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GIOVINEZZA DI EDIPO VERSIONE DI GRECO di Apollodoro TRADUZIONE dal libro Mythos
TRADUZIONE Dopo la morte di Anfione Laio prese il regno dei Tebani e condusse a nozze la figlia di Meneceo, che alcuni chiamano Giocasta e altri Epicasta. Sebbene il dio gli avesse comandato di non procreare perché il figlio sarebbe stato parricida, questo ubbriaco, si unì alla donna e fece nascere un figlio. Dopo ciò diede il bambino a un pastore affinché lo esponesse sul Citerone. Dei pastori di Polibio, re di Corinto, scoprendo il neonato lo portarono da sua moglie Peribea. Ella lo accolse e lo allevò con la figlia più grande come fosse figlio suo. Ma il fanciullo, diventato adulto e eccellendo sui coetanei per vigore, venne biasimato per invidia e fu ritenuto illegittimo. Egli allora, volendo apprendere la verità sui genitori, giunto a Delfi, chiese circa i suoi genitori.
Altre versioni con questo stesso titolo
Giovinezza di Edipo Libro Greco Nuova Edizione
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PERSEO E MEDUSA VERSIONE DI GRECO di greco TRADUZIONE dal libro Antropon odoi
Ἦσαν δὲ αὗται Σθενὼ Εὐρυάλη Μέδουσα. Μόνη δὲ ἦν θνητὴ Μέδουσα· διὰ τοῦτο ἐπὶ τὴν ταύτης κεφαλὴν Περσεὺς ἐπέμφθη. Εἶχον δὲ αἱ Γοργόνες κεφαλὰς μὲν περιεσπειραμένας φολίσι δρακόντων, ὀδόντας δὲ μεγάλους ὡς συῶν, καὶ χεῖρας χαλκᾶς, καὶ πτέρυγας χρυσᾶς, δι᾽ ὧν ἐπέτοντο. Τοὺς δὲ ἰδόντας λίθους ἐποίουν. Ἐπιστὰς οὖν αὐταῖς ὁ Περσεὺς κοιμωμέναις, κατευθυνούσης τὴν χεῖρα Ἀθηνᾶς, ἀπεστραμμένος καὶ βλέπων εἰς ἀσπίδα χαλκῆν, δι᾽ ἧς τὴν εἰκόνα τῆς Γοργόνος ἔβλεπεν, ἐκαρατόμησεν αὐτήν. Ἀποτμηθείσης δὲ τῆς κεφαλῆς, ἐκ τῆς Γοργόνος ἐξέθορε Πήγασος πτηνὸς ἵππος, καὶ Χρυσάωρ ὁ Γηρυόνου πατήρ·. Τούτους δὲ ἐγέννησεν ἐκ Ποσειδῶνος. Ὁ μὲν οὖν Περσεὺς ἐνθέμενος εἰς τὴν κίβισιν τὴν κεφαλὴν τῆς Μεδούσης ὀπίσω πάλιν ἐχώρει, αἱ δὲ Γοργόνες ἐκ τῆς κοίτης ἀναστᾶσαι τὸν Περσέα ἐδίωκον, καὶ συνιδεῖν αὐτὸν οὐκ ἠδύναντο διὰ τὴν κυνῆν. Ἀπεκρύπτετο γὰρ ὑπ᾽ αὐτῆς.
Esse si chiamavano Steno, Euriale e Medusa; Solo medusa era mortale e Perseo andava dalle Gorgoni perché voleva tagliare la sua testa. Le Gorgoni avevano sulle teste squame di serpenti spaventosi e volavano con ali dorate; ma se gli uomini le guardavano, li rendevano pietra. Quando Perseo giungeva presso di loro, Atena gli dava aiuto; ed egli infatti per guardare Medusa senza pericolo, si voltava indietro verso lo scudo di bronzo della dea come verso uno specchio, e così vedeva la sua immagine e le tagliava la testa. Pegaso e Crisaore saltavano fuori dalla testa di Medusa con molto sangue. L' uno era un cavallo alato, l'altro aveva una spada d'oro. Dunque Perseo metteva nella bisaccia la testa di Medusa ed andava di nuovo indietro. Quando le Gorgoni si alzavano dal letto, inseguivano invano Perseo; infatti non potevano vederlo a causa dell'elmo; infatti esso era straordinario e lo nascondeva.
Da altro libro
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MEDEA ABBANDONATA DA GIASONE
VERSIONE DI GRECO di Apollodoro
TRADUZIONE dal libro Greco terza edizione - pag. 383 n. 125
TRADUZIONE
giasone e medea arrivavano a corinto e trascurrevano dieci anni felicemente poi invece poiché il re di corinto creonte prometteva la figlia glauce in sposa a giasone giasone la sposava lasciando medea. questa chiamando gli sei sui quali giasone era solito giurare e spesso biasimando l'ingratitudine di giasone, mandava alla promessa sposa un peplo pieno di veleni, che vestendola si brucia con il padre che la aiutava poi uccideva i figli che aveva da giasone prendendo da elio il carro dei draghi volanti e fuggendo su questo arrivava ad atene alcuni dicono che fuggendo lasciava i bambini che erano ancora piccoli ponendo come supplici sull'altare di era acraia. i corinzi poi li ferivano facendoli alzare.
