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LA TERRA PER VENDETTA GENERA I GIGANTI
VERSIONE DI GRECO di Apollodoro
TRADUZIONE dal libro Il test di greco - pag. 13 n. 19
TRADUZIONE
Gea (la terra), intanto, risentita a causa dei Titani, da Urano aveva generato i Giganti. Insuperabili per la grandezza dei corpi, invincibili per la forza, che sembravano terrificanti alla vista, che facevano scendere una barba lunga dalla testa e dal mento, e che avevano nei piedi (acc. di relazione) squame di serpente al posto dei piedi. Essi nacquero, come sostengono alcuni, a Flegra, a Pallene, come sostengono altri. E lanciarono verso il cielo pesanti massi e querce infuocate. Si distinguevano fra tutti Porfirione e Alcioneo, il quale era immortale, combattendo (meglio: se avesse combattuto) nella terra nella quale era stato generato/ era nato. Costui anche rubò i buoi a Elio da Erizia. Ma gli dei avevano una profezia, cioè che (epesegetica) nessuno dei Giganti poteva essere ucciso dagli dei, ma che sarebbero morti, quando un mortale avesse combatto insieme (a loro) (lett. genitivo assoluto). Venuta a conoscenza di questo, Gea cercava di un farmaco, affinche i Giganti non potessero essere uccisi da un mortale.
ALTRO TIPO DI TRADUZIONE da altro libro
La Terra, indignatasi con i titani, diede origine da Urano ai Giganti, da una altezza da corpi insperabile, che sembravano temibili agli occhi avendo una folta chioma che scendeva dalla testa e dai menti; avevano i piedi squamosi dei serpenti. Essi, come dicono alcuni, provenivano da Flegra, come dicono altri invece da Pallene. Lanciano al cielo delle pietre e delle querce infuocate. Si distinguevano fra tutti Porfirione e Acione, il quale era anche immortale se combatteva sulla terra dalla quale proveniva. Egli anche rubò i buoi di Elio da Erizia. Tra gli dei vi era una profezia: che nessuno dei giganti poteva essere ucciso dagli dei e sarebbero morti solo se un mortale avesse combattuto contro di loro. La Terra, capendo ciò, cercò un farmaco affinché i giganti non potessero essere uccisi da un mortale.
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DEUCALIONE E PIRRA VERSIONE DI GRECO di Apollodoro TRADUZIONE dal libro Greco nuova edizione
qui puoi trovare quella con lo stesso titolo ma diversa da altri libri
qui ancora un'altra diversa dal libro REMATA
Qui un'altra ancora diversa dal librogreco nuova edizione
Qui puoi trovare quella di Antropoi
Qui puo trovare quella di kata logon
Qui puoi trovare quella di gymnasion

Deucalione era figlio di Prometeo. Questi (Deucalione), che regnava sui luoghi intorno a Ftia, sposa Pirra, figlia di Epimeteo e Pandora, la prima donna plasmata dagli dei. Volendo Zeus distruggere il genere ( umano o la razza o la stirpe) dell’età del bronzo, dietro consiglio (consigliandolo) di Promèteo, Deucalione, costruiva un’arca e avendo messo i viveri, si imbarcava insieme a Pirra. Zeus allora, riversando dal cielo molta pioggia, sommergeva gran parte della Grecia, uccidendo tutti gli uomini, pochi solamente sopravvivevano per sorte e fuggivano sulle vicine alte montagne. Deucalione, essendo trasportato sull’arca attraverso il mare per nove giorni e un ugual numero di notti, approda al Parnaso e là, quando le piogge hanno tregua, sbarca, per sacrificare a Zeus protettore dei fuggiaschi. Zeus avendo inviato Ermes da da Deucalione, gli concede di chiedere ciò che desidera; ed egli chiede che ci siano gli uomini. E avendoglielo ordinato Zeus sollevandole sopra il capo scagliava pietre, e da una parte le pietre lanciate da Deucalione diventavano uomini, mentre quelle lanciate da Pirra donne.
Traduzione numero 2
Nasceva Deucalione figlio di Prometeo. Egli, come re dei territori presso Ftia, sposa Pirra figlia di Epimeteo e di Pandora, la prima donna che gli dei avevano plasmato. Poiché Zeus voleva sopprimere la stirpe dell'era del bronzo, consigliandolo Prometeo, costruisce un'arca (λάρναξ -ακος) in cui Deucalione si imbarca con Pirra, mettendovi inoltre le cose necessarie. Zeus, versando (χέω) molta pioggia dal cielo, sommerge gran parte della Grecia, sterminando così tutti gli uomini, solo alcuni di questi fuggono sulle alte montagne. Deucalione trasportato nell'arca per nove giorni lungo il mare, approda sul Parnaso dove sacrifica a Zeus protettore degli esuli. Zeus, mandando Ermes gli chiede ciò che desidera: che gli siano concessi gli uomini. Per ordine di Zeus (Zeus ordinante), prendeva pietre sollevandole sulla testa, quelle che lanciava Deucalione diventavano uomini, quelle che lanciava Pirra, donne.
