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I BENEFICI DELLA CONCORDIA ED
I DANNI DELLA DISCORDIA
Versione di greco
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
TRADUZIONE
La concordia fa fiorire la regione e procura salvezza e libertà ai cittadini. La discordia al contrario, porta disgrazie ed è causa di rovina. Quando dunque c'è concordia nella regione, i cittadini lavorano con gioia; allora l'agricoltura e il commercio prosperano, le arti sono al culmine, e nella casa c'è felicità e ricchezze. Quando invece nella regione c'è discordia, nascono inimicizie e ingiustizie; allora i cittadini sono sopraffatti da sventure e sofferenze, gli abitanti sono turbati, la vita viene distrutta da dolori e disgrazie. Inoltre nella concordia si diffonde la pietà, nella discordia l'empietà. Perciò la concordia porta pace, la discordia è causa di malvagità. Anche la concordia nasce dalla píetas, la pietà è principio di saggezza. Perciò è necessario praticare e cercare la concordia, ed evitare la discordia.
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ALCESTI
VERSIONE DI GRECO di Apollodoro
TRADUZIONE dal libro Klimax - pagina 110 numero 80
Αδμήτου δέ βασιλεύοντος των Φερών, έθήτευσεν Απόλλων αύτώ μνηστευομένω τήν Πελίου θυγατέρα "Αλκηστιν. Εκείνου δέ δώσειν έπαγγειλαμένου τήν θυγατέρα τω καταζεύξαντι άρμα λέοντος και κάπρου, Απόλλων ζεύξας έδωκεν• ό δέ κομίσας προς Πελίαν "Αλκηστιν λαμβάνει. Θύων δέ έν τοις γάμοις έξελάθετο Άρτέμιδι θΰσαι• δια τοΰτο τον θάλαμον άνοίξας εΰρε δρακόντων σπειράμασι πεπληρωμένον. Απόλλων δέ ειπών έξιλάσκεσθαι τήν θεόν, ήτήσατο παρά μοιρών ϊνα, όταν "Αδμητος μέλλη τελευτάν, άπολυθή του θανάτου, αν εκουσίως τις υπέρ αύτοΰ θνήσκειν έληται. Ώς δέ ήλ-θεν ή του θνήσκειν ήμερα, μήτε του πατρός μήτε τής μητρός υπέρ αύτοΰ θνήσκειν θελόντων, "Αλκηστις ύπεραπέθανε. Και αυτήν πάλιν άνέπεμψεν ή Κόρη, ώς δέ ένιοι λέγουσιν, Ηρακλής προς αυτόν άνεκόμισε μαχεσάμενος "Αιδη.
TRADUZIONE
Quando reganava Admeto su Fere, Apollo era a servizio presso lui, che aspirava ad Alcesti, figlia di Pelia. Allora disse che avrebbe dato la figlia in sposa a colui che avrebbe aggiogato un carro con un leone e un cinghiale. Avendolo aggiogato Apollo, gliela concesse, andò da Pelia e sposò Alcesti. Facendo durante il matrimonio dei sacrifici, dimenticò di sacrificare ad Artemide, perciò avendo aperto la camera nunziale la trovò piena di spiare di serpenti. Allora Apollo, dicendo di placare la dea, chiese alle Moire che qualora Admeto stesse per morire fosse liberato dalla morte se volontariamente qualcuno si offrisse di morire al suo posto. Quando arrivò il giorno di morire, non volendo morire al posto suo né il padre n'è la madre, morì Alcesti. E Cere mandò indietro quella, come alcuni dicono; poiché Eracle aveva combattuto nell'Ade, la riportò con sè.
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LAIO ED EDIPO
TRADUZIONE dal libro Ellenisti - pag. 137 n. 4
TRADUZIONE
Laio tiranno di Tebe sposa Giocasta e per un certo tempo lui non ha figli. Allora domanda al dio la causa. La Pizia gli dà il responso: "Non generare figli perché altrimenti un figlio ti avrebbe ucciso. Laio non crede al responso e genera un figlio (Edipo è il suo nome): subito ordina gli schiavi di esporre il figlio. Gli schiavi prendono il figlio, ma non vogliono esporlo, lo danno alla donna di Polebo re di Corinto. Quando il figlio diviene uomo, Edipo apprende da parte dei servi la verità. Dunque giunge a Delfi e interroga la Pizia riguardo la sua nascita. Nella strada da Delfi Edipo incontra Laio: Laio superbo non vuole spostarsi dalla strada, Edipo per ira uccide il re, infatti non pensa che è suo padre.
Ulteriore proposta di traduzione
Il re di Tebe Laio sposa Giocasta; dopo un periodo di tempo adeguato non gli nascono figli. Egli allora interroga il dio riguardo la causa. La Pizia da questo responso: "Non generare figli, altrimenti il figlio ti uccide" . Ma Laio, non dando ascolto all' oracolo, genera un figlio: ha nome Edipo Subito ordina ai servi di esporre il bambino lontano da Tebe. Allora i servi prendono il bambino, ma non volendo esporlo lontano lo danno alla moglie di Polubo, Re di Corinto: ella, infatti, non poteva generare figli. Quando diventa un uomo, Edipo viene a conoscere la verità da un servo. Dunque, giungendo nella città di Delfi, interroga la Pizia riguardo alla sua nascita. Nella strada dalla città Edipo incontra Laio: Laio, superbo, non vuole spostarsi dalla strada, allora Edipo, in preda all'ira uccide il re non sapendo di uccidere il padre.
