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Pytagoras, qui clarissimus inter philosophos fuit, in insula Samo natus est, ex locuplete negotiatore et ibi magnis incremetis sapientiae formatus est ab optimis magistris. Deinde Aegyptum primo, mox Babyloniam, ubi mathemaici et astrologi praeclari erant, migravit ut motus siderum pernosceret et originem mundi spectaret. Cum ibi summam scientiam consecutus esset, regressus cretam et inde Lacedaemonem rebant. Cum ibi aliquot annos moratus eset et multis et utilissimis cognitionibus instructus esset, in Italiam ad Crotonem urbem devenit, cuius incolae, deliciarum cupidi, eo tempore maxime in luxuriam et ignviam lapsi erant. Ibi auctoritate sua et sapientiae praeceptis populum a ususm frugalitatis revocavit tanatamque laudem apud omnes adeptus est ut Crotonienses suum civem appellaverint.
Pitagora, che è il più famoso fra i filosofi, nacque nell'isola di Samo, da un ricco negoziatore e qui fu istruito con grandi erudimenti alla sapienza da ottimi maestri. Poi andò in Egitto, poi in Babillonia, dove c'erano famosi matematici e astrologi, per conoscere il movimento degli astri e apprendere l'origine del mondo. Dopo aver ottenuto una grande scienza (istruzione), fece ritorno a Creta e poi ritornò a Sparta. Avendo qui per alcuni anni abitato ed essendo stato istruito a molte e assai utili conoscenze, arrivò in Italia a Crotone, gli abitanti di cui, desiderosi di novità, in quel tempo erano deditii alla lussuria e all'ignoranza. Qui con la sua autorità e con in precetti della sapienza tolse l'uso il popolo della frugalità e fu degno presso tutti di tanta lode tanto che i crotonesi lo riterranno un un loro cittadino
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NERONE
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Successit huic Nero, Caligulae avunculo suo simillimus, ... eius imaginem cerneret, quali olim Troia capta arserat.
A Claudio successe Nerone molto simile a suo zio Caligola che danneggiò e indebolì l’impero romano, uomo dall’inusitato sfarzo e spese, visto che era tipo da lavarsi, dall’esempio di Caligola, in unguenti caldi e freddi, da pescare con reti d’oro che sollevava con funi di porpora. Uccise una smisurata parte del senato, fu nemico di tutti gli ottimati. Infine si disonorò con tanta vergogna sia per danzare, sia per cantare in teatro, in abbigliamento da citaredo o da tragedia. Commise molti parricidi essendo stati uccisi il fratello, la moglie e la madre. Incendiò la città di Roma, per vedere l’immagine dell’incendio di cui un tempo, Troia, conquistata, era bruciata.
Dal libro Lingua Viva
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Rex, cognoscendi plura cupidine accensus, rursus Macedones terram legerel iubet, donec ad Euphratis os adpellerent classem, inde adverso amne Babylonii subituros. Ipse, animo infinita complexus, statuerat, omni ad orientem maritimii regione perdomltii, ex Syria petere Africam, Carthagini inf{}nsus; inde, Numidiae solitudinibus peragratis, cursum Gades dirigere - ibi namque columnas Herculis esse fama vulgaverat - Hispanias deinde, quas Hiberiam Graeci a flumine Hibero vocabant, adire et praetervehi Alpes Italiaeque oram, unde in Epirum brevis cursus est.
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Il re, spinto dal desiderio di conoscere altre notizie, ordinò loro di costeggiare la terra, fino a farla approdare alla foce dell’Eufrate; da lì, risalendo il fiume, si sarebbero diretti verso Babilonia. Egli, che abbracciava col suo animo infiniti orizzonti, aveva stabilito, una volta sottomessa ogni regione costiera verso Oriente, di dirigersi dalla Siria alla volta dell’Africa, ostile a Cartagine, quindi, dopo aver attraversato i deserti della Numidia, di dirigersi verso Cadice, - qui infatti si diceva che vi fossero le colonne di Ercole, - quindi di raggiungere le Spagne, che i Greci chiamavano Iberia dal fiume Ibero, e di oltrepassare le Alpi e la costa d’Italia, dalla quale è breve il tragitto verso l’Epiro.