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Edipo si allontana da Corinto per andare prima a Delfi e poi a Tebe
VERSIONE DI GRECO di Apollodoro
“Τελειωθείς δέ ο παις, καί διαφέρων των…” e finisce cn: “…Λάιον απέκτεινε, καί παρεγένετο εις Θήβας.
TRADUZIONE
Quando diventò un giovanotto, era il più forte di tutti i suoi coetanei: e un giorno, per invidia, lo offesero chiamandolo bastardo. Il ragazzo allora ne chiese la ragione a Peribea, ma non poté sapere niente; quindi si recò a Delfi, per interrogare il Dio sui suoi genitori. E il Dio gli disse di non andare mai nella sua terra patria, altrimenti avrebbe ucciso suo padre, e si sarebbe unito in amore con sua madre. Sentito questo, e credendo suoi genitori quelli che invece lo erano solo di nome, lasciò Corinto. Attraversando la Focide con il suo carro, in uno stretto passaggio incrociò il carro sul quale viaggiava Laio. Polifonte, l'araldo di Laio, gli gridò di spostarsi, ma Edipo non obbedì e rimase fermo. Allora Polifonte gli uccise uno dei cavalli, e Edipo, infuriato, uccise sia Polifonte che Laio, e arrivò a Tebe
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ERACLE SCENDE NELL'ADE
Versione di greco
Ἡρακλεῖ δωδέκατον ἆθλον Εὐρυσθεὺς ἐπέταξε Κέρβερον ἐξ Ἅιδου κομίζειν. Εἶχε δὲ οὗτος τρεῖς μὲν κυνῶν κεφαλάς, τὴν δὲ οὐρὰν δράκοντος, κατὰ δὲ τοῦ νώτου παντοίων εἶχεν ὄφεων κεφαλάς. Παραγενόμενος οὖν ἐπὶ Ταίναρον τῆς Λακωνικῆς, οὗ τῆς εἰς Ἅιδου καταβάσεως τὸ στόμιόν ἐστι, διὰ τούτου' ἐπῄει. Ὁπηνίκα δὲ εἶδον αὐτὸν αἱ ψυχαί ἀπέδρασαν. Ἐπὶ δὲ τὴν Γοργόνα τὸ ξίφος ὡς ζῶσαν ἕλκει, καὶ παρὰ Ἑρμοῦ μανθάνει ὅτι κενὸν εἴδωλόν ἐστι Πλησίον δὲ τῶν Αιδου πυλῶν γενόμενος Θησέα εὗρε καὶ Πειρίθουν τὸν Περσεφόνης μνηστευόμενον γάμον καὶ διὰ τοῦτο ἐν δεσμοῖς· ὄντα. Θεασάμενοι δὲ Ἡρακλέα τὰς χεῖρας ὥρεγον ὡς ἀναστησόμενοι διὰ τῆς ἐκείνου βίας. Ὁ δὲ Θησέα μὲν λαβόμενος τῆς χειρὸς ἤγειρε, Πειρίθουν δὲ ἀναστῆσαι βουλόμενος τῆς γῆς κινουμένης ἀπέλιπεν ἐν Ἅιδου.
TRADUZIONE
Come dodicesima fatica Euristeo comandò ad Eracle di portare via Cerbero dallAade. Questo aveva 3 teste di cane, coda di serpente, sulla schiena aveva teste di serpente di ogni genere. Giunto dunque presso Tenaro in Laconia, dove c'è l'ingresso della discesa dell'Ade, passava attraverso questo. Quando lo ebbero visto, le anime fuggirono. Sguainò il pugnale contro la Gorgonie e come se fosse viva e imparò da Ermes che è un fantasma vuoto. Giunto vicine le porte dell'Ade, trovò Teseo e Pirotoo, che aspirava alle nozze con Persefone e per questo era in catene. Avendo visto Eracle, tesero le mani come per tornare alla luce grazie alla forza di quello. Egli avendo preso le mani, svegliava Teseo e volendo far alzare Pirotoo poiché la terra si mosse lo lasciò a terra. .
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Ὠρίωνα δὲ Ἄρτεμις ἀπέκτεινεν ἐν Δήλῳ. τοῦτον γηγενῆ λέγουσιν ὑπερμεγέθη τὸ σῶμα·...
Ma a Delo Artemide uccise Orione. Dicono che il gigante Orione fosse figlio della Terra e fosse spaventoso quanto alla dimensione della corporatura; alcuni lo dicono figlio di Poseidone e di Euriale. Orione sposò per prima una donna famosa, ma Era...(CONTINUA)