venne chiamato "Amico di Omero" (amante di Omero). Una volta poiché fu interrotato al padre Filippo sul perché fosse così tanto dilettato solo da questo solo poeta e rifiutasse senza ubbio (tutti) gli altri disse: "poichè la poesia dell'unico Omero è nobile e grandiosa da dover essere iudicata veramente degna di un re. E così era solito portare sempre con sè, durante le guerre, i libri i Omero durante le guerre, quando riposava era solito riporli sotto il cuscino così che fossero sempre ronti, se si svegliava dal sonno.
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- Scritto da Anna Maria Di Leo
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Due lettere di Cicerone a Tirone
Versione di latino di Cicerone LIBRO Expedite
Traduzione Tullio saluta il suo Tirone. Io credevo di sopportare un pò più facilmente la nostalgia di te, ma non la sopporto completamente e benchè al nostro onore importi molto che io venga prima in città tuttavia mi sembra di aver commesso una mancanza, poiché mi allontano da te; ma poiché la tua volonta sembrava essere quella di non voler navigare se non si fosse ristabilita del tutto la salute, ho approvato la tua decisione ed ora non la cambio se tu sei della stessa opinione; ma se invece credi di potermi raggiungere la decisione è tua. tu invece persuaditi di ciò, se senza danno per la tua salute può accadere, io non desidero niente di più che tu sia con me, se invece capirai che è necessario che tu ti trattenga un pò a patrasso per la convalescenza, io non desidero niente di più che tu stia bene. quindi preoccupati soprattutto di guarire, tra le tue innumerevoli cortesie nei miei confronti questa sarà la più grata.
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Quod si eandem vim, diligentiam auctoritatemque habent adversaria quam tabulae, quid attinet codicem instituere, conscribere, ordinem conservare, memoriae tradere litterarum vetustatem? Sed si, quod adversariis nihil credimus, idcirco codicem scribere instituimus, quod etiam apud omnis leve et infirmum est, id apud iudicem grave et sanctum esse ducetur? Quid est quod neglegenter scribamus adversaria? Quid est quod diligenter conficiamus tabulas? Qua de causa? Quia haec sunt menstrua, illae sunt aeternae; haec delentur statim, illae servantur sancte; haec parvi temporis memoriam, illae perpetuae existimationis fidem et religionem amplectuntur; haec sunt disiecta, illae sunt in ordinem confectae. Itaque adversaria in iudicium protulit nemo; codicem protulit, tabulas recitavit. Tu, C Piso, tali fide, virtute, gravitate, auctoritate ornatus ex adversariis pecuniam petere non auderes. Ego quae clara sunt consuetudine diutius dicere non debeo; illud vero quod ad rem vehementer pertinet, quaero: quam pridem hoc nomen, Fanni, in adversaria rettulisti? Erubescit, quid respondeat nescit, quid fingat extemplo non habet. Sunt duo menses iam, dices. Tamen in codicem accepti et expensi debuit. Amplius sunt sex menses. Cur tam diu iacet hoc nomen in adversariis? Quid si tandem amplius triennium est? Quo modo, cum omnes qui tabulas conficiant menstruas paene rationes in tabulas transferant, tu hoc nomen triennium amplius in adversariis iacere pateris? Vtrum cetera nomina in codicem accepti et expensi digesta habes an non? Si non, quo modo tabulas conficis? Si etiam, quam ob rem, cum cetera nomina in ordinem referebas, hoc nomen triennio amplius, quod erat in primis magnum, in adversariis relinquebas? Nolebas sciri debere tibi Roscium; cur scribebas? Rogatus eras ne referres; cur in adversariis scriptum habebas? Sed haec quamquam firma esse video, tamen ipse mihi satis facere non possum, nisi a C Fannio ipso testimonium sumo hanc pecuniam ei non deberi. Magnum est quod conor, difficile est quod polliceor; nisi eundem et adversarium et testem habuerit Roscius, nolo vincat. Pecunia tibi debebatur certa, quae nunc petitur per iudicem, in qua legitimae partis sponsio facta est. Hic tu si amplius HS nummo petisti, quam tibi debitum est, causam perdidisti, propterea quod aliud est iudicium, aliud est arbitrium. Iudicium est pecuniae certae, arbitrium incertae; ad iudicium hoc modo venimus ut totam litem aut obtineamus aut amittamus; ad arbitrium hoc animo adimus ut neque nihil neque tantum quantum postulavimus consequamur.