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EDIPO SVELA GLORIOSAMENTE L'ENIGMA DELLA SFINGE
VERSIONE DI GRECO di Apollodoro
TRADUZIONE dal libro Anthropoi - pag. 107 n. 93
Ή Ήρα εμεμπε γαρ εις τους θηβαιους την Σφιγγα, φοβερόν τερας: η δε προσωπον μεν γυναικος ειχε, στῆθος δε και βασιν και ουραν λεοντος και πτερυγας ορνιθοσ. Επ' ορος εκαθεζετο και αινιγμα προυτεινε τοις θεβαιοις: " Τι (Che cosa, pron interr. ) εστιν το εχον μιαν (una sola) φωνην και τετραπουν και διπουν και τριπουν γιγνομενον?" Κατα χρησμον, δεῖ τους θηβαιους το αινιγμα λυειν, οπως τῆς Σφιγγος απαλλασσωνται, διο πολλοι (molti, da polùs, nom. Masch. Pur. ) μεν πειρῶνται, επει δε ουχ ευρισκουσιν, η Σφιγξ αρπαζει τους αμαρτανοντας και καταβιβρωσκει. Ο δε Οιδιπους επιτυγχανει, λεγων το υπò τῆς Σφιγγος αινιττομενον ανθρωπον ειναι: ο δε γιγνεται τετραπους βρεφος ων, τοις τετταρσι κωλοις βαδιζων, τελειουμενος δε διπους, γερων δε τριτην προσλαμβανει βασιν το βακτρον. Ή Σφιγξ απò τῆς πετρας εαυτην ( si, pron rifl. Terza sing. Acc. ) ριπτει.
TRADUZIONE n. 1
Era infatti mandava ai tebani la sfinge, mostro terribile; questa aveva volto di donna, petto, piedi e coda di leone e ali di volatile. Era seduta su un monte proponeva un enigma ai Tebani: “Che cosa è la cosa che ha una voce sola e che è quadrupede, bipede e tripode?” Secondo l’oracolo è necessario che i Tebani risolvano l’enigma, per liberarsi della sfinge, perciò molti provano, e quando non trovano la soluzione, la sfinge prende quelli che sbagliano e li divora. Edipo riesce, dicendo che l’enigma della sfinge è un uomo; questi infatti è quadrupede quando è bambino, poiché cammina a quattro zampe, quando cresce è bipede, quando è vecchio si procura il bastone come terza gamba. La sfinge si lancia dalla rupe.
traduzione n. 2 alternativa
Era mandò ai tebani la sfinge, una creatura spaventosa: infatti aveva il viso di donna, il seno, le gambe e la coda di leone e le ali di uccello. Si posò su una roccia e propose ai Tebani un’enigma: “che cosa è che una voce e diventa quadrupede, poi bipede e poi tripode?” Secondo l’oracolo era necessario che i Tebani sciogliessero l’enigma in modo da mandare via la sfinge, perciò molti provavano e poiché non indovinavano, la sfinge prendeva coloro che fallivano e li divorava. Edipo indovinò, dicendo alla sfinge che gli aveva posto l’enigma, che era l’uomo: infatti è quadrupede quando è neonato, camminando con 4 estremità, da adulto bipede e quando è anziano aggiunge una terza gamba, il bastone. La sfinge quindi cadde dalla rupe
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IL TERRIBILE DESTINO DI EDIPO
VERSIONE DI GRECO di Apollodoro
INIZIO: μετα δε τὴν Ἀμϕίονος τελευτην Λαιος
FINE: γεγεννησθαι, Κορινθον μεν απελιπεν
TRADUZIONE N. 1
Dopo la morte di anfione, laio ereditò il regno. e avendo sposato la figlia di meceneo, che alcuni chiamavano giocasta altri epicasta, avendo il dio dato il responso disse di non generare (infatti il nato sarebbe stato un parricida) ma essendo ubriaco si unì alla moglie. egli da il figlio ad un pastore per abbandonarlo, avendo perforato le caviglie con gli spilli. ma quello lo espose sul Citerone, alcuni pastori di Polibo, re di corinto, trovato il bimbo, lo portarono a peribea, moglie di lui. costei accoltolo lo fa passare come figlio proprio e avendo curato le caviglie lo chiama edipo, postogli questo nome perché i suoi piedi erano gonfi. ma il bambino, divenuto adulto e segnalandosi fra i coetanei e per forza, per invidia lo oltraggiavano come bastardo. egli sebbene s'informasse da peribea non poteva sapere nulla; recatosi a delfi allora chiese notizia dei propri genitori. l'oracolo gli rispose di non avviarsi alla propria patria, poiché avrebbe ucciso suo padre e sposata sua madre. inteso ciò e credendo di essere nato da coloro dei quali si diceva figlio, abbandonò corinto.
TRADUZIONE N. 2
Dopo la morte di Anfione, Laio ricevette per eredità il regno. Sposò anche la figlia di Meneceo, alcuni la chiamano Giocasta, altri Epicasta, poiché l'oracolo del dio rispose che non avrebbero potuto avere figli si unì alla moglie essendo ubriaco (infatti il figlio sarebbe stato un parricida) e genera un figlio. Dopo questi fatti affida il neonato ad un pastore perché lo allevi nel Citerone. I pastori di Polibo, re dei Corinzi, trovando il fanciullo, lo portarono a sua moglie Peribea. Questa lo accoglie e lo nutre con grandissimo affetto, come suo figlio. Ma il bambino, divenuto adulto e segnalandosi fra i coetanei per forza, per invidia venne insultato e chiamato illegittimo. Egli, volendo sapere la verità a proposito dei suoi genitori, arrivando a Delfi, si informa a proposito di loro. l'oracolo gli rispose di non avviarsi alla propria patria, poiché avrebbe ucciso suo padre e sposata sua madre. Inteso ciò e credendo di esser nato da coloro dei quali si diceva figlio, abbandonò Corinto.