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Numa Pompilius, quo nullum Romanorum regem clariorem fuisse constat, astutia usus est ut civium effrenatos mores compesceret atque pietatem erga deos restitueret. apud oppidum Ariciam, haud longe ab urbe Roma, nemus erat sacrum Dianae, ibique specus olim fuit et fons aquae frigidae. Illuc Numa nocturno tempore adibat atque, omnibus remotis, in specu ingrediebatur atque tempus de undustria terebat, cum imnes interim, qui regem expectabant, essent metu ac veneratione perfusi. Illinc egrediens Numa de rei publicae statu simulabat se tractavisse cum Nympha Egeria Camenisque, quibus rex locum ipsum consecraverat. Ita factum est ut ipse dissolutos mores coerceret atque plebs, terrore metuque perculsa, maiorum religionem coleret.
Numa Pompilio, da cui risulta che non ci fu nessun re dei romani più brillante, si servì dell'astuzia per imprigionare gli sregolati costumi dei cittadini e restituire il rispetto verso gli dei. Presso la città di Arriccia, non lontano dalla città di Roma, c'era un bosco sacro a Diana, e dove un tempo ci fu una grotta e una fonte d'acqua fresca. Numa si avvicinava di notte verso quel luogo e, tutti lontani, entrava nella caverna e perdeva tempo di proposito, quandoinvece tutti quelli, che aspettavano il re, ebbero paura e furono invasi da venerazione. Uscendo da quel luogo Numa fingeva di trattare dello Stato con la ninfa Egeria e con le Camene, a cui il re consacrato lo stesso luogo. Così si fece in modo che lui stesso mettesse a freno gli sregolati costumi e la plebe, rispettasse la religione degli antenati.
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Henna autem, ubi ea quae dico gesta esse memorantur, est loco perexcelso atque edito, quo in sommo est aequata agri planities et aquae perennes, tota vero ab affini adito circumcisa atque directa est; quam circa lacus lucique sunt plurimi atque laetissimi fIores omni tempore anni, locus ut ipse raptum illum virginis, quem iam a pueris accepimus, declarare videatur. Nam prope est spelunca conversa ad aquilonem, infinita altitudine, ex qua Pluto fertur repente cum curru exstitisse abreptamque ex eo loco virginem secum asportasse et subito non longe a Syracusis sub terras penetrasse.
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Henna autem, ubi ea quae dico gesta esse memorantur, est loco perexcelso atque edito, quo in sommo est aequata...
D’altra parte Enna, dove si racconta siano accaduti questi fatti che sto raccontando, è collocata molto in alto; sulla sommità di questo luogo c’è una grande pianura ed acque perenni, ma è da tutti i lati scoscesa ed a picco, senza possibilità di accesso. Intorno ad essa ci sono moltissimi laghi e boschi e rigogliosissimi fiori in ogni stagione, ltanto che lo stesso luogo sembrava render noto quel rapimento della vergine, che fin da fanciulli abbiamo conosciuto. Infatti nelle vicinanze vi è una grotta volta a settentrione, di grande profondità, dalla quale si tramanda che Plutone velocemente fosse apparso con un carro e, rapita da quel luogo la vergine, l'avesse trasportata via con sè.
D'altra parte Enna, dove si racconta siano accaduti questi fatti che sto raccontando, è collocata molto in alto; li ci sono moltissimi laghi e boschi e rigogliosissimi fiori in ogni stagione, tanto che lo stesso luogo sembra render noto quel famoso rapimento della vergine, che abbiamo appreso fin da fanciulli. Infatti vicino vi è una spelonca rivolta verso settentrione, dalla quale tramandano che improvvisamente venne fuori col carro il padre Dite e, rapendo la vergine da quel luogo, la portò con sé e subito non lontano da Siracusa penetrò sotto terra; in seguito improvvisamente in quel luogo si formò un lago, dove da allora fino a questo tempo, i Siracusani festeggiano le feste annuali con grandissima partecipazione di uomini e donne.
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