Se le due cose avessero lo stesso valore e dessero le stesse garanzie, perché informate secondo uguali principi di credibilità e esattezza, che bisogno ci sarebbe di creare un libro di atti pubblici, di redigerlo, di tenerlo in ordine e di serbarlo, anche per i documenti più antichi? Se invece abbiamo deciso di avere un libro dei conti proprio perché non diamo alcuna fiducia ad un brogliaccio qualunque, si vorrà dare peso e sacralità, per di più alla presenza di un giudice, ciò che per parere comune non ha alcun valore e peso? Perché mai siamo così confusi nel prendere i nostri appunti? Perché mai siamo così giusti nel compilare un registro? Quale il motivo? Perché quelli valgono un mese, questi una vita; i primi, poi, si eliminano subito, i secondi, invece, vanno piamente tenuti, perché gli uni testimoniano il lavoro di poco, gli altri contemplano un'attività onesta e attendibile, frutto di un'esistenza da sempre onorata e degna; si tratta, infatti, di documenti scritti secondo un ordine ben preciso, mentre questi sono appunti sparsi. Ecco perché nessuno si è mai sognato di esibirli in tribunale, prediligendo, invece, esibire i registri e leggerli ad alta voce. Tu stesso, Caio Pisone, eletto di grande potere e degno di ogni stima per incorruttibilità e capacità, non oseresti volere del denaro, utilizzando del tuo elenco dei conti. Non c'è bisogno che io prosegua troppo a lungo su quanto è in genere noto a tutti; piuttosto voglio fare una domanda, che riguarda da vicino l'argomento: da quanto tempo hai trascritto questo debito sul tuo quaderno degli appunti, Fannio? Sta vergognandosi, non sa che dire, non ha niente da ideare sul momento. Poniamo l'ipotesi che tu dica che sono ormai due mesi. Così si sarebbe già dovuto copiare sul libro dei conti. Ma i mesi potrebbero essere più di sei. Perché, allora, il nome in questione resta tanto a lungo non curato nel tuo registro? E se, alla fine, fossero addirittura più di tre anni? Come si spiega che, mentre tutti quelli che reggono un registro si consolano a tradurvi sopra i conti quasi mese per mese, tu, invece, non ti inquieti di lasciarlo in brutta copia per tutto questo tempo? Li hai o non li hai gli altri nomi ben sistemati sul tuo libro dei conti? Se la risposta è no, mi spieghi con che metodo ordini i tuoi registri? Ma se anche mi dici di sì, perché, allora, quando registravi di seguito tutti gli altri debiti, non ricopiavi questo, di sicuro tra i più tenaci, lasciato da oltre tre anni nei tuoi appunti? Forse non volevi che si sapesse in giro che Roscio ti era debitore; perché registrarlo, allora? O magari ti era stato chiesto di non farlo; nel caso, come mai lo avevi annotato allo stesso modo, anche se in brutta copia? In ogni modo, pur essendo certo di come si siano svolte le cose, non mi posso ancora ritenere del tutto contento, almeno finché non riesco a strappare dalla bocca di Caio Fannio la dichiarazione che non gli è dovuto alcun denaro. un'impresa grande quella che tento, difficile l'impegno che prendo; ma io voglio che Roscio esca vincitore solo se al tempo stesso avrà fatto dell'accusatore il suo testimone. Ti era dovuta una somma ben definita, quella di cui si fa ora richiesta alla presenza di un giudice, e per la quale le parti, come vuole la legge, si sono impegnate a vicenda circa le spese da sostenere in caso di giudizio negativo. Se tu qui hai chiesto un solo sesterzio in più di quello che ti è toccato, hai già perso la causa: infatti, una cosa è la giudizio, un'altra l'arbitrato. Il giudizio si fonda su una cifra fissata, l'arbitrato no; in giudizio, poi, ci si presenta con lo stato d'animo o di vincere o di perdere del tutto la causa; invece, si affronta un arbitrato nella certezza di ottenere sicuro qualcosa, ma non tanto quanto ci si era suggeriti.