ALTRO TIPO DI TRADUZIONE GRECO NUOVA EDIZIONE
Giasone e Medea arrivarono a Corinto e trascorrevano felici dieci anni. Poi, invece, poiché il re Creonte di Corinto promise la figlia Glauce in sposa a Giasone, Giasone la sposava, lasciando Medea. Questa chiamando a testimoniare gli dei sui quali Giasone era solito a giurare e spesso biasimando l'ingratitudine di Giasone, mandava alla promessa sposa un peplo pieno di veleni, che vestendolo si bruciava con il padre che l'aiutava. Poi uccideva i figli che aveva da Giasone, prendendo da Elio il carro dei draghi volanti e fuggendo su questo arrivava ad Atene. Alcuni dicono che fuggendo lasciava i bambini che erano ancora piccoli ponendoli come supplici sull'altare (della dea) Era acraia. Poi i Corintesi li ferivano per farli alzare
Traduzione dal libro METIS
Giasone e Medea giungevano a Corinto e trascorrevano dieci anni essendo felici. Poi, il re di Corinto Creonte dato che promette in sposa la figlia a Giasone, Giasone la sposa, ripudiando Medea. Questa invocando gli dei che Giasone era solito invocare e criticando spesso l'ingratitudine di Giasone, manda alla sposa una vesta piena di veleni, che indossandola si incendia con il padre che accorreva in aiuto. Poi uccide i figli che aveva da Giasone, e prendendo dal Sole il carro dei serpenti volenti e fuggendo su questo arrivava ad Atene. Alcuni dicono che fuggendo lasciava i bambini che erano ancora piccoli mettendoli come supplici sull'altare di Era l'acraia, i Corinzi li ferivano facendoli alzare.
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CECROPE
VERSIONE DI GRECO di Apollodoro
TRADUZIONE dal libro Mythos
Cecrope, autoctono, con il corpo mescolato di uomo e di serpente per primo regnò nell’ Attica, e la regione inizialmente chiamata Attada lui si chiamò Cecropia. A suo tempo si dice che gli dei occupavano le città nelle quali ciascuno aveva intenzione di avere onori personali. Poseidone giunse per primo in Attica e perquotendo il tridente mostrò nel mezzo dell’ acropoli il mare che era chiamato Eretteo. Dopo di lui giunse Atena eavendo reso Cecrope testimone, piantò un ulivo. Poichè Atena e Poseidone litigavano riguardo la regione, Zeus ordinò che fossero giudici dodici dei e avendo questideciso la regione fu giudicata di Atena, avendo Cecrope testimoniato chela dea piantò l’ ulivo. La dea Atena dunque da lei stessa chiamò la città Atene.
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Vicissitudini degli Argonauti versione greco Apollodoro
Traduzione libro Mythos pagina 151 numero 19
Οι Αργοναυται Μυσια προσισχουσι. Ενταυθα δε Ηρακλεα και Πολυφημον κατελιπον. Υλας γαρ ο Θειοδαμαντος παις, Ηρακλεους δε ερωμενος, αποσταλεις υδρευσασθαι δια καλλος υπο νυμφων ηρπαγη. Πολυφημος δε ακουσας αυτου βοησαντος, σπασαμενος το ξιφος εδιωκεν, επο ληστων αγεσθαι νομιζων. Ζητουντων δε αμφοτερων τον Υλαν, η ναυς ανηχθη, και Πολυφημος μεν εν Μυσια κτισας πολιν Κιον εβασιλευσεν, Ηρακλης δε υπεστρεψεν εις Αργος. Απο δε Μυσιας απηλθον εις την Βεβρυκων γην, ης εβασιλευεν Αμυκος Ποσειδωνος παις και νυμφης. Γενναιος δε ων ουτος τους προσεχοντας ξενους ηναγκαζε πυκτευειν και τουτον τον τροπον ανηρει. Παραγενομος ουν και τοτε επι την Αργω τον αριστον αυτων εις πυγμην προεκαλειτο. Πολυδευκης δε υποσχομενος πυκτευσειν προς αυτον, πληξας κατα τον αγκωνα απεκτεινε. Των δε Βεβρυκων οπμησαντων προς αυτον, αρπασαντες οι αριστεις τα οπλα πολλους φευγοντας φονευουσιν αυτων.
TRADUZIONE
Gli Argonauti approdano in Misia. Qui lasciano Eracle e Polifemo. Infatti Ila, figlio di Teodante, amata da Eracle, essendo stato mandato aprendere l' acqua, a causa della sua bellezza fu rapita dalle ninfe. Polifemo avendola udito, poiché questo gridava, tirando fuori la spada correva credendo che fosse condotta via dai briganti. Mentre entrambi cercavano Ila, la nave salpó, Polifemo avendo fondato la città di Chio, regnó sulla Misia, invece Eracle tornó ad Argo. Dalla Misia, giunsero nella terra dei Bebrici su cui regnava Amico, figlio di Poseidone e una ninfa. Questo poiché era un uomo forte e violento, e sfidava tutti gli stranieri che passavano di là a una gara di pugilato: in questo modo li uccideva tutti. Così anche quel giorno Amico si avvicinò alla nave Argo, e sfidò il più bravo del gruppo a battersi con lui. La sfida fu raccolta da Polideuce: e subito il suo pugno colpì il re a un gomito e lo uccise. I Bebrici allora lo assalirono, ma i suoi nobili compagni strapparono le armi ai nemici, li misero in fuga e ne uccisero parecchi