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ALCESTI
VERSIONE DI GRECO di Apollodoro
TRADUZIONE dal libro kata logon
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inizia: Ετεοκλες δε και Πολυνεικης περι της βασιλειας συντιθενται προς αλληλους...
termina con: και τους αριστεας συνηθροιζεν.
Eteocle e Polinice si accordarono per la successione al trono, e decisero che avrebbero regnato un anno ciascuno. Alcuni sostengono che il primo a prendere il potere fu Polinice, e che dopo un anno passò lo scettro a Eteocle, altri invece che il primo fu Eteocle, il quale si rifiutò poi di cedere il regno al fratello. Polinice, bandito da Tebe, arrivò ad Argo, con la collana e il peplo. Ad Argo regnava Adrasto, figlio di Talao; Polinice arrivò al palazzo di Adrasto di notte, e subito si azzuffò con Tideo, figlio di Eneo, esule da Calidone. A quell'improvviso strepito, Adrasto accorse e li separò; e ricordandosi di un oracolo che gli aveva detto di aggiogare le figlie a un cinghiale e a un leone, li scelse come generi: i loro scudi, infatti, portavano incise uno la testa di un cinghiale, e l'altro quella di un leone. Tideo sposò Deipile, e Polinice Argia, e a entrambi Adrasto promise che li avrebbe reinsediati nella loro patria. Decise di intraprendere per prima una spedizione contro Tebe, e radunò i capi argivi
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La TITANOMACHIA
VERSIONE DI GRECO di APOLLODORO
da urano la terra genera i giganti, insuperabili per la grandezza dei corpi, invincibili per la forza; appaiono spaventosi alla vista. lanciano pietre e querce che bruciano vers il cielo. per gli dei è profezia che i giganti nn possano essere distrutti dagli dei, ma è necessario che muoiano se un uomo mortale si allea con loro. zeus invoca attraverso atena come alleato eracle; dunque eracle per primo colpisce con una freccia alcione. dunque lo stesso alcione muore, porfirione incita eracle ed Era ad una battaglia, dopo che zeus fulmina alcione, eracle lo uccide lanciando una freccia. tra i rimanenti apollo colpisce con una freccia l'occhio sinistro di efialte, eracle il destro; dioniso uccide eurito con un tirso, ecate uccide clitio con dei tronchi, atena getta encelado che fugge nell'isola della sicilia. polibote poiché è inseguito per mare da poseidone giunge a cosso; poseidone stacca una parte dell'isola chiamata nisire, e la lancia a polibote. ermes avendo l'elmo di ade uccide ippolito in una battaglia. zeus uccide gli altri colpendolicon i fulmini, eracle colpisce tutti da morti.
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Θησευς, ως εγενετο τελειος, απωσαμενος την πετραν υφ' η εκειντο, τα πεδιλα και την μαχαιραν Αιγεως του αυτου πατρος αναιρειται, και πεζος ηπειγετο εις τας Αθηνας. Φρουρουμενην δε υπο ανδρων κακουργων την οδον ημερωσε. Πρωτον μεν γαρ Περιφητην εκτεινεν εν Επιδαυρω. Ποδας δε ασθενεις εχων ουτος εφορει κορυνην σιδηραν, δι ης τους παριοντας εκτεινε. Δευτερον δε κτεινει Σινιν, ος Πιτυοκαμπτης επεκαλειτο. Οικων γαρ τον Κορινθιων ισθμον, ηναγκαζε τους παριοντας πιτυν καμπτειν και ανεχεσθαι. Οι δε δια την ασθενειαν ουκ εδυναντο, και υπο των δενδρων επανισταμενων αναρριπτουμενοι πανωλεθρως απωλλυντο. Τουτω τω τροπω και Θησευς Σινιν απεκτεινεν.
Teseo nato da Etrea figlio di Egeo, poiché era divenuto adulto, avendo spostato la pietra prende i sandali e un coltello e a piedi si dirigeva ad Atene. Rese sicura la strada controllata da uomini malvagi; infatti dapprima uccide Perifete a Epidauro, figlio di Efesto e Anticlea, il quale per la clava che portava veniva chiamato "il portatore della clava". Costui portava una clava di ferro con la quale uccideva chi si avvicinava, ma avendogliela tolta poiché aveva i piedi deboli la portava Teseo. In seguito uccide Sinis figlio di Polipemone e Sila di Corinto. Costui era chiamato " piegatore di pini" : abitando, infatti, sull'ismo di Corinto, costringeva i viandanti ad alzare dei pini per piegarli ma quelli per la debolezza non potevano piegarli, e venendo sollevati dagli alberi venivano completamente distrutti. Allo stesso modo anche Teseo uccise Sinis.
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Giasone parte per la conquista del vello d'oro
VERSIONE DI GRECO di Apollodoro
TRADUZIONE dal libro Hellenikon phronema
τοῦτο Πελίας ἀκούσας εὐθὺς ἐπὶ τὸ δέρας ἐλθεῖν ἐκέλευσεν αὐτόν. τοῦτο δὲ ἐν Κόλχοις ἦν ἐν Ἄρεος ἄλσει κρεμάμενον ἐκ δρυός, ἐφρουρεῖτο δὲ ὑπὸ δράκοντος ἀύπνου. ἐπὶ τοῦτο πεμπόμενος Ἰάσων Ἄργον παρεκάλεσε τὸν Φρίξου, κἀκεῖνος Ἀθηνᾶς ὑποθεμένης πεντηκόντορον ναῦν κατεσκεύασε τὴν προσαγορευθεῖσαν ἀπὸ τοῦ κατασκευάσαντος Ἀργώ· κατὰ δὲ τὴν πρῷραν ἐνήρμοσεν Ἀθηνᾶ φωνῆεν φηγοῦ τῆς Δωδωνίδος ξύλον. ὡς δὲ ἡ ναῦς κατεσκευάσθη, χρωμένῳ ὁ θεὸς αὐτῷ πλεῖν ἐπέτρεψε συναθροίσαντι τοὺς ἀρίστους τῆς Ἑλλάδος
TRADUZIONE
A queste parole, subito Pelia gli ordinò di andare a cercarlo. Il Vello d'Oro si trovava nella Colchide, appeso a una quercia nel bosco sacro di Ares, e il custode era un drago che non dormiva mai. Per questa missione, Giasone chiamò ad aiutarlo Argo, figlio di Frisso; e questi, su ispirazione di Atena, fece una nave a cinquanta ordini di remi, che dal nome del suo costruttore venne chiamata Argo. Atena stessa adattò alla prua una figura di legno parlante, fatta con una delle querce sacre di Dodona. Quando la nave fu pronta, Giasone consultò l'oracolo, e il Dio gli ordinò di imbarcarsi insieme agli uomini più valorosi di tutta l'Ellade.